Archivio per ottobre, 2012

Sasso dei Carbonari: Moss Ruggiero con uscita sulla Piero Gatti (Grigna)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 23, 2012 by fraclimb

sabato 20 ottobre

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Alla fine riesco a convincere Fabio: dormiremo vicino alla macchina per poi affrontare l’indomani   l’avvicinamento alla parete evitando così di portarci materassino e sacco a pelo fino al Bietti. È talmente umido che dopo pochi minuti il sacco è già bagnato ma non ho modo di soffermarmi più di tanto sulle condizioni della nostra stanza perchè rapidamente cado in un sonno profondo. Dopo una rottura con l’abbraccio di Morfeo e annesso primo svuotamento dell’intestino causa coppia motorizzata che raggiunge l’aspettato desolato parcheggio, il successivo ritorno alla realtà corrisponde alla chiamata ai doveri del caiano: “è ora di alzarsi, sono le 4:30!”. Il cielo è un albero di Natale: milioni di stelle illuminano la volta mentre due frontali penetrano nell’oscurità del bosco. Superiamo il sentiero che oramai conosco quasi come le mie tasche fino ad intrufolarci nella stretta val Cassina e guadagnare la base del Sasso Cavallo intorno alle 7 quando l’oscurità della notte non ha ancora lasciato campo alla luce del sole: non ho mai camminato così a lungo sotto la guida di un fascio luminoso artificiale. Rapidamente imbocchiamo il sentiero verso il rifugio Elisa per poi abbandonarlo appena questo inizia a perdere decisamente quota preferendogli una vaga traccia lungo il prato che scivola dalle pareti del Sasso di Sengg e dei Carbonari. Risaliamo quindi questo susseguirsi di zolle completamente fradice mentre sorrido pensando alla scarsità d’acqua della nostra spedizione che si contrappone allo stato delle scarpe che nemmeno troppo lentamente si stanno inzuppando. Nostro malgrado, ci rendiamo rapidamente conto che sarebbe stato meglio proseguire lungo il sentiero per l’Elisa e poi tagliare in salita verso la parete, risparmiandoci così un’inutile sfacchinata. L’inutile divagazione con annessa perdita di tempo preziosissimo mi lascia precipitare in un momento di totale sconforto: vedo l’obiettivo volatilizzarsi mentre si fa sempre più viva l’idea di un possibile bivacco. [continua]

Buco del Piombo: Giurassica (Como)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 21, 2012 by fraclimb

sabato 13 ottobre

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Per svariati motivi sono ancora da solo; sinceramente ho le scatole piene di camminare accompagnato solo dal rumore dei miei passi, perdo lo stimolo a scalare come lo sto dimenticando viste le magre realizzazioni delle ultime settimane. Così mentre la pentola di fagioli borbotta rumorosamente risalgo la mulattiera verso l’eremo di San Salvatore da cui poi mi avvio verso la base della parete. Mi distraggono di più le 5 castagne trovate sul sentiero piuttosto che l’idea di ripetere in solitaria Giurassica: per oggi infatti il programma prevede di scalare una via e lasciare perdere la noiosa routine di salire a ripetizione i monotiri del Sasso Giallo. Raggiungo quindi rapidamente la base della linea prescelta mentre il cielo grigio minaccia pioggia da un momento all’altro. Non c’è anima viva mentre si vedono diversi arrampicatori impegnati  sui monotiri del Tramonto, dall’altra parte della vallata. Mi preparo e inizio la mia salita: la prima lunghezza è per lo più una sfida con l’idea che i numerosi appoggi possano rompersi da un momento all’altro anche se oramai ciò che sarebbe dovuto cadere giace certamente sul sentiero. Raggiungo la sosta e proseguo sul secondo tiro: nonostante tutto mi sento sufficientemente sicuro mentre riesco a focalizzare tutte le mie attenzioni solo sull’arrampicata; l’idea è quella di salire assolutamente ed esclusivamente in libera e, per una volta, rispetterò in pieno i propositi. [continua]

Valle di Blenio: Capanna Bovarina (Ticino)

Posted in escursioni on ottobre 21, 2012 by fraclimb

domenica 30 settembre

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Sono svogliato, non ho voglia di camminare, sfacchinare per il sentiero, salire per prati e boschi, sentire il cuore pulsare. D’altro canto ho voluto la bicicletta e ora mi tocca pedalare! Così mi accodo alla fila di ragazzi e lentamente inizio a salire lungo il sentiero.

La giornata uggiosa è lo specchio del mio animo e certamente non favorisce a stimolarmi; quando poi iniziamo a perdere quota e incontriamo un cartello con le tempistiche di salita, sprofondo ancora di più nel mio stato semi depressivo di cui ignoro le cause. Raggiungiamo l’ultimo gruppo di baite dopo il quale il sentiero inizia decisamente a farsi ripido. Nonostante quindi la maggior fatica (e l’ennesimo cartello impietoso indicante i tempi per raggiungere la capanna), riesco a ritrovare una nota positiva, forse grazie ad alcune deviazioni dal percorso o forse proprio per il cambio di pendenza. Finalmente raggiungiamo la capanna, semi nascosta in una stretta valletta. La costruzione ci ripara dalla brezza che soffia ma comunque mi copro con tutto quello che ho. Dopo pranzo riprendiamo quindi la strada del rientro compiendo un ampio giro lungo il fondovalle, giusto per gustare ancora un po’ la massa di nuvole che sovrasta le nostre teste!

Paretone: Panoramix (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 15, 2012 by fraclimb

sabato 29 settembre

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È brutto: il cielo grigio minaccia pioggia ma noi, imperterriti, qualcosa dobbiamo andare pure a fare. All’inizio l’idea é di aprire la stagione in Medale, poi magari tra qualche settimana si tornerà a schiattare di caldo e ci stupiremo di aver scalato alla fine di settembre sopra Lecco, ma i piani cambiamo e noi ci spostiamo sul lago con l’idea di fare una delle vie del Vitali. Cece è ancora un po’ in dubbio: forse é meglio falesiare e posticipare la via al pomeriggio quando il rischio pioggia dovrebbe attenuarsi. Il sottoscritto, preso dalla nuova filosofia secondo cui si raccoglierebbero più risultati facendo vie dure piuttosto che perdere tempo in falesia perché, in fondo, la motivazione é tutto, é invece fermamente deciso a lasciare perdere la falesia. Così ci dirigiamo verso la parete il cui accesso è ostruito da una selva oscura tagliata solo da una stretta e vaga traccia che permette di guadagnare l’attacco. Parte Cece che supera la prima lunghezza e inizia quindi a recuperarmi. Mi sento un po’ arrugginito e come legato ma il tiro é facile e quindi conto di riuscire a scaldarmi prima della successiva lunghezza. Lascio la sosta e inizio la mia salita da primo. Scalo guardingo e lentamente, forse anche troppo piano tanto che Cece inizia un processo di mummificazione ma alla fine raggiungo la cengia intermedia con l’idea di aver superato in libera e a vista il passo chiave; infatti davanti a me c’è un bel muro verticale che non sembra per nulla banale: provo e mi rendo subito conto della cantonata che ho preso mentre la mia boria da pallone gonfiato sibila verso le acque del lago. Ovviamente mi appendo mandando a cagare la filosofia da purista estremo: provo il passo seguente e l’unico appiglio decente che individuo è di stoffa e con due pezzi metallici alle estremità. Raggiungo la sosta e recupero Cece che supera il tiro successivo: vista dal basso la parete sembra leggermente appoggiata e infatti quando scalo la sensazione é di essere sul muro di una casa; per fortuna che nei passi chiave Cece ha lasciato dei provvidenziali cordini verso i quali compio dei lanci estremi. Insomma, doveva essere la giornata dell’arrampicata libera e invece si sta tramutando pericolosamente nel solito valzer della staffata. [continua]

Valle Spluga: Gole del Cardinello e Montespluga

Posted in escursioni on ottobre 5, 2012 by fraclimb

domenica 23 settembre

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Questa volta l’AG è diretto alle Gole del Cardellino in valle Spluga: riusciranno i nostri eroi a non avere alcun intoppo con il pullman? Per il momento tutto sembra filare liscio mentre il nostro piccolo mezzo di trasporto sale i tornanti verso Isola.

Nuvole scure ricoprono le cime circostanti e la cosa mi da un certo fastidio perchè, pensando in una bella giornata, non ho con me nulla in caso di pioggia! Insomma, anche una semplice uscita mantiene un certo grado di caianesimo.

Risaliamo l’antica mulattiera con tratti sputa sangue alternati ad altri che permettono di rifiatare mentre il pensiero che da qui passavano i romani lascia un fascino tutto particolare alla salita. In cielo intanto appare un briciolo di azzurro e il pensiero di una possibile lavata si fa sempre più labile. [continua]

Dimore degli Dei: la Serpe Ripresa (val di Mello)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 2, 2012 by fraclimb

sabato 22 settembre

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Questa volta sono di scena con Marco detto il Corbis con meta le Sponde del Qualido: guardando la guida, mi ero fatto un’idea completamente errata sulle placche e sulla loro posizione così, quando scopro che si tratta della lavagna che sovrasta il sentiero che scende dalle Dimore degli Dei, provo un pizzico di delusione mentre la motivazione non vacilla minimamente. Ci prepariamo quindi per salire il Dolce Richiamo dell’Aldilà il cui nome è già un bel programma dando così il via alla rincorsa allo spalmo estremo ma partendo un più a destra dell’attacco originale. L’errore mi porta al sacrilegio: utilizzo lo spit di Acqualong per proteggere il passo più duro per poi proseguire lungo il percorso più semplice. Da un estremo all’altro: per controbilanciare l’attacco, vado a sostare completamente a sinistra, in prossimità di un albero intuendo di essere finito fuori via. Nonostante l’errore, recupero Marco per poi cercare di raccapezzarci sulla nostra posizione: stando alla guida, la seconda lunghezza propone un passo di placca estrema subito sopra un chiodo per poi andare a prendere una lama. Ma di chiodi neppure l’ombra e l’unica cosa che possa rassomigliare ad una lama è un fessurino che muore su un muro verticale senza alcuna possibilità apparente di uscita. Provo allora a seguire l’istinto facendo una visita all’orto sopra le nostre teste ma, dopo aver  raccolgo un po’ di carote e patate, rientro per provare a traversare verso destra. Guadagno una fessurina dove riesco a proteggermi e quindi do un occhio al mare a destra: una sosta mi saluta ma ciò che attrae la mia attenzione è un cordino marcio e rinsecchito che sembra penzolare da un chiodo. Provo a salire brevemente e quello conferma di essere un chiodo sopra il quale si trova la famigerata lama. Delicatamente mi sposto quindi verso destra su alcuni minuscoli ma provvidenziali appoggi e poi salgo fino al reperto archeologico del cordino. Rinvio l’occhiello metallico e studio i successivi appoggi semi inesistenti che sono l’anticamera del nulla. Senza aver appreso per bene la lezione, faccio un paio di tentativi con altrettante cagose retromarcia arrivando quasi a toccare la presa d’uscita; mi manca però il fegato per affrontare lo spalmo estremo e così alla fine desisto e mestamente ritorno alla sosta di partenza. [continua]