Archivio per marzo, 2014

Valle Mesolcina: piz de Mucia (Grigioni)

Posted in scialpinismo on marzo 26, 2014 by fraclimb

domenica 16 marzo

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Cos’è la pianificazione? Cosa vuol dire studiare i bollettini meteo e le carte del pericolo valanghe? Perchè partire all’alba quando si può comodamente poltrire tra le coperte? Sto stravolgendo i basilari principi caiani; rinnego le mie origini, la mia natura di tira chiodi; guardo borioso la massa e mi elevo allo stato di ribelle. Porto la bandiera del nuovo verbo: allenamento, velocità e, soprattutto, nanna! Si, perchè di fatto tutto nasce dall’esigenza di dormire mescolata all’istintuale necessità di andare per monti onde evitare di arrivare al martedì e implodere o esplodere.
Come spesso capita, sabato non so ancora cosa andrò a fare: caianesimo extreme in Grignetta o in Valtellina? Ho in mente una salita, solo che dovrei partire ben prima dell’alba per poi evitare di fare notte e quindi la cosa non si sposa con il principio numero uno stabilito per domenica: non puntare la sveglia! Mi alzo poco prima delle 9: guardo la carta, saluto Micol e mi avvio verso la mia corsa.
Il vento è la mia unica preoccupazione oltre che l’unica certezza del giorno prima, solo che non pensavo di trovarlo ancora prima di San Bernardino! Continuo a salire fino al paese e poi lascio l’auto; sono le 11:15, l’orario perfetto per partire per una scialpinistica! Tanto per iniziare metto l’easy-turbo: devo preservare le forze anche perchè per guadagnare tempo non ho fatto colazione! Insomma, non mando giù nemmeno le regole basilari!
Subito Eolo mi fa cambiare facendomi puntare ad una vetta dove il suo alito sia presumibilmente meno pesante. Uno sguardo rapido alla cartina e poi mi involo su per il pendio: ogni tanto le tracce ci sono, poi spariscono e allora disegno la mia traiettoria cercando di ridurre al minimo lo sviluppo.
Il vento ci da dentro ma io non sono da meno: raggiungo una zona in falso piano, supero un trio e mi avvicino alla spalla terminale. [continua]

Val Leventina: Motto del Toro (Ticino)

Posted in scialpinismo on marzo 20, 2014 by fraclimb

sabato 15 marzo

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All’inizio sono per svicolare l’invito ma poi ne parlo con Micol e lei mi prende in contropiede: l’idea della salita in notturna le fa partire il trip caiano e così, alla fine di buon grado, mi trovo anch’io invischiato nell’avventura. Per evitare però di fare i segugi zoppi alla disperata rincorsa delle giovani e allenate prede decidiamo di anticipare la partenza insieme a Barbara e mio fratello.

L’estremismo è il sale della vita e così prima mi diverto a giocare con la lancetta del serbatoio che continua inesorabilmente a precipitare verso il basso mentre la distanza con il distributore si allunga come le ombre la sera. Poi inizio a fare il cane tornando di corsa per un paio di volte alla macchina per recuperare i lacci degli sci di mio fratello e quindi i miei occhiali!

Intanto la luna sembra divertirsi a fare il faro da discoteca e a illuminare il sentiero che continua a snodarsi sostanzialmente in piano lungo il pendio. Quando finalmente iniziamo a salire, è quindi già da un po’ che vaghiamo lungo il percorso; la traccia si inerpica nella foresta secondo il principio numero dei ciaspolisti: prendere il pendio per la massima pendenza possibile! Superato quindi il primo strappo, superiamo l’ultima lunga radura prima di ricompattare definitivamente i ranghi alla base dell’ultimo strappo: sulla carta, la capanna è relativamente vicina ma il dislivello che ci separa si riempe come una tinozza con il contagocce; mi sembra di essere in ballo da ore mentre i metri scorrono a rallentatore sotto le pelli finchè finalmente raggiungiamo la massa di neve che ricopre il rifugio. [continua]

Val d’Avers: quota 2880 (Grigioni)

Posted in scialpinismo on marzo 11, 2014 by fraclimb

domenica 09 marzo

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Altissimo rischio di farmi scivolare sotto i piedi una domenica da paura: l’idea era quella di andare a fare un super giro ma, come oramai dovrei ben sapere, ogni programma ha un’elevatissima probabilità di saltare e così è anche per questo. Sabato sera mi trovo quindi con il fiato sospeso fino all’ultimo e, quando sono oramai convinto di passare la domenica in solitaria, il Toni mi porge l’ancora di salvezza: giornata con The Machine e il Lele, immagino già la super caianata o il super powder!

Non mi sento in palla, ho una sensazione strana: le gambe sembrano girare a fatica ma, per fortuna, il treno sferraglia con insolita calma sotto un sole che picchia duro e così mi accodo dietro l’ultimo vagone salendo senza troppi problemi. Poi la schiena di mulo inizia ad impennarsi e così anche le mie condizioni: insieme al Lele mi stacco dagli altri e quindi ci buttiamo all’assalto del tratto finale. Come rulli compressori, raggiungiamo il deposito degli sci e poi, in solitaria, continuo a salire senza lontanamente pensare ad abbandonare i legni. La neve però diventa dura, ripida e difficilmente sciabile mentre inizio a temere che le lamine possano non riuscire a mordere il manto: proseguo quindi con brevi conversioni fino ad arrivare sotto alcune roccette e confidando che, più in alto, il pendio spiani. Di contro, le condizioni non sembrano migliorare e così, alla fine, mi carico anch’io gli sci in spalla e mi infilo sulla pedonata convinto poi di tentare la discesa extreme! [continua]

Valle di Blenio: punta di Larescia (o cima di Gorda, Ticino)

Posted in scialpinismo on marzo 6, 2014 by fraclimb

domenica 02 marzo

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Il tempo è stupendo, senza una nuvola in cielo e questa volta Micol mi propone di salire alla capanna Gorda. Provo a smuovere la sua richiesta più che altro per arricchire il “sitodiriferimento” con una nuova salita ma lei si mostra graniticamente inamovibile e così, detto fatto, ci muoviamo verso Olivone. Misurare la neve in metri sarebbe un’impresa titanica perchè sarebbe molto più utile il chilometro, così proviamo con le tonnellate: tonnellate di neve sugli alberi, tonnellate di neve in cima ai muraglioni, tonnellate di neve sui tetti! Insomma ce n’è in abbondanza per i prossimi week end!

Intanto ci avviamo lungo la comoda mulattiera ben battuta dalle motoslitte: il tracciato non sale mai divertendosi piuttosto a gironzolare in lungo e in largo attorno al pendio così da rendere una vera lungaggine il guadagnar quota. Ma noi non siamo qui per mettere dislivello sotto le pelli, e quindi saliamo in tutta tranquillità parlando del “per” e del “diviso”!

Ho i cavalli semi impazziti ma devo tenerli a bada; d’altra parte, avendoli alimentati la sera prima con 2 piatti di pasta, 3 fette di spada e ben 4 pasticcini del Melillo, pare conseguente e logico che questi vogliano sprizzare verso l’alto. Così inizio a muovermi come un elastico: vado un po’ avanti per poi rallentare e ricongiungermi con Micol finchè noto che la sua andatura inizia lentamente a diminuire. Intanto il termine della mulattiera si fa sempre più vicino: la neve scaldata dal sole si fa umida e inizia ad attaccarsi sotto gli sci. [continua]