Archive for the vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto Category

Mont Maudit: cresta Kuffner (Monte Bianco, Alta Savoia)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on settembre 5, 2017 by fraclimb

martedì 15, mercoledì 16, giovedì 17 agosto

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Sembra che quest’anno stia riuscendo a togliermi un po’ di sassolini dalle scarpe. Prima è stata la volta del diedro Maestri, poi dello spigolo dei Comaschi (e qui, a dire il vero, ho estratto ghiaia come una cava!) quindi della Cassin alla Trieste e ora esaudisco un sogno accarezzato fin da quando ero una caiano infante: passare qualche notte in tenda su un ghiacciaio! Se poi la vista della suite da direttamente sul Gran Capucin e sui capolavori che ci stanno intorno, cosa si vuole di più dalla vita? Forse un materassino che non si sgonfia dopo mezz’ora!

Così, con il saccone stracarico, supero insieme al Walter il morente ghiacciaio verso la Combe Maudit, il campeggio per i prossimi quattro giorni. Troviamo la piazzola a metà tra i bagni (verso il Torino) e la riserva di neve fresca (verso il Gran Cap) e quindi iniziamo a scavare lo spazio necessario per la nostra tenda. Il primo giorno passa così: muli da soma e montatori; per i prossimi invece il programma è piuttosto vago con l’unica certezza che punteremo alla cresta Kuffner al Maudit. Mercoledì proviamo a districarci tra le relazioni raffazzonate su internet senza averne, almeno personalmente, studiato preventivamente il contenuto col risultato che, quando ci decidiamo per la Bonatti Tabou alla Chandelle, scopro mio malgrado che il materiale a nostra disposizione è piuttosto deficitario. Convinto comunque di potermela cavare in qualche modo, ci dirigiamo verso il pinnacolo iniziando ad inseguire le perfette fessure sul granito rosso. Il tentativo però naufraga ben presto a metà del primo tiro quando la carenza di ferri insieme alle mie doti lacunose di fessurista mi fanno pagare dazio costringendomi ad una ritirata con la coda tra le gambe. Insomma sembra che le vie dell’alpinista bergamasco debbano restare un… tabù! L’alternativa allora è salire una linea al Roi du Siam, via di cui alla fine non riesco nemmeno a capire se abbiamo completato il percorso e che, soprattutto, mi sembra una specie “paracarrata” in mezzo ad una marea di eleganti guglie. Ma per la ciliegina della spedizione, devo solo attendere l’indomani mattina quando, finalmente, metteremo le mani sull’elegante cresta del Maudit. [continua]

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Pizzo di Coca: canale Nord Ovest (val d’Arigna, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on febbraio 3, 2017 by fraclimb

sabato 28, domenica 29 gennaio

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Sono al secondo bivacco invernale della stagione 2016-2017 e anche alla seconda botta post sballo da Coca di cui devo aver sviluppato una certa dipendenza. La prima volta da sud, questa dal caiano versante nord ma alla fine il risultato non cambia anche se il progresso è considerevole: dalla Valtellina mi mancano solo 50 fottutissimi metri per avere sotto i piedi il gigante orobico, col risultato che torno con un 2 a 0, un filo di amaro in bocca ma, tutto sommato, anche con una bella soddisfazione.

Partiamo sabato con comodo: visto che la neve sembra una spolverata di forfora, arrivare al bivacco dovrebbe essere una semplice formalità esclusa forse la mulattiera iniziale che potrebbe essersi trasformata in una pista per la Kostner! Poi c’è da considerare che anche qualcun altro potrebbe essersi ingolosito e abbia già occupato le suite dove passeremo la notte ma, davanti all’unica auto che troviamo al parcheggio, questa possibilità si riduce ad un fioco lumicino a meno di trovarci davanti all’automezzo di un gruppo di contorsionisti. Così ci allontaniamo dalla non riuscita pista di pattinaggio addentrandoci nelle viscere della valle mentre il sole se la svigna a gambe levate collassando verso ovest: chissà cosa sarà domani quando saremo agli antipodi da un bagno di Chanel n°5! Inseguendo quindi le uniche tracce disponibili lasciate da qualche ungulato girovago e dopo aver superato con equilibrismi estremi un torrente intrappolato nella rigidità glaciale, un vistoso semaforo si profila in lontananza. Il punto sotto il masso mi ricorda i racconti sulla tenda rossa del dirigibile Italia al polo nord, luogo di salvezza e contemporaneamente disperazione. Spero più nel primo che nel secondo mentre coltivo l’inutile dubbio che qualcuno possa avere occupato la camera reale. [continua]

Grignone: cresta di Piancaformia (Lecco II)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 27, 2017 by fraclimb

domenica 15 gennaio

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Avevo pensato alla cresta Segantini ma poi l’esperienza di ieri mi ha fatto rivedere il programma: con una neve così inconsistente e soffice, probabilmente senza ghiaccio, risalire quel percorso sarà certamente una lotta all’ultimo sangue (il mio!). Spulcio la guida e trovo un canale interessante in val Bodengo ma poi mi sorgono i dubbi: sarà in condizioni? Non rischiamo un buco nell’acqua? Ci sarebbe la falesia, però avevo lanciato la proposta a papà e mi scoccia lasciare perdere anche perchè una sgambata tornerà sicuramente utile per un programmino estivo che abbiamo nel cassetto. Non so quindi dove dirigere la barca: la lascio girare in tondo per un po’ e poi, alla fine, accetto la proposta della Piancaformia.

Già per raggiungere il parcheggio, dobbiamo fare i conti con la neve che imbianca l’ultimo tratto di strada finchè finalmente possiamo iniziare la nostra cavalcata verso la cima del Grignone poi, per il resto del percorso, il bianco elemento sarà presente solo in minima quantità, appena sufficiente a farci ricordare che siamo in inverno. Il primo tratto di sentiero nel bosco non mi alletta granchè: chissà quante volte l’ho già superato e, soprattutto, quante ancora lo affronterò eppure, immancabilmente, ho sempre il timore di perdermi il bivio per il Bietti e proseguire verso il Bogani!

Poi finalmente raggiungiamo l’attacco della cresta, una specie di bucolico anticamera tra alberi ritorti prima di finire in un ambiente decisamente più austero e tipicamente carsico. Non riesco a non pensare alla prima volta quando già qui navigavamo nella neve fino al ginocchio. Ogni passo era una specie di conquista mentre oggi la poca neve presente è facilmente aggirabile come l’acqua di un torrente sui sassi affioranti. Così risaliamo senza difficoltà fino ad uscire dal bosco: c’è di buono che la vetta resta nascosta dal susseguirsi di dossi che, uno dietro l’altro, si profilano all’orizzonte nascondendoci così la lunghezza della cavalcata. [continua]

Grignetta: cresta Sinigaglia (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 24, 2017 by fraclimb

sabato 14 gennaio

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Non è arrivata la manna dal cielo, è venuta giù un’inutile e flebile imbiancata che, a mala pena, riesce a vincere la lotta contro l’erba ingiallita dei prati. Insufficiente per sciare, solo un problema per scalare, troppo poca per rendere canali o creste degli interessanti e ghiotti bocconcini ma, alla fine, è qui dove rivolgerò le mie attenzioni.

Il canalone Porta se ne sta lì paziente ad aspettarmi: quante volte ho percorso il suo tratto finale? Eppure non sono mai salito direttamente dalla sua base e forse questa potrebbe essere l’occasione buona. L’idea mi viene mentre sono ancora sotto le coperte: mi pare una meta interessante così saluto l’abbraccio di Morfeo, metto insieme zaino e materiale e mi avvio verso il mio destino senza immaginare quanto la giornata sarebbe potuta diventare pericolosa.

Il sentiero è già tracciato, forse da uno o al massimo due escursionisti ma, quando arrivo alla base del canale, le orme continuano verso la Sinigaglia. Mi do l’ultimo sprone e inizio a camminare tra sassi ricoperti da un leggero lenzuolo bianco. Bastano pochi passi per raggiungere il primo ostacolo, un breve saltino che, in altre condizioni, non desterebbe alcuna preoccupazione; ora invece la neve inconsistente ricopre ogni possibile appoggio e appiglio sfaldandosi come fosse un mucchio di farina. Mi tocca quindi richiamare tutte le mie abilità da FF per poter cantare vittoria nella prima battaglia senza però accorgermi che intorno a me inizia a tessersi una tela che, lentamente, mi intrappolerà nella sua morsa asfissiante. Ignaro di tutto, riprendo così a salire fino all’ostacolo successivo, un’altra placca appoggiata ricoperta di neve e superabile da destra. Ci provo tre volte, tento anche da sinistra ma alla fine mi arrendo e alzo bandiera bianca. La tela si apre leggermente come se avesse mollato la presa. Non ho grandi alternative: o torno a casa, o salgo per la Sinigaglia, anche questa mai completata. [continua]

Legnone: canalone ovest (Valsassina, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 4, 2017 by fraclimb

sabato 17 dicembre

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Quando il Ricky mi comunica l’orario di partenza, mi viene voglia di dare buca e andare a fare l’FF ma alla fine alle 5:30 mi presento al ritrovo puntuale come uno svizzero e sveglio come un insonne per poi partire alla volta del Legnone. La prospettiva infatti di caianare su un bel canale mi stuzzica quel tanto dal farmi rotolare fuori dalle calde coperte e buttarmi tra le braccia del gelo che, a dirla tutta, tanto freddo non è!

Arriviamo così al parcheggio insieme alle prime luci dell’alba, giusto il tempo per non dover rimpiangere la mancanza della frontale dimenticata in un qualche meandro del caotico armadio mentre la nostra auto si aggiunge a quelle già presenti di altri caiani. Diviso quindi il materiale che per lo più avrà solo modo di spassarsela dentro lo zaino, ci incamminiamo lungo il sentiero. Probabilmente, incontrassimo qualche escursionista, penserebbe di essere davanti a un trio di matti o, alla meglio, a una qualche prova per il carnevale: suona infatti piuttosto strano vedere una coppia di picche su ogni zaino in un ambiente che ricorda un deserto con la sua tavolozza di gialli e marroni mentre l’unico bianco è quello della brina! In tutto questo però, visto che ci piace vincere facile, c’è l’indubbio vantaggio di avere un avvicinamento decisamente facilitato e che si riduce a una semplice pascolata durante la quale riusciamo comunque a superare l’imbocco della “traccia” che conduce all’attacco finendo fino al ricovero Ca’ de Legn. Risolto quindi l’errore, ci buttiamo a testa basta lungo il ripido prato, una specie di taboga verso la val Torrone e, individuato un altro trio di aspiranti salitori, li mettiamo nel mirino per poi raggiungere la verticale della linea mentre loro si divertono su alcune placchette di misto roccia-erba. Il primo impatto con le facili roccette che il generale inverno avrebbe dovuto provvedere a coprire di ghiaccio e neve non è dei più amichevoli: mi sento infatti come Pinocchio, legnoso e intrappolato nella rigidità degli scarponi, incapace di spalmare la suola sulla placca lavorata e appoggiata. [continua]

Pizzo del Ferro Orientale: via normale (val Masino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on dicembre 21, 2016 by fraclimb

mercoledì 07, giovedì 08 dicembre

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Ancora una volta mi trovo solitario a inseguire i miei sogni. Probabilmente il motivo sta nel fatto che la maggior parte degli altri caiani oggi è al lavoro ma non è nemmeno da escludere che il sottoscritto possa essere piuttosto antipatico o forse con l’alito pesante. Già perchè quando mi trovo in falesia a staffare tra uno spit e l’altro, non è difficile trovare qualcun altro con le rotelle non proprio in asse ma poi, quando arriva il momento della resa dei conti, salta fuori che la zia del trisavolo dell’amico di infanzia della nonna di un lontano conoscente ha un fastidiosissimo pelo incarnito sotto l’alluce e quindi il potenziale compare deve assolutamente assistere la megera! Come risultato, mi trovo quindi a blaterare del più e del meno con la mia ombra e con il peluche di coccodrillo che tira fuori il muso guardingo dallo zaino. Gli sci sono rimasti in macchina perchè il sadomaso mi piace fino ad un certo limite: la neve infatti inizia solo sopra i 2000 metri e, tra l’altro, con un numero di centimetri non molto diversi da quello della compagnia con cui ansimo su per il pendio. Mi metto quindi a pestare neve sperando di riuscire a raggiungere l’obiettivo di giornata con il motore che ha già iniziato a dare segni di cedimento trasformando quindi gli ultimi metri in una specie di via Crucis che mi porta, finalmente, davanti alla ridente tolla rossa sormontata da uno spesso cappello nevoso. Riesco solo ad aprire la metà superiore della porta e poi, con un movimento “Cassina” che meriterebbe almeno un 9, mi ritrovo all’interno della struttura a recuperare la pala del badile modello Fiat: il manico infatti è un optional non compreso nello strumento! Poco male, non ho molto da spalare e, se non altro, l’attività mi permette di tenere alta la temperatura corporea in attesa di iniziare gli altri mestieri di casa: sciogliere la neve, preparare un buon tè quindi liquefare dell’altra neve e cucinare il risotto per la cena. Alle 20:30, dopo aver sbarrato la porta d’ingresso nel timore di non si sa cosa, io, la mia ombra e il peluche di coccodrillo ci infiliamo nel sacco a pelo e sotto un paio di coperte in attesa dell’arrivo di Morfeo. [continua]

Parete nord Tour Ronde (Alta Savoia)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on luglio 11, 2016 by fraclimb

domenica 03 luglio

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La prospettiva di inizio settimana era ben diversa: scalata dura su una serie di vie che di fatto coprono metà dell’arco alpino, peccato solo non aver incontrato anche il consenso delle previsioni!Così l’ipotetica meta si sposta in zona Briancon, su una salita che ha tutte le prerogative della noiosa, insignificante e costosa linea da FF; appurato che Cece è in compagnia di altri tre assatanati, mi rivolgo quindi ad altri lidi alla ricerca di qualcosa che profumi di caianesimo. Eccomi quindi, come da tradizione, a completare l’incastro solo al venerdì, ottenendo i permessi di Micol e preparandomi psicologicamente ed economicamente per quella che sarà la caianata della domenica. Già, perchè quando il Giaguaro risponde alla mia richiesta dicendo che andrà coll’Umbe a fare la nord della Tour Ronde, non ci penso due volte ad aggregarmi. Monte Bianco? Parete nord? La manna del caiano! Solo col passare delle ore mi viene in mente che quei maledetti di Courmayeur chiedono il sangue per la funivia che sale a punta Helbronner. Comunque, oramai sono in ballo, mi preparo a fare il donatore perchè non voglio finire tra la schiera di indecisi che si tirano indietro dopo aver proposto la salita con l’ultima funivia del sabato per poi dormire in tenda (grande sbatta!) e partire la mattina prestissimo così da avere delle “buone condizioni”.

La sveglia della domenica è comunque ben prima dell’alba tanto che verso le 6 siamo già davanti alla biglietteria e, alle 7, siamo catapultati nel mondo dei ghiacci perenni. Ci muoviamo rapidamente verso l’attacco restando ancora una volta strabiliato per il mondo di granito rosso e ghiaccio che si protende dal circo glaciale. Prima o poi tornerò a mettere le mani sul Gran Capucin!

Poi arriviamo in vista dell’attacco. Nello zaino abbiamo il mondo, scarpette comprese, perchè il dubbio che la parete non fosse in condizioni ci ha consigliato di valutare delle alternative. [continua]