Archivio per dicembre, 2007

Zona Tramonto

Posted in vie lunghe sportive on dicembre 30, 2007 by fraclimb

domenica 30 dicembre

Sono gravemente malato! Il virus che mi attanaglia, dall’insolito nome “rampicante”, mi ha condotto fino alla falesia del Tramonto. Da qui sono sceso pochi metri fino a incontrare nuovi bacilli: una fila di spit lucenti. La temperatura è subito salita! E io l’ho assecondata, preparandomi per la salita in solitaria.

Si tratta di una via appena aperta (stanno lavorando ad altri linee di salita nella zona) che inizia in corrispondenza di una zona gradinata, presso un grosso albero. Il primo tiro mi è parso facile e quindi l’ho salito slegato; in effetti presenta un passo presumibilmente di III proprio all’inizio, poi entra in una specie di canale fino alla sosta. Quindi mi sono autoassicurato e sono partito per la seconda lunghezza: una placca leggermente strapiombante nella parte bassa, poi decisamente più appoggiata. Credo che sia valutabile intorno al IV/V grado, con spit decisamente vicini. Infine l’ultimo tiro: una specie di diedro facile preceduto da una placchetta, nel complesso valutabile sul IV. Qui ho voluto inaugurare i friends della BD, così da rendere la salita più “alpinistica” (il tiro è comunque ottimamente protetto a spit). Con due doppie (usando una corda da 60m) sono tornato alla base. Non è stata una salita difficile, ma è stata la mia prima via in solitaria. Questa condizione mi ha permesso di assaporare ogni attimo e di soffermarmi sul singolo movimento, gustando la salita.

Sulla destra corre un’altra linea che ha in comune, con quella che ho salito, il primo tiro, ma che mi è sembrata decisamente più impegnativa.

Ma il virus continuava a pulsare e quindi sono tornato al Tramonto dove ho chiuso 4 tiri, questa volta in compagnia di un altro climber, Maurizio.

Scendendo verso la macchina ho imboccato il sentiero che sale verso il sasso Muschiato, giusto per dare un occhio alla struttura. Sul foglietto descrittivo delle vie ho quindi letto: led zeppelin 3c. Ho guardato la parete. Ho tolto lo zaino. E sono partito con le scarpe da trekking, per saggiare le prime prese. Ma chi è malato come me, sa che una presa tira l’altra e così mi sono trovato in cima al sasso. Avevo appena concluso la mia prima salita free-solo! Preso il sentiero, sono tornato allo zaino e quindi alla macchina, mentre i bollori dati dal virus si erano decisamente attenuati.

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Solitario a Carate

Posted in falesia with tags on dicembre 29, 2007 by fraclimb

sabato 29 dicembre

Passata la mattina a studiare, ho preso la macchina e sono andato in quel di Carate per sgranchire un po’ le giunture. In solitaria, ho salito alcuni tiri con la corda dall’alto.

L’autoassicurazione dal basso è una manovra che provoca spiacevoli sensazioni: la partenza è sempre il momento più delicato (e cagoso), poi procedo più sciolto, ma con molto più patema che quando arrampico con un compagno. D’altro canto questa tecnica mi da la possibilità di arrampicare in continuità, senza pause e, cosa non indifferente, di andare in falesia anche quando non trovo nessuno.

Per la cronaca: sono salito da sgracchiu, per poi spostare la corda su birgus e quindi neurotax (entrambi 6b); poi mi sono spostato su moonshadow per provare, con la corda dall’alto, randagio (7b). Diciamo che mi sentivo proprio un… randagio: la roccia mi sembrava estranea e le prese qualcosa di mai visto (forse perchè troppo minuscole!). Comunque barando alla grande (resting, trazioni sulla corda…) sono arrivato in catena; ma del resto, se non si provano i tiri duri…

Suello

Posted in falesia with tags on dicembre 28, 2007 by fraclimb

venerdì 28 dicembre

Per cominciare a smaltire il panettone di Natale, siamo andati a fare una visitina alla nuova falesia di Suello.

Si tratta di una bella placca calcarea con vie sul 5c/6a esposta a Sud e quindi ideale in questa stagione. La spittatura non è proprio vicinissima e rende obbligati i passaggi (per lo meno nelle vie che abbiamo salito); l’arrampicata è caratterizzata da tratti d’aderenza frammisti a passi su piccole tacche e quindi decisamente insolita per la tipologia di roccia.

Poichè stavano ancora lavorando alla messa in sicurezza della zona, abbiamo salito solo tre vie all’estrema sinistra (scurzon, banana e no spit): personalmente ho trovato la prima un po’ più difficile di banana, mentre no spit risulta piuttosto continua.

Fine settimana

Posted in bouldering, falesia with tags on dicembre 23, 2007 by fraclimb

domenica 23 dicembre

Sabato siamo andati a Scarenna come da copione; ci siamo aggregati a un solitario (Michele) e così abbiamo colto l’occasione per salire un paio di 6c con la corda dall’alto senza doverci sbattere troppo per raggiungere la catena. Anche perchè, vista la chiodatura non proprio vicinissima, bisogna arrampicare con sicurezza su queste difficoltà. Ho avuto il mio bel da fare, ma alla fine in qualche modo, sono arrivato in cima.

Oggi sono andato con Clod, Rufus e Guido a Civate a fare blocchi (o forse sarebbe meglio dire i “cazz…i”). Abbiamo provato un paio di percorsi su un sasso vicino al sentiero, valutabili tra il 5 e il 6. Diciamo che dai boulderisti abbiamo imparato solo le condizioni meteo per arrampicare: freddo (a dire il vero non eccessivo) e leggera nevicata (che poi si è trasformata in pioggerella).

Sono impaziente di testare i nuovi friends della BD appena comprati: è finita l’epoca dei voli sugli Ande!

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Carate Urio – la follia non ha confini

Posted in falesia with tags on dicembre 11, 2007 by fraclimb

domenica 9 dicembre

Non si possono dare dei limiti alla pazzia! Oggi piovigginava, ma sono andato ugualmente a Carate in compagnia di Rufus e, siccome la ragione è sempre dei pazzi, lì non pioveva!

Ci siamo intrufolati nel regno di “quelli forti”, cioè la famigerata casetta a provare star trek (6c+); superato il passo di blocco iniziale sono salito verso il tetto sovrastante. Ultimo rinviaggio che ha donato un colorino marrone (tipo strisciata) alle mutande, con tentativo di costruzione di una catena di rinvii e rischio volo con corda in mano e quindi disperato arrivo alla catena! Il tutto aiutato da un provvidenziale spit usato come appoggio.

Poi sento una voce che mi chiama: dannato uomo ragno! Lo guardo e ne sono attratto (arrampicatoriamente parlando!). Ma decidiamo di uscire a fare qualcosa di umano. Inizia una lieve pioggerella e ancora quella vocina che chiama: non ci resta che rientrare nell’antro di “quelli forti”. Attacco spyder man (7b/7b+, a seconda della versione: guida o scritta sulla roccia). Primi 4 spit (ascellari: grazie Gino): non troppi problemi, anche perchè la corda tesa aiuta; poi prima del V un bel resting (che bello non essere puri falesisti!). Quindi si riprende sotto il tetto: pendolamento sulla corda e poi a prendere le labbra sopra il tetto. Altro rinviaggio al cardio palma sospeso nel vuoto e poi… il chiave! Tallonaggio altissimo e spallata su tacca insignificante. Siccome non sono Terminator, ho tirato fuori la mia bella staffetta e, con spirito alpinistico, ho raggiunto lo spit successivo! Poi più facilmente in catena!

Per la cronaca: è più duro ripeterla da secondo (per riprendere le coppie). Abbiamo anche salito un 6a+ e un 6a

Spyder Man

Antimedale – Stelle Cadenti

Posted in vie alpinistiche su roccia on dicembre 8, 2007 by fraclimb

sabato 8 dicembre

In attesa di salire qualcosa al Precipizio degli Asteroidi, abbiamo posato le mani su “Stelle Cadenti“, giusto per rimanere in tema astronomico! Lasciata la macchina a Rancio, siamo saliti seguendo le indicazioni per la ferrata del Medale e, in corrispondenza dei ghiaioni alla base dell’Antimedale, abbiamo deviato verso sinistra in direzione dell’attacco della via degli Istruttori (nome alla base).

Le prime due lunghezze sono filate via lisce, poi abbiamo attaccato la nostra via (nome). Nel frattempo si era come istaurato un gioco con le nuvole che ci rincorrevano nella nostra salita: più in basso, Lecco era completamente rivestita dalla morbita coperta.

E’ salito Lorenzo fino all’albero sovrastante, dove sono partito per la sezione dura (6b+ di placca azzerabile). Superato con bei movimenti il tiro ho raggiunto la comoda sosta. Noi, per esigenze di capo-cordata, abbiamo spezzato L1 in due, ma è meglio farlo in una sola lunghezza. Il tiro seguente non presenta grosse difficoltà, mentre L3 è più cattivo. Si inizia su placca di piedi non azzerabile (credo intorno al VI) per arrivare a un passo in leggero strapiombo, dove ho tirato un chiodo (6a+, che m.!). Poi si prosegue in un diedro faticoso. L’ultimo tiro è più facile, ma mai banale.

La discesa avviene per traccia, con catene. E’ anche possibile, ma da evitare per il rischio caduta sassi, scendere lungo la via con due corde da 50m. Per una ripetizione sono sufficienti 12 rinvii.

Cascate dell’Acquafraggia

Posted in vie lunghe sportive on dicembre 3, 2007 by fraclimb

domenica 2 dicembre

Oggi siamo andati ad arrampicare poco sopra Chiavenna, subito a destra delle Cascate dell’Acquafraggia. Raggiunto l’abitato di Piuro (proprio sotto le cascate), si svolta a sinistra subito dopo la moderna chiesa per parcheggiare poco più avanti. Si prende la stradina asfaltata a sinistra del parcheggio e, superate alcune case, si raggiunge il sentiero che sale a destra delle pareti. Per la via “Brasile” si prosegue fino a una rete paramassi dove parte una traccia verso sinistra in falso piano che, superata l’omonima cascatella, arriva all’attacco della via.

Per la via “per un pugno di spit”, si abbandona immediatamente il sentiero verso sinistra e si costeggia la parete in direzione delle cascate dell’Acquafraggia. Si raggiunge quindi il sentiero che sale costeggiando le cascate (e dal quale si scende dopo aver completato le vie). Lo si segue per pochi metri e quindi lo si abbandona su un’evidente traccia che sale alla base della parete. Una volta raggiunta la bastionata (in prossimità di un muro giallo leggermente strapiombante) si prosegue pochi metri verso destra fino all’attacco.

Entrambe le vie sono ottimamente attrezzate a fix e con catene alle soste che permettono la calata in doppia con due corde da 50m (consiglio comunque la discesa per il comodo sentiero). Alla base, si trova il nome della via; sono necessari una dozzina di rinvii.

Sinceramente ero un po’ titubante all’idea di andare ad arrampicare in questo posto, ma mi son dovuto ricredere per la roccia a dir poco stupefacente, le due vie molto belle (con due tiri sopra le righe) e l’ambiente circostante.

“Per un pugno di spit” ha come obbligato il 6a (sul terzo tiro): si tratta di una stupenda lunghezza su un muro tecnico veramente entusiasmante. Il mio unico rimpianto è quello di averlo arrampicato da secondo! L2, invece, è data 6b e presenta una partenza cattiva su strapiombino. Si tratta di un passo da blocco su ottime prese, ma un po’ lontane. Il tiro prosegue con un ristabilimento non banale e un muro verticale tecnico su piccole prese. Poi le difficoltà si abbattono decisamente. L’ho salito da primo, ghisandomi sul tratto strapiombante dove, dopo un’estenuante lotta, sono passato aiutandomi con un fix. Il muro successivo, invece, mi ha dato meno problemi essendo più tecnico e regalando alle mie braccia un po’ di sollievo. Il primo tiro (5c) non presenta alcuna difficoltà particolare; abbiamo proseguito per una quarta lunghezza (3c/4a) per raggiungere la sommità della parete. Da qui si sale qualche metro per le facili placche e si traversa decisamente verso sinistra fino a raggiungere il sentiero di discesa.

Merita sicuramente di essere salita la via “Brasile”: 6a, 6a+, 6b/6b+, 5c e 4a (6a+ obbligato). Ho arrampicato sempre da capocordata eccetto lungo L4. Il primo tiro è caratterizzato da una placca con fiz un po’ distanti, ma il passo chiave, che rimonta una spigolino, è ben protetto. Non l’ho trovato tanto facile: le sezioni in placca mi sono sembrate un po’ sporche, forse era presente un po’ di polvere sulla roccia che rendeva precaria l’aderenza; poi il passo duro sono riuscito a salirlo solo con l’aiuto dello spit. L2 è a dir poco incantevole, stupefacente: insomma assolutamente da salire. A mio parere non presenta passaggi difficili come il tiro precedente, ma il grado più alto si potrebbe giustificare con le caratteristiche di continuità e omogeneità della lunghezza. L’obbligato è effettivamente tale, ma un eventuale caduta non avrebbe conseguenze importanti. Si arrampica su un porfido molto generoso per appigli e su un’ottima frattura in diagonale come appoggio. Poi si rimonta un saltino e quindi, sempre su ottime prese) si raggiunge la sosta. L3 è invece più infido: la partenza è ben protetta (facilmente azzerabile), mentre il passo chiave necessita l’utilizzo di un cordino come staffa. Ci si trova infatti in una sezione verticale per i piedi, che però non fanno aderenza sulla roccia, mentre per le mani si usano delle infide tacchette. Dopo alcuni tentativi, ho desistito e sfruttando la fettuccia ho raggiunto una buona tacca, superando così il chiave. Con le successive lunghezze, si raggiunge la sommità della struttura dalla quale si scende come per l’altra via.

Per un pugno di spit Per un pugno di spit