Archive for the escursioni Category

Triangolo Lariano: monte Nuvolone (Como)

Posted in escursioni on ottobre 6, 2021 by fraclimb

sabato 25 settembre

Dire che la meta è il viaggio è un’ovvia banalità. Se poi l’obiettivo finale è una cima talmente insignificante da rendersi conto di averla raggiunta solo perchè ci si trova il cartello indicatore, la frase assume un valore ancora più scontato. Ma non è finita qui: perchè ad andare con la Jo la meta della guida può rischiare di diventare un miraggio irraggiungibile anche se, ad onore del vero, ultimamente riusciamo a raggiungere quello che per il mio istinto caiano è la massima elevazione fisica e spirituale: solito ragionamento da posseduto dell’aquila ma, per me, il viaggio ha si un senso, a volte anche sostanziale ma l’obiettivo finale resta comunque la ciliegina sulla torta. Per esempio, al Gervasutti, lo scappare dal temporale è quello che mi è rimasto più impresso, che ha dato quel quid in più alla salita (un po’ come il diedro della Niedermann) però la vetta è rimasta là intonsa e i bollini non ce li siamo mica meritati. Se però nel viaggio si incontra qualcosa di veramente meritevole, a quel punto tutto può cambiare e, in questo, il füngiatt è forse la massima espressione.

Andiamo a dormire senza sapere dove gozzoviglieremo l’indomani (perchè il cammino è la disco del caiano): tanto avrò tutto il tempo di sfogliare il libercolo mentre Morfeo si deciderà a staccarsi dalla Jo. Comincio ad essere anche un po’ geloso: un giorno o l’altro dovrò decidermi a farci quattro chiacchiere. Solo che, come le ciambelle non sempre escono col buco (fatto che per il sottoscritto letteralmente parlando sarebbe un valore aggiunto), questa volta è la Jo a svegliarmi. E a quel punto il programma salta. [continua]

Val Leventina: capanna Gana Rossa (Ticino)

Posted in escursioni on ottobre 2, 2021 by fraclimb

domenica 12 settembre

Spalanco la portiera dell’auto e l’unica cosa che riesco a fare è maledirmi: stessa situazione dell’alpe Fiorina, un gelo semi polare mi avvolge mentre penso a quello che mi sono portato, un paio di braghette e il pile perchè da noi si schiatta ancora di caldo ma qui il soggiorno dell’estate sembra già un lontano ricordo. Mi rintano nuovamente al calduccio con la Jo che mi guarda preoccupata: “No, niente: c’è solo un filo d’arietta. Ma poi vedrai che passa”. Già, ottima tecnica per persuadere una che non disdegna il piumone anche d’estate. Ci riprovo e ora sembra andare un po’ meglio: tanto poi, camminando, ci si scalda, lo sanno pure i sassi; il segreto è quello di non fermarsi mai! Per il resto conto sul sole e sul fatto che saremo esposti a sud per tutta la giornata e così, forza e coraggio, iniziamo la nostra gita domenicale. Mi sono sempre piaciuti i giri ad anello: cosa banale, è un po’ come dire che il gelato al cioccolato è molto gustoso. Col giro ad anello si sale da una parte e si scende dall’altra e, a volte, anche dal punto di vista psicologico non è poi così male: per esempio quando all’andata si è affrontato un vallone infinito e alla prospettiva di rifarlo in discesa viene voglia di restare dove si è. È quello che capita ad andare alla capanna Como, sopra Dongo. Forse è anche per quello che non ho ancora proposto l’azzardo alla Jo. Anche oggi sarà così: si sale da una parte e si ritorna dall’altra. Anzi, oggi abbiamo pure la possibilità di rientrare da un tracciato più breve ma meno avventuroso. Ovvio che io abbia optato per quello più impegnativo con il sentiero che, stando alla guida, per un certo tratto non è ben chiaro dove vada a finire. Un po’ come l’acqua in certi posti: sparisce da sotto i piedi per poi ricomparire poco più in là, come se qualcuno l’avesse cancellata. Poi sicuramente finirà che maledirò la scelta ma, al momento, mi sembra quella più intrigante. [continua]

Valle di Blenio: capanna Biasagn (Ticino)

Posted in escursioni on settembre 27, 2021 by fraclimb

domenica 05 settembre

Torniamo in Svizzera: da una parte devo placare la lunga astinenza dal vicinissimo parco di divertimenti caiano, dall’altra mi sono impoltronito e se già organizzazione e pianificazione non mi sono mai state simpatiche, ora forse è anche peggio e di mettermi a guardare dove andare, proprio non ne ho voglia. Io esco e vado. Punto. Dove? Boh! Chi lo sa? Ma siccome questo principio porta solo a finire nei soliti posti, di norma la sera cedo a tutto e inizio a sfogliare uno dei tanti vangeli. Questa volta però no: tra una cosa e l’altra andiamo a dormire che non sappiamo nemmeno cosa faremo l’indomani (sacrilegio!) e così è solo al mattino che mi metto a sfogliare il libercolo sperando che la prof mi lasci il tempo minimo per appiccicarmi qualche informazione prima dell’interrogazione. L’oracolo parla e noi andiamo in val Malvaglia, località dal nome poco invitante ma in cui, all’epoca dei protozoi, ero stato con l’alpinismo giovanile. Di quell’escursione ricordo solo la strada: un nastro d’asfalto costruito da una schiera di scozzesi con il quantitativo minimo sufficiente per non far uscire le ruote dell’auto dalla carreggiata. Per il resto i ricordi si mischiano a quelli di altre gite col risultato che la tavolozza è un subbuglio di immagini e idee totalmente indecifrabile. Il Caddy corre così (o meglio sarebbe dire “tentenna”) su per la salita che sembra una gettata su un mare increspato finchè la montagna si erge ripida e verticale come una muraglia. Ho la sensazione di essere sotto il Pelmo: lo so, non centra assolutamente nulla (tutto altro genere litologico) eppure la forma del Piz di Strega (cima che prima o poi dovrò salire) ha un che di rassomigliante con la più nota vetta dolomitica. La Jo parte: sale su per il sentiero e, una dietro l’altra, si lascia dietro le case dei tre piccoli abitati incollati sui dirupi del versante. Siamo a picco sopra il solco della valle che si inabissa sotto i nostri piedi e, dopo la gita alla valle del Salto, finalmente lo sguardo spazia oltre l’albero successivo mentre i monti selvaggi fanno da cinta al panorama. [continua]

Valle Maggia: valle del Salto (Ticino)

Posted in escursioni on settembre 22, 2021 by fraclimb

domenica 29 agosto

“Il problema di Palermo è il traffico”; il problema della Svizzera sono i limiti di velocità. Guidare in terra elvetica è estenuante e stressante come per una gazzella attraversare la savana che pullula di leoni; e, più o meno, la fine che puoi fare è quasi la stessa. Devi prestare attenzione ai limiti che sono ondivaghi ma non costanti: una specie di selva oscura dove il cartello dal cerchio rosso può fare capolino all’improvviso e, subito dopo, ti trovi il fotografo con la sedia elettrica già accesa. L’unica soluzione è dimenticare che esista il pedale dell’acceleratore e confidare in tutti i sensi per non cadere nella trappola. Nonostante questo, ho proprio voglia di uscire dal territorio nazionale: oramai è più di un anno che non metto il naso oltre Chiasso; così sfoglio la guida (ovviamente all’ultimo) provando a cercare una gita che risponda a tutti i requisiti: posto vicino (perchè la partenza è agli antipodi del dettato caiano) ma non troppo (se no finisce che si va sempre nei soliti posti), dislivello contenuto ma percorso piacevole e, preferibilmente, ad anello. Il risultato è che ora mi trovo l’armadio pieno di libri sulle passeggiate dell’arco alpino centrale. Così oggi puntiamo alla val Maggia: mi prendo il Valium e mi metto al volante, un occhio puntato al tachimetro, l’altro al lato destro dell’autostrada in costante ricerca del maledetto cartello. Arrivare all’imbocco della valle mi ricorda i tempi andati, quando, in pieno inverno, rischiavi comunque di friggere sulle placconate mitragliate di spit: primi ad arrivare ed ultimi ad andarsene con in tasca una misera vietta di una manciata di tiri. Superiamo le zone d’arrampicata e, poco oltre, siamo in caccia del parcheggio ma, soprattutto, dell’imbocco del sentiero. Idealmente dovrebbe essere facile ma districarsi nel dedalo di stradine e casupole di Maggia ci catapulta in una specie di piccolo labirinto da cui usciamo sfoderando il fiuto caiano ma, soprattutto, una pianta in scala 1:1 del paese. [continua]

Triangolo Lariano: bocchetta di Palanzo e pizzo dell’Asino (Como)

Posted in escursioni on giugno 17, 2021 by fraclimb

domenica 13 giugno

Il programma domenicale lo decidiamo direttamente al mattino dopo una sveglia non propriamente caiana. Così lascio girare un attimo le rotelle e, non so perchè, mi balza in mente Palanzo e un giro in bici di alcuni anni fa. L’ipotesi (e la speranza) è che l’esposizione giochi a nostro favore tenendoci al riparo da un caldo fottuto che sembra scoppiato all’improvviso come se fosse stato aperto l’altoforno di un’acciaieria. L’idea in effetti sarebbe anche buona se, invece di partire a camminare poco prima delle 11, avessimo iniziato almeno un paio d’ore prima o, come suggerisce la Jo, verso le 5 del mattino. Potrei tenerlo a mente per la prossima volta!
Passare così tra le case in pietra e il selciato delle rampe di Palanzo mi fa venire in mente una bella bistecca alla piastra solo che ora faccio io le veci del pezzo di carne! Per di più, se si aggiunge che le salite si potrebbero facilmente affrontare a quattro zampe senza doversi abbassare troppo al terreno, ne viene fuori un perfetto preludio per una serie ripetuta di infarti. A questo punto la mia unica speranza ricade nel bosco dove, in effetti, la mulattiera si infila immediatamente una volta passata l’ultima abitazione quasi come se agognasse pure lei l’ombra delle piante. Per il resto però il percorso non mostra alcuna pietà: fino a metà circa la salita si inerpica senza darci tregua con l’unico vantaggio che l’altimetro schizza verso l’alto come fosse a bordo di un razzo. [continua]

Val Menaggio: alpe Fiorina e bocchetta di Regagno (Como)

Posted in escursioni on giugno 14, 2021 by fraclimb

mercoledì 02 giugno

Avevo immaginato che la strada sarebbe stata un po’ tortuosa (d’altra parte siamo vicini alla val Cavargna) ma non mi aspettavo una simile sequenza di curve e curvette tali da rischiare l’epicondilite al gomito per il continuo girare del volante. Sul limite dell’infortunio dal troppo tirar plastica e con la Jo nelle stesse condizioni dopo una traversata del Pacifico su un guscio di noce, arriviamo così a Seghebbia dove termina la strada e dove il lockdown sembra una condizione perenne e normale. Balzo fuori dall’auto in braghette e maglietta rendendo facile il gioco all’arietta che si diverte a prendermi a schiaffi mentre la Jo, crogiolandosi nel suo pile, si congratula con il sottoscritto che, dopo millenni ad andare per monti, non ha ancora capito che qualcosa di pesante sia sempre meglio infilarlo nello zaino. Tengo duro facendo l’impassibile e confidando che il movimento sia un mio alleato e, soprattutto, che le previsioni non mi lascino a piedi. Così carico la zainetto e iniziamo a camminare lungo la strada appena percorsa fino a raggiungere l’imbocco del sentiero, una mulattiera che si perde nel mare verde di un prato che chiama “zecca, zecca, zecca!” come un mantra a ripetizione. Mi tuffo nell’erba, Jolanda a seguire, sperando che il mio abbigliamento non favorisca troppo i piccoli insetti ma alla fine delle draculiane sanguisughe nemmeno l’ombra. [continua]

Valsassina: alpe Deleguaggio (Lecco)

Posted in escursioni on Maggio 28, 2021 by fraclimb

domenica 23 maggio

Penso di essere furbo e scaltro ma la Jo alla fine mi frega: dopo un’attenta analisi degli elementi basilari per pianificare un’escursione, quasi come se fosse per me normale verificare a tavolino tutte le informazioni e soppesarle per organizzare al meglio la gita, arrivo alla conclusione che la partenza da casa verso le 8:30 sia il giusto compromesso. Infatti, nonostante faccia partire la hit degli Stoviglia-Rock-Band con assolo di forchette e coltelli all’uscita dalla lavastovigle, niente, dall’altra parte della magione non succede nulla. Forse nell’ala NE non arriva il suono acuto del rollio di coperchi? In effetti in un castello da 45 metri quadri può anche essere. Così non mi resta che la forza bruta: afferrarle la gamba, sfilarla al gelo della stanza e portare la Jo in posizione eretta. Poi si avvia e noi partiamo.

Certi posti nel lecchese sono vicini ma maledettamente distanti. Uno di questi è il Cainallo (è forse più un’impresa sopprimere i conati da mal d’auto che raggiungere la base del Cavallo o dei Carbonari) e l’altro è Premana (altro posto dove il vomito da viaggio è dietro l’angolo). Il paese poi sembra un arroccamento difensivo uscito dalle mani un modellista per presepi, abbarbicato su un pendio sul quale non starebbe fermo nessun sasso e con la montagna che sembra ribaltarglisi sopra come l’onda sul surfista intento a completare un “tube riding”. Risaliamo gli ultimi tornanti e poi ci mettiamo alla caccia del parcheggio e quindi del sentiero d’accesso girovagando un po’ giù e un po’ su per le strade del paese, giusto per aumentare un poco il dislivello finale. [continua]

Valle Ellero: monte Grosso (Cuneo)

Posted in escursioni on Maggio 21, 2021 by fraclimb

domenica 16 maggio

Le idee sono chiare come il cielo previsto per il weekend, un po’ perchè il sole ci prende per i fondelli lasciando campo libero ad una mandria impazzita di nubi che scorrazzerà per tutto il nord Italia, un po’ perchè è insito nella nostra natura quello di rispondere alla fondamentale domanda “che si fa domenica?” con uno schietto “boh!”. Così mi preparo a puntare al basso Piemonte: Monferrato (considerando che sono praticamente astemio se dovesse andare buca col tempo non avrei nemmeno la scusa delle cantine) o cuneese quando Jolanda la butta là: “e se andassimo al mare?”. Ok: ricarica il file, riprogramma il bagaglio e sono pronto con maschera e pinne a fare un tuffo nell’acqua salata. Ma, appunto, se c’è una cosa di cui abbiamo certezza questa è l’indecisione. Torno dalla corsetta da recupero post semi reclusione da Covid e lo scenario cambia ancora: niente mare, si va nel cuneese. Mi sembra una decisione frutto della rassegnazione ma, d’altra parte, sento la mancanza di un po’ di montagna e così, senza insistere, ricambio assetto con scarponi rigidi, pantaloni alla zuava, calzettoni di lana e camicia a scacchi. L’aquila freme (oramai le ci vuole poco: ultimamente è diventata come un soprammobile polveroso abbandonato sullo scaffale più alto) e noi finalmente partiamo. Sabato passiamo la notte in una ridente area di sosta per camper a Laurisia, e poi la mattina il tempo è piacevole come il momento in cui si scopre di aver terminato il gelato nel freezer. Ci accoccoliamo nel Caddy e alla fine ci facciamo sbattere fuori per consumare la colazione quando lo squilibrato del paese arriva a farci visita. Prova in tutti i modi a venderci un camper parcheggiato poco lontano ma noi facciamo gli gnorri e alla fine, dopo avermi tagliato fuori dai suoi discorsi e aver preferito gli occhi chiari di Jolanda, il tipo finalmente se ne va. Lo imitiamo all’istante e andiamo a berci il tè da un’altra parte e poi via verso la valle Ellero. [continua]

Triangolo lariano: Onno, conca di Crezzo (Lecco)

Posted in escursioni on dicembre 23, 2020 by fraclimb

domenica 13 dicembre

Primo giorno in cui siamo gialli ergo in cui possiamo uscire dal comune e evitare di fare i criceti sulle colline intorno a Como. La nuova libertà però ci spaventa: è come se avessimo vissuto dentro una gabbia e ora che le sbarre si sono alzate, abbiamo paura di quello che sta di fuori; il risultato quindi è che poltriamo ben oltre quello che un vero caiano riterrebbe accettabile. O forse questa è solo una scusa e la verità è invece quella che la pigrizia si è attaccata alle nostre chiappe e non ne vuole sapere di scrollarsi di dosso? Alla fine comunque apro gli occhi, passo qualche attimo a fissare il soffitto per poi rotolare giù dal letto e salutare il nuovo giorno che sta già correndo all’impazzata. Ovviamente non abbiamo pianificato nulla così prima che anche lo Yedi abbia impresso la forza necessaria alla Jo per sgusciare dal caldo infernale del piumone e scaraventarsi nel gelo tropicale della camera, mi metto a scartabellare le guide per trovare uno spunto. La Svizzera è scartata perchè tra tutti questi arcobaleni non ho mica capito se si possa varcare il confine o se, una volta messo piede nella confederazione, verremo incatenati e gettati in qualche umida segreta a scontare non si sa bene quanto tempo di quarantena. Poi elimino tutte le proposte con dislivello a 4 cifre: potremmo quasi fare colazione con gli spaghetti e alle 5 bisogna avere gli occhi felini per poter vedere qualcosa, così scovo un giro ad anello sull’altro ramo del lago di Como, proprio di fronte alle Grigne che ora sembrano una montagna himalayana. Detto fatto, dopo aver nuovamente semi sbagliato strada, ci troviamo alla nostra quota 0, il pontile di Onno a cercare la “caratteristica” via Rusconi. [continua]

Triangolo lariano: funghi di Rezzago (Como)

Posted in escursioni on novembre 13, 2020 by fraclimb

domenica 01 novembre

Siamo in ritardo, ovviamente: oramai è cronico. Sara e Matte certamente l’avranno messo in conto! Questa volta però in nostro aiuto arriva la strettoia. È una di quelle stradine che partono già piccole ma, mano a mano che si procede, si fanno sempre meno larghe. La macchina però no: quella resta sempre delle stesse dimensioni nonostante istintivamente si stringano le spalle. Poi arriva la mezza curva e si finisce per fare il turacciolo nel collo di bottiglia. Il telefono squilla e la Sara ci avvisa che per poco non han dovuto chiamare il cavatappi è così, magicamente, il nostro ritardo diventa quasi in orario. Noi comunque facciamo finta di niente secondo il principio per cui Sara e Matte sanno già tutto e con un laconico “ah-ah” gli informiamo che ci mancano 4 o 5 chilometri. Evitiamo quindi di specificare che, non si sa bene per quale ragione, stavo per finire a Lecco quando improvvisamente, superata Erba, mi sono svegliato dalla catalessi domandando alla Jo dove diavolo stessi guidando e ricevendo in risposta un candido e sincero “boh!”.

Evitata quindi la mummificazione dei due amici, sbarchiamo finalmente dal Caddy mentre chiedo alla Jo se debba prendere anche il cestino per i funghi. Lei ci pensa un po’ su e poi mi fa ridacchiando: “beh, per quei “funghi” servirebbe ben altro!”. Mi sono sempre piaciuti i funghi però già nel risotto o con lo spezzatino e la polenta. Cercarli non è mai stata una mia passione, trovarli invece sì ma pare che le due cose abbiano un certo nesso e così non ho mai dedicato tempo alla mia carriera da fungiatt. Così per oggi mi è balzata quest’idea di sicuro successo: fare un giretto per vedere un altro tipo di fungo, qualcosa fatto di sassi e terra con una bella cappella granitica. [continua]