Archivio per marzo, 2016

Val Masino: pizzo del Ferro Orientale (Sondrio II)

Posted in scialpinismo on marzo 31, 2016 by fraclimb

domenica 13 e 20 marzo

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Il caiano vero oramai è una razza rara. Non è per nulla facile trovare qualcuno disposto a levatacce assurde, portare gli sci in spalla e poi spararsi diverse ore di pelli dove non si trova anima viva. Così parto nuovamente da solo per cercare di chiudere i conti con questa montagna. Già a san Martino però le rosee aspettative iniziano ad offuscarsi nella coltre grigia che sommerge le cime. L’ottimismo però non cede il passo e, confidando in una promessa schiarita, carico gli sci in spalla e inizio a salire su per il sentiero. Tutto sommato la salita non va male: riesco a infilare gli sci quando sono ancora nel bosco per poi salire lungo il percorso di discesa dove mi gusto una lotta col pendio forse un po’ troppo ripido. Alla fine, vinco la battaglia, raggiungo i pendi sovrastanti e rapidamente guadagno quota verso il bivacco. Peccato solo che la promessa schiarita sembri aver girato i tacchi facendomi ben presto trovare avvinghiato nella stess morsa nebbiosa che avvolge i picchi soprastanti. A quel punto, è ormai chiaro che il secondo tentativo naufragherà in un nulla di fatto ma, almeno, cerco di raggiungere la tolla di latta giusto per definire un punto certo d’arrivo. L’altimetro segna la quota giusta, la zona più o meno è quella ma del bivacco nessuna traccia: forse che sia stato fagocitato dalle nuvole? Mi arrendo all’ulteriore sconfitta e, non riuscendo a capire cosa ci sia a un centinaio di metri di distanza, cambio assetto e inizio la discesa. La neve è pessima, con una crosta non portante che cede praticamente ogni volta che cambio direzione. Il risultato è che sono più le volte che mi trovo per terra rispetto a quelle in cui rimango sui legni. Riesco comunque a scendere fin sotto i 1500m quando, cioè, gli sci iniziano a chiedere pietà grattando ripetutamente sulle rocce. Così, dopo aver mancato la cima, la val del Ferro delude anche le aspettative sciistiche segnando la chiusura di un week end quantomeno rivedibile.

Non mi do però per vinto e, una settimana dopo, sono ancora da queste parti a ritentare la vetta col Ricky che ha colto la sfida o, forse, si è fatto intortare nell’ennesimo progetto masochista. Il caianesimo batte ancora! [continua]

Sentinella di val Codera: l’Essenziale è Invisibile agli Occhi (val Codera, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on marzo 23, 2016 by fraclimb

sabato 12 marzo

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Sarebbe dovuta essere una di quelle salite di cui, nel giro di una manciata di settimane, non ricordare più nulla, una classica e poco significativa salita da FF invece credo né serberò per un bel po’ di tempo il ricordo. Non sarà però un pensiero piacevole: piuttosto sarà come per il reduce tornare alle battaglie e ai momenti in cui rischiava la pelle. Già, perchè la via ha cercato di farmi secco sia fisicamente che psicologicamente! Innanzitutto dovrei chiarirmi bene in testa un concetto facile: è inutile che vada a ripetere salite da FF, non ne sono capace, non mi diverto e non scatta la molla necessaria per impegnarsi a scalare con il risultato che salgo solo per il bisogno di farlo, semplicemente perchè mi trovo lì. O devono essere vie caiane o, se sportive, che richiedano un impegno anche mentale. Non che questa sia stata una semplice passeggiata perchè comunque i suoi passi obbligati li ha proposti, tanto da farmi ribattere al penultimo tiro, ma resta il fatto che una chiodatura così ravvicinata e sicura non riesce a farmi scattare quel quid in più. Ma può anche darsi che avessi altro per la testa e, a maggior ragione, in tal caso la soluzione migliore sarebbe stata una bella e sana caianata. In ogni caso, a parte i personali risvolti psicologici, resta comunque il fatto che la via ha certamente cercato di menomarmi:  prima lungo l’avvicinamento e poi sul facile tiro finale.

E pensare che tutto è iniziato nei migliori dei modi, lungo una ripida ma banale scalinata che ci porta all’inizio della traccia che conduce all’attacco. La corda fissa lichenosa, marcia e rigida come un fil di ferro è l’unico aspetto di giornata che ricordi vagamente qualcosa di caiano. Superiamo le roccette, mi infilo tra gli arbusti riempendomi di terra, rametti e quant’altro e, mentre ho in testa lo zecchificio dell’Eus, la via compie il suo primo tentativo sotto forma di un ramo che spunta infidamente dal fogliame. Alzo la gamba e il ginocchio va a scontrarsi con l’infame pezzo di legno facendomi vedere letteralmente le stelle. Passano diversi secondi prima di riuscire a farmi passare il dolore e poter appoggiare nuovamente la gamba ma poi l’incidente resta solo uno sbiadito ricordo che si farà nuovamente nitido solo all’estremità opposta della salita. Già al terzo tiro qualcosa non gira nel verso giusto. Non mi sento in palla: certo ho in testa qualcos’altro ma c’è anche da dire che ultimamente la scalata non è stato il passatempo più frequente e, dopo un periodo prenatalizio dove sembrava potesse esserci un balzo nella scala delle difficoltà, ora sono tornato a livelli più consoni al mio stato normale. [continua]

Val Leventina: piste di Carì, sentiero del montanaro (Ticino)

Posted in scialpinismo on marzo 9, 2016 by fraclimb

domenica 06 marzo

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Alla fine c’è un limite a tutto: prima settimane di siccità e ora, quando arriva il fine settimana, si auto-invita la perturbazione di turno costringendomi a guardare da dietro un vetro le gocce di pioggia che si rincorrono dall’alto verso il basso. Così è anche sabato con il risultato che lo strato di muffa cresce ancora di qualche centimetro mentre i fiocchi, appena al di là del confine imbiancano i prati: forse il generale inverno si è finalmente deciso a prendere il comando della truppa? Intanto l’odore di marcio oramai si fa insopportabile e domenica qualcosa bisognerà tassativamente fare anche perchè sembra che dopo la tempesta arriverà finalmente la quiete. Forse proprio per questo lungo letargo e una qualche strana combinazione planetaria, Micol sembra ben contenta di andare a pellare pur rispettando alcuni ferrei paletti: salita rigorosamente nel bosco e discesa garantita da una pista battuta. Poco male quindi se sarà solo uno scialpinismo a metà: d’altra parte sono ben felice dell’opportunità offertami, di passare una giornata per certi versi insolita con Micol e magari riuscire, piano piano, ad infilare un briciolo di passione per questa attività. Del resto non lascio alcuno spiraglio per una giornata con noiose risalite sugli impianti, sotto l’assillante timore di un’investitura e nella totale assenza di un briciolo di avventura! Tutto quindi sembra filare per il verso giusto ma, come si suol dire, l’imprevisto è sempre in agguato. A poche ore infatti dalla partenza, i programmi rischiano l’effetto terremoto quando la pigra voglia di uniformarsi agli sciatori con skipass sembra completamente affondare le ambizioni caiane di Micol. Ma io tengo duro, resto risoluto e alla fine riesco a fare mantenere i patti. [continua]