Archivio per ottobre, 2021

Sottoceneri: monte Boglia (Ticino)

Posted in escursioni on ottobre 30, 2021 by fraclimb

sabato 09 ottobre

Armeggio con la macchinetta del parchimetro cercando di scaricare la app per il pagamento visto che con me non ho nemmeno una moneta ma il cellulare non ne vuole sapere di connettersi alla rete. Tutta questa tecnologia mi fa diventare matto e, alla fine, per la centesima volta, la mia natura da caiano anni ‘30 si prende l’ennesimo smacco. Torno all’auto con la coda tra le gambe rimuginando se spostarci verso la vicina Italia o rischiare di dilapidare la futura tredicesima in un multone epocale per mancato pagamento del parcheggio quando la Jo scopre di avere un gruzzoletto metallico nel portafogli. Questa almeno è fatta, ora però dobbiamo metterci in moto perchè qui l’aria è frizzante come la Perrier! Usciamo così dal paese, ci facciamo sedurre da alcune castagne e poi siamo al primo enigmatico bivio: pare che la cima sia a destra ma, contemporaneamente, anche a sinistra così finisce che optiamo per la prima direzione per poi sbagliare qualche cosa e ritrovarci sull’altro sentiero. Poco importa, in fondo da qualche parte stiamo pur sempre andando! Passiamo così oltre il Sasso Rosso (un’altra cima simile al Nuvolone, buona solo per mettere una X sulle vette raggiunte) e, poco oltre, raggiungiamo l’anticima del monte Boglia. Siamo a picco sul lago di Lugano ma il panorama gioca al vedo non vedo con le nuvole. [continua]

Triangolo Lariano: monte Nuvolone (Como)

Posted in escursioni on ottobre 6, 2021 by fraclimb

sabato 25 settembre

Dire che la meta è il viaggio è un’ovvia banalità. Se poi l’obiettivo finale è una cima talmente insignificante da rendersi conto di averla raggiunta solo perchè ci si trova il cartello indicatore, la frase assume un valore ancora più scontato. Ma non è finita qui: perchè ad andare con la Jo la meta della guida può rischiare di diventare un miraggio irraggiungibile anche se, ad onore del vero, ultimamente riusciamo a raggiungere quello che per il mio istinto caiano è la massima elevazione fisica e spirituale: solito ragionamento da posseduto dell’aquila ma, per me, il viaggio ha si un senso, a volte anche sostanziale ma l’obiettivo finale resta comunque la ciliegina sulla torta. Per esempio, al Gervasutti, lo scappare dal temporale è quello che mi è rimasto più impresso, che ha dato quel quid in più alla salita (un po’ come il diedro della Niedermann) però la vetta è rimasta là intonsa e i bollini non ce li siamo mica meritati. Se però nel viaggio si incontra qualcosa di veramente meritevole, a quel punto tutto può cambiare e, in questo, il füngiatt è forse la massima espressione.

Andiamo a dormire senza sapere dove gozzoviglieremo l’indomani (perchè il cammino è la disco del caiano): tanto avrò tutto il tempo di sfogliare il libercolo mentre Morfeo si deciderà a staccarsi dalla Jo. Comincio ad essere anche un po’ geloso: un giorno o l’altro dovrò decidermi a farci quattro chiacchiere. Solo che, come le ciambelle non sempre escono col buco (fatto che per il sottoscritto letteralmente parlando sarebbe un valore aggiunto), questa volta è la Jo a svegliarmi. E a quel punto il programma salta. [continua]

Val Leventina: capanna Gana Rossa (Ticino)

Posted in escursioni on ottobre 2, 2021 by fraclimb

domenica 12 settembre

Spalanco la portiera dell’auto e l’unica cosa che riesco a fare è maledirmi: stessa situazione dell’alpe Fiorina, un gelo semi polare mi avvolge mentre penso a quello che mi sono portato, un paio di braghette e il pile perchè da noi si schiatta ancora di caldo ma qui il soggiorno dell’estate sembra già un lontano ricordo. Mi rintano nuovamente al calduccio con la Jo che mi guarda preoccupata: “No, niente: c’è solo un filo d’arietta. Ma poi vedrai che passa”. Già, ottima tecnica per persuadere una che non disdegna il piumone anche d’estate. Ci riprovo e ora sembra andare un po’ meglio: tanto poi, camminando, ci si scalda, lo sanno pure i sassi; il segreto è quello di non fermarsi mai! Per il resto conto sul sole e sul fatto che saremo esposti a sud per tutta la giornata e così, forza e coraggio, iniziamo la nostra gita domenicale. Mi sono sempre piaciuti i giri ad anello: cosa banale, è un po’ come dire che il gelato al cioccolato è molto gustoso. Col giro ad anello si sale da una parte e si scende dall’altra e, a volte, anche dal punto di vista psicologico non è poi così male: per esempio quando all’andata si è affrontato un vallone infinito e alla prospettiva di rifarlo in discesa viene voglia di restare dove si è. È quello che capita ad andare alla capanna Como, sopra Dongo. Forse è anche per quello che non ho ancora proposto l’azzardo alla Jo. Anche oggi sarà così: si sale da una parte e si ritorna dall’altra. Anzi, oggi abbiamo pure la possibilità di rientrare da un tracciato più breve ma meno avventuroso. Ovvio che io abbia optato per quello più impegnativo con il sentiero che, stando alla guida, per un certo tratto non è ben chiaro dove vada a finire. Un po’ come l’acqua in certi posti: sparisce da sotto i piedi per poi ricomparire poco più in là, come se qualcuno l’avesse cancellata. Poi sicuramente finirà che maledirò la scelta ma, al momento, mi sembra quella più intrigante. [continua]