Valle Maggia: valle del Salto (Ticino)

Posted in escursioni on settembre 22, 2021 by fraclimb

domenica 29 agosto

“Il problema di Palermo è il traffico”; il problema della Svizzera sono i limiti di velocità. Guidare in terra elvetica è estenuante e stressante come per una gazzella attraversare la savana che pullula di leoni; e, più o meno, la fine che puoi fare è quasi la stessa. Devi prestare attenzione ai limiti che sono ondivaghi ma non costanti: una specie di selva oscura dove il cartello dal cerchio rosso può fare capolino all’improvviso e, subito dopo, ti trovi il fotografo con la sedia elettrica già accesa. L’unica soluzione è dimenticare che esista il pedale dell’acceleratore e confidare in tutti i sensi per non cadere nella trappola. Nonostante questo, ho proprio voglia di uscire dal territorio nazionale: oramai è più di un anno che non metto il naso oltre Chiasso; così sfoglio la guida (ovviamente all’ultimo) provando a cercare una gita che risponda a tutti i requisiti: posto vicino (perchè la partenza è agli antipodi del dettato caiano) ma non troppo (se no finisce che si va sempre nei soliti posti), dislivello contenuto ma percorso piacevole e, preferibilmente, ad anello. Il risultato è che ora mi trovo l’armadio pieno di libri sulle passeggiate dell’arco alpino centrale. Così oggi puntiamo alla val Maggia: mi prendo il Valium e mi metto al volante, un occhio puntato al tachimetro, l’altro al lato destro dell’autostrada in costante ricerca del maledetto cartello. Arrivare all’imbocco della valle mi ricorda i tempi andati, quando, in pieno inverno, rischiavi comunque di friggere sulle placconate mitragliate di spit: primi ad arrivare ed ultimi ad andarsene con in tasca una misera vietta di una manciata di tiri. Superiamo le zone d’arrampicata e, poco oltre, siamo in caccia del parcheggio ma, soprattutto, dell’imbocco del sentiero. Idealmente dovrebbe essere facile ma districarsi nel dedalo di stradine e casupole di Maggia ci catapulta in una specie di piccolo labirinto da cui usciamo sfoderando il fiuto caiano ma, soprattutto, una pianta in scala 1:1 del paese. [continua]

Punta Allievi: spigolo Gervasutti (val Masino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 4, 2021 by fraclimb

sabato 24 luglio

Non sempre le ciambelle escono col buco e a volte che qualcosa possa andare storto, lo si vede fin dall’inizio ma questo non significa che alla fine non siano buone. Già in principio i presupposti per completare la raccolta di bollini non poggiavano su solide basi: avevo proposto al Walter di provare a chiudere i conti con la Vinci al Ligoncio o con la Osio Canali ma, nel primo caso, il rischio di fare Benjamin Franklin in parete sarebbe stato troppo alto, nel secondo invece avremmo certamente finito per fare raftnig in val Torrone e così alla fine optiamo per il Gervasutti. L’idea è che attaccando il prima possibile una via ripetuta e avendo comunque la possibilità di calarci fino ad un terzo dello spigolo o eventualmente di scappare per un canale ai due terzi, dovremmo riuscire a scamparla. Quindi i piani sulla carta sono quasi perfetti ma l’odore di bruciato inizia a sentirsi già con le 2 ore e mezza per raggiungere San Martino. Così alla fine optiamo per cenare al parcheggio solo che, sarà perchè non abbiamo alle spalle una giornata di caianesimo extreme, il risotto non ha il gusto delle altre volte: è una pietanza quasi mono corde, cui manca un po’ di verve, un po’ come sarà per i colori dell’indomani, una scala di grigi che vira dal chiaro allo scuro della morte certa ma nulla di più; se vogliamo, sarà la tavolozza del novembre milanese. Così, col riso e i gamberetti che navigano nello stomaco, affrontiamo la passeggiata all’imbrunire e poi al chiaro di luna con il solo vantaggio di non sudare eccessivamente perchè, per il resto, questo genere di avvicinamento è sempre una mazzata. E poi arriva il bivacco, il primo da un paio di anni: sono emozionato quasi come uno scolaretto al primo giorno di scuola ma non mi ci vuole granchè perchè la segheria inizi a tagliare legna per il caminetto. [continua]

Qualido: Gran Diedro della Marocca (val di Mello, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 7, 2021 by fraclimb

domenica 27 giugno

– Bene, alla fine siamo ancora vivi e non abbiamo chiamato il soccorso – e io aggiungo – e non siamo tornati sulla sedia a rotelle -. Già, in effetti è vero: certo, se dovessi pensare a questi anni, non avrei creduto che sul Grand Diedro della Marocca avrei potuto avere tutti questi problemi che, d’altro canto, siamo riusciti a risolvere anche se al prezzo di un mio volo a rallentatore, un tiro su cengia erbosa R6 (o forse anche R7 perchè non so se la sosta a friend avrebbe tenuto un volo di oltre 40m con fattore 2) del Marco e col Walter che avrebbe potuto maturare sulla sosta a spit sottostante senza alcuna possibilità di muoversi. Beh, alla fine lo scherzo della corda con incastr’appoggio ci è costato ad occhio un paio di ore di ritardo. E poi c’è chi sostiene che andare veloci non sia sinonimo di sicurezza. E se invece che ruzzare su per il sentiero ce la fossimo presa un po’ più comoda? E se ci fossimo crogiolati all’attacco come la coppia di teutonici di cui lui sembrava più propenso ad una giornata in spiaggia a Rimini che a scalare al Qualido? Probabilmente avremmo bivaccato in parete (credo primo bivacco nella storia del Grand Diedro) e poi forse qualcuno si sarebbe accorto del nostro ritardo e avrebbe allertato i soccorsi. Così io e il Walter avremmo riprovato l’ebbrezza del volo in elicottero.

Uso la mia relazione di Quote Rosa per trovare l’attacco. E già ho paura: ho paura del tempo indicato. Siccome sono scozzese (o, senza scomodare i fieri portatori del kilt, sono comasco), di solito tendo ad essere un po’ restio ad elargire minuti sugli avvicinamenti, così quelle 2:30/40 ore mi pesano ben più dello zaino-bagno turco. Alla fine però mi trovo all’attacco con una precisione svizzera mentre la presenza di una coppia inizia a tormentarmi. Questi però sembrano più propensi al bivacco fancazzista che intenzionati a scalare: a lui mancherebbero infatti solo amaca e sombrero per dare il via ad una bella siesta. [continua]

Sergent: Serendipity (valle dell’Orco, Torino)

Posted in vie alpinistiche su roccia on giugno 23, 2021 by fraclimb

sabato 19 giugno

Ritrovo alle 6:30, ti va bene? – Rispondo all’istante – Ok – come se nulla fosse, come se fosse normale svegliarsi verso le 5:40 al sabato mattina. Per il caiano forse lo è ma io sono ancora un caiano? C’ho il dubbio perchè la panza (fattore imprescindibile) non mi è ancora cresciuta e tutto sommato in falesia riesco ancora a salire oltre il limite umano senza staffare (altro fatto che si discosta dall’essere caiano); dovrei solo verificare come mi comporterei in montagna con il mitico V+ e A0… Ciance a parte, in realtà pancia o non pancia, caiani lo si è nel cuore, è un timbro indelebile. E’ per quello che l’orario del Walter non mi fa fare una piega.
Per quanto riguarda la via, ho solo capito che si trova in valle dell’Orco ma, per il resto, non ho la minima idea di nulla. Nulla cosmico come prima dell’interrogazione di filosofia. Qualche dubbio mi viene quando il Walter mi dice che oltre ai rinvii tirerà su un paio di friendini: dunque la via non dev’essere da strisciata nelle mutande. Ma un po’ me lo aspettavo e, tutto sommato, potrebbe anche non essere un male. Trovarmi scaraventato dopo mesi da Luna su una qualche fessura da staffa certa non è forse la cosa migliore da farsi. E poi c’è l’avvicinamento: la relazione mette le mani avanti con una bella mezz’ora di sfacchinata. Noi ce ne impieghiamo di meno nonostante qualche deviazione del percorso perchè secondo il sottoscritto e il Marco all’unico bivio bisogna andare a sinistra. Ovviamente non ci mettiamo molto a capire che l’Arianna e il Walter avevano ragione. E poi bisogna trovare l’attacco. L’unica relazione chiara ci porta alla partenza di una via che però non è quella giusta. Quella dell’Oviglia invece è più nebulosa: da scontate un po’ troppe informazioni che, per uno venuto col paraocchi, non possono esserlo finchè, alla fine, una foto rischiara il buio e il Marco si illumina d’immenso: l’attacco è sulla cengia superiore. Riprendi armi e bagagli, rifai la cengia con mug’appiglio della morte (quasi) certa e finalmente raggiungi la partenza. A quel punto l’assembramento si avvicina ai limiti delle regole anti-Covid ma, alla fine, capiamo che l’altra cordata da tre sta cercando qualcosaltro. Forse dovrebbero mettere delle luminarie o dei cartelli autostradali che così la gente non rischia di perdersi: ecco cosa si ottiene andando a tirare solo plastica! [continua]

Triangolo Lariano: bocchetta di Palanzo e pizzo dell’Asino (Como)

Posted in escursioni on giugno 17, 2021 by fraclimb

domenica 13 giugno

Il programma domenicale lo decidiamo direttamente al mattino dopo una sveglia non propriamente caiana. Così lascio girare un attimo le rotelle e, non so perchè, mi balza in mente Palanzo e un giro in bici di alcuni anni fa. L’ipotesi (e la speranza) è che l’esposizione giochi a nostro favore tenendoci al riparo da un caldo fottuto che sembra scoppiato all’improvviso come se fosse stato aperto l’altoforno di un’acciaieria. L’idea in effetti sarebbe anche buona se, invece di partire a camminare poco prima delle 11, avessimo iniziato almeno un paio d’ore prima o, come suggerisce la Jo, verso le 5 del mattino. Potrei tenerlo a mente per la prossima volta!
Passare così tra le case in pietra e il selciato delle rampe di Palanzo mi fa venire in mente una bella bistecca alla piastra solo che ora faccio io le veci del pezzo di carne! Per di più, se si aggiunge che le salite si potrebbero facilmente affrontare a quattro zampe senza doversi abbassare troppo al terreno, ne viene fuori un perfetto preludio per una serie ripetuta di infarti. A questo punto la mia unica speranza ricade nel bosco dove, in effetti, la mulattiera si infila immediatamente una volta passata l’ultima abitazione quasi come se agognasse pure lei l’ombra delle piante. Per il resto però il percorso non mostra alcuna pietà: fino a metà circa la salita si inerpica senza darci tregua con l’unico vantaggio che l’altimetro schizza verso l’alto come fosse a bordo di un razzo. [continua]

Val Menaggio: alpe Fiorina e bocchetta di Regagno (Como)

Posted in escursioni on giugno 14, 2021 by fraclimb

mercoledì 02 giugno

Avevo immaginato che la strada sarebbe stata un po’ tortuosa (d’altra parte siamo vicini alla val Cavargna) ma non mi aspettavo una simile sequenza di curve e curvette tali da rischiare l’epicondilite al gomito per il continuo girare del volante. Sul limite dell’infortunio dal troppo tirar plastica e con la Jo nelle stesse condizioni dopo una traversata del Pacifico su un guscio di noce, arriviamo così a Seghebbia dove termina la strada e dove il lockdown sembra una condizione perenne e normale. Balzo fuori dall’auto in braghette e maglietta rendendo facile il gioco all’arietta che si diverte a prendermi a schiaffi mentre la Jo, crogiolandosi nel suo pile, si congratula con il sottoscritto che, dopo millenni ad andare per monti, non ha ancora capito che qualcosa di pesante sia sempre meglio infilarlo nello zaino. Tengo duro facendo l’impassibile e confidando che il movimento sia un mio alleato e, soprattutto, che le previsioni non mi lascino a piedi. Così carico la zainetto e iniziamo a camminare lungo la strada appena percorsa fino a raggiungere l’imbocco del sentiero, una mulattiera che si perde nel mare verde di un prato che chiama “zecca, zecca, zecca!” come un mantra a ripetizione. Mi tuffo nell’erba, Jolanda a seguire, sperando che il mio abbigliamento non favorisca troppo i piccoli insetti ma alla fine delle draculiane sanguisughe nemmeno l’ombra. [continua]

Val Chiavenna: Tracciolino (Sondrio)

Posted in mountainbike on giugno 9, 2021 by fraclimb

domenica 30 maggio

Dei sette nani ne è rimasto uno solo che poi si è stirato come l’uomo di gomma col risultato che ora si trova due gambe lunghe così e due braccia che sembrano quelle di uno scimpanzè. Il problema è che, con simili dimensioni, rischia di picchiare la crapa contro la volta delle gallerie: non ci fosse il caschetto della prima guerra mondiale a proteggerlo, sarebbe probabilmente pieno di bernoccoli. Biancaneve invece ha fatto la tinta ed è diventata biondina; per il resto è sempre una gran gnocca, anzi, lo è di più dell’originale. Poi manca la strega o, almeno, manca quella col naso adunco e il bubbone peloso, la gobba e il vestito nero col cappuccio che deve aver comprato nella stessa boutique di quell’altra signora in nero e con la falce che spesso mi ha fatto compagnia nelle mie scorribande caiane. Perchè, dicevamo, forse una strega c’è, un po’ cambiata ma resta altrimenti che storia sarebbe? E la strega poi ora si è personalizzata, una strega 2.0. Per il Nano Bislungo sono i freni della bici che non si sa bene se effettivamente funzionino o richiedano l’intervento della suola delle scarpe (per altro pure queste ridotte a delle slick da Formula 1). Per Biancaneve-Gnocca-Biondina è la salita iniziale decisamente più indigesta della mela rossa. [continua]

Valsassina: alpe Deleguaggio (Lecco)

Posted in escursioni on Maggio 28, 2021 by fraclimb

domenica 23 maggio

Penso di essere furbo e scaltro ma la Jo alla fine mi frega: dopo un’attenta analisi degli elementi basilari per pianificare un’escursione, quasi come se fosse per me normale verificare a tavolino tutte le informazioni e soppesarle per organizzare al meglio la gita, arrivo alla conclusione che la partenza da casa verso le 8:30 sia il giusto compromesso. Infatti, nonostante faccia partire la hit degli Stoviglia-Rock-Band con assolo di forchette e coltelli all’uscita dalla lavastovigle, niente, dall’altra parte della magione non succede nulla. Forse nell’ala NE non arriva il suono acuto del rollio di coperchi? In effetti in un castello da 45 metri quadri può anche essere. Così non mi resta che la forza bruta: afferrarle la gamba, sfilarla al gelo della stanza e portare la Jo in posizione eretta. Poi si avvia e noi partiamo.

Certi posti nel lecchese sono vicini ma maledettamente distanti. Uno di questi è il Cainallo (è forse più un’impresa sopprimere i conati da mal d’auto che raggiungere la base del Cavallo o dei Carbonari) e l’altro è Premana (altro posto dove il vomito da viaggio è dietro l’angolo). Il paese poi sembra un arroccamento difensivo uscito dalle mani un modellista per presepi, abbarbicato su un pendio sul quale non starebbe fermo nessun sasso e con la montagna che sembra ribaltarglisi sopra come l’onda sul surfista intento a completare un “tube riding”. Risaliamo gli ultimi tornanti e poi ci mettiamo alla caccia del parcheggio e quindi del sentiero d’accesso girovagando un po’ giù e un po’ su per le strade del paese, giusto per aumentare un poco il dislivello finale. [continua]

Valle Ellero: monte Grosso (Cuneo)

Posted in escursioni on Maggio 21, 2021 by fraclimb

domenica 16 maggio

Le idee sono chiare come il cielo previsto per il weekend, un po’ perchè il sole ci prende per i fondelli lasciando campo libero ad una mandria impazzita di nubi che scorrazzerà per tutto il nord Italia, un po’ perchè è insito nella nostra natura quello di rispondere alla fondamentale domanda “che si fa domenica?” con uno schietto “boh!”. Così mi preparo a puntare al basso Piemonte: Monferrato (considerando che sono praticamente astemio se dovesse andare buca col tempo non avrei nemmeno la scusa delle cantine) o cuneese quando Jolanda la butta là: “e se andassimo al mare?”. Ok: ricarica il file, riprogramma il bagaglio e sono pronto con maschera e pinne a fare un tuffo nell’acqua salata. Ma, appunto, se c’è una cosa di cui abbiamo certezza questa è l’indecisione. Torno dalla corsetta da recupero post semi reclusione da Covid e lo scenario cambia ancora: niente mare, si va nel cuneese. Mi sembra una decisione frutto della rassegnazione ma, d’altra parte, sento la mancanza di un po’ di montagna e così, senza insistere, ricambio assetto con scarponi rigidi, pantaloni alla zuava, calzettoni di lana e camicia a scacchi. L’aquila freme (oramai le ci vuole poco: ultimamente è diventata come un soprammobile polveroso abbandonato sullo scaffale più alto) e noi finalmente partiamo. Sabato passiamo la notte in una ridente area di sosta per camper a Laurisia, e poi la mattina il tempo è piacevole come il momento in cui si scopre di aver terminato il gelato nel freezer. Ci accoccoliamo nel Caddy e alla fine ci facciamo sbattere fuori per consumare la colazione quando lo squilibrato del paese arriva a farci visita. Prova in tutti i modi a venderci un camper parcheggiato poco lontano ma noi facciamo gli gnorri e alla fine, dopo avermi tagliato fuori dai suoi discorsi e aver preferito gli occhi chiari di Jolanda, il tipo finalmente se ne va. Lo imitiamo all’istante e andiamo a berci il tè da un’altra parte e poi via verso la valle Ellero. [continua]

Triangolo lariano: Onno, conca di Crezzo (Lecco)

Posted in escursioni on dicembre 23, 2020 by fraclimb

domenica 13 dicembre

Primo giorno in cui siamo gialli ergo in cui possiamo uscire dal comune e evitare di fare i criceti sulle colline intorno a Como. La nuova libertà però ci spaventa: è come se avessimo vissuto dentro una gabbia e ora che le sbarre si sono alzate, abbiamo paura di quello che sta di fuori; il risultato quindi è che poltriamo ben oltre quello che un vero caiano riterrebbe accettabile. O forse questa è solo una scusa e la verità è invece quella che la pigrizia si è attaccata alle nostre chiappe e non ne vuole sapere di scrollarsi di dosso? Alla fine comunque apro gli occhi, passo qualche attimo a fissare il soffitto per poi rotolare giù dal letto e salutare il nuovo giorno che sta già correndo all’impazzata. Ovviamente non abbiamo pianificato nulla così prima che anche lo Yedi abbia impresso la forza necessaria alla Jo per sgusciare dal caldo infernale del piumone e scaraventarsi nel gelo tropicale della camera, mi metto a scartabellare le guide per trovare uno spunto. La Svizzera è scartata perchè tra tutti questi arcobaleni non ho mica capito se si possa varcare il confine o se, una volta messo piede nella confederazione, verremo incatenati e gettati in qualche umida segreta a scontare non si sa bene quanto tempo di quarantena. Poi elimino tutte le proposte con dislivello a 4 cifre: potremmo quasi fare colazione con gli spaghetti e alle 5 bisogna avere gli occhi felini per poter vedere qualcosa, così scovo un giro ad anello sull’altro ramo del lago di Como, proprio di fronte alle Grigne che ora sembrano una montagna himalayana. Detto fatto, dopo aver nuovamente semi sbagliato strada, ci troviamo alla nostra quota 0, il pontile di Onno a cercare la “caratteristica” via Rusconi. [continua]