Triangolo Lariano: bocchetta di Palanzo e pizzo dell’Asino (Como)

Posted in escursioni on giugno 17, 2021 by fraclimb

domenica 13 giugno

Il programma domenicale lo decidiamo direttamente al mattino dopo una sveglia non propriamente caiana. Così lascio girare un attimo le rotelle e, non so perchè, mi balza in mente Palanzo e un giro in bici di alcuni anni fa. L’ipotesi (e la speranza) è che l’esposizione giochi a nostro favore tenendoci al riparo da un caldo fottuto che sembra scoppiato all’improvviso come se fosse stato aperto l’altoforno di un’acciaieria. L’idea in effetti sarebbe anche buona se, invece di partire a camminare poco prima delle 11, avessimo iniziato almeno un paio d’ore prima o, come suggerisce la Jo, verso le 5 del mattino. Potrei tenerlo a mente per la prossima volta!
Passare così tra le case in pietra e il selciato delle rampe di Palanzo mi fa venire in mente una bella bistecca alla piastra solo che ora faccio io le veci del pezzo di carne! Per di più, se si aggiunge che le salite si potrebbero facilmente affrontare a quattro zampe senza doversi abbassare troppo al terreno, ne viene fuori un perfetto preludio per una serie ripetuta di infarti. A questo punto la mia unica speranza ricade nel bosco dove, in effetti, la mulattiera si infila immediatamente una volta passata l’ultima abitazione quasi come se agognasse pure lei l’ombra delle piante. Per il resto però il percorso non mostra alcuna pietà: fino a metà circa la salita si inerpica senza darci tregua con l’unico vantaggio che l’altimetro schizza verso l’alto come fosse a bordo di un razzo. [continua]

Val Menaggio: alpe Fiorina e bocchetta di Regagno (Como)

Posted in escursioni on giugno 14, 2021 by fraclimb

mercoledì 02 giugno

Avevo immaginato che la strada sarebbe stata un po’ tortuosa (d’altra parte siamo vicini alla val Cavargna) ma non mi aspettavo una simile sequenza di curve e curvette tali da rischiare l’epicondilite al gomito per il continuo girare del volante. Sul limite dell’infortunio dal troppo tirar plastica e con la Jo nelle stesse condizioni dopo una traversata del Pacifico su un guscio di noce, arriviamo così a Seghebbia dove termina la strada e dove il lockdown sembra una condizione perenne e normale. Balzo fuori dall’auto in braghette e maglietta rendendo facile il gioco all’arietta che si diverte a prendermi a schiaffi mentre la Jo, crogiolandosi nel suo pile, si congratula con il sottoscritto che, dopo millenni ad andare per monti, non ha ancora capito che qualcosa di pesante sia sempre meglio infilarlo nello zaino. Tengo duro facendo l’impassibile e confidando che il movimento sia un mio alleato e, soprattutto, che le previsioni non mi lascino a piedi. Così carico la zainetto e iniziamo a camminare lungo la strada appena percorsa fino a raggiungere l’imbocco del sentiero, una mulattiera che si perde nel mare verde di un prato che chiama “zecca, zecca, zecca!” come un mantra a ripetizione. Mi tuffo nell’erba, Jolanda a seguire, sperando che il mio abbigliamento non favorisca troppo i piccoli insetti ma alla fine delle draculiane sanguisughe nemmeno l’ombra. [continua]

Val Chiavenna: Tracciolino (Sondrio)

Posted in mountainbike on giugno 9, 2021 by fraclimb

domenica 30 maggio

Dei sette nani ne è rimasto uno solo che poi si è stirato come l’uomo di gomma col risultato che ora si trova due gambe lunghe così e due braccia che sembrano quelle di uno scimpanzè. Il problema è che, con simili dimensioni, rischia di picchiare la crapa contro la volta delle gallerie: non ci fosse il caschetto della prima guerra mondiale a proteggerlo, sarebbe probabilmente pieno di bernoccoli. Biancaneve invece ha fatto la tinta ed è diventata biondina; per il resto è sempre una gran gnocca, anzi, lo è di più dell’originale. Poi manca la strega o, almeno, manca quella col naso adunco e il bubbone peloso, la gobba e il vestito nero col cappuccio che deve aver comprato nella stessa boutique di quell’altra signora in nero e con la falce che spesso mi ha fatto compagnia nelle mie scorribande caiane. Perchè, dicevamo, forse una strega c’è, un po’ cambiata ma resta altrimenti che storia sarebbe? E la strega poi ora si è personalizzata, una strega 2.0. Per il Nano Bislungo sono i freni della bici che non si sa bene se effettivamente funzionino o richiedano l’intervento della suola delle scarpe (per altro pure queste ridotte a delle slick da Formula 1). Per Biancaneve-Gnocca-Biondina è la salita iniziale decisamente più indigesta della mela rossa. [continua]

Valsassina: alpe Deleguaggio (Lecco)

Posted in escursioni on maggio 28, 2021 by fraclimb

domenica 23 maggio

Penso di essere furbo e scaltro ma la Jo alla fine mi frega: dopo un’attenta analisi degli elementi basilari per pianificare un’escursione, quasi come se fosse per me normale verificare a tavolino tutte le informazioni e soppesarle per organizzare al meglio la gita, arrivo alla conclusione che la partenza da casa verso le 8:30 sia il giusto compromesso. Infatti, nonostante faccia partire la hit degli Stoviglia-Rock-Band con assolo di forchette e coltelli all’uscita dalla lavastovigle, niente, dall’altra parte della magione non succede nulla. Forse nell’ala NE non arriva il suono acuto del rollio di coperchi? In effetti in un castello da 45 metri quadri può anche essere. Così non mi resta che la forza bruta: afferrarle la gamba, sfilarla al gelo della stanza e portare la Jo in posizione eretta. Poi si avvia e noi partiamo.

Certi posti nel lecchese sono vicini ma maledettamente distanti. Uno di questi è il Cainallo (è forse più un’impresa sopprimere i conati da mal d’auto che raggiungere la base del Cavallo o dei Carbonari) e l’altro è Premana (altro posto dove il vomito da viaggio è dietro l’angolo). Il paese poi sembra un arroccamento difensivo uscito dalle mani un modellista per presepi, abbarbicato su un pendio sul quale non starebbe fermo nessun sasso e con la montagna che sembra ribaltarglisi sopra come l’onda sul surfista intento a completare un “tube riding”. Risaliamo gli ultimi tornanti e poi ci mettiamo alla caccia del parcheggio e quindi del sentiero d’accesso girovagando un po’ giù e un po’ su per le strade del paese, giusto per aumentare un poco il dislivello finale. [continua]

Valle Ellero: monte Grosso (Cuneo)

Posted in escursioni on maggio 21, 2021 by fraclimb

domenica 16 maggio

Le idee sono chiare come il cielo previsto per il weekend, un po’ perchè il sole ci prende per i fondelli lasciando campo libero ad una mandria impazzita di nubi che scorrazzerà per tutto il nord Italia, un po’ perchè è insito nella nostra natura quello di rispondere alla fondamentale domanda “che si fa domenica?” con uno schietto “boh!”. Così mi preparo a puntare al basso Piemonte: Monferrato (considerando che sono praticamente astemio se dovesse andare buca col tempo non avrei nemmeno la scusa delle cantine) o cuneese quando Jolanda la butta là: “e se andassimo al mare?”. Ok: ricarica il file, riprogramma il bagaglio e sono pronto con maschera e pinne a fare un tuffo nell’acqua salata. Ma, appunto, se c’è una cosa di cui abbiamo certezza questa è l’indecisione. Torno dalla corsetta da recupero post semi reclusione da Covid e lo scenario cambia ancora: niente mare, si va nel cuneese. Mi sembra una decisione frutto della rassegnazione ma, d’altra parte, sento la mancanza di un po’ di montagna e così, senza insistere, ricambio assetto con scarponi rigidi, pantaloni alla zuava, calzettoni di lana e camicia a scacchi. L’aquila freme (oramai le ci vuole poco: ultimamente è diventata come un soprammobile polveroso abbandonato sullo scaffale più alto) e noi finalmente partiamo. Sabato passiamo la notte in una ridente area di sosta per camper a Laurisia, e poi la mattina il tempo è piacevole come il momento in cui si scopre di aver terminato il gelato nel freezer. Ci accoccoliamo nel Caddy e alla fine ci facciamo sbattere fuori per consumare la colazione quando lo squilibrato del paese arriva a farci visita. Prova in tutti i modi a venderci un camper parcheggiato poco lontano ma noi facciamo gli gnorri e alla fine, dopo avermi tagliato fuori dai suoi discorsi e aver preferito gli occhi chiari di Jolanda, il tipo finalmente se ne va. Lo imitiamo all’istante e andiamo a berci il tè da un’altra parte e poi via verso la valle Ellero. [continua]

Triangolo lariano: Onno, conca di Crezzo (Lecco)

Posted in escursioni on dicembre 23, 2020 by fraclimb

domenica 13 dicembre

Primo giorno in cui siamo gialli ergo in cui possiamo uscire dal comune e evitare di fare i criceti sulle colline intorno a Como. La nuova libertà però ci spaventa: è come se avessimo vissuto dentro una gabbia e ora che le sbarre si sono alzate, abbiamo paura di quello che sta di fuori; il risultato quindi è che poltriamo ben oltre quello che un vero caiano riterrebbe accettabile. O forse questa è solo una scusa e la verità è invece quella che la pigrizia si è attaccata alle nostre chiappe e non ne vuole sapere di scrollarsi di dosso? Alla fine comunque apro gli occhi, passo qualche attimo a fissare il soffitto per poi rotolare giù dal letto e salutare il nuovo giorno che sta già correndo all’impazzata. Ovviamente non abbiamo pianificato nulla così prima che anche lo Yedi abbia impresso la forza necessaria alla Jo per sgusciare dal caldo infernale del piumone e scaraventarsi nel gelo tropicale della camera, mi metto a scartabellare le guide per trovare uno spunto. La Svizzera è scartata perchè tra tutti questi arcobaleni non ho mica capito se si possa varcare il confine o se, una volta messo piede nella confederazione, verremo incatenati e gettati in qualche umida segreta a scontare non si sa bene quanto tempo di quarantena. Poi elimino tutte le proposte con dislivello a 4 cifre: potremmo quasi fare colazione con gli spaghetti e alle 5 bisogna avere gli occhi felini per poter vedere qualcosa, così scovo un giro ad anello sull’altro ramo del lago di Como, proprio di fronte alle Grigne che ora sembrano una montagna himalayana. Detto fatto, dopo aver nuovamente semi sbagliato strada, ci troviamo alla nostra quota 0, il pontile di Onno a cercare la “caratteristica” via Rusconi. [continua]

Triangolo lariano: funghi di Rezzago (Como)

Posted in escursioni on novembre 13, 2020 by fraclimb

domenica 01 novembre

Siamo in ritardo, ovviamente: oramai è cronico. Sara e Matte certamente l’avranno messo in conto! Questa volta però in nostro aiuto arriva la strettoia. È una di quelle stradine che partono già piccole ma, mano a mano che si procede, si fanno sempre meno larghe. La macchina però no: quella resta sempre delle stesse dimensioni nonostante istintivamente si stringano le spalle. Poi arriva la mezza curva e si finisce per fare il turacciolo nel collo di bottiglia. Il telefono squilla e la Sara ci avvisa che per poco non han dovuto chiamare il cavatappi è così, magicamente, il nostro ritardo diventa quasi in orario. Noi comunque facciamo finta di niente secondo il principio per cui Sara e Matte sanno già tutto e con un laconico “ah-ah” gli informiamo che ci mancano 4 o 5 chilometri. Evitiamo quindi di specificare che, non si sa bene per quale ragione, stavo per finire a Lecco quando improvvisamente, superata Erba, mi sono svegliato dalla catalessi domandando alla Jo dove diavolo stessi guidando e ricevendo in risposta un candido e sincero “boh!”.

Evitata quindi la mummificazione dei due amici, sbarchiamo finalmente dal Caddy mentre chiedo alla Jo se debba prendere anche il cestino per i funghi. Lei ci pensa un po’ su e poi mi fa ridacchiando: “beh, per quei “funghi” servirebbe ben altro!”. Mi sono sempre piaciuti i funghi però già nel risotto o con lo spezzatino e la polenta. Cercarli non è mai stata una mia passione, trovarli invece sì ma pare che le due cose abbiano un certo nesso e così non ho mai dedicato tempo alla mia carriera da fungiatt. Così per oggi mi è balzata quest’idea di sicuro successo: fare un giretto per vedere un altro tipo di fungo, qualcosa fatto di sassi e terra con una bella cappella granitica. [continua]

Valsolda: alpe Puria di sotto (Como)

Posted in escursioni on novembre 8, 2020 by fraclimb

mercoledì 28 ottobre

Non sto prendendo le misure per il mercoledì del pensionato, semplicemente approfitto della scusa che la Jo cerca di raggiungermi nella mia corsa verso la vecchiaia e mi prendo un giorno di ferie per andare a combinare qualcosa insieme. Così, dopo aver cercato di destabilizzare la mia precisa e accurata organizzazione mandando all’aria un piano diabolicamente definito con alcuni disorientanti cambi di programma dell’ultimo minuto, ci troviamo a risalire le curve verso Porlezza, gestire lo sbocco imminente per poi approdare in Valsolda, tornando nelle zone in cui eravamo stati circa un anno fa nel periodo in cui la mia vena scrittoria era intasata come la tangenziale all’ora di punta.

Fermiamo la macchina in corrispondenza del primo spiazzo sterrato ma siccome la mulattiera prosegue e non abbiamo sbatta di camminare troppo anche perchè siamo pesantemente in ritardo sull’inesistente tabella di marcia, mettiamo alla prova le sospensioni del Caddy e proseguiamo nella nostra Parigi – Dakar. La tappa si rivela l’esatto opposto di quello che ci eravamo aspettati lasciandoci alquanto interdetti: infatti dopo una manciata di metri superati in meno tempo rispetto quello richiesto per decidere se fosse o meno opportuno andare avanti, ci si para davanti il parcheggio indicato nella guida e quindi non ci tocca altro che levare le chiappe dai sedili e iniziare a camminare! Ma, d’altra parte, non siamo forse qui per questo? [continua]

Valsassina: monte due Mani e Zucco di Desio (Lecco)

Posted in escursioni on ottobre 30, 2020 by fraclimb

domenica 25 ottobre

Decidere dove andare ad onorare l’aquila del sodalizio solitamente è la cosa più complessa di tutto il fine settimana: affondo nel divano guida alla mano, la apro a caso e, ZAC, ecco trovato! Domenica si va al monte due Mani! Mi scardino dai cuscini e, raggiante, comunico la lieta notizia alla Jo che già si figura un folle che manca solo vada a dormire con lo zaino e le scarpe da trekking per poi scattare sull’attenti appena la sveglia osa accennare il primo trillo. In realtà, per una volta, non va proprio così: non faccio lo scatto del centometrista ma certo non mi perdo in giuggiole per poi trovarmi davanti ai fornelli a scaldare l’acqua per il tè, massima prova culinaria per la colazione che il sottoscritto possa imbastire.

Intanto, a guardare il cielo, verrebbe voglia di domandarsi perchè cavolo il gene caiano non si prenda un periodo di vacanza visto che le tinte celesti virano nello spettro del grigio come se fossimo in una foto in bianco e nero però noi (o per lo meno io) ce ne freghiamo e ci catapultiamo in quel di Lecco. Il tunnel del Barro è una specie di viatico per un altro mondo: sta come il Gottardo alle differenze meteorologiche tra sud e nord delle Alpi. Sgusciati dalla galleria infatti ci troviamo davanti ad un incredibile cielo abbondantemente terso: potrei fare il gallo e uscire con la classica “vedi amore? Lo sapevo: l’ho prenotato per te!” ma mi risparmio la battuta commentando con un più onesto e veritiero “che culo!”. In Valsassina la situazione è anche meglio ma, quando arriviamo nella zona dove dovrebbe partire il sentiero e iniziamo a girovagare prima di trovare un posto per la macchina, già le prime nuvole iniziano a coprire come una macchia d’olio la tavolozza azzurra. Decisamente avrei potuto spendere mezzo euro in più di prenotazione! [continua]

Scoglio delle Metamorfosi: Luna Nascente (val di Mello)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 15, 2020 by fraclimb

sabato 10 ottobre

Se c’è una certezza matematica è che i crucchi arrampicatoriamente parlando si dividono in due gruppi: o sono in uno o sono nell’altro, la via di mezzo non esiste. Il primo gruppo è quello dei cavalli: lì ci sono quelli super forti che a vederli scalare ci si sente una pippa. Nel secondo gruppo invece ci sono i “neofiti”, una specie di surrogato del caiano teutonico rimasto ad uno stadio tecnologico da Neanderthal che usa ancora l’otto e cui trema il piedino quando è ancora sotto il limite umano. Fin qui nulla di strano o disdegnevole (a parte l’abominio dell’otto): in fondo con un solido V+ e A0 si fanno quasi tutte le classiche. Il problema è che questi ultimi, non è raro trovarseli su vie per coloro che stanno nel mezzo, categoria che però tra i tedeschi semplicemente non esiste. Poi, da buoni caiani (teutonici), questi arrivano all’attacco ad orari improponibili perchè impiegheranno l’intera giornata per risolvere una manciata di tiri col risultato che, dietro le loro chiappe, si forma la coda da esodo estivo con relativo proliferare di smadonnamenti che certo non giova alla salubre crescita della fauna locale. Ovviamente noi su Luna troviamo una cordata di quest’ultima specie.

Tutto inizia quando il Walter mi chiede se abbia voglia di fare qualcosa nel fine settimana: domanda dalla risposta più che scontata. Ricevo via libera da Jolanda (cosa per altro per nulla complicata) e propongo di andare a spaccarci a Mezzegra. Walter ribatte col Lomasti col risultato che sprango la porta con doppia mandata e rilancio con la prima alternativa che mi passa per la testa: Luna Nascente. L’amico sembra ben disposto e così sabato mattina siamo davanti al parchimetro per la val di Mello a firmare il mutuo per il biglietto d’accesso; è evidente che io stia irrimediabilmente invecchiando: una volta non avrei mai e poi mai accettato di pagare ben 10 euro per risparmiare 15 minuti di passeggiata! Ci troviamo quindi con i nostri zainetti minimalisti a pochi passi dal Gatto Rosso col Walter che si assicura che “non faremo la corsa come alla Molteni”: no, certo, non abbiamo né gli zaini da caianesimo extreme né i bastoncini! Infatti mi ritrovo in tale carenza di ossigeno da immaginare che allo Scoglio saremo da soli e che poi potremmo proseguire in un poco logico concatenamento Luna-Kunda o, forse meglio, Luna-Lini! [continua]