Archivio per settembre, 2013

Placche dell’Oasi: Uomini e Topi con varianti il Gioco dello Scivolo e Baader (val di Mello)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 19, 2013 by fraclimb

sabato 14 settembre

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Ho creato un mostro! Alla fine della giornata Micol mi dice: “Ma quindi sabato prossimo cosa possiamo andare a fare?”. Una caiana assatanata! L’aquila oramai si è indelebilmente stampigliata sul suo petto!

E pensare che la giornata non era iniziata nel migliore dei modi; mentre la super Punto scarica la sua potenza sulla strada verso San Martino, lei mi chiede se ho portato anche l’intera e che, magari, si potrebbe andare al Remenno. Ancora Remenno?! Il mio ego caiano ha un balzo al cuore e riesco rapidamente a glissare la proposta puntando deciso e sicuro alla Valle: via dev’essere e via sarà!

Durante l’avvicinamento la minaccia torna a farsi viva, forse un po’ più velata ma comunque la certezza non è parte di questo mondo. Nonostante tutto, proseguo imperterrito verso la mia meta riuscendo alla fine a convincere Micol della bontà del progetto.

Così raggiungiamo le Placche dell’Oasi e, sbrigate malamente le pratiche, inizio a correre su per la lastra di granito. Ma i nodi vengono al pettine e gli ingarbugliamenti alle corde! La matassa grigiasta forma una specie di grosso agglomerato informe che Micol è costretta pazientemente a sbrogliare solo perchè il sottoscritto ha pensato che fosse sufficiente gettare le corde per terra. Dipanato quindi il noioso (per me) e intricato (per Micol) intoppo, riprendo a salire verso l’alto. Così, con un paio di lunghezze, lasciamo la parete e torniamo verso il bosco. Micol sprizza di gioia come uno scolaro (che non sia lei!) al termine delle vacanze. Il divertimento fa la fine di un bignè: triturato, digerito per poi passare nel wc. [continua]

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Triangolo lariano: Bolettone dalla capanna Mara (Como)

Posted in escursioni on settembre 19, 2013 by fraclimb

domenica 08 settembre

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Le previsioni non promettono nulla di buono: tuoni, fulmini e diluvio universale saranno praticamente sicuri e, ad essere fortunati, potremmo confrontarci solo con una semplice piovuta. Rimandiamo così gli accordi con Boris direttamente alla mattina e incrociamo le dita. La sveglia trilla ad un orario né caiano né da FF e il cielo ci saluta con inaspettati sprazzi azzurri: l’ennesima steccata meteo?

Quando però lasciamo casa, il cielo sopra le nostre teste si è già ben ingrigito mentre sulle montagne non promette proprio nulla di buono; siccome però siamo degli inguaribili caiani, facciamo finta di nulla e saliamo velocemente all’Alpe del Viceré. La prima costatazione è che di pazzi è pieno il mondo: convinto di trovare si e no quattro gatti, ci imbattiamo invece in un certo via vai di escursionisti lungo la mulattiera che porta alla capanna Mara. Ci accodiamo quindi alla piccola folla basandoci sul fatto che, se anche dovesse piovere, non dovremmo avere particolari problemi a fare dietro front.

Prendendo quindi la giornata così com’è venuta, senza alcuna particolare pretesa, superiamo la comoda mulattiera raggiungendo come se nulla fosse il menù del rifugio; la voragine provocata dai due pasti saltati della falesia del venerdì e della “grignettata” di ieri diventa un buco nero di fronte a polenta con formaggio, salumi, brasato e torte della casa. È forse solo l’orario che mi impedisce di intrufolarmi e mettermi a far razzia con le gambe sotto il tavolo e dilapidare il mio gruzzoletto. [continua]

Pilone Centrale: Zucchi (Grignetta)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 12, 2013 by fraclimb

sabato 07 settembre

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Ritorno col super botto. Ho dovuto scartabellare non poco per ritrovare Micol sul “sitodiriferimento”: alla fine di giugno siamo saliti alla Ponti mentre l’ultima via risale addirittura ad un anno prima quando siamo andati a ripetere Tunnel Diagonale. Un abisso temporale che mi avrebbe ridotto nello stesso stato dei pochi libri di classici latini e greci sopravvissuti alla mattanza post maturità: ricoperti di terra e polvere nella dispersione apocalittica di un qualche scaffale della libreria. E invece no! Lei, dopo migliaia di ore di morte apparente, è uscita dal suo bozzolo, ha dato una rapida oliata agli ingranaggi ed è partita come se nulla fosse.

Quando mi dice che Silvia e Michelangelo vogliono andare a fare la Zucchi, sono quantomeno perplesso: già mi immagino in un catastrofico epilogo, incagliato lungo le difficoltà dell’avvicinamento. Infondo quindi sicurezza in Micol domandole se sia effettivamente, veramente, realmente, intrinsecamente convinta di andare al Pilone Centrale il cui nome fa già sembrare tutto più fico e caiano. Beh, a dirla tutta, ci limiteremo al Pilone della Grignetta, una meta comunque di tutto rispetto. Lei, sicura e risoluta, risponde che sabato vuole scalare con Silvia e Michelangelo in Grignetta: mi sembra di essere all’imbarco del Titanic ma comunque risalgo la scaletta e saluto il porto.

La partenza sembra quella di una Sky Marathon: il comandante sembra voler puntare diritto verso gli iceberg ben sapendo che abbiamo i braccioli bucati. Micol però tiene botta finchè Silvia non decide di cambiare marcia e rendere tutto un po’ più semplice. Così la meta si avvicina apparentemente senza alcun problema ma, proprio quando sto facendo Di Caprio sul ponte della nave, un maledetto cubetto di ghiaccio apre la chiglia come fosse una scatoletta di tonno. [continua]

Picco Meridionale del Cameraccio (la Botte): Space Truckin (Val Masino)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 9, 2013 by fraclimb

venerdì 30, sabato 31 agosto

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La fioca luce della fiaccola del caianesimo brilla in lontananza mentre il viaggio verso San Martino lievita come la pasta della pizza. Solo i fari dell’auto sembrano portare un po’ di luce in questo nebuloso progetto.

Scarica il saccone, svuota il saccone, controlla il materiale, riempi il saccone, carica il saccone: le robotiche operazioni in preparazione ad un assaggio di vita da big wall terminano rapidamente, forse troppo velocemente. Solo il pensiero dei due salamini mi distoglie dal soffermarmi sul vuoto assoluto della nostra dispensa; mi guardo la pancia, cerco un po’ di ciccia e poi, convinto che da qualche parte avrò pure un po’ di riserve, mi risiedo in macchina in attesa che si compia il mio destino. Ma in fondo è quello che ho voluto e poi cosa sarebbe il caianesimo se non ci fosse un po’ di sana sofferenza? Non è forse la dura lotta con l’alpe la sua essenza?

Le luci dell’auto si spengono alle 23. Davanti a noi il buio quasi assoluto della Valle dormiente. Accendo la frontale e la situazione migliora; camminare nell’oscurità ha comunque i suoi vantaggi: non si suda ed è più facile perdersi mentalmente per il lungo percorso. L’unico inconveniente è il piede di porco necessario per aprire le saracinesche degli occhi. Poi il ferro non basta e lo puntello col cric: per un po’ si può andare avanti!

Raggiungiamo così le baite della Rasica dove sparaflashiamo un incuriosito alpigiano rispondendo il più vagamente possibile alle sue domande e poi iniziamo a salire mentre il cric inizia a dare segni di cedimento. Le gambe, quelle no: sembrano una turbina che si muove indipendentemente dal resto dell’apparato; l’automatismo perfetto: il corpo ondeggia nell’oscurità mentre mi appaiono brandine, materassi, letti a castello e letti normali ma le gambe, imperterrite, continuano a macinare metri su metri in attesa della fatidica casa verde di Luca. Poi il bosco si apre e, a quel punto, ci metto la mano sul fuoco, dobbiamo essere arrivati. La mano è ora ridotta a un cumulo di cenere! [continua]