Archivio per luglio, 2015

Alpe Gera, parete del lago: Viavai (Valmalenco, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 31, 2015 by fraclimb

domenica 19 luglio

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È molto probabile che una concentrazione così elevata di climbers (o presunti tali) il rifugio Zoia non l’avesse mai vista. D’altra parte ci troviamo qui perchè ieri abbiamo festeggiato il matrimonio tra Silvia e Cece ma oggi, come se la lunga baldoria non fosse mai avvenuta e io, nano di gesso, non mi fossi mai esibito in danze frenetiche, il solito enigmatico dilemma del week end torna a bussare alla porta: che fare? Ci ho messo una pietra sopra, ho perso quasi ogni speranza e quindi non metto minimamente in conto la possibilità di andare a fare una via con Micol. Quindi, visto che resto irremovibile sull’idea di andare ad arrampicare, che falesia sia ben sapendo che mi sto per ficcare in un vortice senza fine che mi porterà certamente a sbattere il muso contro i muri di serpentinite della zona! Intanto, gli unici che sembrano aver retto il colpo di ieri e intendono sfidare la sorte su una parete, sono Colo, la Fra e Marco; loro però sono diretti ad una vietta proiettandoci così in una domenica solitaria. A quel punto Micol riesce ancora a lasciarmi di stucco: forse prevedendo la giornata da passare appesi a staffe e cordine per superare uno stupido muro, cambia strategia e decide di aggregarsi al trio! Forse, insieme alla fettazza di torta che a fatica riesco a contrallare sul piatto, questa é la notizia più sconvolgente e inaspettata del week end. Preso quindi da una botta di sbornia, devo ora barcamenarmi con i due nuovi grossi problemi: ho solo il materiale per la falesia (!) e, neache troppo nascosto, vedo in lontananza le turbolenze di un possibile naufragio. Speriamo di non andare a ficcarci dentro! In realtà al primo problema trovo facile e veloce soluzione: mi farò bastare il materiale da falesia confidando nelle mie abilità arrampicatorie (!) ma soprattutto sul fatto che la via scelta sia effettivamente semplice. Per il secondo, lascio tutto nelle mani e soprattutto nella testa di Micol. [continua]

Alta Valtellina: passo di val Viola (Sondrio)

Posted in mountainbike on luglio 22, 2015 by fraclimb

sabato 11 luglio

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“Salve buon uomo!”. Micol mi sfreccia di fianco pigliandomi per i fondelli. Grondo, accelero il passo e provo a starle dietro. “Scusa, perchè porti la bici in spalla?” “Perchè mi diverto: sono masochista! In salita mi piace faticare pedalando, in discesa scarrozzarmi il mezzo che mi logora la spalla! Ah, nello zaino ho una coppia di menhir, giusto perchè ero scarico di peso!”. E pensare che avevo anche pianificato una piccola divagazione rispetto il percorso di salita! Mi sarebbe piaciuto divagare per la vallata, raggiungere qualche alpeggio, tanto poi si sfreccia verso valle: già, basta mettersi a correre!
La giornata per la bici è tornata: all’inizio è un gioco di scatole cinesi dove trovare l’incastro giusto nel bagagliaio. Più che due ciclisti sembriamo due scappati di casa! L’idea é quella di ritentare la pedalata in val Viola ben sapendo che ora dovremo lottare con un caldo desertico comunque preferibile alle inondazioni tropicali dell’anno scorso! Detto fatto, attraversiamo la Valtellina (oramai mi sembra di fare l’autotrasportatore) e finalmente raggiungiamo Arnoga.
Chiaramente la normale manutenzione ai velocipedi è rimandata alla nostra memoria senile così che Micol si ritrova nuovamente con la sella che balla la lap dance; avendo però un temperamento stile generale della I guerra mondiale, issiamo le baionette e diamo comunque il via alla carica. Ma l’inizio del nostro campo di battaglia non è proprio dei più allettanti: la strada si inerpica lungo la vallata con un nastro d’asfalto che lascia qualche punto di domanda sulla scelta dei nostri mezzi. [continua]

Sfinge: via del Peder (Valmasino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 17, 2015 by fraclimb

sabato 04 luglio

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Fraclimb è tornato! Ci voleva una sana e vera caianata per cancellare con una spugna i vecchi fantasmi e tornare a godere appieno delle emozioni di una salita. Per stare nel solco della vera tradizione, ci troviamo a Lecco ben prima dell’alba: fa già caldo, un caldo opprimente, insopportabile; è per questo motivo che puntiamo a salire in alto e ad andare su un versante nord dove contiamo di incontrare un po’ di frescura. Oltre a Colo, sono della partita due nuove entry del sitodiriferimento: Francesco (il nome è tutto un programma!) e Jacopo detto “Valse”. Caricati quindi baracca e burattini, rombiamo in direzione della Valmasino insieme ad un piumino che ci tornerà utile come il freezer agli eschimesi e che si divertirà a farsi scarrozzare su per la parete. Lo starter da il via e la maratona verso la Omio ha inizio. Ma dopo pochi tornanti, abbiamo dietro di noi una scia che fa rima con “inondazione”: grondiamo talmente tanto che arrivo a pensare di essere causa dell’umidità amazzonica del bosco! Così che, quando finalmente raggiungiamo il rifugio, ho la maglietta completamente lavata! Intanto la visibile meta è oramai ad un tiro di schioppo e la fremente attesa del momento in cui ci caleremo finalmente nel previsto “frigorifero” si fa sempre più palpabile. Purtroppo però siamo inconsci di andare a sbattere contro una cocente delusione: al colle infatti una fresca brezza saluta il nostro arrivo ma, sul versante in ombra, non fa per nulla freddo! Pantaloni lunghi e un micropile sono più che sufficienti per un livello di confort ben oltre le aspettative; non dico che faccia caldo ma, certamente, se ci fosse anche qualche grado in meno non staremmo qui a battere i denti! [continua]

Aiguille Croux: Ottoz Hurzeler e Bertone Zappelli (Monte Bianco, Aosta)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 10, 2015 by fraclimb

sabato 27 e domenica 28 giugno

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Sparo proposte assurde, poi domenica mi cagherò addosso tirando una sequenza di chiodo, spit poco affidabile e altro chiodo un po’ dondolante; più sopra termino quasi terrorizzato appendendomi ad un friend sotto il quale luccicano due possenti spit. Sembra che il volo di oltre un mese fa abbia lasciato un solco nascosto ma molto profondo.

Il tran tran pre week end è sempre il solito: alla fine ci infiliamo in auto sapendo solo che andremo nella zona del Bianco ma non su quale versante. Quindi solo ad un tiro di schioppo dal gigante, optiamo per il lato italiano, un po’ perchè sabato c’è il rischio di annuvolamenti e un po’ per evitare il salasso di tunnel e funivia che si sommerebbe al dissanguamento post trattamento con sanguisughe dell’autostrada valdostana. Arriva così il momento di riempire i sacchi con un’operazione che richiederebbe la borsa di Mary Poppins! Alla fine Cece e Marco sembrano due “vu-cumprà” con due zainetti taglia gitarella domenicale e materiale appeso un po’ ovunque, mentre il sottoscritto è un himalaista che ha sbagliato continente! Conciati come un trio di disperati, iniziamo a camminare su per il sentiero sotto i riflettori del sole perdendo ad ogni passo litri e litri di liquidi. L’ambiente che si apre sopra le nostre teste è un canto del caianesimo, un po’ come una soave melodia natalizia: in prima fila l’aiguille Croux, il nostro obiettivo per domenica, cinta a corona dalla punta dell’Innominata, dai piloni del Brouillard e poi dalla cima del Bianco. Certo che, di fronte a tale maestosità, la nostra meta sembra un’insignificante caccola surclassata per più del doppio dall’imponente aiguille Noire che le sta di fianco. Ma noi siamo solo tre piccoli caiani il cui istinto suicida non è cosü grande da spingerci ora verso tali mete e pertanto ci accontentiamo di posare gli occhi su una parete che comunque ha le dimensioni del Sasso Cavallo! [continua]

Valmasino: passo di Barbacan (Sondrio)

Posted in escursioni on luglio 2, 2015 by fraclimb

sabato 20, domenica 21 giugno

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Pare strano affrontare i quasi 1400 metri che portano alla Gianetti senza avere velleità alpinistiche. Eppure questa volta è così: salgo spinto da un diabolico quanto astuto e lungimirante progetto, passare il virus a Micol con la prospettiva di aprire nuovi orizzonti! L’attacco biologico è molto semplice: il caianesimo ha un lungo periodo di incubazione, rimane quieto e senza lasciare traccia per anni e poi, quando esplode, è come una valanga. Ma affinchè tutto funzioni alla perfezione, è necessario partire cautamente: iniziamo quindi col Cevedale per poi passare al Blinnenhorn ma alla fine anche qui alziamo bandiera bianca; non mi è chiaro a chi dare la colpa, se alla neve o al rifugio non ancora aperto, fatto sta che, con un non celato disappunto da parte del sottroscritto, al venerdì sera siamo ancora a decidere dove passare il week end finchè la spunta la Gianetti.

Lasciata quindi l’auto ai Bagni, iniziamo la nostra salita: l’importante è mantenere un ritmo tranquillo e costante. Tiro il freno a mano, blocco il cruise control e mi butto lungo i tornanti che risalgono nel bosco lasciando lavorare tranquillamente il tarlo del caianesimo .

Usciamo dal bosco e superiamo le Termopili: il sentiero continua ad inerpicarsi facendoci guadagnare quota mentre Micol procede ben più rapidamente di quanto avessi pensato. Ma, ovviamente, la ruota non può girare perfettamente: al pianone un vento freddo ci da il benvenuto mentre le cime mostrano il loro lato pudico restando completamente avvolte in uno scialle grigio. Ma non doveva essere bello? Devo smetterla di farmi abbindolare dai modelli matematici! Comunque le sorprese non finiscono qui: un rarissimo esemplare di biker (!) supera gli ultimi ostacoli prima del ponte passandoci accanto mentre lo osserviamo con la bocca spalancata. Forse l’idea visionaria non è poi così balzana come mi poteva essere sembrata all’inizio: fare il sentiero Roma in bici, sempre che non si finisca in una spirale infinita come per il tentativo in invernale! [continua]