Archivio per giugno, 2015

Torre Crisalva: tentativo (Grignone, Lecco, II)

Posted in vie alpinistiche su roccia on giugno 15, 2015 by fraclimb

sabato 06 giugno

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Torno sul luogo del misfatto, di fronte alla parete dove ho sperimentato l’efficacia dell’autosicura. Di fronte al nemico, oramai passata l’adrenalina della battaglia, il raziocinio ha il sopravvento e il “grande” volo si riduce ad un salto di soli 6 o 7 metri, nulla a che vedere con quello che la strizza mi aveva dato ad intendere! Ma non mi sono certo sobbarcato quasi due ore di marcia forzata riversando gran parte dei miei liquidi nelle trame della maglietta, solo per il gusto di misurare e soppesare quanto Newton fosse riuscito a tirarmi verso il basso, piuttosto voglio cocciutamente dimostrare allo scienziato che se all’andata ha avuto facile vittoria, al ritorno la partita finirà diversamente. L’esperienza comunque qualcosa insegna e, questa volta, non sono il solo ad osservare attentamente la roccia: mi carico quindi all’inverosimile di materiale e ritorno a mettere le mani sul duro e ipnotico elemento sotto l’attenta supervisione del Dani. Ma la spavalderia e l’audacia di due settimane fa hanno preso il largo lasciando il posto alla cocciuta testardaggine che mi sospinge verso l’alto. Il rintocco cadenzato del martello rompe così il silenzio mentre il chiodo non ne vuole minimamente sapere di entrare: provo con ogni fessura, buco e anfratto ma il risultato è sempre negativo; ogni volta incontro strutture cieche e il ferro, quando va bene, riesce ad entrare solo per metà. L’ostinazione è dura da battere ma, alla fine, alzo bandiera bianca e torno sui miei passi: per le mie capacità da lì non si passa e il sogno si infrange fragile contro la compattezza della placca.[continua]

Torre Crisalva: tentativo (Grignone, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on giugno 3, 2015 by fraclimb

sabato 23 maggio

FOTO 

Ho imparato due, forse tre cose: la prima, che l’autosicura funziona (e per fortuna!); la seconda, che probabilmente gli “knife blade” non vanno molto bene su calcare; la terza, che forse è meglio lasciare perdere di fare certe salite da solo e abbassare un po’ il tiro. Posso scrivere; alla fine, oltre ad una botta alle coste, ho qualche bruciante escoriazione ma poteva andarmi peggio. Certo, sarebbe potuto anche andare molto meglio se quello stronzo non fosse uscito! O se mi fossi attenuto ai piani iniziali. Ma quando, davanti ad un barattolo di Nutella, si presenta un’intera vasca di golosa crema, non riesco a resistere e mi ci tuffo completamente.

Sono ancora da solo: questa volta ho cercato un compagno ma, in fondo, non rimpiango di non averlo trovato. Le Parche insomma tessono ancora la loro rete o, forse, è solo questo maledetto mese di maggio. Salgo al Cainallo e, per non pagare i 2 euro del gratta e sosta, lascio l’auto nello spiazzo davanti al rifugio. La scelta si traduce in buoni 20 minuti aggiuntivi con il saccone che mi logora le spalle mentre l’ambizione vola alta: mi attendono solo quattro lunghezze, su una delle torri sopra il Bietti, ma la via dovrebbe essere quasi schiodata; un’avventura di non poco conto considerando che sono in compagnia solo dei miei pensieri!

Arrivo quindi in vista del rifugio e poi della torre ma, proprio là, la vasca di Nutella mi stuzzica la gola: un torrione più imponente, il più grosso della zona, mi strizza insistentemente l’occhiolino. La linea vista dal basso sembra troppo evidente e per di più su roccia apparentemente ottima: forse che le mie ricerche di terreno vergine siano terminate? Un’occhiata alla guida mi lascia intendere che sulla struttura passa solo una via, descritta con favolosi epiteti che promettono roccia da favola. Le premesse ci sono quindi tutte. Raggiungo il barattolo di Nutella, lascio il pesante compagno e salgo leggero alla piscina; la roccia è anche meglio di quanto sperassi. Viene voglia di gonfiare i braccioli e tuffarsi nella crema ma l’occhio è subito attratto da un segno inconfondibile: un vecchio chiodo arrugginito è un monito troppo evidente. Il cerchio del destino, nemmeno troppo lentamente, si sta chiudendo. [continua]