Archivio per marzo, 2012

Val di Mello: tentativo

Posted in vie alpinistiche su roccia on marzo 27, 2012 by fraclimb

sabato 24 marzo

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Già mi vedo sudare le fatidiche quattro camice mentre arranco per la parete nel tentativo di raggiungere la sosta. Quando c’è il Luca in macchina è così. Conto comunque di riuscire a tirarmi su confidando nelle placche della via “della morte” che il capocordata mi ha proposto: lo guarderò muoversi con circospezione su quelle lavagne mentre naviga alla ricerca della minima asperità che gli permetta di guadagnare la sosta successiva e poi mi preoccuperò di seguire le corde ben tirate spalmando il piede come la marmellata sul pane.

E invece Luca cambia piani giocando una carta che affonda come il coltello nel burro. Come se mi avesse proposto un banchetto, trova terreno fertile per il suo nuovo programma: salire sulle placche sopra San Martino cercando di raggiungere un fantomatico diedro che si vede dal paese. Col naso all’insù, scruto la parete: riesco appena ad individuare una specie di fessura, eppure Luca pare certo che lassù si trovi un netto diedro; carico lo zaino in spalla e apro la porta della nuova avventura.

Il mio amico, dopo anni di studi e appostamenti, ha individuato un percorso tra quei muri levigati tagliati da scabrose cenge che dovrebbe permetterci di raggiungere la base del nostro obiettivo; risaliamo quindi la strada della cava all’imbocco della val di Mello e poi il successivo bosco arrivando in un’ora circa alla base della parete mentre le case si trovano già 600 metri sotto i nostri piedi. [continua]

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Sponde del Ferro: Mixomiceto, Sunshine of the Empty Lodus, Ultra Man, Annalisa; Sarcofago: la Crepa del Bamba, lo Schiaffo di Giò (val di Mello)

Posted in vie alpinistiche su roccia on marzo 13, 2012 by fraclimb

domenica 11 marzo

 RELAZIONE (Sponde del Ferro)

RELAZIONE (Sarcofago)

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Dopo aver fatto il contrappeso alla falesia di Campione, ho la certezza di poter scalare e non essere parancato come fossi un container al porto di Genova. La coppia più forte delle Alpi si riforma dopo settimane senza avere però alcuna velleità alpinistica ma solo con l’idea di oliare le giunture e sgranchire i piedi per le spalmate granitiche. È come mettere la Nutella su una fetta di pane: se la si tiene nel frigo, la crema si rassoda formando grumi che non si distribuiscono omogeneamente; ma se la si scalda quel tanto, la Nutella si spande sul pane filando soavemente come una ballerina scivola sulle punte delle scarpette.

Cece mi informa che ci becchiamo col Clod e il Guido al Remenno: saranno milioni di anni che non scalo con loro! Sfogliamo la guida passando dalle vie di IV alle estreme salite “da morte sicura” e poi decidiamo di puntare ai monotiri in fessura sparsi nel piccolo paradiso. Ma, ovviamente, i programmi vengono subito smentiti appena passiamo davanti alla cascata del Ferro: Figatron sembra scalabile senza ricorrere alle pinne e alla maschera da sub e così risaliamo la ripida mulattiera alla volta della base della colata d’acqua. Prima però devo sistemare il curriculum: non ho mai salito Mixomiceto e quindi colgo l’occasione per porre rimedio alla gravissima mancanza. Per punizione per essere stata fin’ora snobbata, la via, pur essendo sufficientemente ben chiodata, mi proporrà una certa dose di moderata strizza. I miei piedi sono come un vasetto di crema alle nocciole appena uscito dal frizer; mentre stritolo i piccoli cristalli pensando siano tacce di calcare cerco di sciogliere le dita dei piedi. Sono tentato dal tirare il rinvio e risolvere così ogni problema ma voglio passare in libera e, dopo aver studiato per bene il movimento, esco dal chiave e risalgo alla sosta. [continua]

Zona Surettaseen (Splugen, Rheinwald)

Posted in ciaspole on marzo 12, 2012 by fraclimb

domenica 04 marzo

RELAZIONE

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Riprende l’attività dell’Alpinismo Giovanile e, come di consueto, inauguriamo l’anno con una bella ciaspolata. Quest’anno la neve si è fatta desiderare invertendo la tendenza solo grazie alle  temperature polari di inizio febbraio che ci hanno sollevato il morale. Ma così come l’inverno ci ha dato dentro, anche un anticipato preludio di primavera ha lavorato alacremente sciogliendo gran parte della coltre bianca e costringendoci a puntare al nord delle Alpi.

Quest’anno la gita ha una gradita novità: insieme a noi ci sono alcuni scout che condivideranno la giornata con il nostro gruppo. Speriamo solo che il tempo sia più favorevole di quanto dichiarato dalle previsioni!

Non brilla il sole ma, almeno, non piove e, anzi, le nuvole lasciano ampi spazi al cielo sereno. Il percorso scelto sale tranquillo nel bosco lungo una stretta mulattiera mentre la fila di ragazzi alle prese con l’ingombro delle ciaspole si snoda lungo la traccia. [continua]

Mongolfiera: la Fisarmonica II (Grignetta)

Posted in vie alpinistiche su roccia on marzo 6, 2012 by fraclimb

sabato 03 marzo

RELAZIONE pdf

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Bollini recuperati! Forse non tutti, ma siamo sulla buona strada. Il Caianesimo può essere fiero di noi, non c’è dubbio: abbiamo tirato chiodi a raffica e praticamente non abbiamo toccato roccia preferendo i gradini delle staffe al carbonato di calcio e magnesio.

Al ritrovo a Lecco serve poco per decidere dove andare: snobbiamo bellamente la valle per dirigerci verso la “nostra” Mongolfiera; l’inaspettato inizio di primavera ha completamente pulito i canali della Grigna e sarà la causa della scia d’acqua che come due bavose lumache io e Fabio ci lasciamo dietro l’estenuante traccia che sale alla parete. Il saccone pesa un accidenti: all’inizio sembra un nonnulla, si forse un po’ fastidioso, ma comunque sopportabile, poi mano a mano che il tempo passa, quello inizia a stritolare le spalle e a schiacciare l’alpinista contro il suolo. E’ un po’ come prendere il treno: all’inizio si è convinti che, in fondo, 5 minuti di ritardo non siano poi così fastidiosi, ma quando questi diventano la normale routine, da filosofico spettatore ci si trasforma in feroce sovversivo per poi sprofondare nella totale apatia. Lo stesso è il saccone: prima un simpatico e un po’ grassoccio compagno d’avventura, poi la sua invadenza diventa sempre più insopportabile: lo si vorrebbe abbandonare scaraventandolo in una qualche rupe ma poi al solo pensiero della spesa per acquistarlo, ci si riappacifica con l’ingombrante parassita e, lentamente si riprende a sfacchinare con la sanguisuga sulle spalle.

Ogni chiodo ha la sua storia: la prima è quella della protezione piantato da Fabio che cadendomi mentre la estraggo dalla roccia va ad infoltire la ferramenta alla base della parete. Alla fine della giornata faranno la stessa fine ben 4 chiodi uno dei quali riusciremo comunque a trovare: la prossima volta, tra gli attrezzi, porteremo anche il metal detector! Benediciamo la corda lasciata per facilitarci l’arrivo alla prima sosta e poi mi preparo per la seconda lunghezza. [continua]