Pizzo di Coca: canale Nord Ovest (val d’Arigna, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on febbraio 3, 2017 by fraclimb

sabato 28, domenica 29 gennaio

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Sono al secondo bivacco invernale della stagione 2016-2017 e anche alla seconda botta post sballo da Coca di cui devo aver sviluppato una certa dipendenza. La prima volta da sud, questa dal caiano versante nord ma alla fine il risultato non cambia anche se il progresso è considerevole: dalla Valtellina mi mancano solo 50 fottutissimi metri per avere sotto i piedi il gigante orobico, col risultato che torno con un 2 a 0, un filo di amaro in bocca ma, tutto sommato, anche con una bella soddisfazione.

Partiamo sabato con comodo: visto che la neve sembra una spolverata di forfora, arrivare al bivacco dovrebbe essere una semplice formalità esclusa forse la mulattiera iniziale che potrebbe essersi trasformata in una pista per la Kostner! Poi c’è da considerare che anche qualcun altro potrebbe essersi ingolosito e abbia già occupato le suite dove passeremo la notte ma, davanti all’unica auto che troviamo al parcheggio, questa possibilità si riduce ad un fioco lumicino a meno di trovarci davanti all’automezzo di un gruppo di contorsionisti. Così ci allontaniamo dalla non riuscita pista di pattinaggio addentrandoci nelle viscere della valle mentre il sole se la svigna a gambe levate collassando verso ovest: chissà cosa sarà domani quando saremo agli antipodi da un bagno di Chanel n°5! Inseguendo quindi le uniche tracce disponibili lasciate da qualche ungulato girovago e dopo aver superato con equilibrismi estremi un torrente intrappolato nella rigidità glaciale, un vistoso semaforo si profila in lontananza. Il punto sotto il masso mi ricorda i racconti sulla tenda rossa del dirigibile Italia al polo nord, luogo di salvezza e contemporaneamente disperazione. Spero più nel primo che nel secondo mentre coltivo l’inutile dubbio che qualcuno possa avere occupato la camera reale. [continua]

Meiental: quota 3003 (Chli Spannort, Uri)

Posted in scialpinismo on gennaio 31, 2017 by fraclimb

sabato 21 gennaio

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Quest’anno ho voglia di canali; sono stuzzicato anche dal tornare a provare qualche facile cascatella, un misero saltino ghiacciato ma ho sempre qualche dubbio in merito: sarò capace? Non rischio l’ennesimo buco nel ghiaccio? Inoltre non riesco a trovare un socio che sia disposto a portarsi dietro un probabile sacco pieno di isterismi! Cosi quando il Dani mi chiede se ho voglia di una sciatina all’inizio storco un po’ il naso e provo a rilanciare con l’alternativa più caiana. Lui però si mostra risoluto, io ci penso un po’ e alla fine accetto: in fondo se optiamo per una cima con un tratto tecnico, mi posso prendere una piccola soddisfazione.

Definiamo la meta in auto dopo aver scartato la val Bedretto e un’altra zona ad inculandia, là dove praticamente terminano le Alpi e inizia la sterminata pianura teutonica. Caso vuole che c’ho anche la carta della zona del Susten e, alla fine, decidiamo di andare lì.

Quando arriviamo al parcheggio improvvisato dove termina la strada pulita, già una discreta fila di auto ci precede: ci prepariamo e iniziamo quindi a risalire lungo la traccia sopra il nastro d’asfalto imbiancato. Non so se sono io o il Dani a dettare il ritmo, fatto sta che, per i miei gusti, ci stiamo muovendo con eccessiva fretta. Informo quindi l’amico che con quel passo non reggerò certo i 1500m e rotti che ci aspettano; lui è dello stesso parere – bene! – però continuiamo a correre come forsennati! Quando poi iniziamo a salire per il pendio, il Dani continua a correre: forse sono io a non essere in forma, fatto sta che al Murtèl mi era parso di fare decisamente meno fatica! Molto probabilmente è la partenza a razzo ad avermi piegato. Così quando arriva la prima pausa, dopo che oramai mi ero convinto di dover attendere la vetta o un mio collasso per sperare in una tregua, finalmente riesco ad abbassare lo stantuffare del cuore! [continua]

Grignone: cresta di Piancaformia (Lecco II)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 27, 2017 by fraclimb

domenica 15 gennaio

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Avevo pensato alla cresta Segantini ma poi l’esperienza di ieri mi ha fatto rivedere il programma: con una neve così inconsistente e soffice, probabilmente senza ghiaccio, risalire quel percorso sarà certamente una lotta all’ultimo sangue (il mio!). Spulcio la guida e trovo un canale interessante in val Bodengo ma poi mi sorgono i dubbi: sarà in condizioni? Non rischiamo un buco nell’acqua? Ci sarebbe la falesia, però avevo lanciato la proposta a papà e mi scoccia lasciare perdere anche perchè una sgambata tornerà sicuramente utile per un programmino estivo che abbiamo nel cassetto. Non so quindi dove dirigere la barca: la lascio girare in tondo per un po’ e poi, alla fine, accetto la proposta della Piancaformia.

Già per raggiungere il parcheggio, dobbiamo fare i conti con la neve che imbianca l’ultimo tratto di strada finchè finalmente possiamo iniziare la nostra cavalcata verso la cima del Grignone poi, per il resto del percorso, il bianco elemento sarà presente solo in minima quantità, appena sufficiente a farci ricordare che siamo in inverno. Il primo tratto di sentiero nel bosco non mi alletta granchè: chissà quante volte l’ho già superato e, soprattutto, quante ancora lo affronterò eppure, immancabilmente, ho sempre il timore di perdermi il bivio per il Bietti e proseguire verso il Bogani!

Poi finalmente raggiungiamo l’attacco della cresta, una specie di bucolico anticamera tra alberi ritorti prima di finire in un ambiente decisamente più austero e tipicamente carsico. Non riesco a non pensare alla prima volta quando già qui navigavamo nella neve fino al ginocchio. Ogni passo era una specie di conquista mentre oggi la poca neve presente è facilmente aggirabile come l’acqua di un torrente sui sassi affioranti. Così risaliamo senza difficoltà fino ad uscire dal bosco: c’è di buono che la vetta resta nascosta dal susseguirsi di dossi che, uno dietro l’altro, si profilano all’orizzonte nascondendoci così la lunghezza della cavalcata. [continua]

Grignetta: cresta Sinigaglia (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 24, 2017 by fraclimb

sabato 14 gennaio

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Non è arrivata la manna dal cielo, è venuta giù un’inutile e flebile imbiancata che, a mala pena, riesce a vincere la lotta contro l’erba ingiallita dei prati. Insufficiente per sciare, solo un problema per scalare, troppo poca per rendere canali o creste degli interessanti e ghiotti bocconcini ma, alla fine, è qui dove rivolgerò le mie attenzioni.

Il canalone Porta se ne sta lì paziente ad aspettarmi: quante volte ho percorso il suo tratto finale? Eppure non sono mai salito direttamente dalla sua base e forse questa potrebbe essere l’occasione buona. L’idea mi viene mentre sono ancora sotto le coperte: mi pare una meta interessante così saluto l’abbraccio di Morfeo, metto insieme zaino e materiale e mi avvio verso il mio destino senza immaginare quanto la giornata sarebbe potuta diventare pericolosa.

Il sentiero è già tracciato, forse da uno o al massimo due escursionisti ma, quando arrivo alla base del canale, le orme continuano verso la Sinigaglia. Mi do l’ultimo sprone e inizio a camminare tra sassi ricoperti da un leggero lenzuolo bianco. Bastano pochi passi per raggiungere il primo ostacolo, un breve saltino che, in altre condizioni, non desterebbe alcuna preoccupazione; ora invece la neve inconsistente ricopre ogni possibile appoggio e appiglio sfaldandosi come fosse un mucchio di farina. Mi tocca quindi richiamare tutte le mie abilità da FF per poter cantare vittoria nella prima battaglia senza però accorgermi che intorno a me inizia a tessersi una tela che, lentamente, mi intrappolerà nella sua morsa asfissiante. Ignaro di tutto, riprendo così a salire fino all’ostacolo successivo, un’altra placca appoggiata ricoperta di neve e superabile da destra. Ci provo tre volte, tento anche da sinistra ma alla fine mi arrendo e alzo bandiera bianca. La tela si apre leggermente come se avesse mollato la presa. Non ho grandi alternative: o torno a casa, o salgo per la Sinigaglia, anche questa mai completata. [continua]

Oberhalbstein piz d’Agnel (Grigioni)

Posted in scialpinismo on gennaio 11, 2017 by fraclimb

venerdì 23 dicembre

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Migliore organizzazione non potevo farla: “caianao fai da te? No Alpitour? Ahi, ahi, ahi!”. Per prima cosa sottovaluto l’infinita strada che mi separa dallo Julier: me la prendo con comodo, allungo anche un po’ le normale pratiche mattutine, non pigio eccessivamente sull’acceleratore per non dilapidare troppa benzina e alla fine, solo verso le 10, sbarco dall’utilitaria. Al parcheggio non c’è nessuna macchina: strano! D’altra parte, anche la bianca materia prima è piuttosto scarsa, giusto appena sufficiente per non dedicarsi allo sci d’erba e sassi! Inforco quindi i legni e mi avvio lungo la vecchia traccia superando la spalla della montagna e accedendo così in val d’Agnel che dovrò poi risalire fino al termine. Cosi, dopo poche sgambate, mi diventa ben chiaro per quale motivo la mia auto si trovi sola e soletta: il parcheggio giusto è infatti un paio di tornanti più in basso rispetto dove mi sono fermato! Pazienza: perdo un po’ di quota e inizio a ruzzare lungo il tracciato. Ben presto sono sotto al Campagnun: tiro diritto restando sul fondo valle e realizzando quanto sarà noiosa e poco appagante la discesa su un tracciato quasi pianeggiante e con una neve che già inizia a soccombere sotto l’attacco dei raggi solari. Non che la cartina non mi avesse avvertito, semplicemente non avevo dato il giusto peso alla cosa! Così mi avvio verso la Fuorcla d’Agnel passando nell’ombrosa vallata opposta mentre l’obiettivo che si staglia alla mia sinistra sembra farsi sempre più lontano. Derapando e scendendo con tipica tecnica di sopravvivenza, perdo i metri necessari per superare la fascia rocciosa finchè il laccetto che blocca la punta della pelle destra decide di salutarmi. [continua]

Legnone: canalone ovest (Valsassina, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on gennaio 4, 2017 by fraclimb

sabato 17 dicembre

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Quando il Ricky mi comunica l’orario di partenza, mi viene voglia di dare buca e andare a fare l’FF ma alla fine alle 5:30 mi presento al ritrovo puntuale come uno svizzero e sveglio come un insonne per poi partire alla volta del Legnone. La prospettiva infatti di caianare su un bel canale mi stuzzica quel tanto dal farmi rotolare fuori dalle calde coperte e buttarmi tra le braccia del gelo che, a dirla tutta, tanto freddo non è!

Arriviamo così al parcheggio insieme alle prime luci dell’alba, giusto il tempo per non dover rimpiangere la mancanza della frontale dimenticata in un qualche meandro del caotico armadio mentre la nostra auto si aggiunge a quelle già presenti di altri caiani. Diviso quindi il materiale che per lo più avrà solo modo di spassarsela dentro lo zaino, ci incamminiamo lungo il sentiero. Probabilmente, incontrassimo qualche escursionista, penserebbe di essere davanti a un trio di matti o, alla meglio, a una qualche prova per il carnevale: suona infatti piuttosto strano vedere una coppia di picche su ogni zaino in un ambiente che ricorda un deserto con la sua tavolozza di gialli e marroni mentre l’unico bianco è quello della brina! In tutto questo però, visto che ci piace vincere facile, c’è l’indubbio vantaggio di avere un avvicinamento decisamente facilitato e che si riduce a una semplice pascolata durante la quale riusciamo comunque a superare l’imbocco della “traccia” che conduce all’attacco finendo fino al ricovero Ca’ de Legn. Risolto quindi l’errore, ci buttiamo a testa basta lungo il ripido prato, una specie di taboga verso la val Torrone e, individuato un altro trio di aspiranti salitori, li mettiamo nel mirino per poi raggiungere la verticale della linea mentre loro si divertono su alcune placchette di misto roccia-erba. Il primo impatto con le facili roccette che il generale inverno avrebbe dovuto provvedere a coprire di ghiaccio e neve non è dei più amichevoli: mi sento infatti come Pinocchio, legnoso e intrappolato nella rigidità degli scarponi, incapace di spalmare la suola sulla placca lavorata e appoggiata. [continua]

Pizzo del Ferro Orientale: via normale (val Masino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on dicembre 21, 2016 by fraclimb

mercoledì 07, giovedì 08 dicembre

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Ancora una volta mi trovo solitario a inseguire i miei sogni. Probabilmente il motivo sta nel fatto che la maggior parte degli altri caiani oggi è al lavoro ma non è nemmeno da escludere che il sottoscritto possa essere piuttosto antipatico o forse con l’alito pesante. Già perchè quando mi trovo in falesia a staffare tra uno spit e l’altro, non è difficile trovare qualcun altro con le rotelle non proprio in asse ma poi, quando arriva il momento della resa dei conti, salta fuori che la zia del trisavolo dell’amico di infanzia della nonna di un lontano conoscente ha un fastidiosissimo pelo incarnito sotto l’alluce e quindi il potenziale compare deve assolutamente assistere la megera! Come risultato, mi trovo quindi a blaterare del più e del meno con la mia ombra e con il peluche di coccodrillo che tira fuori il muso guardingo dallo zaino. Gli sci sono rimasti in macchina perchè il sadomaso mi piace fino ad un certo limite: la neve infatti inizia solo sopra i 2000 metri e, tra l’altro, con un numero di centimetri non molto diversi da quello della compagnia con cui ansimo su per il pendio. Mi metto quindi a pestare neve sperando di riuscire a raggiungere l’obiettivo di giornata con il motore che ha già iniziato a dare segni di cedimento trasformando quindi gli ultimi metri in una specie di via Crucis che mi porta, finalmente, davanti alla ridente tolla rossa sormontata da uno spesso cappello nevoso. Riesco solo ad aprire la metà superiore della porta e poi, con un movimento “Cassina” che meriterebbe almeno un 9, mi ritrovo all’interno della struttura a recuperare la pala del badile modello Fiat: il manico infatti è un optional non compreso nello strumento! Poco male, non ho molto da spalare e, se non altro, l’attività mi permette di tenere alta la temperatura corporea in attesa di iniziare gli altri mestieri di casa: sciogliere la neve, preparare un buon tè quindi liquefare dell’altra neve e cucinare il risotto per la cena. Alle 20:30, dopo aver sbarrato la porta d’ingresso nel timore di non si sa cosa, io, la mia ombra e il peluche di coccodrillo ci infiliamo nel sacco a pelo e sotto un paio di coperte in attesa dell’arrivo di Morfeo. [continua]