Archivio per aprile, 2013

Torrione del Pertusio: Renata e Santo Domingo (Grignetta)

Posted in vie alpinistiche su roccia on aprile 17, 2013 by fraclimb

sabato 13 aprile

RELAZIONE pdf (Renata)

RELAZIONE pdf (Santo Domingo)

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Devo gareggiare col mio rivale, non ho alternative: Micol deve tassativamente studiare ma forse ho un briciolo di speranza perchè si liberi per il pomeriggio. Così, mentre lascio che gli amici si sparpaglino lungo la catena alpina, mi rassegno all’ennesima giornata al Sasso Giallo in una giornata in cui finalmente sembra che la primavera inizi a fare il suo dovere. Si fa però presto a scombussolare i piani, magari quando si è ancora indecisi se balzare giù dal letto o restare ancora un po’ sotto le coperte; così l’intuizione è come un poderoso calcione nel didietro: scatto come una molla, arraffo vestiti e materiale per poi balzare in auto alla volta della Grignetta. Tutto perchè domani si prefigura un succulento banchetto al Sasso Cavallo, neve e, soprattutto, parete bagnata permettendo. Così, l’unico modo per fugare ogni dubbio, è salire al Rosalba e da lì osservare attentamente la situazione; ma solo la scampagnata, equivarrebbe all’ennesimo sabato buttato e quindi non posso che puntare al vicino Pertusio che, con le sue facili vie, si presta ottimamente ad una scalata in solitaria. Superato con rapida foga il sentiero d’accesso, sono alla base del diedro bagnato di Renata: la scalata svolta subito verso il difficile! Salgo con cautela combattendo con la viscida fessura e l’acqua sgocciolante fino a uscire all’asciutto e raggiungere il terrazzino con la prima sosta; il più sembra fatto e ora non mi resta che proseguire lungo il tiro successivo: la corda fila lentamente e io mi ritrovo alla base del fessurone che rappresenta il futuro. Il presente è invece la ripetitiva discesa con annessa risalita per recuperare il materiale. [continua]

Pilastro Irene: Pucci Pucci; Medale: Bonatti (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on aprile 9, 2013 by fraclimb

domenica 31 marzo

RELAZIONE pdf (Pucci Pucci)

RELAZIONE (Bonatti)

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Con 10 giorni di ritardo, la primavera si accorge di essere stata buttata sulla scena e inizia a recitare qualche timida battuta; siccome però quel megalomane e primattore dell’inverno ha continuato imperterrito a calcare il palcoscenico, la sua pesante impronta brilla ancora sulle vicine montagne. Così, costretti dalle bizzarrie del regista, rivolgiamo le nostre attenzioni alle pareti di Lecco, oramai rassegnati a non raccogliere bollini nemmeno questa volta.

E invece è proprio qui che si scopre il genio, la fantasia o forse la propensione a topo da biblioteca di Cece: oggi si punta a Pucci Pucci al Pilastro Irene! Prego? Cos’è una smielata sequela di barluccicanti spit appena trapanati su qualche solare lavagna dell’avancorpo del Medale? Niente di tutto questo: è un residuato dell’antica guida di Gallo del ‘88, un vero cimelio dell’arrampicata nel lecchese! Del resto le migliori chicche fanno parte della storia passata oppure le si trovano sul “sitodiriferimento”!

Così, dopo essermi accorto tardivamente del cambio dell’ora, aver mandato all’aria tutti i propositi di risparmio energetico pigiando al massimo sull’acceleratore dopo aver preparato un té più simile ad acqua sporca che non ad un infuso, raggiungo Cece, Silvia e Cristian al fatidico parcheggio. Sarà perchè la gente si appresta ad assaltare il capretto pasquale o perchè quest’anno sembra che la zona del Medale non sia più di moda, fatto sta che, nonostante la temperatura, sulla parete si trova solo una cordata: non ci rammarichiamo più di tanto e ci focalizziamo sui primi due tiri della via degli Istruttori. Ora, se il Simone Pedeferri è la causa dell’unto a Scarenna, il Crodaiolo del vonciume sulla Cassin al Medale, probabilmente noi saremo il motivo del lisciume che presto o tardi farà la sua comparsa anche su queste lunghezze! [continua]

Piste San Bernardino (Grigioni)

Posted in scialpinismo on aprile 4, 2013 by fraclimb

sabato 30 marzo

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E alla fine arriva Pasqua: tre giorni di alpinismo estremo? Tre giorni di falesia spinta ai massimi livelli? Oppure tre giorni plaisir cullati dallo sciabordio delle onde del mare mentre si scala su una qualche parete di Finale? E come no? Le previsioni meteo prevedono: freddo, acqua, nuvole, tempesta, uragano, ciclone e chi più ne ha più ne metta! Monte Bianco? Bufere di neve, pericolo valanghe 16 in aumento, temperature prossime allo zero assoluto e venti che gareggiano con la velocità della luce. Ergo la tanto sognata sciata a ovest salta completamente. Dolomiti? Dipende: se vogliamo fare la prima discesa con gli sci della nord del Civetta, potremmo entrare nella storia del caianesimo, altrimenti ci conviene restare a casa!

Quindi viene tutto ridimensionato all’insegna del “si decide la sera prima”. Così sono con Lorenzo alla volta del primo ammasso di nuvole di questo week end lungo, in direzione San Bernardino con la speranza che la barriera delle Alpi riesca a trattenere l’orda grigia a nord. Speranza vana: il nostro vallo di Adriano cede al primo assalto e già a Bellinzona alcune gocce d’acqua bagnano il parabrezza. A San Bernardino le torri della Grande Muraglia sono oramai sommerse dall’impeto del nemico e così non ci resta che passare al piano di riserva, la risalita delle piste chiuse mentre già i primi fiocchi di neve iniziano a roteare nell’aria.

Come direbbe Luca, spingiamo sui polpacci raggiungendo rapidamente altri tre scialpinisti mentre ci consoliamo per non essere gli unici cui piace andare per monti senza vedere molto più in là del proprio naso. È come in una giornata di nebbia a Milano: ci riconosciamo solo per i colori accesi delle giacche a vento mentre l’unica certezza che stiamo salendo è dovuta al fatto che il cuore batte come la gran cassa dei Metallica mentre i muscoli delle gambe si gonfiano e sgonfiano a ripetizione. [continua]