Archivio per luglio, 2014

Monte Garzo: Havanna (valle Maggia, Ticino)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 24, 2014 by fraclimb

sabato 19 luglio

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Se dovessimo andare a fare le vacanze nella foresta del Borneo, direi che avremmo azzeccato la meta di giornata (anche se, questa volta, di infidi insetti nemmeno l’ombra!).
Già la settimana è stata travagliata: all’inizio si prospettava l’idea di una due giorni con l’alpinismo giovanile, una mazzata dal punto di vista economico. Poi le previsioni salvano il portafogli promettendo tempesta, bufera e diluvio universale per domenica. A quel punto il week end si libera improvvisamente e noi iniziamo quindi a chiederci dove andremo a liberarci dalle tossine milanesi. Passata la bici, accontentato l’escursionismo, resta da soddisfare la voglia di vie quindi sfoglio la guida e punto al lago di Naret. Ma la val Maggia è lunga e, quando passiamo sotto il monte Garzo, Micol viene tentata dalle infauste placche di Pinocchio. Praticamente sono un grosso pentolone pieno d’acqua pronta a bollire appena il fuoco ai suoi piedi verrà acceso. Nonostante il rischio, ci fermiamo a modificare i piani e dirottare la rotta stabilita: dall’alto della mia esperienza (forse più dovuta ai centimetri che non agli effettivi anni di pratica vista la scelta poi presa), metto in guardia Micol che lì certamente schiatteremo a meno che (per fortuna c’è sempre un “se”) non finiremo la via entro le dodici. Siccome confido nella nostra velocità, sono anche certo che, entro l’ora delle streghe, saremo comodamente fuori dalla piastra incandescente. Così scegliamo la via e iniziamo a colare. Le fronde degli alberi ricordano il rigoglioso verde di una foresta pluviale e i tassi di umidità quelli di una sauna. Pensiamo che piova ma sono solo le nostre gocce di sudore finchè finalmente il supplizio termina. Non siamo gli unici pazzi: una coppia di ragazze tedesche è già pronta a partire, proprio lungo la linea che avremmo scelto anche noi! [continua]

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Engadina: passo del Lunghin (Grigioni)

Posted in escursioni on luglio 24, 2014 by fraclimb

domenica 13 luglio

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Ieri mi è andata bene e oggi provo ancora a giocare la carta della fortuna. Decidiamo la sera del sabato dove andare a sgranchire le gambe dopo aver dato un’ultima speranzosa occhiata alle previsioni: bene o male (più la seconda che la prima!) il tempo è lo stesso da tutte le parti e quindi decidiamo di puntare alla zona dell’Engadina visto e considerato che poche settimane fa aveva anche portato bene. Il preambolo però non è dei migliori: mentre in val Chiavenna splende il sole, verso la ricca valle svizzera le nubi si addensano intorno ai picchi già con aria minacciosa. Proseguiamo noncuranti fino a Casaccia dove lasciamo la mia auto con l’idea di compiere un giro ad anello e quindi riprendiamo la strada verso il Maloja. Il nostro punto di partenza è più o meno lo stesso dell’antico tentativo al Lunghin fatto con Micol solo che ora, alla bianca coltre nevosa, si sostituisce un uniforme manto verde.
Il sentiero sale regolare permettendoci di guadagnare rapidamente quota mentre il cielo lentamente si fa sempre più scuro. Superiamo un primo piccolo pianoro e poi affrontiamo l’ultima rampa prima del lago: la pozza non ha ancora completamente dismesso la sua veste invernale tanto che alcuni iceberg galleggiano ancora sulla sua superficie. [continua]

Precipizio degli Asteroidi: Lavorare con Lentezza (val di Mello, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 24, 2014 by fraclimb

sabato 12 luglio

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Lavorare con lentezza. Camminare con foga. Azzerare con frequenza. Evitare l’acqua con rapidità. Fare le doppie con palpitazione.
All’inizio si doveva andare in Grignetta: il tempo continua a essere irreparabilmente cattivo e, di conseguenza, quelle che dovrebbero essere le mete del periodo o sono seppellite sotto la neve o sotto fulmini e saette. Sono pronto per la nuova avventura o forse più a sghisare per l’ennesimo tiro da Ulk di Carate quando Cece mi chiama dicendomi che invece si va in valle: pazzie di questa estate autunnale! L’idea da un lato mi alletta e ingolosisce ma dall’altro mi fa cagare nelle mutande: non so se sono pronto per una tale sfida ma comunque ora è presto per iniziare a preoccuparsi, ci si penserà domani! Preparo il solito zaino da big wall dimenticando ancora una volta l’antizecche e poi inizio a camminare. A dire il vero l’avvicinamento è quasi facile, soprattutto se confrontato con quello per raggiungere la cengia del Precipizio anche se siamo solo poco più a destra dell’attacco di Anche per Oggi. Superiamo una coppia di teutonici e dopo qualche metro di fisse raggiungiamo la zona dell’attacco. Poco dopo, i due ragazzi ci raggiungono: avranno certamente sbagliato! E infatti, dopo un paio di battute in itanglisc, mi sembra di essere tornato alla Boga! Insomma, una via che non deve avere molte ripetizioni in un anno, vede già 6 pretendenti alla base! Bastano però pochi minuti e probabilmente la nostra agguerrita presenza nonché fama, per distogliere il tedesco e convincerlo che forse sia meglio continuare a festeggiare il 7 a 1 sul Brasile con la sua tipa. Così ci troviamo nuovamente soli. Inizia Colo: supera il difficile passo d’entrata e poi sparisce dai nostri sguardi. I minuti passano che sembrano ore, la via mi pare il classico palo, solo che questa volta è una verga dalle dimensioni ciclopiche. [continua]

Val Leventina: capanna Cadagno (Ticino)

Posted in escursioni on luglio 15, 2014 by fraclimb

domenica 06 luglio

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La domenica arriva senza aver pianificato nulla e questo è male! D’altra parte è iniziata la stagione delle piogge (mi sembra giusto: quest’anno con l’alpinismo giovanile abbiamo praticamente trovato sempre bello e quindi adesso, quando si può andare per monti in piena libertà, il meteo ci mette il suo zampino) e ieri sera abbiamo fatto particolarmente tardi a cena; così, mentre la mia maledetta sveglia biologica mi fa scattare come una molla già alle 7, quella di Micol deve essersi bloccata facendola comodamente alzare quasi allle 9. A quel punto, il cielo è già grigio ma di starmene a casa non ne ho la minima idea e così, data l’ennesima occhiata alle previsioni, ravano nella memoria alla ricerca di una passeggiata tranquilla. A dire il vero, il database è piuttosto scarso e quindi il motore di ricerca ha ben poco da lavorare per trovare una gita adeguata e che, a dire il vero, avrei tenuto per la mountainbike. Non avendo però trovato nulla di meglio, ci infiliamo in auto in direzione del nero più totale. La logica avrebbe consigliato di fermarci verso Bellinzona ma l’ignoranza dei luoghi ci spinge a perseverare col nostro obiettivo spingendoci sempre più nelle fauci del mostro.

Lasciamo l’auto in corrispondenza della diga del Ritom e, quando è oramai l’ora di pranzo, iniziamo la nostra sgambata verso la capanna Cadagno. Il cielo è lugubre e minaccioso ma la luce che trapela tra le nuvole riesce comunque a regalarci dei verdi accesi sulle acque del lago; più in fondo, praticamente al termine dello specchio d’acqua, godiamo addirittura di un paesaggio caraibico in corrispondenza dell’unica piccola spiaggia di sabbia bianca.

Camminiamo lungo la comoda mulattiera parlando del più e del meno, del per e del diviso fino a raggiungere il rifugio dove si festeggia il primo giorno d’apertura. Lascio immaginare la ressa e il casino da mercato rionale, motivi che ci spingono a girare il più rapidamente possibile intorno alla boa e a tornare sui nostri passi. [continua]

Pizzo d’Eus: Vai col Blues (Ticino)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 15, 2014 by fraclimb

sabato 05 luglio

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La proposta parte senza grande convinzione; il pizzo d’Eus è una di quelle mete nominate decine di volte e poi mai tentate ma, questa volta, viste le condizioni meteo degli ultimi giorni, sembra essere arrivato il suo momento. Ci troviamo quindi sotto la visibile parete, anche se al momento non siamo proprio sicuri si tratti effettivamente di lei, e questa brilla come uno specchio: nonostante l’ora avanzata, il sole sembra quindi non aver sortito alcun effetto! Arrivati però fin qui, decidiamo di continuare a giocare la carta del rischio e ci avviamo su per il sentiero; nel giro di poche decine di metri, le condizioni da foresta pluviale si mostrano in tutta la loro esuberanza: il fiume rigoglioso e spumeggiante ci separa dal resto del tracciato e l’unico mezzo per attraversarlo sarebbe una teleferica a mano solidamente legata ad un albero. Proviamo allora a fare come Stallone in “cliffhanger”, peccato però che il moschettone di sicurezza scorra sul cavo con la stessa mobilità delle statue umane in piazza duomo! Ad ogni azione corrisponde una reazione e, in questo caso, la logica conseguenza è quella di affrontare un altro pediluvio e raggiungere le stesse condizioni spugnose della parete. Affondando quindi ben oltre il ginocchio, raggiungiamo la riva opposta e da lì saliamo verso la parete. L’ultimo tratto è il frutto del processo fotosintetico spinto all’eccesso: l’erba verde e rigogliosa è l’ambiente ideale per le odiose zecche che non tardano a farsi vive, cosa che ci induce a cercare la salvezza il più rapidamente possibile lungo la parete qui sostanzialmente asciutta. Inizio per primo a mettere le mani sulla roccia: senza aver visto la sequenza delle lunghezze, mi domando se e quando mi spetterà il tiro della morte mentre lascio Cece alle prese con i prodotti del primo zecchificio. L’arrampicata è di quelle che piacciono al sottoscritto: placca tecnica con passaggi di precisione e quindi, sebbene la parete vista dal basso lasci a desiderare, la scalata sembra promettere un piccolo gioiellino. [continua]

Engadina: Maloia e st Moritz (Grigioni)

Posted in mountainbike on luglio 7, 2014 by fraclimb

sabato 28 giugno

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Dopo aver studiato le previsioni come dovessi farci una tesi, alla fine riesco anche a evitare nubifragi e tempeste. Inizialmente l’idea era di andare a caianare ai Palù con Fabio “il resuscitato” ma la prospettiva di incappare in un ciclone ci lascia desistere da ogni ambizione e rimandare il tutto a tempi migliori. Nonostante quindi le previsioni piuttosto infauste, proprio la zona dell’Engadina è l’unica che sembra lasciare trapelare qualche speranza, così carico la bici in auto e mi avvio su per il lago. Finalmente, dopo un anno di attesa, sembra essere infatti arrivato il momento di esaudire il desiderio tanto caldeggiato da Micol: andare per monti in bicicletta. Tiriamo quindi fuori il suo mezzo dalla cantina che, sotto lo strato di polvere, sembra solo avere bisogno di una rapida pompata. Il problema sarebbe di semplice soluzione se non fosse per l’eccessiva dimensione dell’ugello del mini compressore e del vicino volenteroso che spolvera dal museo delle antichità un paio di residuati bellici di dubbia utilità. Il migliore risultato, alla fine, lo ottengo con la mia pompa manuale senza però risolvere il problema: la camera d’aria inizia a gonfiarsi per poi tornare rapidamente e flaccidamente a terra! Accantoniamo il velocipide e confidiamo nell’altra bici parcheggiata in cantina: questa non mostra particolari avversità nell’essere allontanata dal suo quotidiano far nulla e quindi possiamo finalmente comporre il puzzle 3D costituito dalle mountain bike nel bagagliaio della Punto.

Arriva finalmente il sabato e noi ci avviamo verso il Maloia: le previsioni sembrano dalla nostra parte tanto è vero che riusciamo addirittura a vedere uno sprazzo d’azzurro nell’immensità grigia del cielo! [continua]

Val di Cogne: rifugio Vittorio Sella e casolari dell’Herbetet (Aosta)

Posted in escursioni on luglio 7, 2014 by fraclimb

sabato 21 e domenica 22 giugno

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Duuu-da-duuu. Da-du, da-du, da-du, da-duuu, da-duu! Da-duuuu…
La colonna sonora di Super Quark ci accompagna per tutta la gita, mentre il concerto si apre e si chiude con lo sferragliare meno melodico di un’officina. Tutto inizia già al piazzale di Muggiò quando, salito baldanzoso sul pullman, questo decide di rapire il sottoscritto e i ragazzi già a bordo! La porta di accesso si chiude infatti dietro le mie spalle mentre l’autista è impegnato a bloccare il portellone del bagagliaio appendice; butto un occhio all’infinità di tasti della plancia dell’astronave e, sperando di non pigiare l’autodistruzione, schiaccio a casaccio quelli che sembrano essere i comandi della porta ma quella niente, non ne vuole minimamente sapere. A quel punto solo la forza bruta può venirci in soccorso e così forziamo la serranda e torniamo liberi di essere nuovamente catturati dal torpedone.
Il viaggio fila liscio finchè la strada non inizia ad inerpicarsi su per la valle di Cogne. Il nostro mezzo procede come un ciclista sul Gavia che, per paura di tornare a valle, pedala tenendo i freni tirati! Praticamente se salissimo a piedi faremmo più in fretta! L’estenuante viaggio (di cui tralasciamo la divagazione verso Courmayeur e i piloni del Freney perfettamente ripuliti) giunge così finalmente al termine mentre la sigla di Super Quark inizia a farsi sentire in sottofondo.
La colonna si mette finalmente e lentamente in marcia verso il rifugio che, sebbene non particolarmente distante, sembra essere come un peso al capo di un elastico; ce la prendiamo comoda e, nel tardo pomeriggio, raggiungiamo finalmente l’agognata distesa. A quel punto gli stambecchi iniziano a solleticare il prof Mainardi che sonnecchia in me mentre Piero (Angela) si ringalluzzisce sentendo la sigla del suo programma sparare a mille: un branco di cornuti (non ne vogliano a male) mammiferi si è infatti posizionato poco lontano e il sottoscritto non si lascia certo perdere l’occasione. [continua]