Archivio per luglio, 2017

Eldorado: Motorhead (Haslital, Berna)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 24, 2017 by fraclimb

sabato 15 luglio

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Se settimana scorsa mi era sembrato di arrivare all’ultimo, questa volta solo venerdì mattina, dopo aver sentito tutta la rubrica telefonica, trovo finalmente Marco: mi sono fissato con Motorhead, forse solo perchè sulla carta sembra un obiettivo salibile in giornata da Como, così mi trovo aggregato ad un gruppo di WhatsApp che sembra andare d’accordo con l’organizzazione come il sottoscritto con un week end a Rimini! Praticamente vengo sommerso da una valanga di messaggi sulla pianificazione e annessi arzigogolamenti vari per toccare l’apice quando, arrivati ad un’apparente quadra sul fatto che useremo la mia auto caricandola all’inverosimile e dopo aver fatto nuovamente presente che la sera dovrò rientrare in Italia, Lorenzo se ne esce con un “Ah! Ma questo è un problema!”. Beh, evidentemente non sono l’unico ad avere una RAM da Commodor 64! Alla fine, senza che riesca a capire come, salta fuori un’altra auto che alla mattina si presenta carica come un automezzo della traslochi Ballerini! Col forte dubbio che domenica Marco riuscirà a salire sulla famigliare, iniziamo la prima breve rassegna di perdita di tempo: la colazione prima di varcare il confine elvetico. Poco male: abbiamo tutta la giornata, solo che al momento non sappiamo che questa breve sosta sarà solo l’antesignana di quelle infinite che dovremo fare al termine di ogni tiro. Poi la seconda causa nel dissipare minuti preziosi è la folle concezione dei limiti svizzeri che costringono a continui cambi di velocità pena la sedia elettrica. Alla fine arriviamo indenni ai piedi del Gottardo dove ad accoglierci troviamo un ammasso di nuvole simpatico come un rivenditore porta a porta di enciclopedie; l’unica speranza (o per lo meno così provo a convincermi) sta nel fatto che dovremo valicare altri due valichi prima di lasciare l’auto. Infatti al Furka siamo avvolti nella nebbia e, superato il Grimsel, il comitato d’accoglienza prevede anche la presenza di Eolo! Inizio a capire perchè nessuno era disposto a muoversi solo sabato! Ci imbacucchiamo per benino e puntiamo quindi a raggiungere il capo opposto del lago dove sembrerebbe splendere il sole. In effetti, dopo una scarpinata lungo un sentiero che, a discapito del fatto corra di fianco ad una massa d’acqua, deve avere una qualche predilezione per le montagne russe, arriviamo finalmente sotto la massa granitica dell’Eldorado, una specie di pepita solcata da placche e fessure. [continua]

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Cima di Zocca: spigolo Parravicini (Valmasino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 20, 2017 by fraclimb

sabato 08 luglio

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Ogni mattina, la preoccupazione principale del leone è essere più veloce della gazzella.

Ogni mattina, la preoccupazione principale della gazzella è essere più veloce del leone.

Ogni settimana, la preoccupazione principale del caiano è organizzare il terreno per la lotta con l’alpe di sabato e domenica.

Giovedì sera sono ancora in balia delle mie paturnie: sembra proprio che questo week end tutti siano impegnati a fare altro. Perchè il canto stridulo dell’aquila non ammalia più come un tempo? Poi a Carate sono folgorato come Paolo sulla via di Damasco: incontro il Danilo e la mia memoria da gallina mi ricorda delle sue parole sul Parravicini così riesco a convincerlo al battesimo di fuoco a base di bivacco il venerdì sera per poi scalare il giorno successivo.

L’ignaro si ritrova quindi a sobbarcarsi la piacevole passeggiata lungo la Valle con partenza da san Martino dato che la navetta ha già terminato il servizio per poi scarpinare verso l’Allievi, il tutto condito dagli effetti dei miei ricordi a macchia di leopardo. Così inizio a rassicurarlo sul fatto che dal ponte ad un fantomatico alpeggio e da qui alla fine della foresta tropicale di abeti e poi al mitico pianone non ci sia poi molta strada ma, evidentemente, qualcuno deve essersi divertito ad allungare il sentiero! Perdendo così di colpo tutta la (scarsa) credibilità e ingurgitando l’amaro calice della verità, mi rassegno al da farsi e ai movimenti tettonici, evidente causa dell’innalzarsi del percorso, e continuo a trascinarmi il più in alto possibile finchè gambe, schiena ma soprattutto stomaco iniziano il loro ‘48. Al pianoro decidiamo quindi di assecondare le richieste dei rivoltosi mentre, come due rabdomanti al contrario, cerchiamo un posto asciutto dove abbandonare la soma e installare la nostra cucina nonché camera da letto sotto un tetto stellato. Oramai ho una specie di routine che rasenta l’autismo: risotto liofilizzato e quindi prendo le sembianze di Tutankhamon nel sacco a pelo.

Il sabato mattina arriviamo all’Allievi con un tempismo perfetto: i componenti del corso regionale per istruttori d’alpinismo si stanno infatti muovendo verso i rispettivi obiettivi, così ci accodiamo alle 3 cordate dirette al Parravicini forti del fatto che, mentre loro punteranno direttamente agli ultimi tiri, noi proveremo l’integrale. [continua]

Piccolo Lagazuoi: Vonbank e Maurizio Speciale (alta Badia, Belluno)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 13, 2017 by fraclimb

sabato 17, domenica 18 giugno

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A volte mi domando quale sia la molla che mi spinge a raccontare delle mie scorribande per i monti. Poi penso alla mia memoria di gallina e tutto mi diventa un po’ più chiaro: se un domani dovessi guardarmi indietro domandandomi di una salita, potrei spulciare questa sequenza di bit e rispondere ai ricordi appiccicati con la Prit. La riprova di quanto sia fitta la nebbia calata sul mio passato ce l’ho proprio alla vigilia dell’ennesimo week end caiano quando, con il corso d’alpinismo, andiamo al passo Falzarego. So solo che la località si trova in Crolloniti (perchè così dice il programma) ma, per il resto, navigo completamente nel buio tanto che su Google digito “arrampicata al passo Falzarego” sperando di trovare qualche minima informazione. In effetti la vaga indicazione è più che sufficiente per trovare una valanga di notizie e casualmente fare un po’ di luce nella notte del passato: sfogliando infatti le pagine della rete, mi accorgo che qualche anno fa avevo già messo piede da queste parti salendo parte della Maurizio Speciale.

Sabato, dopo aver attraversato metà nord Italia, ci ritroviamo quindi al Falzarego con una puntualità da far venire invidia alle ferrovie elvetiche peccato solo che parte della comitiva sia rimasta bloccata in val Gardena causa chiusura del passo! Così con un piccolo gruppo di superstiti, ci dirigiamo verso la vicina Vonbank, già presa d’assalto da una cordata che ben presto esaurisce la magra dose di pazienza causa una lenta risalita in una direzione che, ben presto, ci pare opposta a quella corretta. Non aspetto quindi oltre e mollo gli ormeggi su per la parete lungo il percorso corretto relegando così la coppia a spettatrice delle nostre chiappe e a sorbirsi le lungaggini di 4 cordate di un corso caiano. Fortunatamente questa volta mi è andata bene: la coppia di allievi sale senza problemi e così rapidamente raggiungiamo il punto in cui è possibile svicolare dalle difficoltà e uscire più velocemente dalla parete. È però ovvio che non potrò abbandonare la nave che veleggia col vento in poppa e così ci stacchiamo dal resto del gruppo per dirigerci verso la placca fessurata che costituisce il tratto più impegnativo della salita. Quando poi sbuchiamo oltre il muretto dell’ultima sosta, un vento pungente ci martella sul volto consigliandoci un miglior riparo nell’attesa che anche il resto della combricola esca dalla parete per poi raggiungere il rifugio Dibona sotto la Tofana di Rozes. [continua]