Archivio per gennaio, 2015

Torre Cecilia: Tapiocrè (Grignetta, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on gennaio 28, 2015 by fraclimb

domenica 11 gennaio

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Il vento mi sferza il volto schiaffeggiandomi senza tregua mentre sono sul punto di essere spinto nell’abisso. Accetto a malincuore l’unica decisione sensata e, nel giro di pochi minuti, mi ritrovo nuovamente sulla stessa parete appena salita e nel verso opposto all’ascesa. Non doveva andare così ma, in fin dei conti, se qualcuno avesse abboccato all’amo, mi sarei trovato in situazioni ben più complesse!

Tutto quindi nasce dall’arsura per assenza di caianesimo che mi porta ad estrarre dal pallottoliere una via su cui, in realtà, avevo già messo gli occhi da tempo. Parto quindi presto, forse anche troppo, per l’insensato timore di trovarmi poi avvolto nelle tenebre, sicuro retaggio dell’idea iniziale di andare al Sengg; di contro, la sveglia prima dell’alba mi permetterà di restare per alcune ore al riparo della furia di Eolo.

Quando giungo alla parete, il sole è ancora indietro rispetto il suo cammino ma la roccia del Cinquantenario, sebbene ancora in ombra, non è per nulla fredda: ottimo! Supero l’attacco della Gandin e risalgo la breve placca sfasciumosa verso la base della prescelta. Dell’astro c’è solo l’ombra mentre il vento inizia placido e fresco ad alzarsi; poco male: dev’essere l’annuncio dell’approssimarsi del sole. Questione di minuti e mi troverò inondato dai caldi raggi ma, al momento, indosso tutto ciò che ho a disposizione mentre lentamente preparo il materiale. Decido quindi di tirarmi su per la parete il saccone, un po’ per evitare di risalire all’attacco, un po’ per immedesimarmi su una vera big wall con conseguente lavoro di braccia improbo! [continua]

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Val Bedretto: poncione val Piana (Ticino)

Posted in scialpinismo on gennaio 28, 2015 by fraclimb

domenica 28 dicembre

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La telefonata giunge inaspettata e io prendo al volo il treno trovandomi così in compagnia di Lele, Edo, Zacco e Luca per quella che sarà l’ultima impresa dell’anno. Non abbiamo grandi possibilità perchè la neve continua ad essere rara tanto che sembra si voglia includerla tra le specie in via di estinzione, così optiamo per la val Bedretto dove le informazioni in nostro possesso lasciano intendere che la magica polvere ricopra per bene i versanti. La stessa notizia deve però essere volata sulle ali del vento raggiungendo diversi scialpinisti radunatisi all’Acqua dove iniziamo la nostra salita. Ci incolonniamo quindi dietro uno dei numerosi gruppetti e iniziamo a salire lungo il rado e ripido bosco che conduce ad una valle sospesa che si addentra nei meandri della montagna. Le condizioni non sono certo quelle della volta precedente anche se siamo accompagnati da un insistente nevischio che si fa meno importante con l’aumento di quota: la visibilità risulta infatti sufficientemente ampia anche se le vette circostanti sono vittima dell’effetto vedo-non vedo dato dalle nuvole.
Procediamo verso la meta senza un attimo di sosta tanto che, rispetto i lontani ricordi della prima esperienza su questa montagna, mi sembra di trovarmi lungo una tranquilla passeggiata sensazione che stride non poco con la fatica provata durante quella lontana impresa titanica! La vetta intanto si fa sempre più vicina finchè davanti ai nostri sci si materializza l’ultimo breve strappo cui segue la crestina terminale che ci deposita sul punto più alto. In realtà si tratta di una cima un po’ anomala: piazzata al centro della vallata, circondata da montagne più imponenti là dove di norma dovrebbe trovarsi una vallata, sembra forse una cima “inventata” più per il gusto dello scialpinista che per vere ragioni topografiche. [continua]

Valle di Blenio: Rondadura (Ticino)

Posted in scialpinismo on gennaio 16, 2015 by fraclimb

lunedì 22 dicembre

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Di neve ce n’è in giro veramente poca ma ho voglia di scivolare sulla polvere finissima evitando però un’ennesima sfacchinata con gli sci in spalla. Così studio la carta, individuo un punto da cui partire già alto, raccatto alcune informazioni e sono quindi pronto per la zona del Lucumagno. La giornata è limpida e calda, cosa oramai tipica per questo inizio d’inverno anomalo e la situazione nivologica è quanto meno drammatica: a Campra si scorgono solo sparuti rimasugli del freddo elemento e, per trovare un’omogeneità dei versanti, è praticamente necessario raggiungere il passo. Le condizioni sono quindi sufficienti per i miei intenti odierni ma di questo passo a breve sarò costretto a rimettere gli sci in cantina!
Dopo aver dato un occhio alla mappa, individuo la zona della vetta e il percorso per raggiungerla e quindi inizio la noiosa ma per fortuna parziale circumnavigazione del lago. Il panorama sarebbe certamente particolare se non fosse per il pilone dell’alta tensione che affonda le sue radici al centro dello specchio d’acqua: d’altra parte, l’affondo antropico nella natura è il prezzo necessario se si vuole accendere la luce in casa! Non mi soffermo più di tanto sui discernimenti filosofici in merito all’impatto uomo natura e inizio a far scivolare con certa decisione i legni lungo la traccia. Finalmente arriva il momento in cui si inizia a salire: mi sembra di procedere con una buona speditezza ma l’altimetro non è dello stesso parere e, per di più, non passa nemmeno un’ora che inizio a sentirmi fiacco. Si aggiunga poi che mi sono allontanato dalla traccia presente che, dall’osservazione della carta, sembra essere eccessivamente a sinistra; è quindi da un po’ che sto segnando il mio percorso personale, fortunatamente senza problemi di affondamento. Supero cosi alcune balze per poi piegare decisamente verso sinistra come indicato sulla carta finchè, poco sotto il ripido pendio finale, mi ricongiungo con il percorso già tracciato! [continua]

Val Seriana: pizzo Coca (Bergamo)

Posted in scialpinismo on gennaio 11, 2015 by fraclimb

domenica 21 dicembre

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Oggi ho imparato una cosa nuova: ho imparato che oltre agli FF locals esistono anche i caiani locals. Questi ultimi sono forse anche peggio dei primi ma, soprattutto, devono avere necessariamente qualche rotella fuori posto. Almeno in questo, comunque, non si differenziano molto dal sottoscritto; decido infatti la meta solitaria soffermandomi solo sui tempi indicati dalla guida ma è Micol a farmi osservare la potenziale infinita sequela di metri di dislivello che suggeriscono i tempi richiesti! Mi impressiono solo per un momento ma poi proseguo diritto lungo la mia strada.
Lascio quindi l’auto e, dopo circa un’ora e tre quarti, supero il migliaio di metri che mi separa dal rifugio e dall’inizio della neve dopo aver litigato solo con i rami degli alberi che, a tutti i costi, volevano portarsi via gli sci beatamente portati a spasso sulle mie spalle! Finalmente quindi posso concedermi un rapido e meritato riposo: levo lo zaino, do un occhio alla relazione e inforco i legni mentre la coppia di escursionisti da poco superata e con cui ho scambiato due chiacchiere sulle rispettive mete mi raggiunge. “Ma vai spesso?” mi chiede uno dei due con aria di supponenza. Non comprendo granché il senso della richiesta né tanto meno dove voglia arrivare il tipo e quindi ribatto “Dove?” “Al Coca!” è la risposta lanciata come un guanto di sfida. Lo guardo riparato fortunatamente dalla lente scura degli occhiali come per dirgli “ma sei scemo?” e quindi gli rispondo che per me quella è la prima volta al Coca. L’unica “montagna” che mi piace raggiungere più volte è il monte Croce, la collina sopra Como dove vado a fare la corsetta settimanale! Beh, poi a ben vedere c’è la Grignetta e forse anche il Medale ma per ovvi motivi arrampicatori e logistici! [continua]

Medale: Mexico e Nuvole (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on gennaio 11, 2015 by fraclimb

venerdì 19 dicembre

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Avevo in mente qualcosa di grandioso ma, in fin dei conti, forse è meglio che sia andata in altro modo. Pensavo ad una puntata ad Arco giusto per sfruttare la guida con le vie oppure a qualche tentativo estremo sulla parte centrale del Medale ma alla fine, causa impegni vari, ci rivolgiamo a qualcosa di più abbordabile anche se ingaggioso.
Avrei scommesso che mi sarei trovato nel deserto dei Tartari e invece già al parcheggio incontriamo due cordate! Poco male: le possibilità che vadano a ficcarsi su Gocce Imperiali dovrebbero essere prossime allo zero, sempre che non si ripeta il film della Boga! L’idea infatti è quella di ripetere la via fatta con Luca e Fabio quando, a dire il vero, il forte climber ci aveva scarrozzati su per la parete. Ci carichiamo quindi con sovrabbondanza di friends e dadi più qualche chiodo, il martello e l’immancabile staffa accompagnata dall’utile cliff che si spera rimanga sempre appeso all’imbraco! Sempre considerando la scommessa oramai persa, i primi tiri della Taveggia sono già occupati da una cordata che, ancora una volta, confido intendano portare a termine dall’inizio alla fine senza alcuna divagazione laterale. Mantengo quindi la dovuta calma, saluto il Michi e inizio a salire. Siamo abbastanza rapidi anche se sul diedro di VI mi cago un po’ nelle mutande: il pattinaggio su ghiaccio non è certo il mio sport e, tanto meno, la scalata sul sapone! Superiamo indenni l’ostacolo (tirando solo qualche chiodo qua e là) e quindi il Michi conduce la cordata davanti la porta della vera avventura. Mentre salgo da secondo, studio il duo che ci precede e che, ovviamente, si è portato su Gocce Imperiali! Il capocordata ha un che di famigliare anche se mi pare molto strano averlo raggiunto e, soprattutto, vederlo con il casco! [continua]

Engadina: corn Suvretta (Grigioni)

Posted in scialpinismo on gennaio 9, 2015 by fraclimb

sabato 13 dicembre

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Sono alla ricerca di neve: all’approssimarsi dell’inverno, questo torrido autunno si è mostrato avaro nel dispensare fiocchi bianchi sulle alpi. Così, dopo un rapido esame infrasettimanale delle webcam, rivolgo le mie attenzioni all’Engadina: non mi aspetto certo candidi ammassi ma nemmeno la desolante scarsità che mi si para d’innanzi al Maloja. Le prime decine di metri che si alzano dal lago sul versante sud sono infatti ancora brune, tanta è stata la forza divoratrice del sole. Accosto l’auto, escludo la possibilità di iniziare con gli sci sullo zaino e opto per l’alternativa già prudentemente pianificata in zona Julier. Lì, vista la maggiore quota di partenza, confido infatti nella presenza della materia prima e, alla fine, scopro di non essere il solo ad avere fatto una tale pensata. Gli spiazzi adibiti a parcheggio pullulano infatti già di auto e io mi butto sulle tracce degli scialpinisti che si addentrano nella vallata del Surgonda sufficientemente imbiancata. Dopo pochi minuti ne supero due per poi fermarmi poco oltre per consultare la carta: ho intenzione di raggiungere il Corn Suvretta ma tra quel nugolo di cime non riesco infatti a raccapezzarmi senza un ausilio cartografico. Individuata quindi la vetta, riprendo sicuro la marcia anche se rapidamente la sparata iniziale inizia a chiedere dazio: le gambe, anche se continuano a spingere insistentemente, non sembrano girare come mi aspetterei ma, confidando nella brevità dell’itinerario, tengo duro e continuo a camminare. Sotto il pendio finale che conduce alla vetta raggiungo il gruppetto che mi precede ma da lì inizio a fare di testa mia: la soluzione più logica mi pare infatti quella di salire diritti lungo la strada più breve mentre tutti continuano diritti per prendere il filo di cresta sulla destra. [continua]

2014: rapporto annuale

Posted in rapporto annuale on gennaio 6, 2015 by fraclimb

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 23.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 9 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Clicca qui per vedere il report del 2013.

Clicca qui per vedere il report del 2012.

Clicca qui per vedere il report del 2011.