Archive for the vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto Category

Grignetta: Canalone del Masso Incastrato o Canale Est (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 13, 2018 by fraclimb

domenica 07 gennaio

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Ravano doveva essere e ravano è stato, forse anche sopra ogni più rosea aspettativa se tale si può definire lo sfacchinare senza meta apparente prima e, soprattutto, dopo la parte “tecnica” della giornata. Eppure il Jag mi aveva ben avvisato e la mia natura, da bravo caiano, non può che rallegrarsi per la lotta di giornata. Il preambolo è già tutto un programma: ritrovo verso le 6 per andare in Grignetta a “vedere” un canale. Storco il naso, infilo la frontale nello zaino e sono pronto per affrontare la “notte”. Poi, sarà perchè il ritrovo ai Resinelli sembra decisamente troppo presto, ce la prendiamo comoda con i preparativi tanto da lasciare l’auto verso le 7:30 e infilarci lungo la pista da bob che ci deve portare al sentiero della traversata bassa nonché unico momento della giornata in cui sarebbero tornati utili i ramponi. Siccome però tutti e 7 abbiamo voglia di spaccarci l’osso del collo o, alla meglio, piroettare per aria e atterrare pesantemente col deretano, affrontiamo la lastra ghiacciata che ricopre la mulattiera senza curarci del rischio scivolata col risultato che ci muoviamo come un gruppo di pazienti della clinica riabilitativa fino ad uscire dalla pista di pattinaggio e infilarci nel bosco. Quando poi finalmente il canale si profila sopra le nostre teste, noi continuiamo a seguire il sentiero allontanandoci dal nostro obiettivo perchè, almeno così ci viene fatto credere, dovrebbe essere più comodo raggiungere la parte “tosta” salendo da destra. Sarà ma il risultato è che iniziamo a vagare come raminghi per paglioni gialli e tanto ripidi da richiedere quasi un po’ di “grass tooling” cercando di rientrare verso il nostro canale. Beffarda poi la Grignetta si diverte a scavare continue vallette e impluvi dietro ogni crinale che ci si para davanti finchè, finalmente, raggiungiamo il nostro obiettivo. La vestizione ci porta via il tempo necessario ad una sposa per agghindarsi tanto che inizio a fremere e a domandarmi se siamo venuti qui solo per imitare i camosci o per provare a mettere insieme una specie di salita alpinistica finchè non riesco più a tenere chiusa la molla e inizio a pedonare il canale seguito a ruota dal Jag. Ci bastano però pochi passi per arrivare già alla prima stazione: un breve saltino roccioso sul quale non posso certo sfigurare. [continua]

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Cima della Bacchetta: canalone del Canyon (val Camonica, Brescia)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on dicembre 29, 2017 by fraclimb

domenica 24, lunedì 25 dicembre

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Natale blasfemo. Natale contro ogni tradizione. Mi aggrego letteralmente a Jag e Walter senza avere la minima idea sulla meta nonostante la valanga di messaggi scambiati nei giorni precedenti. So solo che si andrà a fare un canale e così infilo picche e ramponi nel saccone che alla fine assomiglierà a quello di Babbo Natale solo che, mancandomi slitta renne, sarò io a dover fare il mulo!

Quando scendiamo dall’auto e iniziamo a inerpicarci su per il vallone, ho il forte sentore di aver sbagliato qualcosa: le chiappe dentro i pantaloni invernali stanno ribollendo e più sopra mi verrebbe voglia di strapparmi la maglietta di dosso. Sicuri che domani saliremo una canale di neve? Mi pare più il tempo per raccogliere fragole e lamponi! Continuo comunque a salire nella valle sperando di uscire il prima possibile dalla pentola a pressione finchè finalmente un filo di ombra e poi la prima neve arrivano a darci manforte. Superiamo i resti accartocciati delle scariche provenienti dai canali alla nostra sinistra, una specie di ice fall che ci deposita sull’ultimo tratto del percorso in prossimità del bivacco dove scopriamo di non essere gli unici avventori; oltre al topolino-gestore che alla sera scorrazzerà sul pavimento evidentemente scocciato per le briciole che lasciamo cadere dal tavolo nonostante le sue pulizie prenatalizie e infastidito per il trambusto portato nella sua dimora, troviamo infatti altri due alpinisti interessati ai festeggiamenti natalizi in famiglia tanto quanto noi. Così, sistemato il materiale e il giaciglio per una comoda notte sulle morbidi assi di legno, non ci resta che ammazzare il tempo con le “leccornie” faticosamente trasportate fin quassù ricordando il tradizionale cenone solo per le tempistiche bibliche visto che mai avrei immaginato di dover trangugiare minestra la vigilia di Natale!

Mi sono domandato per tutta la sera per quale motivo si fosse deciso di puntare la sveglia alle 5:30 e, quando questa suona, la domanda continua a non avere una risposta. Forse ci piace solo rompere le scatole al topolino-gestore. [continua]

Mont Maudit: cresta Kuffner (Monte Bianco, Alta Savoia)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on settembre 5, 2017 by fraclimb

martedì 15, mercoledì 16, giovedì 17 agosto

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Sembra che quest’anno stia riuscendo a togliermi un po’ di sassolini dalle scarpe. Prima è stata la volta del diedro Maestri, poi dello spigolo dei Comaschi (e qui, a dire il vero, ho estratto ghiaia come una cava!) quindi della Cassin alla Trieste e ora esaudisco un sogno accarezzato fin da quando ero una caiano infante: passare qualche notte in tenda su un ghiacciaio! Se poi la vista della suite da direttamente sul Gran Capucin e sui capolavori che ci stanno intorno, cosa si vuole di più dalla vita? Forse un materassino che non si sgonfia dopo mezz’ora!

Così, con il saccone stracarico, supero insieme al Walter il morente ghiacciaio verso la Combe Maudit, il campeggio per i prossimi quattro giorni. Troviamo la piazzola a metà tra i bagni (verso il Torino) e la riserva di neve fresca (verso il Gran Cap) e quindi iniziamo a scavare lo spazio necessario per la nostra tenda. Il primo giorno passa così: muli da soma e montatori; per i prossimi invece il programma è piuttosto vago con l’unica certezza che punteremo alla cresta Kuffner al Maudit. Mercoledì proviamo a districarci tra le relazioni raffazzonate su internet senza averne, almeno personalmente, studiato preventivamente il contenuto col risultato che, quando ci decidiamo per la Bonatti Tabou alla Chandelle, scopro mio malgrado che il materiale a nostra disposizione è piuttosto deficitario. Convinto comunque di potermela cavare in qualche modo, ci dirigiamo verso il pinnacolo iniziando ad inseguire le perfette fessure sul granito rosso. Il tentativo però naufraga ben presto a metà del primo tiro quando la carenza di ferri insieme alle mie doti lacunose di fessurista mi fanno pagare dazio costringendomi ad una ritirata con la coda tra le gambe. Insomma sembra che le vie dell’alpinista bergamasco debbano restare un… tabù! L’alternativa allora è salire una linea al Roi du Siam, via di cui alla fine non riesco nemmeno a capire se abbiamo completato il percorso e che, soprattutto, mi sembra una specie “paracarrata” in mezzo ad una marea di eleganti guglie. Ma per la ciliegina della spedizione, devo solo attendere l’indomani mattina quando, finalmente, metteremo le mani sull’elegante cresta del Maudit. [continua]

Pizzo di Coca: canale Nord Ovest (val d’Arigna, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on febbraio 3, 2017 by fraclimb

sabato 28, domenica 29 gennaio

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Sono al secondo bivacco invernale della stagione 2016-2017 e anche alla seconda botta post sballo da Coca di cui devo aver sviluppato una certa dipendenza. La prima volta da sud, questa dal caiano versante nord ma alla fine il risultato non cambia anche se il progresso è considerevole: dalla Valtellina mi mancano solo 50 fottutissimi metri per avere sotto i piedi il gigante orobico, col risultato che torno con un 2 a 0, un filo di amaro in bocca ma, tutto sommato, anche con una bella soddisfazione.

Partiamo sabato con comodo: visto che la neve sembra una spolverata di forfora, arrivare al bivacco dovrebbe essere una semplice formalità esclusa forse la mulattiera iniziale che potrebbe essersi trasformata in una pista per la Kostner! Poi c’è da considerare che anche qualcun altro potrebbe essersi ingolosito e abbia già occupato le suite dove passeremo la notte ma, davanti all’unica auto che troviamo al parcheggio, questa possibilità si riduce ad un fioco lumicino a meno di trovarci davanti all’automezzo di un gruppo di contorsionisti. Così ci allontaniamo dalla non riuscita pista di pattinaggio addentrandoci nelle viscere della valle mentre il sole se la svigna a gambe levate collassando verso ovest: chissà cosa sarà domani quando saremo agli antipodi da un bagno di Chanel n°5! Inseguendo quindi le uniche tracce disponibili lasciate da qualche ungulato girovago e dopo aver superato con equilibrismi estremi un torrente intrappolato nella rigidità glaciale, un vistoso semaforo si profila in lontananza. Il punto sotto il masso mi ricorda i racconti sulla tenda rossa del dirigibile Italia al polo nord, luogo di salvezza e contemporaneamente disperazione. Spero più nel primo che nel secondo mentre coltivo l’inutile dubbio che qualcuno possa avere occupato la camera reale. [continua]

Grignone: cresta di Piancaformia (Lecco II)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 27, 2017 by fraclimb

domenica 15 gennaio

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Avevo pensato alla cresta Segantini ma poi l’esperienza di ieri mi ha fatto rivedere il programma: con una neve così inconsistente e soffice, probabilmente senza ghiaccio, risalire quel percorso sarà certamente una lotta all’ultimo sangue (il mio!). Spulcio la guida e trovo un canale interessante in val Bodengo ma poi mi sorgono i dubbi: sarà in condizioni? Non rischiamo un buco nell’acqua? Ci sarebbe la falesia, però avevo lanciato la proposta a papà e mi scoccia lasciare perdere anche perchè una sgambata tornerà sicuramente utile per un programmino estivo che abbiamo nel cassetto. Non so quindi dove dirigere la barca: la lascio girare in tondo per un po’ e poi, alla fine, accetto la proposta della Piancaformia.

Già per raggiungere il parcheggio, dobbiamo fare i conti con la neve che imbianca l’ultimo tratto di strada finchè finalmente possiamo iniziare la nostra cavalcata verso la cima del Grignone poi, per il resto del percorso, il bianco elemento sarà presente solo in minima quantità, appena sufficiente a farci ricordare che siamo in inverno. Il primo tratto di sentiero nel bosco non mi alletta granchè: chissà quante volte l’ho già superato e, soprattutto, quante ancora lo affronterò eppure, immancabilmente, ho sempre il timore di perdermi il bivio per il Bietti e proseguire verso il Bogani!

Poi finalmente raggiungiamo l’attacco della cresta, una specie di bucolico anticamera tra alberi ritorti prima di finire in un ambiente decisamente più austero e tipicamente carsico. Non riesco a non pensare alla prima volta quando già qui navigavamo nella neve fino al ginocchio. Ogni passo era una specie di conquista mentre oggi la poca neve presente è facilmente aggirabile come l’acqua di un torrente sui sassi affioranti. Così risaliamo senza difficoltà fino ad uscire dal bosco: c’è di buono che la vetta resta nascosta dal susseguirsi di dossi che, uno dietro l’altro, si profilano all’orizzonte nascondendoci così la lunghezza della cavalcata. [continua]

Grignetta: cresta Sinigaglia (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 24, 2017 by fraclimb

sabato 14 gennaio

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Non è arrivata la manna dal cielo, è venuta giù un’inutile e flebile imbiancata che, a mala pena, riesce a vincere la lotta contro l’erba ingiallita dei prati. Insufficiente per sciare, solo un problema per scalare, troppo poca per rendere canali o creste degli interessanti e ghiotti bocconcini ma, alla fine, è qui dove rivolgerò le mie attenzioni.

Il canalone Porta se ne sta lì paziente ad aspettarmi: quante volte ho percorso il suo tratto finale? Eppure non sono mai salito direttamente dalla sua base e forse questa potrebbe essere l’occasione buona. L’idea mi viene mentre sono ancora sotto le coperte: mi pare una meta interessante così saluto l’abbraccio di Morfeo, metto insieme zaino e materiale e mi avvio verso il mio destino senza immaginare quanto la giornata sarebbe potuta diventare pericolosa.

Il sentiero è già tracciato, forse da uno o al massimo due escursionisti ma, quando arrivo alla base del canale, le orme continuano verso la Sinigaglia. Mi do l’ultimo sprone e inizio a camminare tra sassi ricoperti da un leggero lenzuolo bianco. Bastano pochi passi per raggiungere il primo ostacolo, un breve saltino che, in altre condizioni, non desterebbe alcuna preoccupazione; ora invece la neve inconsistente ricopre ogni possibile appoggio e appiglio sfaldandosi come fosse un mucchio di farina. Mi tocca quindi richiamare tutte le mie abilità da FF per poter cantare vittoria nella prima battaglia senza però accorgermi che intorno a me inizia a tessersi una tela che, lentamente, mi intrappolerà nella sua morsa asfissiante. Ignaro di tutto, riprendo così a salire fino all’ostacolo successivo, un’altra placca appoggiata ricoperta di neve e superabile da destra. Ci provo tre volte, tento anche da sinistra ma alla fine mi arrendo e alzo bandiera bianca. La tela si apre leggermente come se avesse mollato la presa. Non ho grandi alternative: o torno a casa, o salgo per la Sinigaglia, anche questa mai completata. [continua]

Legnone: canalone ovest (Valsassina, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 4, 2017 by fraclimb

sabato 17 dicembre

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Quando il Ricky mi comunica l’orario di partenza, mi viene voglia di dare buca e andare a fare l’FF ma alla fine alle 5:30 mi presento al ritrovo puntuale come uno svizzero e sveglio come un insonne per poi partire alla volta del Legnone. La prospettiva infatti di caianare su un bel canale mi stuzzica quel tanto dal farmi rotolare fuori dalle calde coperte e buttarmi tra le braccia del gelo che, a dirla tutta, tanto freddo non è!

Arriviamo così al parcheggio insieme alle prime luci dell’alba, giusto il tempo per non dover rimpiangere la mancanza della frontale dimenticata in un qualche meandro del caotico armadio mentre la nostra auto si aggiunge a quelle già presenti di altri caiani. Diviso quindi il materiale che per lo più avrà solo modo di spassarsela dentro lo zaino, ci incamminiamo lungo il sentiero. Probabilmente, incontrassimo qualche escursionista, penserebbe di essere davanti a un trio di matti o, alla meglio, a una qualche prova per il carnevale: suona infatti piuttosto strano vedere una coppia di picche su ogni zaino in un ambiente che ricorda un deserto con la sua tavolozza di gialli e marroni mentre l’unico bianco è quello della brina! In tutto questo però, visto che ci piace vincere facile, c’è l’indubbio vantaggio di avere un avvicinamento decisamente facilitato e che si riduce a una semplice pascolata durante la quale riusciamo comunque a superare l’imbocco della “traccia” che conduce all’attacco finendo fino al ricovero Ca’ de Legn. Risolto quindi l’errore, ci buttiamo a testa basta lungo il ripido prato, una specie di taboga verso la val Torrone e, individuato un altro trio di aspiranti salitori, li mettiamo nel mirino per poi raggiungere la verticale della linea mentre loro si divertono su alcune placchette di misto roccia-erba. Il primo impatto con le facili roccette che il generale inverno avrebbe dovuto provvedere a coprire di ghiaccio e neve non è dei più amichevoli: mi sento infatti come Pinocchio, legnoso e intrappolato nella rigidità degli scarponi, incapace di spalmare la suola sulla placca lavorata e appoggiata. [continua]