Archivio per giugno, 2016

Torri di Piancaformia: via della Libellula (Grigna, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on giugno 21, 2016 by fraclimb

domenica 12 giugno

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Devo stare tranquillo; rilassarmi ed essere obiettivo. Volevo il caianesimo? Ed eccomi accontentato! Eccolo qui il beneamato, con tutte le sue sfaccettature. Ma quando è troppo, è troppo!

Lasciamo la macchina alle 6:30 col dubbio di aver perso solo fondamentali ore di sonno e infatti, dopo 2 ore abbondanti di sfacchinata ci troviamo a contemplare una parete dall’effetto spugna: da sotto i tetti, dalle spaccature e dalle zolle erbose scivolano odiosi rigagnoli d’acqua che rendono tutto perfettamente inscalabile. Ma ho l’asse nella manica e, preventivamente, l’ho anche controllato quando eravamo al Bietti: le torri di Piancaformia sono perfettamente asciutte! Detto fatto, ci resta solo da risalire la val Cassina, scendere al rifugio per poi riprendere a guadagnare dislivello verso la visibile torre. Facile a dirsi un po’ più faticoso a farsi! Ma da bravi muli testardi, arriviamo sotto la parete e, dopo più di 4 ore di avanti e indietro, possiamo finalmente iniziare a fare quello per cui siamo venuti: scalare. La fame è tale che, senza essermi soffermato ad individuare la linea corretta, inizio a salire sul marcio. L’idea è infatti quella di scalare su un’interessante placchetta lavorata ma quando ne raggiungo la base, ho la consapevolezza che sotto i miei piedi ci sono tanti gusci di uova e che anche subito sopra, la situazione non sembra tanto diversa. Provo quindi sulla sinistra ma alla fine il risultato non cambia: il marcio resta tale e le protezioni ricordano degli appendi-corda piuttosto che qualcosa in grado di trattenere una caduta! Tentiamo allora la fortuna ancora più a sinistra prima su rocce rotte, poi più compatte ma intervallate da zolle e fango per poi passare all’evoluzione su prato e arbusti! Arrivo comunque al termine del primo tiro ma la voglia di caianesimo ha una depressione stile 1929. Riprendo a scalare (se così si può dire) traversando su una cengia erbosa: se avessi voluto fare il giardiniere, mi sarei dedicato ad altro! Poi la via sale diritta seguendo una specie di fessura-diedro. All’inizio la roccia non è neanche male ma resta ben lontana dai parametri delle ben più gloriose e vicine pareti. [continua]

Torre Cecilia: Tapiocrè (Grignetta, Lecco, II)

Posted in vie alpinistiche su roccia on giugno 16, 2016 by fraclimb

giovedì 09 giugno

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Sto tornando caiano; sto tornando Fraclimb! La rinascita coincide, guarda caso, con la chiusura di due conti aperti: prima la Vicenza e ora Tapiocrè, passando per un’esperienza semi disastrosa al Lariosauro. All’inizio avevamo sperato e puntato ad un obiettivo forse ben più interessate: la Presolana su una qualche via di cui neanche sapevo il nome ma che sarebbe dovuta essere tassativamente caiana. Peccato solo che il meteo si sia preoccupato di metterci i bastoni tra le ruote organizzando temporali già dal primo pomeriggio! Instabilità del cazzo! Spararsi tutta quella strada per aprire l’ombrello non è certo il mio sogno, per cui decidiamo di rischiare l’apertura sulla più vicina Grignetta; del resto ho già in mente dove andare: torre Cecilia, Tapiocrè. Resto vago ma Tommy accetta e così eccoci a salire su per il sentiero che porta al Rosalba con il solo dubbio sulle condizioni della parete. Così, quando finalmente la parete spunta oltre il crinale boschivo, ho come un colpo: il diedro sembra un’autostrada per trote e salmoni mentre sulla parete soprastante scorrono le cascate del Niagara. Sarà l’ennesimo buco nell’acqua? A quel punto non ci resta che salire, ricongiungerci con il sentiero delle Foppe e tornare indietro ai grigioni del torrione Ratti; chissà poi a far che viste le mie capacità da FF! A volte però la cocciutaggine paga: mano a mano che ci avviciniamo diventa sempre più evidente che da quell’autostrada non può passare la nostra via che invece, per forza di cose, deve essere più a sinistra. Così con il naso all’insù e la speranza che si gonfia come una vela al vento, ci avviciniamo all’obiettivo finchè questo si innalza monolitico e maestoso dal prato svelandoci finalmente la nostra linea: asciutta e maledettamente, perfettamente in condizioni! [continua]

Sasso di Sengg: via Vicenza (Grigna, Lecco II)

Posted in vie alpinistiche su roccia on giugno 14, 2016 by fraclimb

sabato 28 maggio

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Non nascondo che mi sia passato per la testa di andarci da solo perchè sembrava quasi che, se avessi voluto portarmi a casa la via, avrei dovuto pensare ad un’ardita (per me) solitaria. La follia però non è mai arrivata ad una vera pianificazione forse perchè l’istinto codardo di sopravvivenza mi ha sempre impedito di andare oltre al semplice fugace pensiero. Invece, proprio nel posto dove meno avrei pensato di poter trovare la soluzione ai miei sogni e forse nella falesia più vicina alle esigenze di un FF plasticaro, vale a dire Carate Urio, sono riuscito a trovare qualcuno interessato a questo tipo di salite da caianesimo avventuroso.

Eccomi quindi superare il Bietti per poi calarmi giù dalla val Cassina lungo un percorso che ricordavo più agevole: forse che lo strato di ruggine su certi tipi di terreno sia ben più spesso di quanto pensassi? Chissà allora come andrà quando sarò alle prese con chiodi e friend! Con questo grosso punto interrogativo, raggiungo quindi la base della parete dopo aver superato il pendio finale che nella mia testa appariva come un campo di calcio verticale mentre ora si presenta come un mucchio di sassi tenuto insieme dalle zolle erbose!

Mi carico quindi dell’armamentario e inizio a scalare: dietro, il Giaguaro e Umberto mi vedono salire con sicurezza e rapidità su per le fessure o almeno questo e ciò che penso di trasmettere. D’altra parte durante la scalata mi sento sciolto e disinvolto (forse perchè so dove andare!) ma in sosta preferisco aggiungere un friend per sopperire al chiodo ballerino: quei chiodi proprio non destano la mia fiducia mentre il Giaguaro si appende come fosse su una putrella conficcata in una parete di cemento! Riprendo quindi a salire su per la fessura per poi puntare deciso alla sosta successiva dove mi accoglie la mia vecchia e scolorita fettuccia, rinforzata con un kevlar, segno che qualcun altro deve aver seguito le mie orme precedenti. Parto poi per la placca Balatti: ricordo bene la clessidra dove infilare il cordino ma per il resto il buio è completo tanto che provo a passare sotto la lavagna sfruttando una serie di prese lontane ma buone. [continua]

Val Cavargna: Pianchette (Como)

Posted in escursioni on giugno 7, 2016 by fraclimb

domenica 22 maggio

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La strada della val Cavargna è una prova di fuoco anche per gli stomaci più forti; evidentemente, quando l’hanno costruita, non avevano a disposizione né picconi né esplosivi: il nastro d’asfalto si snoda infatti attorno alla montagna seguendone ogni piega, anfratto, valletta, valloncello, rigagnolo, crinale o protuberanza. Sostanzialmente è un continuo girare di volante finchè finalmente, superato l’incastro a san Bartolomeo, si arriva ad una strada un po’ più lineare ma dove, a tratti, è necessario “slalomare” tra una buca e l’altra. Quando quindi arriviamo al parcheggio, siamo ben contenti discendere da questa specie di ottovolante, mettere i piedi sulla terra ferma e iniziare a camminare su per il sentiero.

Il tratto iniziale è decisamente insolito e inaspettato: la traccia si snoda in un’elegante pineta che starebbe decisamente bene nella vicina Svizzera tanto da far sorgere il dubbio si aver inaspettatamente sconfinato. Quando però sbuchiamo dal bosco, l’ambiente ocra dei prati che portano alla vetta ci riportano immediatamente sulle montagne di casa. Risaliamo quindi lungo il crinale fino al rifugio Croce di Campo dove concedo una veloce pausa a Micol diffidandola però dal mettere piede nella struttura onde evitare di farsi corrompere da qualche fetta di torta e dimenticare il motivo della nostra visita nonché unico per il quale ogni buon caiano si muove: la vetta!

Riprendiamo quindi a salire su per il crinale passando ora in Scozia e aspettandoci da un momento all’altro di scorgere Mel Gibson correre in kilt contro gli inglesi! Intanto la mole del pizzo di Gino se ne sta lì ad osservarci sotto un cielo tappezzato di nuvole grigie come un immenso gregge di pecore mentre camminiamo verso la nostra meta. [continua]