Archivio per marzo, 2022

Meiental: Stucklistock (Uri)

Posted in scialpinismo on marzo 29, 2022 by fraclimb

domenica 20 marzo

Sono alla base del canale, il cuore che ancora suona il TUM TUM dopo l’ultima sequenza di curve. Sono sceso con il solito stile Fraclimb, lo stesso che uso per l’arrampicata, quello del gatto di marmo ingessato con annessa sedia a sdraio e gambe che pompano come un DJ il sabato sera (non che sia mai stato in una disco, a dire il vero). Eppure sono soddisfatto, decisamente contento della prestazione. Certo, è mancata la partenza dalla vetta ma quel salto di roccia alla base del primo lenzuolo bianco mi dava l’idea che il tutto si potesse tramutare in un sudario. Così, alla fine, metà canale l’ho sceso a piedi, l’altra con gli sci, prima in derapata e poi, raschiato il fondo del baule del coraggio, mi sono deciso a saltare sulla prima curva: “Oplà! Un applauso al manichino di H&M: perfetto lo stile per un uomo di gesso”. Solo poco prima avevo appena terminato il numero dell’equilibrista sulla cresta affilata che ci ha portato in vetta: non ricordo di essere stato su una lama di coltello così stretta ed affilata, eppure sui primi passi ho provato le stesse sensazioni di un bambino, nessuna remora per quello che sarebbe potuto capitare se avessi perso l’equilibrio. Poi la baldanza collassa, mi ricordo cosa sia la gravità e inizio ad annaspare alla ricerca di qualcosa da afferrare. Non che il Gughi si muova molto più a suo agio, anzi riesco ancora a mostrargli come il suo chiudere 7b si eclissi di fronte al battito dell’aquila del caiano. E poi ora sono qui a contemplare il pendio, il ragazzo che si allontana sci alla mano per cercare un posto in piano dove calzarli. Difficile trovarne uno nelle immediate vicinanze: se non altro sono ancora baciato dal sole mentre lui si sta spostando verso il regno di Mordor, là dove l’astro si è oramai eclissato. Mi metto comodo in attesa, un po’ come dal dottore o in gastronomia, solo che non so quale sia il mio numero. Dall’alto intanto un francese segue le mie orme: oddio, lui sembra una ballerina di danza classica (per lo stile, non per il tutù) e poi è partito dall’inizio. La giuria alza il 10 mentre solleva le ciglia della perplessità guardando il sottoscritto. Mi allontano con la coda tra le gambe sperando che non si vada ad impigliare sotto i legni e poi aspetto che Gughi il pinguino scongeli gli attacchi, pulisca gli scarponi, smadonni un po’ e poi finalmente si decida a scivolare verso il sottoscritto. Correre in salita serve a poco se poi i preparativi per la discesa sono più lunghi della vestizione di Maria Antonietta prima di una festa a Versailles. Eppure essere passati sopra le orecchie dei bergamaschi mi lascia ancora un gusto dolce in bocca. [continua]

Meiental: Stossenstock (Uri)

Posted in scialpinismo on marzo 24, 2022 by fraclimb

sabato 19 marzo

Avevo individuato il giro un paio di settimane fa, quando poi sono finito a salire lo Zwӓchten dopo essere passato un salto a Realp. Mi erano rimaste un po’ di perplessità a vedere tutti quei versanti colorati di rosso sulla mappa e, forse anche per il fatto che i pochi ritardatari puntavano tutti nella direzione della cima che avrei poi salito, il giro allo Stossenstock era rimasto l’ennesima idea campata per aria. Ora però gli astri sembrano allinearsi, la gita non è più un raffazzonamento dell’ultimo minuto anche se gran parte delle informazioni le ricavo solo dalla carta. Così provo a vedere se alla rete dell’immenso Fraclimb abbocchi Gloria perché una salita in dolce compagnia non la voglio certo buttar via! Solo che lei non ha la più pallida idea che io sia il grandissimo (con tutto il rispetto per il Gervasutti) e, a dirla tutta, non sa nemmeno dell’esistenza del sitodiriferimento. Questo la dice lunga su quanto questa massa di bit sia effettivamente un riferimento nel panorama di internet! In aggiunta, lungo il tragitto scopro che le sue ricerche su internet hanno dato esiti più approfonditi rispetto i miei risultati tanto che la ragazza inizia a snocciolare informazioni di cui io ignoravo bellamente l’esistenza: evidentemente la mia atavica incapacità nel reperire informazioni è qualcosa che mi resta appiccicata come la cicca sotto la suola delle scarpe dai tempi in cui sfogliavo inutilmente il vocabolario di greco. Ciò di cui invece sono certo è dove lasciare l’auto e, soprattutto, la direzione iniziale di marcia almeno finchè le strade per il Chili Spannort e lo Zwӓchten non si divideranno dalle nostre e allora tornerò a rischiare di brancolare nel buio. [continua]

Meiental: Zwachten (Uri)

Posted in scialpinismo on marzo 17, 2022 by fraclimb

sabato 05 marzo

Sto ciondolando avanti e indietro con tanto di scarponi da sci ai piedi alla ricerca di un modo per pagare il maledetto parcheggio di Realp. Fallito il tentativo di lasciare la macchina nello spiazzo di fronte al chiosco, mi sto arrovellando nello scaricare la app per il pagamento. Sento l’acquolina in bocca: nonostante il ritardo, la giornata è ancora lunga e, una volta sbrigate queste pratiche burocratiche che mi salverebbero dal finire ai lavori forzati, potrò finalmente far scivolare i legni su per il pendio. Solo che la carta di credito inizia a litigare con la nuova app o forse è il contrario ma poco importa perchè il risultato è comunque lo stesso: transazione rifiutata e il sottoscritto col cerino in mano. Non mi resta che la macchinetta, l’ultima salvezza, un po’ come una staffata su un chiodo marcio ad afferrare l’unica zolla d’erba! Funzionerà anche con la carta, no? Vado alla stazione, vedo la fila di disperati, do un occhio all’apparecchio ma quello ha solo una maledetta fenditura. E non è per la carta: il porcellino, avrei dovuto rompere il porcellino! Solo che dentro ci si possono infilare solo i Franchi (logico, siamo nel cantone Uri, nel cuore della Confederazione)! A quel punto si alza pure il vento, un vortice stranamente vicino che arriva dal basso. Mi guardo in giro ma non c’è nessun simpatico vecchietto con le guance gonfie e un otre aperto. Sono le mie palle che girano come le pale di un elicottero: sono stufo, ritorno alla macchina, metto le scarpe e me ne vado verso il Susten. Lì almeno non dovrò pagare alcun obolo anche se non ho ben chiaro cosa potrò salire.

Sono le 10:20 quando finalmente lascio la macchina: pare che da queste parti abbia già salito il Chli Spannort e il Bachenstock ma di quest’ultimo non ho praticamente alcun ricordo. È strano come il mio cervello a volte faccia tabula rasa: sarà per liberare spazio, solo non vorrei trovarmi un giorno a domandarmi dove abiti! Entro nella valle e poco più avanti scorgo altri ritardatari ma incrocio anche qualcuno che scodinzola verso valle probabilmente chiedendosi perché diavolo ci sia gente che salga così tardi. Me lo domanderei pure io, soprattutto considerando che sono in piedi dalle 6! Poi poco dopo la deviazione per il Chli Spannort entro nel forno: il sole martella come la gran cassa ad un concerto metal mentre inizio a colare quasi quanto un gelato a ferragosto. [continua]

Colodri: Incompiuta (Arco, Trento)

Posted in vie alpinistiche su roccia on marzo 3, 2022 by fraclimb

domenica 27 febbraio

Il sole inizia ad illuminare la parte sommitale del monte Brento. Fuori tira un’aria fastidiosa: sembra che quest’anno Eolo abbia vestito i panni del vicino impiccione, sempre tra i piedi soprattutto nei momenti meno opportuni. Sono indeciso se scendere dall’auto e fiondarmi a fare la terza colazione e poi tra le braccia della barista (che poi tanto so già non combinerei nulla: mi fermerei alla brioche e poi inizierei a vagare per il locale guardando le foto dei base-jumper) oppure starmene qui con Cece, il naso all’insù a valutare se partire o meno per la parete. Ci sarebbe il problema della discesa: farla al buio nel ravano o scendere dalla comoda mulattiera ma sul versante opposto e poi sperare che qualche anima pia ci raccatti come due mignotte in viale Zara? Forse si potrebbe sperare in qualche sentiero che si spinge verso Dro… Ma ciò che mi assilla di più è qualcos’altro, l’inaspettata colonnina del mercurio che proprio non ce la fa ad alzarsi: mi vedo congelato sulla roccia, come la lingua sul gelido ghiacciolo. Che alternativa potremmo avere? Maledizione a me che non ho tirato su la guida! Ma mi dimentico che c’ho l’enciclopedico qui di fianco. Come un Pico caiano, inizia a snocciolare una sequela di possibilità ma io mi fermo alla prima, l’Incompiuta, una serie di tiri a chiodi da integrare e su difficoltà che si preannunciano l’anticamera per un’appagante ma non mortale lotta con l’alpe. La barista può anche aspettare e, soprattutto, anche la brioche!

La prima lunghezza sembra l’antesignana della Messa in Requiem di Mozart: cordone, chiodo poi nulla, nulla e ancora nulla prima della prossima protezione senza ovviamente alcuna possibilità di integrare. Non mi cago addosso solo perché il freddo mi ha congelato l’intestino. Per fortuna che Cece si immola: io andrei volentieri da un’altra parte ma non saprei dove, il mio cervello ha già cancellato la barista, forse tutto preso a capire come evitare di spappolarsi sulle rocce. Poi invece il primo chiodo provvidenziale si materializza come un inaspettato suggerimento durante la versione di latino. Quindi è la volta del secondo e del terzo. Salvo, Cece è salvo ma anch’io lo sarò… Forse… Ho alle calcagna un’altra coppia di giovani caiani. Mai una gnocca. Ma forse è meglio così: parto con un groppo allo stomaco, dopo pochi passi le mani sono come quelle dell’omino del Lego, buone solo per lanciare da un rinvio all’altro. Sarà una lunga e dura giornata, è come se fosse un continuum con Saronno, come se avessi trasportato la testa dalla salita col Gughi a questa. [continua]