Archivio per febbraio, 2016

Rheinwald: Chilchalphorn (Grigioni II)

Posted in scialpinismo on febbraio 25, 2016 by fraclimb

domenica 21 febbraio

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Finalmente chiudo i conti e metto una bella X anche su questa vetta che, tra un tentativo fatto e diversi ipotizzati, mi è passata davanti già diverse volte, rischio che, a dire il vero, ho corso anche oggi quando, giunto poco oltre la metà ho iniziato a cogliere i frutti della partenza a razzo (non si sa bene per quale motivo) sebbene avessi continuato a ripetermi il mantra “sali con calma, vai adagio”.

Quando scendo dalla macchina, pur trovandomi ancora all’ombra, un insolito calore mi avvolge mentre la neve sembra già una specie di granita indurita sebbene non siano ancora le 9. Insomma ci sono tutte le premesse per una sfacchinata colante in salita e una lotta in discesa! Lascio il pile nel bagagliaio e mi avvio alla caccia degli altri scialpinisti che sembrano diretti, almeno per ora, sul mio stesso itinerario solo che difficilmente penso che qualcuno di loro possa puntare al Lorenzhorn, il mio vero obiettivo. Quindi, forte anche della traccia ben battuta, risalgo molto rapidamente il primo tratto, fino ad un alpeggio poco oltre il quale era naufragato il precedente tentativo. Oramai mi è chiaro che se avessi voluto stare in solutidine, avrei dovuto puntare a qualche altra zona, ma qui la situazione si fa ancora più affollata! Riprendo fiato e cerco quindi di partire prima che il gruppone caiano inizi la sua marcia verso l’alto mentre un sole primaverile mi consiglia di continuare a mezze maniche. Tutto al momento fila liscio: raggiungo un bivio della traccia e punto diritto, mentre la gran massa svolta a destra: forse mi sono tolto dalla ressa?

Passa però poco che inizio a pagare le conseguenze della sparata iniziale mentre lo sci sinistro inizia pesantemente e faticosamente a scorrere lungo la traccia: maledetto zoccolo! Da qui in avanti, sarà una lotta continua contro la neve che si impatacca sulle pelli formando un ammasso duro e pesante che mi ancora al suolo. Per di più la stanchezza si fa sentire con il risultato che ben presto abbandono l’idea del lontano Lorenzhorn e punto alla più vicina vetta del Chilchalphorn. Mancano “pochi” metri, circa 300 ma così sarebbero se fossi in condizioni normali mentre ora riesco a superarli solo con la forza della determinazione. Osservo chi mi precede, poi il deposito degli sci: devo tenere duro, mancano pochi passi inoltre il problema zoccolo sembra passato. [continua]

Sempione: monte Leone (Vallese)

Posted in scialpinismo on febbraio 5, 2016 by fraclimb

sabato 30 gennaio

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Quando guardo la web-cam, capisco finalmente a cosa possa servire la pala: spostare la neve e metterla davanti agli sci! Tommy mi dice di avere fiducia mentre mi spara un rovescio comunicandomi l’ora del ritrovo: 5:15! Ci penso una frazione di secondi e, sebbene mi sembri esageratamente presto, accetto ben volentieri la sveglia da caianesimo extreme.

Se quindi desideravo tanto la lotta con l’alpe, già durante il viaggio iniziamo a ingollarne qualche boccone: il parabrezza infatti inizia a macularsi di piccole gocce d’acqua lasciandoci l’orripilante sospetto che proprio oggi la siccità abbia deciso di levare le tende. In realtà lassù l’idraulico interviene con rapida solerzia e, dopo una manciata di chilometri, la perdita è già risolta.

Ci muoviamo quindi alla volta del Sempione sotto una spessa coltre di nuvole che però, giunti oramai alla meta, sembra quasi in procinto di squarciarsi . Con questa speranza (perchè non siamo dei caiani sadomaso), lasciamo quindi la macchina inoltrandoci nella nebbia alla ricerca del giusto tracciato. Seguo Tommy come il cane dietro il padrone finchè il cielo si fa sereno e il percorso diventa più chiaro. L’ambiente intorno a noi si apre su una finestra imponente e, mentre sparo vaneggiamenti a raffica sulle possibili cime che ci circondano,  ci avviciniamo alla sella sovrastante. L’obiettivo mi pare a portata di mano, praticamente già raggiunto, così quando Tommy mi informa sulla distanza mi colpisce nuovamente con un inaspettato destro. Eppure la botta non lascia segni: resto convinto che il dislivello sia più contenuto e, passato in testa, inizio a risalire deciso il pendio con l’idea che si potrebbe anche tentare il Breithorn! Caiano spaccone, ecco come potrei chiamarmi!

Ad accoglierci alla sella c’è solo un noioso vento che spira alle nostre spalle così, immaginandomi l’ambiente del colle sud all’Everest, avanzo lungo il breve tratto pianeggiante alla ricerca di un qualche riparo. Sciisticamente parlando, la gita potrebbe anche concludersi qui ma dove sarebbe lo spirito caiano? Volato via sotto la spinta di Eolo?  [continua]

Antimedale (torrione Rosa, Davide e Stefano): in ricordo di Marco Anghileri (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on febbraio 2, 2016 by fraclimb

domenica 24 gennaio

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Sono passati poco più di due mesi eppure la macchina gira ancora bene, oserei dire quasi alla perfezione. L’allenamento in falesia sembra dare i suoi frutti e noi siamo veramente forti! L’autoconvinzione e l’elogiarsi può fare miracoli! Ma forse proprio l’essersi trasformati in odiati FF è il motivo del principale e forse unico errore: aver dimenticato il casco. Il fatto è che, se io mi ricordo della protezione per il cranio solo quando sono già a Lecco, per Cece la lampadina si accende quando stiamo già salendo lungo il sentiero. Appunto: la salita. Una volta l’avremmo fatta quasi di corsa; ora, sarà forse per dare tempo al sole di sorgere, sembriamo due sottospecie di bradipi. E poi, a segnalare una troppo spiccata indole da FF, ci si mette un’intera da 80 metri (di cui alla fine non ho neanche capito l’utilità)  e il gri gri. Così bardati, raggiungiamo quindi la base della Chiappa senza avere ancora effettivamente deciso per quale via saliremo alla parte alta della parete. Mentre quindi un’altra cordata affronta la prima lunghezza, Cece parte a razzo con l’idea forse di fare un unico tiro della via: insomma, l’indole caiana, sentito il richiamo, torna finalmente a fare la voce grossa mentre mi chiedo se non sia forse meglio salire slegati piuttosto che affidarsi all’effetto yo-yo e a protezioni più saltate che rinviate! Non che quando arrivi il mio turno, sotto il tetto al termine del terzo tiro, la musica cambi: anche il sottoscritto si impegna non poco a salire il più rapidamente possibile limitando al minimo le rinviate per evitare problemi di attrito. Resto solo sorpreso dell’unto diedro alla quarta lunghezza dove ricordavo una protezione a rendere più sicuro il tratto più impegnativo della via. Evidentemente o la memoria inizia a fare cilecca o qualcuno si è divertito a levare un chiodo! Poco male: afferro quei due o tre panetti di burro e mi rovescio sopra l’ostacolo inebriandomi con una slittata della scarpetta che fortunatamente non porta ad alcuna conseguenza. Così archiviamo la prima pratica pronti a ripetere la mitica via tra le Chiappe. È ancora Cece a condurre lungo l’interessante monotiro che avevamo aperto quasi due anni fa. L’amico risale la placca, raggiunge il muretto con provvidenziale fessurina e poi prosegue per roccette e sfasciumi fin poco sotto il sentiero di discesa. Fin qui dunque il terreno noto non ci ha creato problemi mentre ora ci apprestiamo a varcare una nuova soglia dalle incognite abbastanza considerevoli. È un po’ come affrontare un banco di nebbia con i fari spenti. [continua]

Grona: direttissima (Como)

Posted in escursioni on febbraio 2, 2016 by fraclimb

sabato 23 gennaio

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Di solito per decidere la gita mi devo arroventare le meningi rovistando nei meandri del cervello per poi, immancabilmente, girare attorno ai soliti posti e a proposte scontate. Questa volta, invece, l’idea salta fuori quasi all’improvviso, spinta ancora dalla molla dell’antifalesismo: un posto con un pizzico di caianesimo ma non troppo è la soluzione ideale! Devo considerare poi di accontentare il lato Pisolo che se ne starebbe a ronfare sotto il piumone per poi dare il là alla fustigazione mentale del ripensamento serale. In tutto questo, non devo poi dimenticare che in alto fa freddo e c’è la neve o, almeno, qualche strana leggenda così racconta della stagione invernale. A conti fatti, non sembrano restare molte opportunità eppure la soluzione mi si para davanti senza difficoltà: Grona! Sembra il posto ideale: dislivello contenuto e viaggio relativamente breve accontentano Pisolo; il percorso completamente al sole viene incontro alla richiesta di caldo; assenza di neve ma ambiente simile ad una Grignetta in miniatura rispondono infine alle esigenze della semplice passeggiata e, contemporaneamente, del caianesimo. Così, alla fine, il plastico del plastico delle Dolomiti sale sul gradino più alto del podio.

Partiti quindi con certa comodità, inseguiamo la fine della stradina che ci permette di salire il più possibile verso la nostra meta. Strano pianificare una camminata per poi spingersi col mezzo motorizzato il più in alto possibile!

Il percorso sale quindi tra un bosco di giovane betulle scheletriche alla volta del rifugio Menaggio permettendoci di guadagnare rapidamente quota. Mi sento leggero, come spinto da una forza misteriosa: sarà forse che ho lo zaino praticamente vuoto? O forse la super potenza data dalla corsa settimanale? [continua]