Archivio per agosto, 2019

Cima di Zocca: spigolo Parravicini (Valmasino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 6, 2019 by fraclimb

sabato 06, domenica 07 luglio

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“Incuranti del tempo foriero di tempesta, le truppe ardite, lasciati gli affetti familiari, si preparano per raggiungere il fronte nemico. La patria (caiana) segue con ardore e trasporto la marcia forzata del drappello”. La voce dell’istituto Luce martella incessante nel cranio come la pallina da squash, d’altra parte di spazio deve averne parecchio visto il nulla cosmico che impera all’interno. Parlare poi di “arditi” quando il ritrovo è continuamente rimandato per assecondare le voglie di piumone, pare quanto meno fuori luogo, soprattutto se si aggiunge che riusciamo a trovarci tutti e tre all’appuntamento con un quasi ritardo sincronizzato.

“La camionetta, carica di materiali, incombe rombante sulla strada ma per il potente motore inerpicarsi per l’erto pendio divorando i tornanti è ben poca cosa. Il morale della truppa è alto: gli uomini fremono dall’impazienza di imbracciare le armi e scalciare dal suolo patrio il nemico abbarbicato sulle vette!”. Qualcuno domanda che ne sia del morale delle donne visto che dei 3 partecipanti 2 sono del gentil sesso ma pare che la voce dell’istituto Luce sia rimasta ferma ad antichi cliché. Intanto abbiamo la prima (e forse unica) botta di culo insperata: al parcheggio gratuito riusciamo a scovare l’ultimo posto libero dove mi infilo stile Mr Bean. “La truppa, raggiunti gli ultimi avamposti del suolo patrio, inizia la lunga marcia verso il fronte nemico. Il cielo plumbeo osserva gli impavidi soldati diretti alla vittoria, il morale sempre alto”. In realtà quest’ultimo tende un po’ a fare come la fossa delle Marianne soprattutto quando, in attesa della navetta, qualcuno suona la grancassa dentro la Valle col risultato che, una volta iniziato a camminare, sembra di essere su una nave in procinto di affondare con i topi che fuggono da ogni dove e noi che procediamo in senso contrario. Poco prima del sentiero per l’Allievi iniziamo a prenderla: all’inizio sono poche gocce, poi sempre più insistenti e così finisce che ci ritroviamo piuttosto umidi. “La truppa, bersagliata dal fuoco nemico e e sotto l’imperversare della tempesta, avanza noncurante verso il fronte dove tosta tuona la battaglia. Nessun segno di cedimento balugina dagli occhi degli uomini che fremono nella cocente attesa dell’imminente scontro”. Poi finalmente arriva il pianone e l’ottimo posto da bivacco che avevamo sistemato in occasione della salita di Così è se Vi Pare: “gli arditi, raggiunti gli ultimi avamposti e ordinate le masserizie, si preparano alla gelida notte mentre le stelle vegliano sul sonno ristoratore”. [continua]

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Sfinge: via Bramani (val Masino, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 6, 2019 by fraclimb

sabato 22, domenica 23 giugno

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Qualcuno dice “sposa bagnata, sposa fortunata”, così potrebbe essere “corso bagnato, corso fortunato”. O forse dovrei sostituirmi al soggetto perchè in fondo quest’anno pare proprio sia così. Abbiamo iniziato con una lavata di quelle epiche al sasso d’Erba, siamo stati pedinati dalle perturbazioni riuscendo a schivarle con qualche sotterfugio e alla fine, alla due giorni su roccia, ancora la stronza viene a mettere i bastoni tra le ruote. Evitato fortunatamente ribaltamento dobbiamo però modificare un po’ i piani: partenza ritardata (almeno si ronfa un po’) e il sabato ci spariamo solo la salita al rifugio. Che poi dire “solo” è un po’ riduttivo vista la pigna di materiale che ci ritroviamo negli zaini causa nottata da passare in tenda: almeno non dovrò sorbirmi il ronfare degli altri mentre per Jo forse non vale la stessa cosa. Poi c’è di mezzo la caldazza africana che logora e prosciuga in una foresta che pare quella equatoriale piuttosto che della Valmasino ma da cui ne usciamo vivi per poi salire su per i pascoli e andare alla ricerca di un posto dove piazzare la tenda nei pressi del rifugio. La postazione non è per niente male: a sbalzo sulla vallata e col rifugio che resta nascosto sotto i nostri piedi; il vero problema arriva al mattino quando, per andare a colazione, dobbiamo evitare di ribaltarci lungo il breve prato verticale che ci separa dalla capanna. Sani, salvi e sufficientemente satolli invece della processione del venerdì Santo facciamo quella per la Sfinge. La tattica è semplice ma teoricamente efficacie: ce la prendiamo comoda così che davanti la colonna si sfili lungo la parete e noi si possa salire con tranquillità e lontano dalle chiappe di chi ci precede. Infatti quando raggiungiamo l’attacco il traffico è ancora congestionato alla partenza! Prendiamo la cosa con filosofia e ci mettiamo ad attendere il nostro turno che però pare non arrivare mai così, quando oramai siamo appollaiati ad ammuffire alla prima sosta della Fiorelli e sopra le nostre teste c’è chi si diverte a sbraitare comandi che il secondo manco riesce a captare, il vortice in mezzo alle gambe inizia a diventare insostenibile. Siccome sulla Bramani pare si riesca a deambulare anche piuttosto bene, propongo a Jo e Franco di farci un paio di tiri su quest’ultima, calarci e riprendere la Fiorelli dove, spero, nel frattempo le altre cordate si siano date una mossa. [continua]

Torrione Clerici: spigolo Boga (Grignetta, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on agosto 6, 2019 by fraclimb

domenica 09 giugno

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Me la prendo comoda, non ho voglia di fare levatacce e così opto per la soluzione “solitaria” in Grignetta. Poi è parecchio che non vado a infilarmi su per le pareti con l’unica compagnia dello zaino e quindi sono curioso di sentire l’effetto dell’aria sotto le chiappe quando la sicurezza è legata solo agli ammennicoli del solitario. L’obiettivo è lo spigolo Boga al Clerici, salita su cui non ho ancora messo la X. Quando arrivo ai Resinelli la ressa è quella di piazza Duomo: trovo un buco per la macchina lontano anni luce rispetto il solito parcheggio e poi inizio a sudare su per la Direttissima facendo i fanali agli escursionisti che trovo lungo il sentiero. Sulla via ci sono un paio di cordate, oramai impegnate sul penultimo tiro, almeno dovrei evitare eventuali proiettili provenienti dall’alto. Sfilo la corda, mi vesto da albero di Natale dello Sport Specialist e poi inizio a salire. Il primo tiro dovrebbe essere la chiave di volta della salita ma io ho il mazzo sbagliato, non mi fido a fare il passetto perchè non ho proprio voglia di rischiare di sfracellarmi sul canale sottostante, così torno agli albori: tiro il rinvio e Quintino ha un orgasmo. Io invece godo più in alto, lungo la placca verticale che, come forse solo accade in Grignetta, è un monumento alla perfezione. Non c’è niente da fare: questa montagna sul quarto grado da il meglio di se! Poi c’è il solito tran-tran del solitario, quindi i tiri seguenti che scorrono rapidi e alla fine esco dalla via non molto dietro le chiappe di chi mi precede. [continua]