Archivio per febbraio, 2022

Medale: Susanna sotto le Gocce e Saronno 87 (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on febbraio 23, 2022 by fraclimb

domenica 20 febbraio

Sono alla fine di Susanna e la relazione non torna (nemmeno i miei ricordi ma questo è un altro problema legato al fatto che tra solo una trentina di anni dovrei andare in pensione). Anche sul primo tiro, se non avessi avuto un provvidenziale friend, probabilmente avrei dovuto ingegnarmi con qualche astruseria o, forse più probabilmente, avrei finito con l’ennesima ritirata. Vatti a fidare delle informazioni prese su internet: per Susanna servirebbero solo i rinvii e, alla fine del terzo tiro, si dovrebbe essere alla partenza di Saronno. L’altro problema, e quello è più personale, è che la relazione l’ho scritta io: possibile che fossi così forte o forse folle? Sulla prima lunghezza qualcuno ha infilato il cavetto del dado incastrato rendendolo di fatto inutilizzabile. E su questo quindi mi sento la coscienza abbastanza a posto (anche se poi è discutibile che anche su Saronno i friend non siano utili: tutto dipende se, su alcuni tratti, si sia disposti a voli interminabili sbattendo a destra e a manca alla Homer Simpson). Mentre sul fatto che al termine di Susanna si arrivi sulla successiva via, beh, tutto forse dipende dall’orogenesi alpina, dalla spinta dell’Africa, dall’aggiustamento glaciale isostatico e probabilmente anche dal Covid. L’idea di partenza (o forse sarebbe meglio dire il sogno) è salire la linea in libera, altrimenti chiederò indietro i soldi alla palestra. Infatti già al primo passo impegnativo, l’aquila chiama mentre la mia incapacità negli incastri mi mette di fronte alla realtà: ma siamo solo all’inizio, sono ancora freddo, è un po’ che non faccio vie e soprattutto che non metto piede in Medale e poi Marte sta guardando di traverso Giove e ieri ho mangiato troppo. Mi rifaccio sul terzo tiro ma non sono a mio agio, mi sento spaesato: forse sto facendo un po’ troppa falesia e sto tirando troppa plastica (oltre a quella che lancio nel relativo bidone dell’immondizia). In ogni caso il tiro che non esiste se lo becca il Gughi e così risolviamo anche il problema seguente: cambiare l’ordine degli addendi perché il ragazzo vuole tirare le lunghezze dure di Saranno, tanto poi il risultato non cambia, bisogna comunque uscire dalla parete. Sul primo tiro rimpiango la spazzola ma pompo un po’ e mi levo dagli impicci. [continua]

Cima di Rosso: goulotte della Z (Valmalenco, Sondrio)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on febbraio 17, 2022 by fraclimb

sabato 12, domenica 13 febbraio

Fa un freddo fottuto: avremmo dovuto preparare gli zaini al sole ma, per abituarci a quello che ci aspetta, siamo arrivati al parcheggio all’ombra per valutare quanta ferramenta portarci dietro. Passa il Sergio (Longoni) e ci chiede se abbiamo dei chiodi per i suoi negozi: lo guardiamo senza rispondere, infiliamo un altro ferro per sicurezza e poi diamo cenno al gruista perché ci posizioni il basto sulle spalle. A quel punto il Walter ha le visioni: pensa di essere alle finali delle olimpiadi degli 800 metri e parte in quarta. Io arranco ma perdo praticamente subito la scia cercando di restare almeno in vista dell’amico che finalmente, appena usciamo al sole, sembra aver tagliato il traguardo e inizia a camminare ad un ritmo più consono.

– Walter, credi che su al rifugio ci siano due belle gnocche ad aspettarci? –

– Può essere, anzi: molto probabile. Se poi fossero 3 o 4, vorrà dire che ci stringeremo –

– Già, infatti –

Intanto penso al locale invernale, alla volta che avevo dormito per terra e all’effetto stalla misto a quello “Everest” con l’ossigeno in picchiata: certo, se ci saranno delle gnocche il comfort sarà tutto un’altra cosa! Arriviamo al crinale alberato e il Walter tira come un mulo imbizzarrito finchè: – Cazzo! C’è gente davanti – Nessuno dei due crede alla favola delle gnocche sperdute alla famelica ricerca di due caiani sudati eppure là davanti qualcuno arranca più di noi. Non so perché ma fatico a immaginarmi una gnocca in grado di saettare su per un pendio innevato, sarà perché nella categoria gnocca difficilmente farei entrare una nerboruta con gli addominali simili ad una scacchiera. Comunque mi metto in attesa che l’obiettivo passi oltre il mirino. E infatti avevamo ragione: il tizio finito tra le frasche, forse per evitare di essere investito da Turbo-Walter, non rientra per nulla nell’ideale della musa. Forse nemmeno la compagna che lo aspetta poco più avanti anche se, e Walter capirà, una certa invidia nei confronti dell’imboscato la provo. [continua]

Pizzo Recastello: canale di destra (Bergamo)

Posted in vie alpinistiche su ghiaccio e/o misto on febbraio 7, 2022 by fraclimb

sabato 22 gennaio

Le frontali rischiarano discrete la notte almeno finchè il Walter, al primo dubbio su dove si sia cacciato il sentiero, attiva la massima potenza e il fascio da discoteca che si trova in testa penetra l’oscurità come il coltello un panetto di burro. La mia frontale continua invece a emettere un fioco bagliore tipo lumino del cimitero sufficiente per non farmi inciampare nel sasso successivo. In ogni caso arriviamo indenni al bivio tra il sentiero invernale (una super direttissima della morte certa che ci goderemo in discesa) e quello estivo sul quale alla fine decidiamo di proseguire considerando più probabile l’essere colpiti da un meteorite piuttosto che finire sotto una valanga. Così iniziamo a vagare nella direzione opposta al rifugio fino all’unico cartello che indica Valbondione o il municipio: non vedo la faccia del Walter perchè ho in testa il lumino del cimitero ma immagino che sia perplessa come la mia eppure proseguiamo imperterriti confidando che la fortuna aiuti gli audaci. Ed in effetti è così: incrociamo la mulattiera per il rifugio e, a quel punto, l’unico ulteriore pericolo che incontriamo è una colata di ghiaccio sulla quale ci improvvisiamo ballerini sui pattini con la grazia di due gatti di marmo. Poi, graziati dalla giuria, non ci rimane che l’ultimo tratto di sentiero prima di arrivare in vista del rifugio dove siamo accolti dall’ennesima urlata di Eolo. Walter va a caccia: fa il periplo della struttura ma nella direzione sbagliata e, all’ultima porta quando oramai inizio a temere di dover scavare una truna nella terra, individua l’invernale, una confortevole, “calda” camera con pure la luce come comfort! L’effetto tepore però è una cosa passeggera e anche molto rapida e ben presto ci chiediamo come sia possibile che, se ci sia tutto questo caldo, il nostra alito si condensi in un simpatico batuffolo, così, consumata la cena (che per il Walter è lauta e per me appena sufficiente) raccattiamo tutte le coperte e ci infiliamo nei sacchi. La sveglia arriva poco prima dell’orario stabilito quando una coppia fa irruzione nella struttura: i bergamaschi hanno proprio il canianesimo nel DNA. [continua]