Archive for the scialpinismo Category

Rheinwald: Moesola (anticima, quota 2904, Grigioni)

Posted in scialpinismo on aprile 9, 2017 by fraclimb

domenica 26 marzo

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Sto per rientrare da Arco facendo ipotesi sull’orario di arrivo e, di conseguenza, su quello che farò domenica quando il Ricky mi scrive: “programmi per domani?”. La domanda è sufficiente per risvegliare il caiano che c’è in me anche se con certa preoccupazione sulla possibile sparata dell’amico: temo mi proponga qualcosa sul Grignone, solo che l’idea di partire ad un orario improponibile mi da quasi il voltastomaco. Inoltre non so come potrei reagire dopo il diedro Maestri. Ad ogni modo mi lascio catturare all’amo e attendo la proposta. L’idea è quella di fare il Chilchalphorn anche se non credo di reggere i suoi 1400 metri di dislivello, allora il mio lato sadico mi illude che potrò sempre alzare bandiera bianca e così la mattina mi ritrovo con sci e scarponi pronto a martoriarmi.

Piove. Mentre risaliamo per il Ticino, le gocce d’acqua lasciano il posto ad un compatto ammasso di nuvole. Ne sono quasi contento: magari salta tutto, facciamo dietro front e mi salvo da questa improbabile vetta; tanto più che l’idea di ripetere qualcosa che ho già fatto non mi da un grande stimolo. Ci infiliamo nel tunnel e aspettiamo l’evolversi degli eventi sul versante nord. È come lo Yin e lo Yang: da una parte il brutto, dall’altra il sole splendente! Mi è andata male! O forse no? Il pendio del Chilchalphorn si presenta infatti come un pascolo per le vacche: vai a capire cos’ha visto chi ha scritto la relazione su On-Ice! L’idea di spallare fa colare a picco ogni ambizione di vetta o, peggio ancora, di tentare il Lorenzhorn che ora pare raggiungibile come Marte. Così troviamo l’alternativa proprio alle nostre spalle dove il pendio si mostra nella sua candida veste con una cima un po’ più bassa e, soprattutto, non ancora raggiunta.

Mi trovo in una specie di limbo, a cavallo tra l’inferno di un crollo fisico imminente e il paradiso della forma smagliante; però tengo duro e cerco di restare dietro al Ricky. Superato il primo pendio, iniziamo quindi un lungo pianoro gibboso in direzione della vetta: una specie di cammello dalle gobbe infinite! Il massimo se si è sul punto di finire tra le fauci di Lucifero! [continua]

Meiental: Bachenstock (Uri)

Posted in scialpinismo on marzo 13, 2017 by fraclimb

domenica 26 febbraio

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Devo avere la faccia del farabutto e quella del caiano neofita; entrambe mi fanno girare gli attributi come le pale dell’elicottero. Quasi immancabilmente la guardia del negozio mi scruta, pedina e osserva come se fossi un potenziale criminale; l’ultima volta sono stato tenuto d’occhio durante l’acquisto di due confezioni di tè. Credo che la prossima volta chiederò un chiarimento al solerte controllore! Nel secondo caso, non è raro sentirmi dire “se sei poco esperto, forse è meglio…” a cui mi viene voglia di rispondere “…che ti fai i cazzi tuoi!”. Questa volta il super figo della situazione, marchiato e sponsorizzato quasi come un Arlecchino da pubblicità, si intromette alla domanda che il Dany mi pone sulla necessità o meno, a mio parere, di calzare i ramponi: “se siete poco esperti, è meglio che li mettiate” risponde il saccente. Un vortice tipo tornado si sprigiona tra la mia cintola e l’attaccatura delle gambe. Guardo il pendio nevoso ben tracciato, ci penso su un attimo e rispondo: “No, non credo li metterò; sai, sono abbastanza esperto”. Le parole si liquefanno come neve al sole dal tono acido della risposta ma io mi sento punto nel vivo tanto che, dopo un attimo, parto a razzo lungo le peste come se non ci fosse un domani e come se non avessi nelle gambe quasi tre ore di salita. O forse è perchè voglio rincorrere gli occhi azzurri della bella svizzera partita da poco alla volta della vetta!

Tutto inizia con un accordo dell’ultim’ora: quando oramai sono sulla via per Morfeo e con l’alternativa pronta per una solitaria, il Dany mi conferma la sua presenza e con essa l’intenzione di tornare verso il Susten. Così, parcheggiato dietro una lunga fila di auto, partiamo alla volta della nostra vetta proprio alla quota minima per evitare di fare lo slalom tra arbusti, sassi e rimasugli nevosi agonizzanti. Questa volta però detto io i ritmi così da permettere al mio motore modello diesel di riscaldare tutti i meccanismi mentre attraversiamo un infinito bosco degno dell’ambientazione di un thriller: non mi stupirei di trovarmi davanti ad un orso sollevato sulle zampe posteriori mentre dalle enormi fauci saetta bava per ogni dove! Sbucati quindi dalla foresta, ci addentriamo nella vallata mentre le mie gambe iniziano a rullare come un aereo pronto al decollo. [continua]

Meiental: quota 3003 (Chli Spannort, Uri)

Posted in scialpinismo on gennaio 31, 2017 by fraclimb

sabato 21 gennaio

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Quest’anno ho voglia di canali; sono stuzzicato anche dal tornare a provare qualche facile cascatella, un misero saltino ghiacciato ma ho sempre qualche dubbio in merito: sarò capace? Non rischio l’ennesimo buco nel ghiaccio? Inoltre non riesco a trovare un socio che sia disposto a portarsi dietro un probabile sacco pieno di isterismi! Cosi quando il Dani mi chiede se ho voglia di una sciatina all’inizio storco un po’ il naso e provo a rilanciare con l’alternativa più caiana. Lui però si mostra risoluto, io ci penso un po’ e alla fine accetto: in fondo se optiamo per una cima con un tratto tecnico, mi posso prendere una piccola soddisfazione.

Definiamo la meta in auto dopo aver scartato la val Bedretto e un’altra zona ad inculandia, là dove praticamente terminano le Alpi e inizia la sterminata pianura teutonica. Caso vuole che c’ho anche la carta della zona del Susten e, alla fine, decidiamo di andare lì.

Quando arriviamo al parcheggio improvvisato dove termina la strada pulita, già una discreta fila di auto ci precede: ci prepariamo e iniziamo quindi a risalire lungo la traccia sopra il nastro d’asfalto imbiancato. Non so se sono io o il Dani a dettare il ritmo, fatto sta che, per i miei gusti, ci stiamo muovendo con eccessiva fretta. Informo quindi l’amico che con quel passo non reggerò certo i 1500m e rotti che ci aspettano; lui è dello stesso parere – bene! – però continuiamo a correre come forsennati! Quando poi iniziamo a salire per il pendio, il Dani continua a correre: forse sono io a non essere in forma, fatto sta che al Murtèl mi era parso di fare decisamente meno fatica! Molto probabilmente è la partenza a razzo ad avermi piegato. Così quando arriva la prima pausa, dopo che oramai mi ero convinto di dover attendere la vetta o un mio collasso per sperare in una tregua, finalmente riesco ad abbassare lo stantuffare del cuore! [continua]

Oberhalbstein piz d’Agnel (Grigioni)

Posted in scialpinismo on gennaio 11, 2017 by fraclimb

venerdì 23 dicembre

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Migliore organizzazione non potevo farla: “caianao fai da te? No Alpitour? Ahi, ahi, ahi!”. Per prima cosa sottovaluto l’infinita strada che mi separa dallo Julier: me la prendo con comodo, allungo anche un po’ le normale pratiche mattutine, non pigio eccessivamente sull’acceleratore per non dilapidare troppa benzina e alla fine, solo verso le 10, sbarco dall’utilitaria. Al parcheggio non c’è nessuna macchina: strano! D’altra parte, anche la bianca materia prima è piuttosto scarsa, giusto appena sufficiente per non dedicarsi allo sci d’erba e sassi! Inforco quindi i legni e mi avvio lungo la vecchia traccia superando la spalla della montagna e accedendo così in val d’Agnel che dovrò poi risalire fino al termine. Cosi, dopo poche sgambate, mi diventa ben chiaro per quale motivo la mia auto si trovi sola e soletta: il parcheggio giusto è infatti un paio di tornanti più in basso rispetto dove mi sono fermato! Pazienza: perdo un po’ di quota e inizio a ruzzare lungo il tracciato. Ben presto sono sotto al Campagnun: tiro diritto restando sul fondo valle e realizzando quanto sarà noiosa e poco appagante la discesa su un tracciato quasi pianeggiante e con una neve che già inizia a soccombere sotto l’attacco dei raggi solari. Non che la cartina non mi avesse avvertito, semplicemente non avevo dato il giusto peso alla cosa! Così mi avvio verso la Fuorcla d’Agnel passando nell’ombrosa vallata opposta mentre l’obiettivo che si staglia alla mia sinistra sembra farsi sempre più lontano. Derapando e scendendo con tipica tecnica di sopravvivenza, perdo i metri necessari per superare la fascia rocciosa finchè il laccetto che blocca la punta della pelle destra decide di salutarmi. [continua]

Engadina: piz Murtèl (Grigioni)

Posted in scialpinismo on dicembre 2, 2016 by fraclimb

domenica 27 novembre

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Chi inizia bene è a metà dell’opera e io cerco di mettermi nelle migliori condizioni per inaugurare al meglio la stagione sciistica. La voglia di neve inizia già dal lunedì spinta da un tempo che da settimane non permette di caianare e dalla bianca farina che ha iniziato a depositarsi sulle vette aggiungendo ulteriore combustibile ad un fuoco già particolarmente vivo. Inizio quindi la spasmodica ricerca di un socio ma sembra che quasi tutti i tentativi cadano nel vuoto: sarò forse costretto ad un’apertura in solitaria? Provo allora a giocarmi una nuova carta, una possibilità che non avevo ancora provato a buttare sul tavolo: recupero il numero di Giorgio, mi metto d’accordo e mi ritrovo così in ballo per una sciata a bordo pista con arrivo al Murtèl. D’altra parte sembra che di meglio non si possa fare visto che sotto i 2000 regnano ancora i prati e sopra i battelli di neve promettono condizioni difficilmente sciabili. Così, tolto dallo zaino qualsiasi intenzione di tranquilla pascolata, inforchiamo gli sci e iniziamo a macinare metri su metri come se fossimo inesorabilmente in ritardo. Praticamente il gruppo ben presto si srotola lungo il percorso come una stringa di liquirizia mentre cerco di non perderne mai la testa perchè ho una reputazione da difendere e, a discapito dell’attrezzatura anacronistica,, non ho alcuna intenzione di passare per lo scarso o il neofita di turno. Là davanti intanto premono con costanza sull’acceleratore senza alcuna intenzione a mollare la morsa così che rapidamente raggiungiamo la zona aperta delle piste per poi allontanarci sui tracciati ancora chiusi e avvicinarci rapidamente all’intermedio della funivia. Intanto si apre una sorta di partita a braccio di ferro tra la potenza psicologica della mia testa e quella fisica delle gambe: il timore di poter collassare da un momento all’altro si fa infatti sempre più vivo ma, evidentemente, la sotto tutto gira al meglio così da permettermi di arrivare all’intermedia con una buona dose di energie di riserva. [continua]

Oberhalbstein: piz Platta (Grigioni)

Posted in scialpinismo on maggio 31, 2016 by fraclimb

sabato 21 maggio

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Settimana scorsa alla radio si parlava di OPG e della loro chiusura. Il cronista, nella sua dotta filippica, sosteneva che ci sia addirittura un 40% della popolazione affetto da pazzia. Quindi, secondo tale teoria, quando mi trovo con Micol, abbiamo la quasi statistica certezza che uno dei due non debba avere le rotelle completamente a posto e lo stesso dicasi quando mi confronto con il mio capo!

La sveglia suona alle 3:30: fuori il buio regna sovrano. Alle 4:00, la macchina rompe il silenzio e alle 6:40 inizio a camminare sci in spalla. Sono poco sotto i 1500 metri di quota e la primavera è nel pieno del suo rigoglio. Ho l’ARVA acceso anche se sono completamente da solo (strano: mi sarei aspettato una frotta di scialpinisti disposti a portarsi i legni in spalla non si sa bene per quanto!) e, al momento non vedo un briciolo di neve: forse la pala che custodisco nello zaino potrà tornarmi utile per scavare le patate!

Fiducioso, cammino di buon passo su per la mulattiera ma, a causa dello sviluppo considerevole, dopo un’oretta, mi trovo solo 400 metri più in alto rispetto la partenza. Se non altro, lo spettacolo che mi si para dinnanzi ripaga della fatica e della levataccia: l’immenso prato che ho davanti è infatti un tipico esempio di costume d’Arlecchino mentre più sopra la cima del Platta veste i panni di Pulcinella o, se vogliamo, di un tifoso juventino. Evidentemente la natura ancora ferma al Carnevale deve risentire del ritardo temporale dovuto all’altitudine!

Intanto attraverso un breve autunno lungo il sentiero estivo che sale sul versante sinistro per infilarsi poi nella valle laterale che gira attorno alla parete del Platta. Intorno ai 2100 metri di quota e dopo 1 ora e 3 quarti di portage compio l’ultimo salto nel passato e posso finalmente inforcare gli sci. [continua]

Valle dell’Orco: cima del Carro; valle Po: monte Meidassa (Torino). Valle Stura di Demonte: cima della Lausa, testa dell’Ubac, monte Enchastraye e Rocca tre Vescovi (Cuneo)

Posted in scialpinismo on maggio 2, 2016 by fraclimb

venerdì 22, sabato 23, domenica 24, lunedì 25 aprile

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RELAZIONE pdf (cima della Lausa e testa dell’Ubac)

RELAZIONE pdf (monte Enchastraye e Rocca tre Vescovi)

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Non è facile ridurre ad una sequenza di parole una quattro giorni scialpinistica con i suo panorami e le vallate ora selvagge ora più bucoliche, il caldo e il freddo, il vento e le nuvole, le sveglie ad orari inaccettabili e gli occhi che si chiudono davanti al piatto della cena, la compagnia e la gara con Sandro, le attese e le rincorse ma proverò ugualmente a rivivere quei momenti, cucirli in un unico vestito dalle mille forme e i mille colori.

Si era puntato alla Francia ma la vecchia e acida vicina, proprio all’avvicinarsi dell’inizio della festa, alza la cresta e si mette di traverso in previsione di un rock troppo spinto; insomma, l’odiata perturbazione che aveva avuto settimane per fare visita all’arco alpino, decide proprio di farci una capatina nel bel mezzo del lungo fine settimana stravolgendo organizzazione, piani e probabilmente anche un po’ di equilibrio mentale del Lele rendendo in un attimo completamente inutile la montagna di mail che avevano intasato i server nei giorni precedenti. Ma noi, manipolo di irriducibili drogati di polvere o di un più classico caianesimo scialpinistico e con in mano la licenza di mogli e fidanzate ci mettiamo di traverso, rompiamo le uova nel paniere della vecchia bisbetica e ci spostiamo in Piemonte dove le sue urla e i suoi lamenti dovrebbero solo sfiorarci di striscio.

Così venerdì inizio la mia routine di sveglie con dinamite e paranco e, insieme a Edo e Sandro, do il via alla prima personale esperienza di quattro giorni sugli sci con destinazione valle dell’Orco. Ma l’insopportabile sembra aver fiutato il nostro furbesco raggiro cercando in tutti i modi di allungare le sue dita nodose verso la nuova meta dello sballo e promettendo una sua visita già in mattinata, unico motivo per cui non rivivo i moti del ‘48 contro la sveglia apparentemente ingiustificabile per i “soli” 1500m da fare. Fuori è ancora notte e, mentre scaldo i motori della Punto facendo rivivere esperienze rellystiche almeno a detta dei due amici, risaliamo con un viaggio infinito su per la valle dell’Orco fin dove il nastro d’asfalto lo permette. [continua]