Archivio per agosto, 2014

Gruppo del Sella: Pisciadù (Bolzano)

Posted in escursioni on agosto 27, 2014 by fraclimb

sabato 16 agosto

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Ieri è andata com’è andata ma oggi ci alziamo con le carte in regola per sbancare il banco. Abbiamo le previsioni dalla nostra e quindi l’idea è quella di andare a fare una cima, la prima vetta dolomitica per Micol! Quando sgusciamo dalla tenda, il cielo è certamente meglio rispetto a venerdì ma anche certamente peggio rispetto quanto atteso: sprazzi di azzurro si alternano infatti a nuvole bianche che corrono di qua e di là con eccessiva spavalderia. Un’ultima rapida occhiata al bollettino ci lascia comunque speranza fino al primo pomeriggio quando il rischio doccia diventerà decisamente molto alto! Insomma questo pazzo “agostembre” continua a metterci i bastoni tra le ruote! Ci dirigiamo quindi verso il passo di val Gardena da cui iniziamo a inerpicarci su per la ripida traccia tipicamente ghiaiosa. Il passo è buono, non da skyrunner ma comunque nemmeno da tartaruga zoppa e quindi il secondo cartello indicatore è come una bastonata sui denti cariati: 5 minuti contro il quarto d’ora da noi impiegato! Sono preso da un attimo di scoraggiamento totale: ci vorranno 8 bivacchi per raggiungere il rifugio! Poi però la cosa mi puzza un po’ troppo, do un occhio all’altimetro e scopro che abbiamo superato 100 metri: impossibile in 5 minuti, anche correndo! Ergo lo scoraggiamento spicca un balzo verso l’alto trasformandosi in nuova motivazione rimpolpata anche dal fatto che la colonna che ci precede resta più o meno sempre alla stessa distanza. Continuiamo quindi a salire incastonati in questo ampio canalone da cui non dev’essere per nulla male scendere con gli sci finchè raggiungiamo le roccette con relative e eccessivamente abbondanti catene. In effetti l’intrico di cavi è un po’ come le sirene per Ulisse: se ci si fa troppo ammaliare dal loro canto, si rischia di finire incrodati sulla parete! [continua]

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Civetta: rifugio Vazzoler (Belluno)

Posted in escursioni on agosto 27, 2014 by fraclimb

venerdì 15 agosto

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La spedizione M’n’F entra nel vivo. Ieri siamo arrivati ad Alleghe piazzando la tenda al campeggio poco prima del paese per poi riuscire ad rimpinzarci alla festa degli alpini. Oggi le previsioni non danno niente di buono (che strano!) ma di starcene con le mani in mano distesi sul materasso non se ne parla proprio. Abbiamo sopra le nostra teste la mitica NW del Civetta, il sogno di ogni vero caiano, e noi vogliamo andare a dare un occhio a quell’ammasso barocco di roccia. Così ci spostiamo verso Listolade con l’idea di raggiungere il rifugio Vazzoler, la meta più vicina e più facilmente raggiungibile per quanto di nostra conoscenza. Lasciamo quindi l’auto al parcheggio della capanna Trieste proprio quando ha appena iniziato a piovere. L’omonima torre più in alto sembra quasi una spettrale visione che si materializza tra le nebbie. Risaliamo la comoda mulattiera gettando continue occhiatacce al bosco circostante: la scorpacciata di funghi del Sasso Canale mi ha lasciato il segno e non mi dispiacerebbe rimpinguare il bottino con qualche altro porcino! Invece nulla e così raggiungiamo il guado del torrente iniziando poi a inerpicarci su per il pendio. I rubinetti intanto si aprono a ripetizione facendo cadere ingenti quantitativi d’acqua che, nonostante tutto, sembrano non aver impedito ad altri escursionisti di fare prendere aria alle muffe che oramai stazionano abbondantemente sul corpo. [continua]

Sponda occidentale del lago: Sasso Bianco e Sasso Canale (Como)

Posted in escursioni on agosto 22, 2014 by fraclimb

giovedì 14 agosto

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Inizialmente l’idea era ben più ambiziosa ma la pianificazione, come oramai dovrei ben sapere, va a ramengo e quindi puntiamo ad una meta di ripiego in cima al lago. Solo la partenza rimane antidiluviana ma, d’altra parte, devo essere di ritorno nel primo pomeriggio e quindi è giocoforza alzarmi quando fuori è ancora buio. Visto quindi l’orario e la giornata successiva alle abbondanti piogge, ci si potrebbe dedicare alla ricerca di funghi, attività che però preferisco affrontare stando alle prese con polenta e spezzatino; ma a volte il destino può pensarla diversamente. Va bene infatti non amare l’attività di ricerca però quando un bel gambo con annessa cappella a un metro di distanza si diverte a fare lo sgambetto, è gioco forza abbassarsi a terra e riporre il profumato porcino in un sacchetto! Continuiamo comunque la nostra passeggiata tenendo costantemente d’occhio il bosco che attraversiamo finchè altri tre simili si gongolano della loro perfezione proprio su un lato della mulattiera. A quel punto la tentazione è troppo forte, la soddisfazione è una carica che non può essere ignorata e, per un momento, siamo tentati di lasciare perdere la vetta e procurarci il necessario per un gustoso risotto. Svicoliamo così un attimo dentro la foresta ma, alla fine, manteniamo la parola data e ci avviamo comunque verso il nostro primario obiettivo. La divagazione ci fa comunque perdere del tempo prezioso che cerchiamo quindi di recuperare spingendo sui polpacci anche se ho la sensazione di non essere particolarmente in forma. [continua]

Triangolo lariano: Como, bocchetta di Molina, Lemna e bocchetta di Palanzo

Posted in mountainbike on agosto 20, 2014 by fraclimb

martedì 12 agosto

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Secondo giorno di ferie e questa volta è il turno della mountain bike. Parto con in testa un giro ma, quasi fin da subito, stravolgo i piani. La prima regola è quella di evitare il più possibile le strade asfaltate: trovo una certa assonanza tra lo sterrato e lo scialpinismo e, di conseguenza, tra la bici da corsa e lo sci di pista. In questi ultimi casi, ci sono pericoli oggettivi che sfuggono al mio controllo, come fossero delle mine vaganti impazzite, rispettivamente auto e sciatori. Invece fuori dai percorsi canonizzati i pericoli oggettivi sono certamente più valutabili e controllabili. Almeno così mi sembra. Morale: evitando le strade asfaltate, diminuisco decisamente il rischio investimento. Così, per raggiungere Como, prendo la strada dei boschi, piombando sulla convalle dalla zona del Baradello. Da qui inizia la salita verso Solzago: spingo leggero sui pedali lungo la Panilani fino a Camnago cercando di allontanarmi il più possibile dal traffico e poi sono di nuovo sullo sterrato lungo il vecchio percorso del tram. La salita, per ovvi motivi, mi permette di mulinellare senza problemi fino al muro di Solzago. Il breve tratto di asfalto che mi separa dal successivo lungo sterrato è infatti la classica salita che fa sputare sangue, salire i battiti a mille e il cuore in gola, nonché trasformare gambe e polpacci in due pezzi di ferro. Finalmente entro nel bosco: ho un vago ricordo di quello che mi spetta avendo tempo fa superato l’infinita mulattiera in discesa. E, in effetti, tale si dimostra: ancora strappi, a volte tali da costringermi a scendere di sella, e poi un viaggio spazio temporale nei meandri della vallata. [continua]

Sigaro Dones: Rizieri (Grignetta, Lecco)

Posted in Uncategorized on agosto 18, 2014 by fraclimb

lunedì 11 agosto

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Obiettivo dell’anno raggiunto! Non posso chiedere di più da questo fantasmagorico duemilaequattordici! Sono in cima al Sigaro, salito per la Rizieri, la prima via di VI in montagna che avevo provato anni fa giusto per il gusto di esportare il limite umano dalla falesia alle alte vette. All’epoca avevo terminato la normale al Sigaro con Lorenzo (salita su cui si potrebbe scrivere un intero volume di tragicomiche peripezie caiane) per poi andare appunto a sperimentarmi con la via sulla faccia opposta del monolite. Visto che però l’obiettivo era solo saggiarmi sul mitico VI, alla seconda sosta ci eravamo calati portando a casa così una salita e mezza. Questa volta, invece, mi godo la linea dall’alto in completa solitudine mentre non posso dire altrettanto del panorama che si nasconde dietro una fitta e spessa coltre nebbiosa.
Non parto presto da casa e ho in mente un’altra zona della Grignetta: un po’ per il monsone e un po’ per il fatto che i miei amici di scorribande sono in giro per il mondo a godersi le ferie, mi trovo da solo a sfruttare quello che, sulla carta, dovrebbe essere uno dei mesi ideali per appiccicare bollini sulla tessera. Ma appunto la bassa pressione che sembra aver preso solo il biglietto d’andata, mi suggerisce di rivolgermi a qualcosa da cui si possa più facilmente tornare indietro. Così mi carico il saccone e inizio a galoppare su per il conosciutissimo sentiero. Quest’anno la Grignetta sta quasi diventando la mia amante; non che mi dispiaccia ma se devo fare il fedifrago, che almeno sia con qualcuna di più altisonante, che so: la Marmolada! Speriamo almeno che Micol non si ingelosisca troppo! [continua]

Cinque terre: Monterosso Corniglia (La Spezia)

Posted in escursioni on agosto 7, 2014 by fraclimb

sabato 02 agosto

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Se togliessero ai liguri la possibilità di fare turismo, sarebbe decisamente meglio.

Oramai è assodato che, per loro, lo scontrino è un optional come l’aria condizionata per la Fiat: semplicemente, se non lo chiedi, non te lo danno!

Già il mio primo antico approccio mi aveva dato modo di convincermi della verità sulla loro tirchieria. Andati a Finale con la scuola caiana, avevamo prenotato un b&b per la notte. Quando però ci siamo presentati in numero minore rispetto quanto preannunciato, il locandiere ha controbattuto che avremmo comunque dovuto pagare anche per gli assenti! Spero sia fallito. Poi è venuta una nottata in campeggio in pieno autunno quando, evidentemente, l’addetto alle pulizie dei bagni era andato in ferie già da un po’ per finire con la comica esperienza dello scontrino alla focacceria. E quindi veniamo all’oggi.

Per toglierci un po’ di muffa ed evitare la metamorfosi ad anfibi, puntiamo al sud, dove le previsioni promettono sole. Evitiamo di andare a scalare perchè, sebbene l’estate non sia pervenuta, rischieremmo comunque di colare sulle pareti finalesi. Per una volta quindi ci trasformiamo in escursionisti milanesi della domenica e ci spostiamo più a est, verso le cinque terre, decisione poco lungimirante per la salvezza del portafoglio; per una volta però accantoniamo l’etica risparmiatrice e andiamo in mezzo ai vampiri. Prima l’autostrada, poi il parcheggio a pagamento (perchè per lasciare l’auto in un posto gratuito bisognerebbe poi superare miglia di chilometri a piedi!) e quindi, con nostra amara sorpresa, il pedaggio per accedere al sentiero! Semplicemente allucinante, inconcepibile, ingiustificabile. Blocco tutti i miei pensieri e la valanga di insulti che rotola verso la lingua escludendo totalmente i canali che dal cervello confluiscono alla bocca e, visto che oramai siamo qui, tiro fuori la lapidaria cifra di 7,5€ a testa (!) per poter camminare nel bosco! [continua]

Gross Bielenhorn: Niedermann (Uri)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 5, 2014 by fraclimb

domenica 27 luglio

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Ricordo che alle elementari mi è stato insegnato che dopo giugno c’è luglio, agosto, settembre e ottobre. Ma, evidentemente, dev’essere che ho la mente annebbiata perchè qui siamo già in pieno novembre: acqua, pioggia, diluvio, grigio, coperto, nebbia. Praticamente non ha quasi più senso guardare le previsioni, tanto lo spettacolo è sempre lo stesso. Nonostante tutto però sono cocciuto: mi alzo poco dopo le 4 in mezzo all’oceano e con in mano un trapano sperando di non fare un buco nell’acqua! Sono di nuovo con Riccardo, questa volta, causa estate non pervenuta, con una meta forse meno ambiziosa dell’anno scorso ma comunque ragguardevole. Così ci avviamo verso il Gottardo sperando che al di là del tunnel la situazione sia diversa. Dev’essere la mia giornata fortunata perchè a nord il tempo è cambiato: nuvole basse a fior di strada che porta ancora evidenti i segni di una piovuta appena terminata! Poco male: noi puntiamo al Furka e, incrociando le dita, forse lì saremo al cospetto del sole. Saliamo e siamo nella nebbia. Ad Andermatt le nuvole regnano sovrane e, quando scendiamo dall’auto, la condensa è tale che sembra quasi piovere. Non diciamo nulla, dividiamo il materiale e, proprio come si insegna ad ogni corso caiano, partiamo per il sentiero! La speranza è che la situazione migliori e, soprattutto, che la parete sia asciutta: è come andare in un altoforno e credere di trovare un po’ di frescura ma, d’altra parte, è bello vivere nei sogni! Comunque, a dire il vero, non prendiamo il sentiero: troppo sbatta scendere quindici metri sull’asfalto quando si ha una vaga traccia che sale direttamente dal parcheggio. Peccato sia il classico sentiero per capre che ben presto svanisce nel nulla e, soprattutto, rimane dall’altra parte del torrente! Saliamo a naso, a tentoni nella nebbia seguendo la massima pendenza e cercando di convincerci che sbatteremo contro il rifugio. [continua]