Archivio per aprile, 2018

Sperone della Magia: Magic Lina e la Legge del Taglione (val di Mello, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on aprile 27, 2018 by fraclimb

domenica 22 aprile

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A questo punto Walter lo stagista ha visto tutto: prima era stata la volta del Luca che ora si diverte in giro per il mondo con i Ragni, adesso il Walter è stato formato nella dura scuola di Fraclimb, del Jag e del Pierpa ed è perfettamente cotto a puntino per il corso regionale caiano: l’aquila non potrebbe stare meglio che sul suo villoso petto! Anche la Walter-mobile ha cambiato pelle: sui tornanti per salire a san Martino romba come una Ferrari a Montecarlo, si rifiuta di accedere al parcheggio in Valle e ci porta a quello gratuito del campo sportivo. Noi invece siamo decisamente meno decisi: praticamente abbiamo nominato quasi tutte le possibilità, a parole siamo saliti allo Scoglio delle Metamorfosi, sulle Dimore degli Dei e forse anche sul Precipizio ma alla fine si torna allo Sperone della Magia. Dopo aver mangiato terra e tirato erba provando le stesse emozioni di chi la fuma, oggi mi piacerebbe provare a scalare ma, chiaramente, su qualcosa di impegnativo altrimenti l’apprendistato del Walter andrebbe a farsi fottere!

Alla base di Magic Lina il Davide prende il comando. Corre sulla placca iniziale, salta la sosta e prosegue verso la successiva. Credo avrà avuto il suo bel da fare per tirare le corde ma la distanza siderale col capocordata ci evita di apprendere una nuova sfilza di improperi. Poi riprende la sua corsa e ci tira fuori dalla prima via.

Alla base della parte alta dello Sperone ci guardiamo con un grosso punto di domanda: vai tu? Vado io? Per me è uguale. Sicuri e decisi: ottimo! Da un lato starmene nelle retrovie mi da fastidio, dall’altro ho un certo timore reverenziale per quel VII- del secondo tiro così non mi oppongo alla proposta di Davide di proseguire da capocordata. Alla fine del tiro però mi la patata bollente passa nelle mie mani e io inizio a salire. Sono sotto il diedro verticale: mi aspettavo una fessurina da tirare per poi portarmi sulla parte alta e invece tutto quello che posso stringere è un verticalino stitico. Riesco a toccare il piatto soprastante, un vassoio di muschi e licheni da cui vedo la mano saettare nel vuoto e le caviglie frantumarsi sulla placca sottostante. Provo allora sulla sinistra in corrispondenza di una sosta dell’uomo di Neanderthal: niente, sopra si apre la placca della morte. Devo per forza salire dal diedro verticale ma come? [continua]

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Altare: Cerchio di Gesso (val di Mello, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on aprile 27, 2018 by fraclimb

sabato 21 aprile

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Sette anni dopo torno sul luogo del misfatto perchè alla domanda “che si fa sabato?” rispondo: “andiamo in Valle?”.

“Si! Dai, buona idea. Cosa facciamo?”

Lì per lì mi trovo spiazzato. A guardare la guida ci sarebbero decine di papabili ma quel nome e soprattutto quel diedro erboso mi sono rimasti in mente così lancio l’azzardo.

“Cerchio di Gesso?”

Lo stagista Walter ci pensa un po’ su poi con un mezzo sorriso mi domanda che difficoltà abbia la via: forse ha iniziato a conoscermi meglio.

“VI e A2”, almeno così dice il Gaddi.

“Ottimo! Ci sto: è un sacco di tempo che volevo andare in Valle! Non ci ho mai scalato”.

Beh, diciamo che come prima esperienza potrebbe esserci qualcosa di meglio eppoi parlare di vera scalata mi pare un po’ troppo ma me ne sto zitto e tranquillo approfittando di una risposta così immediata e decisa che non si vedeva dai tempi del Diedro Maestri.

Poi saggio il terreno con gli altri ravanatori ma l’unico che lascia un filo di speranza è “gambe da merlo” Jag.

Così sabato mattina siamo in tre al solito parcheggio, carichiamo la Punto e partiamo in spedizione. A san Martino l’arietta è quasi frizzante ma sopra il Gatto Rosso si inizia a schiattare: ci sarà da divertirsi sulle placche in alto! Poi arriviamo alla base dell’accesso e iniziamo a ravanare. Il diedro è bagnato: agguanto la fissa che penzola sulla destra e mi tiro su a forza di braccia e poi iniziamo il nostro viaggio nell’orto lungo un diedro che si snoda tra alberi e Herbus Mellicus, la mitica erba della Valle con una tenuta superiore al kevlar e che sta nel limbo tra l’infida traditrice e la benefica risolutrice.

Sul primo vero tiro d’arrampicata saggio l’aderenza, un muretto delicato e poi tanta ma tanta verdura. Ma la vera lotta inizia dopo. Appena lo vedo ho un flashback. Sono più giovane. Ho più sale in zucca e non chiaro quello a cui sto andando incontro. [continua]

Sperone della Magia: Magic Lina e la Sfera di Cristallo (val di Mello, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on aprile 22, 2018 by fraclimb

domenica 15 aprile

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Non avrò preso l’ennesimo granchio? Dopo la stagione delle piogge, azzardare una salita in Valle potrebbe tradursi nel rafting verticale contro la corrente delle cascate che scrosciano da zolle, prati sospesi e boschetti verticali. Eppure mi sono persuaso che ci possa essere una possibilità e che, alla peggio, passeremo una giornata al Remenno. Così convinco Gughi ad assecondare le mie follie anche se credo che ben presto si farà una ragione sul mio stato mentale e inizierà gentilmente a svicolare i miei inviti; per il momento però la coppia di Aureus si è riformata: non il migliore degli auspici in quanto a condizioni del percorso!

Il primo bastone tra le ruote ce lo mette un sasso finito sulla strada che sale per san Martino costringendoci ad aggirare il tratto chiuso e facendoci arrivare in vista del monolite più grande d’Europa che sono quasi le 9 del mattino. La vista che si apre ai nostri occhi non è delle più incoraggianti: il Remenno gronda come il sottoscritto dopo la corsa e, ciò che è peggio, ho scordato a casa il set di spugne. Arriviamo a san Martino e, alla domanda se acquistare il permesso per entrare in Valle, il Gughi risponde secco: “Saliamo a piedi!”. Bravo! Perfetto stile Fraclimb: caiano e pitocco!

Le pareti pisciano incontinenti. Ci passo sotto con il naso all’insù sperando di trovare una linea scalabile ma ogni speranza fa acqua da tutte le parti. Al rifugio Mello siamo bloccati dal gestore che prova a venderci un panino con la salamella o un piatto di pizzoccheri per il nostro rientro: illuso, non sa di avere a che fare con due scozzesi! Poi ci informa che la zona sopra la Rasica dovrebbe essere asciutta. Un lampo mi balena negli occhi. Ma è solo un attimo, giusto il tempo che mi venga il mente la sua sparata sullo spit in mezzo al traverso di Polimagò: salutiamo e proseguiamo verso il nostro obiettivo.

Sotto lo Sperone mi viene da esultare: la parte alta è completamente asciutta mentre la placca di Magic Lina è appena uscita dalla doccia. Come fare? Per il momento me ne frego e inizio a cercare la traccia che ci porti all’attacco scoprendo così che il primo tiro è in condizioni mentre sopra servirebbe la canoa. [continua]

Siurana e Margalef (Catalogna, Spagna)

Posted in falesia on aprile 19, 2018 by fraclimb

venerdì 06, martedì 10 aprile

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“Sei stato sulla Rambla?”

“Certo che no! Mica ero in Spagna per fare artificiale estremo! Gli ho solo dato un occhio da lontano”

“Un occhio da lontano? Ma non eri a Barcellona? E non sei andato a farci quattro passi?”

“Quattro passi sulla Rambla? Certo che no! Caso mai potrei farci una sequenza di staffate! Mica sono così forte!”

La mia collega mi squadra dall’alto in basso come avessi appena detto un’oscenità mentre scuote la testa incredula. Il suo sguardo non riesce a nascondere ciò che sta pensando sul mio conto: devo avere certamente qualche rotella fuori posto!

Intanto l’appendice atrofizzata tra le gambe fa come Dante all’ingresso dell’inferno e, se continuo con queste fisse arrampicatorie, lascia ogni speranza di venire in qualche modo utilizzata.

Poi la nave dei ricordi salpa e io mi incanto a pensare ai cinque giorni da FF, alla colonna sonora a base di ZAH! SAH! AH! FUH! e al bordello che in 4 siamo riusciti a fare come fossimo un branco di milanesi durante le ore d’aria in falesia del weekend.

Zootropolis devono averlo girato in Catalogna. Mentre con una certa impazienza attendo che mi venga consegnata la macchina, il bradipo dall’altra parte del tavolo se la vede con due sveglione con la carta di credito scaduta quindi lentamente gira i suoi piccoli occhietti verso il sottoscritto e, con l’enfasi del parroco alla predica del Venerdì Santo, mi chiede in cosa possa essere utile. “Un etto di prosciutto e due panini, grazie!”. Finalmente, dopo aver liberato Excalibur dalla morsa della pietra, esco dal gabbiotto con le chiavi dell’auto in mano e, con lo scotch alle palpebre, ci avviamo all’Ibis dei poveri.

La mattina devo assolutamente fare un carico di calorie in previsione del deperimento dei prossimi giorni tanto che i miei amici restano tra lo schifato e l’allibito di fronte alla 13 o 14 brioches che mi ingollo: una colazione appena sufficiente per le fatiche che mi attendono! Così rinvigorito sono pronto a fare Carlos Sainz sull’infinita sequenza di curve che da Reus salgono al campeggio di Siurana dove i due poveracci seduti sulla fila posteriore sbarcano come dopo una traversata atlantica. [continua]

Rupe Secca: Mescalito (Arco, valle del Sarca, Trento)

Posted in vie alpinistiche su roccia on aprile 12, 2018 by fraclimb

domenica 01 aprile

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Devo assolutamente porre fine a questo marzo caianamente disastroso e i presupposti sembrerebbero esserci tutti almeno finchè la tegola non mi colpisce inaspettata. Già le mie ambizioni di una tre giorni si sono smontate da alcuni giorni ma quando Walter mi comunica di essere in preda a deliri febbricitanti pure il sottoscritto rischia di precipitare nel vortice della follia. Sto già rimuginando sulla mia situazione sconsolante quando una corda mi tira fuori dal budello permettendomi di organizzarmi per una toccata e fuga con Renzo e il Jag ad Arco. Così mi ritrovo con quest’ultimo ad aspettare l’amico delle Calanques quando la musica del cellulare inonda l’abitacolo della macchina. “Sono Renzo: ho bucato!”. Dopo le catene ci si mettono le gomme? Forse ci vorrebbe un bel viaggio a Lourdes! Avvio la macchina e mi dirigo verso l’infortunato pensando solo dopo alcuni minuti ad un possibile pesce, d’altra parte il neurone è un po’ lento a carburare soprattutto se all’orizzonte tutto ciò che compare ha le tinte della pece. Invece la macchina di Renzo è proprio parcheggiata con la gomma completamente a terra così, caricati armi e bagagli e lasciata noncuranti l’infortunata, diamo il via al viaggio verso Arco.

Il comune trentino ci accoglie evidentemente ancora sotto gli effetti narcolettici della nottata tanto da farci trovare comodamente un posto gratuito praticamente di fronte alla parete. Poi l’imperscrutabile Jag rivela la sua carta: lui non sarà della partita, andrà in giro non si capisce bene dove ma, sicuramente, non sarà lì a farci foto in sosta: avevo già in mente alcuni possibili ritratti del sottoscritto con gli evidenti e marmorei muscoli ben in evidenza e invece dovrò ricredermi. Confido almeno che l’amico possa racimolare un trio di gnocche vogliose di pendere dalle labbra di altrettanti caiani!

Riusciamo a sbagliare il sentiero per l’attacco ma alla fine ci troviamo a sbattere il muso contro il diedro iniziale dove, da secondo, inizio a farmi domande sull’efficacia dell’allenamento su plastica. Che il lauto investimento sia solo un inutile dilapidare denari? [continua]