Archivio per luglio, 2018

Torre Crisalva: Edelweiss (Grigna, Valsassina, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 25, 2018 by fraclimb

sabato 07 luglio

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Credo di essere arrivato alla fase discendente della parabola, sarà l’età. Tiro, tiro la corda e poi, ad un certo punto, ho più stimoli a starmene a dormire piuttosto che ad alzarmi quando il sole ancora sonnecchia. Oddio, forse per un non-caiano, il mio concetto di “dormire” rasenta la blasfemia e, in ogni caso, è solo un momento per ricaricare le batterie e affrontare un’altra infilata di settimane a mille all’ora. Questa volta la discesa capita quasi a fagiolo: in quota sembra si possa andare a fare solo i pinguini e poi alla sera sono invitato a scroccare la cena così ne approfitto per proporre a Gughi di tornare là dove ancora aleggia il puzzo di morte.

Mi sento un po’ strano ad osservare il punto del volo, a ricordare il momento in cui sono rimasto appeso ad un tiro di schioppo dal prato. Credo sia la stessa sensazione del reduce che torna a far visita ai posti dove ha combattuto. Questa volta però mi limito ad girare lo sguardo sulla parete, fantasticare su una possibile linea per poi mettermi alla caccia dei fix di Edelweiss.

Se dovessi fare affidamento sulla vista da aquila del Gughi, penso potrei centrare in pieno il muro del pianto a Gerusalemme. D’altra parte se lui dovesse affidarsi alle sole mie indicazioni, probabilmente non riuscirebbe a trovare un filo d’erba nella campagna inglese! Poi ho dalla mia l’indubbio vantaggio di essere già stato da queste parti e avere una vaga idea su dove debba passare la linea e così, alla fine, riesco a scovare la prima piastrina e iniziare a scalare. Mi bastano i primi passi per capire che ho completamente sbagliato l’approccio: mi aspettavo una via da FF e invece intuisco che qui dovrò lottare e non poco. Già sui primi movimenti in placca infatti la via mostra un inaspettato caratterino così, mentre il sottoscritto se la deve vedere con l’ennesimo rompicapo arrampicatorio, il Gughi impartisce lezioni al solerte e interessato escursionista sulle dinamiche di funzionamento della tecnica assicurativa; non sbraito né inveisco verso il basso solo per mantenere un certo ritegno e perchè, sulla carta, il tiro dovrebbe essere facile. Ma è soprattutto sulle due lunghezze seguenti che devo guadagnarmi metro su metro. Inizio con un muro verticale a buchi che mi ricorda vagamente Hemmental Strasse e poi, quando la parete si appoggia un po’, inizio a vedere i sorci verdi sotto forma di spalmate tendenti all’estremismo. D’altra parte, come saccentemente pontifica l’ennesimo escursionista di passaggio, sono solo su un quinto perchè, da queste parti, ci sono solo vie su queste difficoltà! [continua]

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Pizzo d’Eghen: Siddharta (Valsassina, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 12, 2018 by fraclimb

domenica 01 luglio

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Vado a scalare con la concorrenza: la proposta è di Luca e, dopo aver avviato le rotelle, non mi ci vuole molto a richiamare la “big wall” all’ombra del lecchese e una via sulla quale avevo messo gli occhi da tempo. Così provo a lanciare l’amo e, anche se forse non di suo massimo gradimento, il pesce allla fine abbocca.

Il bosco è la classica foresta del Borneo con umidità al 1000 per 100 e noi due che buttiamo fuori più acqua della fontana di Trevi. Chiaramente le immagini della Cassin si sono sovrascritte e mischiate a quelle delle altre caianate tanto che i ricordi dell’avvicinamento assomigliano a quelli delle lezioni del liceo: una specie di agglomerato di nebulose perso nell’infinità dello spazio. Ho però la mia perfetta relazione, forse la prima volta che mi affido a quello che scrivo, e così mi sento tranquillo quasi come Luigi XVI in Place de la Concorde. Alla fine riusciamo a raggiungere il traverso nel bosco, una traccia che, non si capisce per quale ragione, a metà si volatilizza come i pasticcini lasciati troppo a lungo a portata del mio braccio.

Che lo zoccolo sia il marito della zoccola non ci vuole molto a capirlo. Per fortuna che sia stato imbrigliato da una ragnatela di corde fisse che, tirandole come il campanaro le corde delle campane, mi fanno arrivare all’attacco già con le braccia gonfie. Insomma, quando iniziamo a scalare sono nelle condizioni ideali per rischiare di passare fuori di testa! Mi infilo allora nel canale basale dove più che le tecniche maturate in falesia, tornano utili quelle della lotta per la sopravvivenza tra erba e blocchi che rischiano di scollarsi al solo passare dello sguardo. Arrivo così sotto la direttiva del presunto camino di Siddharta dove allestisco la sosta a friend sperando di non venire poi cazziato dal Luca perchè non ho seguito i crismi del manuale delle Giovani Marmotte caiano. Intanto che recupero il socio inizio a guardarmi intorno e provare a rispondere alla domanda esistenziale dell’alpinista: ma dove diavolo passa la via? Già perchè del chiodo di sosta non ho scorto alcuna traccia e non sono poi così sicuro di volermi infilare in quella spaccatura accogliente come la bocca dell’orco dopo la bagna cauda. L’unico motivo per il quale non inizio a dare segni di squilibrio è la presenza di un’intrigante sosta a fix qualche metro a sinistra, dove la roccia sembra quella del Wenden e non un aggregato male assortito di pezzi di calcare. Peccato solo che io debba salire sul marcio ma almeno così posso arroventarmi sulle questioni esistenziali caiane: perchè diavolo mi trovo qui? Forse perchè sono stato io a proporre questa ravanata? [continua]

 

Poncione di Cassina Baggio: Tanti Auguri (val Bedretto, Ticino)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 11, 2018 by fraclimb

sabato 30 giugno

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Non ci siamo: 10 minuti abbondanti di ritardo sono inaccettabili, così tutti i programmi rischiano di andare gambe all’aria e, soprattutto, potrei decidere di divorarmi entrambe le brioches. Cerco di resistere alla tentazione e, alla fine, quando arriva Raffaella, la colazione è ancora integra. Solo che in Svizzera non si può correre pena la sedia elettrica o, se va bene, i lavori forzati e così il disastroso ritardo resta tale finchè la macchina si ferma al parcheggio per l’avvicinamento pianeggiante da FF perchè, alla faccia del corso caiano appena terminato, dobbiamo pure evitare di sfacchinare in salita passando dalla capanna Piansecco! Non insisto più di tanto sull’opzione comoda che, in fondo, asseconda anche il mio nascosto lato poltrone e, dopo aver tirato fuori dalla polvere gli antichi ricordi del precedente tentativo, arriviamo all’attacco della via con precisione chirurgica. Dopo aver evitato di venire inghiottiti dalla famelica voragine tra roccia e nevaio, mi diletto a farmi tirare su per la parete da Raffaella convinto che poi procederemo in alternata. La capocordata però ci prede gusto lasciandomi così nel ruolo del succhia-corda per i primi tiri finchè anch’io la smetto di starmene a riposo e inizio a preoccuparmi su come raggiungere la vetta. Poiché tutto (a parte il ritardo iniziale) sta perfettamente filando liscio, sulla quinta lunghezza decido di fare provare a Raffaella la tenuta del copertone ma, non avendo alcuna ruota a portata di mano, non trovo nulla di meglio che il sottoscritto come vittima sacrificale e così lascio che il piede mi scappi dall’appoggio e la forza di gravità faccia il suo corso. Peccato solo che tra il punto in cui faccio Icaro e la sosta ci sia un solo friend che inizio a guardare terrorizzato prima che questo vada fortunatamente in trazione impedendomi di sfracellarmi sulle cenge sottostanti. Sul tiro seguente devo fare la mosca e appiccicarmi alla roccia confidando nella tenuta delle scarpe. Sinceramente il passo aleatorio mi trova impreparato ma, alla fine, la mia abilità nel trasformare i piedi in un paio di ventose mi evita una seconda caduta verso il basso. Riesco così a tenere per un po’ a bada l’indole da Fraclimb ma, alla partenza della penultima lunghezza, questa esplode come una scolaresca alla campanella di fine anno scolastico. [continua]