Archivio per settembre, 2015

Wendenstocke: Zambo (Berna)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 23, 2015 by fraclimb

sabato 12 settembre

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Il Wenden dei poveri, la possibilità di capire che, se non ci si decide ad imparare a scalare, da queste parti si combina poco (per non dire praticamente nulla) però, anche solo mettere il naso da queste parti è come una potente boccata d’ossigeno. Guardare i compatti e repulsivi muri soprastanti è un duplice stimolo: ad allenarsi e a cagare!
Questa volta evitiamo il bivacco pre-scalata preferendo la soluzione sveglia caiana all’ennesima notte sotto le stelle. In fin dei conti, se non fosse per l’uscita di casa da licantropo, la scelta non si rivela malvagia e, oltretutto, ci permette di gustarci il panorama verso il Susten. Così, quando arriviamo al parcheggio sotto le pareti, il sole è già alto nel cielo e inizia a scaldare l’aria. Diamo un’occhiata al pilastro di Excalibur dove Antonio è ancora là ad aspettarci, restiamo a bocca aperta per lo sbarco di un’auto bernese tutta al femminile non tanto per la gnoccheria (a dire il vero piuttosto scarseggiante) quanto per il livello e lo spirito di sfida e poi, cercando di renderci invisibili, ci avviamo verso il nostro obiettivo. L’idea Wenden non è per nulla male, soprattutto ora che sono al cospetto dei torrioni ma il dubbio mi resta: non avrò fatto il passo più lungo della gamba? Sebbene ci provi, in fondo resto un caiano per cui la scala Welzenbach si ferma al VI grado e, anche se insisto, la veste da FF mi va stretta: appena posso, tiro il rinvio, staffo, cerco il ciuffo d’erba! Quindi: cosa ci faccio qui? Sarà il gusto della sfida che mi spinge su queste placconate o pregustare il sapore di una vittoria sofferta: praticamente sono le stesse emozioni del caianesimo, il punto d’incontro dei due acerrimi rivali! Così, alla fine, mi trovo all’attacco. Parte Cece che, dopo un passo iniziale enigmatico, sale rapido alla sosta dando il via alla mia scalata. La partenza è sul VI, quindi al limite superiore della scala di difficoltà ma, comunque, ancora al suo interno. Sui libri degli anni 60 si leggerebbe “estremamente difficile”. [continua]

Placche cascata Vicima: Dongallo (val Masino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 18, 2015 by fraclimb

domenica 06 settembre

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Quando Micol acconsente ad andare a fare una via, resto stupito: non sono per nulla certo su come andrà la giornata ma, di contro, non sarò io a cercare di deviare il treno in corsa! La meta scelta è nuova per tutti e quattro e dovrebbe garantire una tranquilla scampagnata, senza grossi sbattimenti. Insomma una giornata da FF caiani! Spesi i soldi per l’accesso in Predarossa (ma oggi ho una certa indole da FF e quindi non mi turba sganciare parte del pedaggio), saliamo rapidi verso il tornate dove lasciamo l’auto per poi imboccare il sentiero d’accesso. L’aquila nella gabbia ha come un fremito: praticamente la traccia è una specie di vago ricordo che più che altro intuiamo con una forte dose di immaginazione sapendo solo che la parete deve nascondersi non molto lontano sopra le nostre teste. A parte quindi i rumori dovuti al nostro disboscamento, è Cece a rompere il silenzio con tre esclamazioni di giubilo dopo aver trovato altrettanti porcini: non male se consideriamo che si era partiti con la sola intenzione di scalare!
Dopo quindi una buona dose d’esplorazione, la parete ci si para d’innanzi quasi con le stesse modalità dei funghi: lasciamo strada a Cece e Silvia e poi finalmente buttiamo anche noi le mani sulla roccia. Sarà forse che sono di bocca buona oppure che mi è bastato il breve avvicinamento stile Indiana Jones per darmi la carica, fatto sta che i primi due tiri proprio non mi sembrano da buttare mentre chi mi precede continua a decantare le bellezze del Madagascar. Certo, a volte la linea di roccia passa proprio in mezzo ad alcune zolle erbose poco estetiche ma maledettamente indispensabili per proseguire senza troppi problemi. Azzeramento? Assolutamente no: l’erba fa parte della parete, un po’ come un qualsiasi arbusto! [continua]

Campanile Basso: diedro Fehrmann (Dolomiti di Brenta, Trento)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 11, 2015 by fraclimb

lunedì 31 agosto, martedì 01 settembre

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Torno indietro con la coda tra le gambe: la testa non c’è e, alla fine, preferisco abbandonare l’impresa con un nulla di fatto. Non so se recriminare sulla scelta oppure accettarla come un attimo di ragionevole raziocinio: non ho alcun rimpianto per quella calata in quelle condizioni mentali anche se il pensiero del diedro rimane un pungolo fisso.

Prendere una settimana di ferie la prima di settembre non è una buona idea visto che tutti sono presi dal riavviare la “macchina produttiva” ma, d’altra parte, a suo tempo questa era sembrata la soluzione migliore per riuscire ad incrociarmi con le ferie di Micol col risultato che ora il fremito del caianare rischia di starsene a bocca asciutta. La soluzione? Tentare l’impresa solitaria! Quando però lascio Como una nuvola di ripensamenti e dubbi stazioni sopra la mia testa ma, nonostante tutto, mi accollo i chilometri che mi separano da Madonna di Campiglio convincendomi che domani potrò valutare il da farsi; in fondo sono certo che se non dovessi partire, sarei poi capace di recriminare sulla scelta codarda! Così, raggiunta la località dolomitica, mi carico il saccone con l’occorrente e, scavando un solco nell’asfalto, mi avvio verso il rifugio Vallesinella; ovviamente il sano principio del risparmio mi impedisce di servirmi del comodo servizio navetta perchè, in fondo, sfacchinare con una ventina di chili sulle spalle vale certo il risparmio di qualche euro! Riesco comunque a liberarmi del lungo nastro d’asfalto in un tempo più che accettabile così da potermi finalmente dedicare alla sfilata tra gli sguardi stupiti degli escursionisti. Il mio ingresso in un regno caiano non può essere al contempo più silenzioso e glorioso ma, nonostante l’incantevole panorama, la mia priorità rimane quella di disfarmi dell’abnorme peso che mi schiaccia sul sentiero. Abbandonato quindi il saccone e tornato leggero come una piuma, non e riesco a frenare la curiosità andando a dare un’occhiata alla cappellina dietro il rifugio: mai idea fu più infausta! Il piccolo santuario è ricolmo di lapidi a ricordo di persone passate al mondo di là in montagna: non proprio la spinta migliore per l’impresa che mi accingo ad iniziare! [continua]

Pizzo Campanile: Panzeri Galbiati (val Darengo, alto Lario, Como)

Posted in vie alpinistiche su roccia on settembre 10, 2015 by fraclimb

venerdì 28, sabato 29 agosto

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Volevo caianare? Eccomi accontentato! Come al solito sono alla ricerca disperata di qualcuno con cui dare sfogo agli istinti da lotta con l’alpe e certo non avrei mai immaginato di trovarlo a Carate. Invece le Parche tessono spesso la loro tela in modi imprevisti e così, dopo aver abbondantemente ciacolato e essermi disfatto su 4 tiri, Tommy abbocca al mio amo pur essendo stato lui il primo a gettare l’esca cui mi avvinghio con morbosa voracità così che, alla fine, non è ben chiaro chi sia il cacciatore e chi la preda! Partiamo nel dopo lavoro del venerdì e, come al solito, devo correre per preparare il materiale: a volte ho il dubbio che sia proprio da questa frenetica attività di carica-scarica che derivi il mio allenamento! Così verso le 7 iniziamo la nostra lunga scarpinata verso la capanna Como.
Ho un vago ricordo del percorso che avevo affrontato qualche millenio prima quando certo non mi sfiorava l’idea del caianesimo extreme mentre il seme della lotta giaceva sopito da qualche parte nel mio animo; così resto solo un po’ perplesso per il tempo che mi spara il Tommy visto il dislivello tutto sommato contenuto che dobbiamo affrontare. Ancora una volta, però, non ho fatto correttamente i conti con il fatto che la valle entri maledettamente nelle viscere delle montagne! Così, quando arriviamo al rifugio, è già notte e io, più che mangiarmi il risotto, sprofonderei volentieri nel sacco a pelo. Se non altro, siamo in compagnia di 5 ragazzi impegnati nel trekking dell’alta via, così con una loquacità degna di un muto, trascorro il tempo prima della nanna ascoltando i discorsi tra loro e il mio nuovo compagno d’avventura per poi preparare il materassino e fiondarmi sotto il cielo stellato perchè la tradizione è pur sempre la tradizione!
Ronfo beatamente finchè ho la maledetta sensazione che piova: apro gli occhi e uno strato grigiastro copre le vette circostanti o, almeno, questo é quanto mi sembra di capire stando più nel mondo di Morfeo che nel nostro. [continua]