Archivio per maggio, 2013

Lago di Como: Pigra (II)

Posted in escursioni on maggio 29, 2013 by fraclimb

domenica 12 maggio

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Di solito le prime gite dell’Alpinismo Giovanile si traducono in sudate colossali, sotto una cappa asfissiante e un sole implacabile. Oppure, si ritorna lavati dopo aver passato la giornata con ombrello e mantella nel disperato tentativo di ripararsi dalla pioggia battente. Quest’anno invece la pazza primavera sembra regalarci finalmente una limpida giornata con temperature fresche. Così, quando sbarchiamo dal pullman, non veniamo fagocitati dalla calura dell’asfalto ma piuttosto siamo accolti da una leggera e fresca brezza.

Diligentemente incolonnati ci avviamo quindi verso il parcheggio di Dizzasco da cui inizia la mulattiera per Pigra; la rampa sale con pendenze disumane inerpicandosi tra le casupole costruite una sull’altra mettendo così alla prova i nostri polpacci legnosi appena destati dal letargo invernale; insomma, un risveglio traumatico. Imbocchiamo quindi la sterrata che ora ci concede magnanima qualche piccola tregua mentre il sole inizia il suo lavoro. La salita passa comunque con inaspettata rapidità così che, prima di quando avessi creduto, raggiungiamo il nostro obiettivo, un ampio pratone proprio in cima al paese. [continua]

Piramide Casati: Spigolo di Vallepiana (Grignetta)

Posted in vie alpinistiche su roccia on maggio 25, 2013 by fraclimb

sabato 11 maggio

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È matematico: se inizio la giornata con un ritardo, non posso che chiuderla ugualmente. L’appuntamento é per le 6:30 a Lipomo, tipico orario caiano più che appropriato per il corso base d’alpinismo con destinazione Piani dei Resinelli. La sveglia però non suona e ci pensa Micol a farmi tornare alla realtà, solo che sono le 6:50! Scatto come una molla, afferro i vestiti e i biscotti per la colazione, mi fiondo in auto e schiaccio l’acceleratore a tavoletta verso la Grignetta; le lancette dell’orologio corrono rapide ma i pistoni della Punto guadagnano secondi su secondi e alla fine, quando arrivo a destinazione, il gruppo non si é ancora compattato. Così, colmata la potenziale voragine temporale, devo solo scovare qualcun altro che non voglia andare ai soliti Magnaghi o a fare il giro del Fungo; la fortuna sembra soffiare per il verso giusto e così mi dirigoo verso la Piramide Casati mentre il gruppo si sparpaglia tra le varie guglie della montagna. Superiamo le catene e la scala di ferro, quindi il gruppo del Fungo dove una colonna tipo rientro dalle ferie di agosto attende il proprio turno per salire la Corti. Quasi come quando ero venuto con Fabio: il deserto dei Tartari! Il ricordo accende però la lampadina del super sbattimento: quella volta puntavamo al Palma ma poi, visto il percorso tipo spedizione himalaiana, avevamo desistito puntando appunto a torrioni più vicini. Oggi invece, anche grazie all’assenza di neve e all’assetto decisamente più leggero, i numerosi sali scendi scorrono con meno patemi e, in un tempo ragionevole, raggiungiamo la base dello spigolo. Prendiamo il bigliettino: Daniele ha il 3, Giaguaro il 4 e al sottoscritto tocca il 5. Se il salumiere è rapido e efficiente, i primi due clienti dovrebbero sbrigarsela in fretta. Ci mettiamo quindi comodi in attesa tanto più che in zona le pareti sono quasi tutte bagnate e questa sembra essere l’unica possibilità di salita. [continua]

Sasso di Sengg: Ginsengg e Via delle Clessidre (Grigna)

Posted in vie alpinistiche su roccia on maggio 21, 2013 by fraclimb

sabato 04 maggio

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Il monsone deve trovarsi bene ai piedi delle Alpi; ha preso casa e passa le giornate a fare zapping alla TV con la conseguenza che non sappiamo più dove ficcare i litri di pioggia che giornalmente spedisce sulle nostre teste. Fortunatamente, pur avendo pagato l’abbonamento a Sky, ogni tanto un piede fuori di casa lo si deve pur mettere e, incredibile a dirsi, il giorno della spesa casca proprio di sabato. Di conseguenza, le mail della settimana sono intrise di incredulità e speranza e siccome la voglia di caianare ha superato Alfa Centauri, rivolgiamo le nostre attenzione alla zona del Pandoro e del Panettone, tanto più che Natale è alle porte!

Così, dopo circa un paio di settimane eccomi in preparazione alla sauna lungo l’inerpicante scalinata verso il rifugio Elisa; è come la rampa per il Paradiso lungo la quale espiare i propri peccati: dev’essere però che oggi hanno fatto gli sconti! In ogni caso, sapendo bene a cosa dovrò andare incontro, mi guardo bene dal portarmi il piumino che sostituisco con un bel paio di pantaloncini, tanto più che sabato dovrebbero splendere otto soli.

Così, mentre Cece e Marco si godono il ridente sentiero, io e Colo attendiamo che il vigliacco smetta di addentrarsi in piano nella valle per poi innalzarsi verticalmente verso l’alto; così, dopo le quasi tre ore di marcia spacca gambe, ci troviamo al cospetto della triade: Sasso Cavallo, Sasso di Sengg e Sasso dei Carbonari. Le nostre attenzioni si rivolgono proprio al più piccolo dei tre anche perchè la spesa non può durare all’infinito e su Sky domani danno l’interessante documentario “flirtare con la tormenta di neve” e i meteorologi sono certi che il monsone resterà inchiodato al divano.

Arriviamo così al traguardo quando, con disappunto, scopriamo di aver saltato una tappa della caccia al tesoro: che strano, le abbondanti piovute hanno lasciato il segno proprio dove sale la Via delle Clessidre! [continua]

Giro della Tete de Valpelline, rifugio Nacamuli e caban du Bertol (Valpelline, Aosta e Vallese)

Posted in scialpinismo on maggio 8, 2013 by fraclimb

mercoledì 24, giovedì 25, venerdì 26 aprile

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Quando un paio di mesi fa è arrivata la mail, non ci ho badato più di tanto, mi sono iscritto punto e basta. Chi se ne frega del percorso, chissà quali saranno i dislivelli o i rifugi dove pernotteremo, mi basta sapere che, dopo l’ormai lontana Dufour, riuscirò a fare un’altro ski tour con l’agenzia Lele-Sandro. E questo mi sembra più che sufficiente per andare alla ceca verso questa nuova avventura.

Il giorno della partenza si avvicina e con esso la certezza che avremo tempo buono solo per tre giorni, poi la tregua concessa da questo meteo inclemente chiuderà i battenti per tornare a piovere; non sia mai che inizi la siccità!

Così finalmente scopro che non si va in Francia come i nomi dal gusto parigino mi avevano lasciato intendere, bensì puntiamo a una zona tra la val d’Aosta e il Vallese; e solo quando il gruppo è formato, scopro che pernotteremo prima in Valpelline per poi passare in terra Svizzera. Ma le sorprese non finiscono qui: per il primo giorno è previsto un dislivello di soli 800 metri, insomma una passeggiata! Così quando Lele ci informa che il rifugista gli ha pronosticato 4 ore di scammellata resto esterrefatto per poi lasciarmi completamente spiazzare dalla prospettiva di un’oraccia di marcia con gli sci in spalla a costeggiare un lago artificiale; perchè, se in verticale saranno solo poche centinaia di metri, lo stesso non si può dire per lo sviluppo orizzontale. Così, carico il pesante fardello assalito dai dubbi e mi accodo al sestetto di amici: i loro zaini sembrano infatti montagne se confrontati al mio da escursionista della domenica che oltretutto dovrebbe contenere, oltre alla normale dotazione, l’occorrente per due cene e altrettante colazioni! Quindì, sicuro di aver dimenticato qualcosa che poi si rivelerà indispensabile, inizio la circumnavigazione del lago. Stanchi e sfaldi residui nevosi si alternano a lunghi tratti di terra e fanghiglia e solo quando lo specchio gelato termina contro alcune baite possiamo finalmente calzare gli sci. La valle laterale si addentra sempre più nel cuore della catena lasciandoci almeno guadagnare un po’ di quota, finchè finalmente arriviamo in vista dell’agognato rifugio. Ma proprio quando sembra essere tutto ormai terminato, iniziano a farsi vivi i primi segni di cedimento: proprio sotto la verticale dell’edificio che ci ospiterà per la notte, arranco tra sfasciumi e rocce ignorando la comoda traccia che evita il tratto impegnativo salendo dolcemente alla meta. [continua]

Sasso Cavallo: Ibis (Grigna)

Posted in vie alpinistiche su roccia on maggio 2, 2013 by fraclimb

domenica 14 aprile

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E oggi finalmente è arrivato! La sveglia è di quelle da completo rincoglionimento, soprattutto se apro gli occhi con un’ora di anticipo e poi resto lì a fissare il soffitto finchè il cellulare non mi richiama all’ordine: “It’s time to get up! The time is 5 o’clock! It’s tim”. Le dita trovano il tasto e il cellulare smette di rumoreggiare; tra qualche ora avranno ben altro da cercare su quella liscia lavagna!

Al Bione ci sono solo sciatori ma al parcheggio di Mandello siamo in buona compagnia: due caiani levano corde e armamentari dal bagagliaio e si apprestano a caricarsi i fardelli sulle spalle. “Dove andate?” “Dove andate voi!” è l’ironica risposta che riceviamo; beh, in effetti, alle 6:30 da queste parti, con corde e moschettoni non ci sono grandi alternative! Iniziamo insieme la camminata scoprendo così che il duo è diretto a Ojo como va? ma, soprattutto, che ci eravamo già incontrati in Marmolada, noi diretti a Don Quixotte, loro alla Vinatzer! Per la serie: com’è piccolo il mondo!

Lasciamo la coppia e, innestata la marcia, cerchiamo di guadagnare quanto prima la parete lavandoci i piedi nella neve già molle che incontriamo nel canale finale: è come un rito di purificazione per accostarci al sacro calice con l’unico inconveniente che ben presto le estremità iniziano a trasformarsi in due bastoncini Findus.

Ignorando i due merluzzi in attesa che si friggano nelle scarpette, la fattoria si popola di un nutrito gruppo di camosci che ci guarda con la classica aria del “ma che state a fa?”. Intanto, come un’invincibile fortezza, la parete si staglia davanti ai nostri occhi: siamo impietriti, ammaliati, esterrefatti difronte a cotanta potenza ma, soprattutto, increduli. La vigliacca, che ieri dalla zona del Rosalba mi si era presentata completamente asciutta, si presenta ora come un vecchio incontinente: lunghe pisciate nere rompono il biancore del calcare ma, soprattutto, scassano gli zebedei! Se una di quelle colate dovesse passare tra gli spit di Ibis saremmo veramente nella cacca: 2 ore e 30 di avvicinamento per poi non scalare un solo metro! [continua]