Archivio per dicembre, 2021

Grignone: canalone di Sinistra (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on dicembre 31, 2021 by fraclimb

sabato 18 dicembre

Il sentiero si allunga infinito nel bosco. Lungo lo è sempre stato, soprattutto al ritorno, ma ora sembra come la pasta della pizza, qualcosa che si stira all’infinito senza mai spezzarsi, un po’ come la retta in geometria. Poi, come al solito, ce la prendiamo comoda come quando si è in procinto di perdere l’ultimo treno per tornare a casa e così finisce che procediamo come una valanga orizzontale verso il Bietti travolgendo gli alpinisti che si trovano sui nostri binari. Non mi pare quasi vero di essere nuovamente da queste parti: trivello nella memoria ma non riesco a riconoscere gli strati geologici dell’ultima volta che sono stato da queste parti, forse dev’essere quando ho salito il canalone Ovest, oppure chissà, sembra che quaggiù qualcuno abbia ribaltato e mischiato ogni cosa, tempo e ricordi sembrano la pasta pasticciata, un casino indescrivibile. Intanto, più in alto, la situazione non pare meno intricata: c’è una coppia che sta facendo il lavoro sporco nuotando nella neve a tratti inconsistente mentre sopra resta il dubbio se il bianco elemento sia sufficiente o abbia fatto la fine del gelato in piazza ad agosto. Dovremo andare a sbatterci il muso, non c’è alternativa così al rifugio prepariamo gli alberi di Natale all’imbraco e poi, come le renne coi campanellini, ci avviamo tintinnanti sulle tracce del duo. La coppia arranca mentre noi fagocitiamo la traccia come la balena il krill: non è perchè siamo più forti ma solo perchè siamo dei cinici approfittatori poi lanciamo la zampata finale e gli siamo addosso. [continua]

Val Gerola: monte Lago (Sondrio)

Posted in scialpinismo on dicembre 29, 2021 by fraclimb

lunedì 06 dicembre

Non scelgo il monte Lago perché è lì (giusto per parafrasare Mallory) ma perché l’avevo fatto con il corso di scialpinismo (meglio non ricordare quanti anni fa perché altrimenti mi renderei conto di essere vecchio) e, non so perché, il cervello me l’ha riproposto un po’ come quando si apre l’armadio e salta fuori qualche vecchia maglietta dimenticata. Così do un occhio al bollettino e mi metto in macchina, rigorosamente in compagnia del solo me stesso. A volte un po’ di solitudine non guasta: ci si può fermare quando meglio si vuole, si va al ritmo che si preferisce e soprattutto ci si può lamentare in santa pace senza nessuno che ti dia contro. Poi però alla lunga iniziano a crescere peli da tutte le parti, le unghie diventano artigli e si inizia solo a dire: “Ehi Bubu, hai visto quel cestino?”.

Lascio la macchina con gli sci nello zaino e, visto il dislivello, parto subito con la testa bassa. Ovviamente pagherò la scelta. Il sentiero è piuttosto avaro di polvere bianca e così finisce che, con un breve intermezzo, gli sci rimangono sull’attenti sulla mia schiena finchè, ritornato sulla mulattiera sufficientemente innevata, posso finalmente mettermi a scivolare sul manto bianco. Supero l’alpe Piazza e poi seguendo la traccia pedonata arrivo alla spalla alla base del pendio finale. Mi sembra che la cima sia ad un tiro di schioppo e che il famigerato ultimo tratto non sia poi così ripido eppure una rapida occhiata all’altimetro mi fa trasalire. Mi mancano circa 300 metri di sfacchinata prima di raggiungere la croce e le bandiere di vetta! Impossibile: ci dev’essere un qualche errore nello strumento. Già mi sembra di aver sfacchinato a sufficienza, ben oltre i 700 metri che indicherebbe l’altimetro e poi la cima non mi sembra per nulla così distante! Allora parto. [continua]

Val Verzasca: monte del Corgell (Ticino)

Posted in escursioni on dicembre 25, 2021 by fraclimb

domenica 05 dicembre

Mi fermo di stucco davanti al cartello di divieto d’accesso: e ora che faccio? Secondo la guida dovrei proseguire fino al paese di Corippo e eventualmente parcheggiare lungo la strada: già vedo i morsi alle ruote e la gogna pronta a chiudersi sul mio collo. Faccio manovra valutando se lasciare l’auto in corrispondenza dell’ampia curva non si possa poi tradurre con una condanna in un campo di lavori forzati e, codardi, alla fine optiamo per cercare un parcheggio sulla cantonale. Così eccoci a scrutare il lato strada e il conta chilometri che macina decine di metri prima di riuscire a trovare uno slargo sufficiente per parcheggiare e mettere la prima X sulla lista delle cose da fare. La seconda forse è anche peggio: passare dai +20 dell’abitacolo al gelo polare dell’esterno. Rimpiango la cara vecchia Punto: senza il sensore della temperatura non si aveva idea di quanto si sarebbe dovuto precipitare, una volta aperta la portiera, prima di rimettere i piedi sulla colonnina di mercurio. Il freddo però non è sempre del tutto negativo: almeno ci obbliga a impostare un semi-turbo lungo il nastro d’asfalto che ci riporta al cartello, quindi al ponte e, finalmente, all’inizio del sentiero che funge da scorciatoia per raggiungere Corippo. Poi arriva il sole e i bastoncini Findus delle nostre dita iniziano a scongelarsi. Corippo è un minuscolo agglomerato di case avvinghiate le une sulle altre come a volersi tener caldo: strisciamo tra i viottoli per poi raggiungere il pendio che si impenna dietro il villaggio, una specie di sigaro arrotondato che sale sempre più ripido verso il cielo blu. Inizia così la nostra lenta marcia seguendo il sentiero a zig-zag che ci porta nel bosco soprastante. In giro non c’è anima viva, sarà forse per la stagione o per la meta non particolarmente famosa ma, tutto sommato, la solitudine non mi dispiace affatto. Il bosco di betulle si sostituisce a quello di castagni ma la pendenza quella no, quella resta sempre costante. Probabilmente in altre circostanze avrei parlato di “salita della morte” ma, forse per il ritmo posato, ora si limita solo a raggiungere il grado di “salita della sincope”! [continua]

Riviera di levante: lago di Bargone e passo del Bocco di Bargone (Genova)

Posted in escursioni on dicembre 8, 2021 by fraclimb

sabato 06 novembre

Siamo all’imbocco della stradina con un fottuto ritardo sulla tabella di marcia per colpa di una serie di entra-esci e avanti-indietro in autostrada prima di raggiungere Sestri Levante. C’ho già il cuore in gola e il velo scuro della notte certo non aiuta ad abbassare il battito del muscolo che in questo frangente, chiuso in auto, dovrebbe seguire i passi strascicati di un liscio mentre mi pare di trovarmi davanti al subwoofer di una discoteca! D’altra parte in testa rimbombano ancora le parole terrifiche del proprietario: “mi raccomando, arrivate con la luce!”. Gli rispondo minimizzante col sorriso ancora sulle labbra: “Mi spiace, ma non riusciamo: arriveremo verso le 20:30” e allora l’interlocutore inizia a tuonare, tipo l’orco di Pollicino: “No! Assolutamente no! Dovete per forza arrivare con la luce!” mancano solo le storie di streghe e folletti o di qualche maniaco di coppiette appartate e avremmo la ciliegina. Io però faccio il duro e continuo: “Guardi” provo a spiegare “partiremo da Parma non prima della 17, ci è proprio impossibile arrivare prima…”. Cala il silenzio, dall’altoparlante soffia solo il respiro del mio interlocutore che alla fine, rassegnato, chiude la comunicazione con un laconico e poco convinto “Ok”. E ora siamo alla resa dei conti: come sarà questa fantomatica mulattiera? Sarà la strada da terrore di cui qualcuno scrive su Tripadvisor? O un nonnulla in confronto all’accesso al Ratikon o ad un paio di stradine fatte quest’estate in Croazia? Accendo gli abbaglianti e parto: la mulattiera inizia ripida e stretta ma nulla di particolarmente trascendentale. Così finisce che una volta arrivati all’agriturismo delle Sorgenti del Gromolo l’unica cosa che turba il silenzio della notte è il Caddy col suo rombo e i suoi fari oltre al nostro andare avanti e indietro per capire dove poter posteggiare. [continua]