Civetta: rifugio Torrani (Belluno)

Posted in escursioni on agosto 19, 2016 by fraclimb

sabato 13, domenica 14 agosto

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Poteva essere il week end perfetto con la gloriosa festa per l’ingresso di Micol nella schiera dei caiani e relativa marchiatura con l’aquila e invece, per colpa dei soloni, dei professori di alpinismo lungo la discesa, il dolce finale mi va di traverso. Già, perchè non sopporto i saccenti che con aria di superiorità, vedendoti lento e impacciato, ti sostengono indicando dove andare e ti incitano con la classica “sei oltre la metà: oramai non manca molto!”. Grazie, grazie, troppo gentile! Mi viene in mente una trasmissione televisiva in cui un ultracentenario spiegava come il segreto della longevità sia farsi i fatti propri! Che poi, per sbagliare percorso, bisognerebbe impegnarsi e non poco vista la miriade di segni presenti! Non capisco quindi perchè, con la tua indole da buon samaritano, mi stia indicando di stare a sinistra quando i bolli, evidentemente, passano più a destra! Poi c’è quello che se la mena fin da quando è arrivato al Torrani per una qualche via appena percorsa e che ci raggiunge lungo la discesa: cerchiamo quindi di spostarci per facilitargli il sorpasso, Micol a ridosso della catena, io su uno spiazzo poco distante. Vedendo la scena, lo Steck della situazione mi rassicura: “Comodo, comodo!”. Se non lo mando a fanculo ci manca poco e gli rispondo: “Sono comodo!” e parto a razzo lungo la fissa per trovare un altro punto dove il genio possa facilmente passare. Quando mi raggiunge non dice nulla e passa oltre. L’ultimo poi ci incoraggia dicendoci che oramai siamo oltre la metà e quindi ci domanda quale sia stata la nostra via di salita: guarda, a dire il vero, abbiamo fatto la prima ripetizione in bicicletta di Capitan Sky-Hook poi volevamo scendere dal diedro Philipp Flamm ma abbiamo bucato e quindi ci tocca scendere dalla normale! Mi mangio le mani ma poi rifletto che in fondo, nella nostra pur effettiva lentezza, non abbiamo fatto altro che confermare i tempi della guida: un’ottima prestazione per chi, come Micol, non aveva ancora affrontato un percorso così impegnativo. [continua]

Badile: Another Day in Paradise (val Bregaglia, Grigioni)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 18, 2016 by fraclimb

sabato 06, domenica 07 agosto

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Già l’aver deciso il posto del ritrovo e la montagna dove andremo a caianare può essere considerato un gran risultato, poi se staremo al di qua o al di là del confine è ancora tutto da vedere. Intanto, si riforma la coppia per eccellenza, seppure uno dei due caiani (Cece) si stia corrompendo avendo oramai accoppiato all’aquila due vigorose “F” evidentemente stonanti con erba, marcio e tiraggio di chiodi. Per l’altro (il sottoscritto) invece, il nobile volatile ha oramai gettato la spugna: stufo di tanti blateramenti che per lo più non portano a nulla, non ha ancora deciso di abbandonarne il petto solo perchè ogni tanto riceve qualche minima glorificazione anche se poca cosa rispetto quello che i barbuti e austeri patriarchi si aspetterebbero.

Ci troviamo dunque al Fuentes sapendo solo che rivolgeremo le nostre attenzioni all’elegante Badile ma ci guardiamo in faccia a lungo prima di decidere di dirigerci verso l’ombroso e freddo versante nord senza d’altra parte riuscire a raggirare il Caianesimo che tutto sa e vede: infatti l’idea di andare sul lato Svizzero è spinta solo dall’avvicinamento decisamente meno sbatta rispetto la mazzata che ci attenderebbe in val Masino! Per il resto, almeno per noi, scalare una via a sud o a nord fa poca differenza, tanto il parco giochi ha un’offerta tale che al confronto Disneyland è un luna park da paese!

Intanto il primo vero problema è il pedaggio della strada per il Laret: entrambi abbiamo infatti scordato di rompere il maialino e nel portafogli ci troviamo con ben poche monetine. L’unica quindi è rientrare in Italia e trovare qualcuno disposto a cambiare una banconota da 10, impresa che al momento non ci pare poi così titanica. Non so come, riusciamo a evitare che, alla richiesta in dogana sulla nostra provenienza, segua apertura del baule e relativa perquisizione; d’altra parte, anche alle mie orecchie, la risposta che fornisco sembra quanto meno ridicola: “eh… a dire il vero, arriviamo da Como (e già qui ci si dovrebbe chiedere per quale assurdo motivo stiamo uscendo dalla Svizzera per rientrare in Italia)… stavamo andando in montagna (probabilmente se avessi parlato di Badile mi sarei trovato con la faccia schiacciata sul cofano della macchina e il poliziotto a leggere i miei diritti!) ma dovremmo cambiare i soldi per il pedaggio…”. Il militare ci guarda con certa stizza e poi fa segno di passare. Andata! [continua]

Val Malenco: capanna Gerli Porro e lago Pirola (Sondrio)

Posted in escursioni on agosto 12, 2016 by fraclimb

lunedì 01 agosto

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Questa volta non ci vogliamo risparmiare: ieri mi sono ricordato delle mie antiche origine di fogna umana spazzando un piattazzo di pizzoccheri, una porzione di sciatt e una salamella con panino alla sagra di Teglio e, a dire il vero, avrei potuto darci ancora dentro, e oggi è il momento di bruciare i grassi accumulati. Non che abbia problemi con l’ago della bilancia (che tra l’altro non posseggo), semplicemente è ora di dare un calcio all’ozio e ricordarsi che l’escursionismo, in fondo, è l’arte primitiva del caiano. Così tiro fuori la val Malenco, più che altro perchè ho un vago ricordo di un’interessante gita fatta con l’AG diversi anni fa anche se mi guardo bene dal dire a Micol che tra il parcheggio e l’imbocco del sentiero la mia memoria è come un buco nero! Inizialmente quindi confido solo in quello che sarà e nell’indispensabile spirito d’avventura anche se poi, a poche ore dalla partenza, la sorte viene a darci una mano sotto forma di cartoleria con, in bella mostra, una mappa della nostra vallata! Così ci avviamo verso la nostra meta ignari che un esercito di nuvole minacciose sia già schierato con l’evidente e poco raccomandabile intenzione di darci battaglia. Quando ci troviamo quindi col nemico davanti, non mi resta che frugare nei meandri della memoria, dare un occhio alla carta e trovare una soluzione per evitare lo scacco matto del tempo. Intanto il cielo inizia a fare le bizze, forse impazzito anche lui per la nostra mossa inattesa: ora si aprono infatti ampi spazi d’azzurro mentre, a tratti, masse grigie passano clandestinamente il confine cercando di tuffarsi verso sud. Insomma, la situazione caotica scombussola sempre di più l’indecisione che abbiamo in testa! Per il momento quindi ci accontentiamo di salire al rifugio Gerli Porro e poi si vedrà. Ci avviamo quindi lungo la comoda mulattiera di cui ricordo molto bene il fondo a causa di un trolley che avevo dovuto trascinare mentre, universitario, accompagnavo una scolaresca in gita! Ricordo anche che al rifugio si mangiava molto bene, fatto già sperimentato col corso d’alpinismo nel lontanissimo 2002 e col successivo stage dell’università. [continua]

Engadina: capanna Boval (Grigioni)

Posted in escursioni on agosto 9, 2016 by fraclimb

sabato 30 luglio

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Dove abbiamo sbagliato? Quando abbiamo macchiato la nostra pura anima caiana tanto da suscitare la collera delle Dolomiti? Perché queste sembrano decise a non accettarci mai? Già un paio di anni fa avevamo trovato condizioni non pienamente favorevoli mentre lo scorso week end i miei sogni di gloria si sono infranti contro la perturbazione di giornata e ora è ancora il tempo instabile a farci rivedere i programmi. Previsioni alla mano e battendoci il petto in segno di penitenza, non ci rimane quindi che starcene dalle nostre parti con buona pace del portafogli e del mio lato camionista: la soluzione dell’avanti e indietro comporterà infatti un numero spropositato di chilometri passati con le chiappe sui sedili dell’auto piuttosto che con le scarpe tra sassi e prati. Poco male, l’importante è risolvere il più grosso problema della settimana: che fare nel week end?

Iniziamo quindi con qualcosa di facile ma soprattutto che non richieda sveglie antidiluviane, ci permetta di prenderci un po’ di fresco e non richieda l’esborso del biglietto di una funivia. Qualsiasi computer andrebbe in tilt con simili richieste ma non il macinino caiano che, elaborando dati e valutando le possibilità del suo database, tira fuori la soluzione, per dire il vero ricopiando vecchie idee di Samuel e Boris. Così eccoci a cercare parcheggio nella valle del Morteratsch e soprattutto districarci con le istruzioni del parchimetro finchè finalmente ci vengono in aiuto gli insegnamenti delle elementari, leggiamo tutta la consegna e risolviamo il difficile rebus!

Al bivio per la capanna, la probabilità di mandare all’aria l’escursione raggiunge il suo picco massimo: seguendo infatti il pigro, ciondolante e trascinato istinto dell’escursionista domenicale, rischiamo di continuare lungo la comoda mulattiera ignorando completamente la deviazione lungo un sentiero che si inoltra nel bosco per poi salire con alcuni tornanti. [continua]

Primo Magnaghi o Magnaghi meridionale: Nastassia Kinsky e via Anna (Grignetta, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 5, 2016 by fraclimb

lunedì 25 luglio

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Dopo la caianata di ieri, non ho alcuna voglia di sbattermi per andare a scalare. Più che altro, l’avvicinamento in sauna mi ha completamente prosciugato e rinsecchito come una mummia egizia. Tra l’altro, siamo sempre vincolati a previsioni certe e chiare come i sondaggi pre-Brexit! L’idea quindi di andare in Grignetta ci pare così la soluzione più ovvia anche se il mio album di vie inizia ad essere in gran parte compilato lasciando solo molto spazio a salite da far rizzare i capelli a Bisio e poche pagine a quelle più umanamente abbordabili! A ciò, si aggiunga la richiesta di ombra, di una possibile e rapida scappatoia ma, soprattutto, un avvicinamento non troppo lungo. Insomma, vogliamo la botte piena ma la moglie ubriaca!

Mi pare quindi logico puntare alla ovest dei Magnaghi e, non essendomi ricordato di non avere la figurina della fessura Dones, lasciarmi abbindolare da Nastassia Kinsky e dalla sua breve ma vertiginosa linea. Oggi mi sento FF senza però averne il grado o, soprattutto, la testa! Così, arrivati alla cengia dell’attacco, inizio a salire su per il grosso e vago spigolo arrotondato su una roccia a dir poco eccezionale. Tutto sommato, i movimenti non mi vengono male: riesco infatti a scalare quasi appendendomi solo una volta prima di riuscire a scovare il trucco e raggiungere la sosta da cui poi partirà il Jag.

Non nascondo che l’attesa mi sembri ben più lunga del necessario: l’amico sembra infatti salire con ritmo da processione per poi arenarsi contro gli ultimi 2 o 3 metri che lo separano dalla sosta; sono indeciso se sprofondare nel letargo oppure sbottare perchè, da quaggiù, il breve tratto non sembra assolutamente così duro. Dopo aver quindi provato a destra e a sinistra, il Jag alla fine desiste e torna indietro. Parte quindi il saccente professore, il mago dell’arrampicata libera, il novello Adam Ondra, cioè il sottoscritto! [continua]

Corno di Canzo orientale: Stella Alpina (triangolo lariano, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 3, 2016 by fraclimb

domenica 24 luglio

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Mi sarei dovuto trovare da tutt’altra parte, impegnato su una parete ben più imponente e gloriosa di quest’ammasso roccioso che, dalla base, sembra solo una falesia un po’ troppo cresciuta. Ma appunto il tempo avverso del sabato e l’instabilità dei giorni successivi hanno sconvolto i piani: ieri mi sono limitato a guidare speranzoso fino a Padova per poi fare inversione e riattraversare mezza pianura padana dopo aver scoperto che in zona Civetta pioveva! La società autostrade e le case petrolifere ringraziano!

Così oggi ci troviamo ad assecondare le bizze meteorologiche scegliendo una meta vicina a casa ma soprattutto che non richieda sveglie ad orari antidiluviani: credo che lo smacco subito abbia avuto degli inattesi contraccolpi negativi. Quando quindi il Giaguaro mi propone i Corni di Canzo, se sono comunque caianamente interessato, è soprattutto l’opportunità di dare ascolto al mio lato pigro a convincermi ad accettare. Partiamo quindi con comodo immaginando, almeno da parte mia, una salita da liquidare in poco tempo anche se, al momento, a liquefarci ci pensa la sauna del bosco sull’avvicinamento: stiamo salendo infatti a razzo incrementando il già alto tasso di umidità con i liquidi che perdiamo stile fontana di Trevi riuscendo poi anche a sbagliare la zona dell’attacco, superando il ghiaione dolomitico (anche la montagna sembra farsi gioco di noi!) che scende dal Corno e continuando in salita lungo il sentiero. La deviazione ci riduce a stoccafissi essiccati finchè, escludendo la possibilità di tagliare attraverso la selva oscura, ritorniamo sui nostri passi per poi salire lentamente gli ultimi metri verso l’attacco di Stella Alpina anche se, in tutta sincerità, avrei puntato alla via più impegnativa della parete, occasione che ci avrebbe portato a battere certamente due record: essere i più cretini ad aver mai scalato da queste parti ma, soprattutto, i primi a bivaccare sui Corni di Canzo! [continua]

Pizzo Torrone occidentale: spigolo sud o Merizzi Miotti. Pizzo Torrone orientale: Osio Canali (val Masino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 2, 2016 by fraclimb

sabato 16 e domenica 17 luglio

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La sveglia mi butta giù dal letto alle 3:40. Mi muovo fluido come la protagonista del risveglio della mummia e poi mi caccio in auto con Micol alla volta dell’aeroporto di Orio per poi raggiungere Lecco dove mi devo ritrovare con Marco.

Quando partiamo per la val Masino, l’obiettivo non è ancora delineato, se non per il fatto che già oggi voglio iniziare a rimpinguare la collezione di bollini. Così, sfogliando la guida, salta fuori una via che può fare al caso nostro: lo spigolo sud del pizzo Torrone occidentale. Ci mangiamo quindi gran parte della Valle e la salita fino all’Allievi e oltre, cosa che per un assennato escursionista potrebbe essere già una gita di tutto rispetto, e poco prima delle 2 iniziamo la nostra scalata. A dire il vero le informazioni sull’attacco sono chiare come una lezione di fisica quantistica ma noi ci basiamo sul nostro spiccato istinto caiano e iniziamo là dove l’attacco pare più logico. Alla sosta del secondo tiro Marco mi comunica che c’è un problema: beh, a dire il vero, potrebbero essercene diversi visto che oggi stiamo scalando dopo circa 1800 metri di “passeggiata” e domani abbiamo in programma la Osio Canali! Comunque, se hai perso un friend o un rinvio, ti giro le coordinate del conto e lunedì sistemi la faccenda! No, mi chiarisce l’amico, la situazione è decisamente e dannatamente più grave: una scarpa d’avvicinamento ha pensato di essere sorella di Icaro e, non si sa come, si è staccata dall’imbraco precipitando giù verso la base! Sarà divertente ritrovarla o, peggio, scendere a valle con una scarpetta d’arrampicata! Lungimiranti, l’idea di calarci non ci sfiora nemmeno l’anticamera del cervello (muscolo che, evidentemente, per stare più leggeri, abbiamo lasciato in auto) e così continuiamo la nostra scalata. Superiamo due misteriose soste a spit che sembrano azzeccare con la via come la Nutella sulle acciughe ma, per il resto, praticamente non troviamo nulla. [continua]

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