Archivio per maggio, 2015

Traversata bassa: Resinelli – rifugio Pialeral (Grignone, Lecco)

Posted in escursioni on maggio 27, 2015 by fraclimb

domenica 17 maggio

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Il pullman non si incastra da nessuna parte e questo è un bene: in fondo salire con un 50 posti ai Resinelli da sempre un pizzico di brivido almeno finchè non si raggiunge il cartello di benvenuto. Poi, per la discesa non abbiamo di che preoccuparci visto che ci penseranno le nostre gambe a riportarci giù in Valsassina. Prevediamo infatti di percorrere la traversata bassa, raggiungere con i Nadzgul il rifugio Pialeral per poi scendere al colle di Balisio: una sgambata in discesa, senza grandi pretese ma, d’altra parte, siamo anche alla prima uscita del corso di AG. Sarà poi per il ripetuto spingere di piedi di ieri, ma le gambe si fanno ugualmente sentire: ovviamente non dico nulla e rincorro la fila che intanto si è snodata lungo il sentiero. Ci fermiamo in prossimità della bolla, quasi al termine della mulattiera, dove, divisi a coppie, sperimentiamo l’uso delle chiavi dicotomiche per il riconoscimento delle piante. Tutto sommato, mi va anche bene visto che mi capita la semplice Betulla che, nell’oceano della mia ignoranza, riesce a galleggiare senza problemi. Riprendiamo quindi il cammino che si fa ora una corsa con la locomotiva là davanti lanciata lungo il sentiero che si snoda tra gli alberi. Superiamo così un insolito panorama per chi, come il sottoscritto, è abituato per lo più alle svettanti e impervie guglie che si innalzano in un ambiente sostanzialmente privo di elementi arborei. [continua]

Altare: Piedi di Piombo (val di Mello, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on maggio 22, 2015 by fraclimb

sabato 16 maggio

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Forse dovrei essere un po’ meno spavaldo considerando che è da dicembre che non metto insieme due o più tiri sulla stessa verticale, vero è che l’estrema frequentazione della falesia servirà pure a qualcosa (oramai non mi stupirei di svegliarmi e trovarmi tatuato con un’infamante FF invece dell’aquila caiana!) e soprattutto che la classe non è acqua ma una via in Valle è pur sempre una via in Valle! Mi lascio quindi trasportare dalla proposta di Cece, spinto dalla voglia di buttare alle spalle i week end passati e togliere la polvere allo spirito della lotta con l’alpe trovandomi così ingabolato nella resa dei conti con Piedi di Piombo. Ieri ha piovuto insistentemente cosa che, dopo l’attacco subito da due boxer giusto una settimana fa,mi lascia il dubbio che le Parche abbiano iniziato a tessere una tela che mi impedisca ogni tentativo di accostarmi al calice del caianesimo: l’unica soluzione è ritardare pigramente il ritrovo (scelta avventata per due caiani ma non per due FF-caiani!) e confidare nel fatto che l’Altare rimanga comunque sostanzialmente asciutto. Sbarchiamo nella paradisiaca Valle e la nostra placca sembra sorridere ai nostri sogni: la parte alta e consistente della via si mostra completamente asciutta, ma come sarà il primo tiro? E, soprattutto, la lunghezza sull’infido zoccolo? Carichiamo gli zaini e andiamo a darci un occhio. Pinne Palmate ci aspetta con i rubinetti completamente aperti: perdo a pari e dispari (ma, nella mia sindrome da Gollum, non so se disperarmi o ritenermi soddisfatto) e apro le danze. Il canale bagnato è una formalità ma poi arriva il chiodo all’inizio del traverso: azzero (iniziamo bene!), mi lavo completamente la gamba e poi prendo una buona lama rovescia. I piedi però occupano la linea di risalita dei salmoni ergo il passo mi sembra un azzardo eccessivo: piazzo il mitico 4 (fortuna vuole che me lo fossi messo all’imbraco!) e raggiungo, dopo un altro diedrino lavato, il bosco. Lo zoccolo è archiviato, ora inizia la vera battaglia! Siccome Cece mostra particolare interesse nel condurre i tiri che, durante lo scorso tentativo, avevo superato da capo cordata e siccome ho il cuore troppo buono, gli cedo le redini del comando e mi accomodo nella mia nuova posizione. [continua]

Grignetta: rifugio Rosalba (Lecco)

Posted in escursioni on maggio 20, 2015 by fraclimb

domenica 19 aprile

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Ce la prendiamo comoda considerando che il meteo dovrebbe migliorare in giornata con il risultato che arriviamo al parcheggio alle 11 passate. Avevo confidato in una tranquilla giornata in falesia e quindi mi trovo lo zaino con moschettoni e scarpette che, per pigrizia, decido di lasciare al loro posto: ne ho fin sopra i capelli di trasbordi da una borsa all’altra, da un armadio all’altro causa trasloco in corso e la sola idea di rovesciare il contenuto dello zaino nel bagaglio per poi ricomporre il puzzle mi da il voltastomaco. Mi carico quindi l’inutile fardello e sono pronto per partire. Lasciamo così l’auto con Micol che sembra partita dal campo avanzato dell’Everest e il sottoscritto bardato con tutto quanto a disposizione: dopo l’assaggio di primavera di ieri, oggi ci siamo riavvicinati all’inverno! Ben presto anche i bastoncini finiscono sulle spalle mentre le mani si tuffano al caldo delle tasche. Con una certa noncuranza, supero così i vari passaggi dell’arcinoto sentiero, piuttosto stranito per il fardello sostanzialmente insignificante che barcolla sulla mia schiena, mentre vomito su Micol la mia infinita conoscenza sulle guglie che si elevano ai nostri occhi: a dire il vero, della migliaia di pinnacoli, ne riconosco solo una misera manciata, ma riesco comunque a fare turbinare un nugolo di nomi da lasciare a bocca aperta la mia spugna interlocutrice. Arriviamo quindi al bivio tra il sentiero dei Morti e quello delle Foppe, sostanzialmente le uniche alternative facilmente percorribili. Per Micol sono semplicemente: sentiero corto ma più ripido e sentiero lungo ma più dolce. Opta per il primo e così iniziamo a salire lungo la ripida traccia evitando di passare sotto il Pertusio dove una miriade di puntini colorati sale e scende come fosse un immenso formicaio: i corsi caiani sono già in azione! [continua]