Archivio per ottobre, 2016

Torre Cecilia: Pom d’Anouk; Piramide Casati: Fessura Gasparotto (Grignetta, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 14, 2016 by fraclimb

sabato 08 ottobre

 RELAZIONE pdf (Pom d’Anouk)

RELAZIONE pdf (Fessura Gasparotto)

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Cavalli scuri e scalpitanti si accalcano nella mia testa mentre il cielo fuori è uno specchio della battaglia che si sta consumando tra le rotelle del mio cervello. Vedo tutto in toni che vanno dal grigio al nero pece: pessimismo e disfatta sono gli unici reparti dell’esercito che con troppa facilità stanno schiacciando gli altri sentimenti. Poi, con la stessa rapidità con cui l’orda barbarica è calata a razziare e distruggere, l’oscurità cosmica si dilegua dissolvendosi in una marea di brandelli come nubi dopo la tempesta. Sono mestruato: il mio umore si muove come un’altalena e, proprio quando sono in procinto di raggiungere la base della parete e entrare nel vivo della mia solitaria, finalmente il suo moto si arresta sul lato solare. Oggi rispolvero il piacere di andare a scalare da solo ma se non si fosse levato il vento a spazzare via la valanga di pessimismo, probabilmente non mi sarei cacciato su per le crode. L’interruttore invece scatta e io mi trovo così alla base della Cecilia con l’intento di salire Pom d’Anouk. L’umore isterico si è ribaltato come un calzino tanto che inizio a scalare senza assicurazione sentendomi forte e invincibile: d’altra parte, sul tratto iniziale, la parete più che una vera e propria scalata impone una facile salita per roccette e canalino; mi piace vincere facile! Poi arrivo alla base della via vera e propria dove mi scopro “trova robe”. Il primo oggetto è un utile moschettone che prontamente va ad aggiungersi alla schiera di suoi simili che pendolano dall’imbraco. Con la scusa che un oggetto d’abbandono può sempre tornare utile, la mia raccolta di logori cimeli trova modo di ingrandirsi ulteriormente anche se poi quando dovrò abbandonarlo da qualche parte, sicuramente proverò tristezza e rammarico! [continua]

Urserental: laghi del Lucendro (Uri)

Posted in escursioni on ottobre 11, 2016 by fraclimb

domenica 25 settembre

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Avevo pensato ad una bella e comoda giornata in qualche falesia del lecchese, in parte un po’ stanco del marcio e del rischio di anticipare il cammino eterno con la scheletrica figura incappucciata. Non per altro, ma le donne tutte pelle e ossa non mi vanno granchè a genio e poi, chi la sentirebbe Micol? Così quando il Boris ci domanda dei programmi per la domenica proponendoci una gita da qualche parte, l’idea se da un lato mi mette al riparo dal diventare cibo per vermi, dall’altro sembra profilare l’ennesima sveglia antidiluviana. Evidentemente non si può starsene comodamente sdraiato a letto oltre le 7:30 del mattino! Invece la proposta porta buone notizie anche da questo punto di vista: il programma infatti prevede ritrovo ad orari quasi da FF milanesi per venire incontro alle richieste dell’altra pigra, Magalì!

Per il resto invece, restiamo nel solco della tradizione, decidendo la meta solo quando siamo già tutti e cinque in auto e, praticamente, davanti al fatidico bivio. Alla fine valutiamo che il comodo giro dei laghi del Lucendro possa calzare a pennello e così parcheggiamo al passo del san Gottardo e iniziamo la nostra sfacchinata. Già perchè, nonostante la promessa di un giretto semplice e veloce, in realtà le gambe sono ancora imballate, un po’ per ieri e un po’ forse anche per la corsetta settimanale, segno che agli anni della gioventù iniziano oramai a sommarsi anche quelli della vecchiaia! In ogni caso mi metto in testa e, al primo bivio, mi faccio fregare dalla segnaletica preferendo alla monotona strada asfaltata il più allettante sentiero. Peccato solo che questo specchio per allodole ben presto vada in frantumi svanendo nel nulla (o quasi) e costringendoci ad accendere i radar caiani per poter navigare ben più a vista di quanto mi potessi aspettare dalla segnaletica elvetica. Forse che anche gli svizzeri stiano invecchiando? [continua]

Torre Costanza: mix sulla nord, alla ricerca della via dei Corvi (Grignetta, Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on ottobre 5, 2016 by fraclimb

sabato 24 settembre

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Alla fine anche oggi sbagliamo via: all’inizio non troviamo l’attacco, quindi riusciamo a rientrare sul percorso giusto per poi svicolare sul tratto più impegnativo inanellando così una miscellanea di tiri che ci permette di traversare in diagonale praticamente tutta la nord della Costanza.

In realtà sarei tornato volentieri al Carbonari ma, causa raffreddamento del Jag insieme a previsioni un po’ incerte, evitiamo un altro bivacco e miriamo alla teoricamente più comoda Grignetta anche se poi ci complichiamo l’esistenza puntando al gruppo Costanza-Mongolfiera. Così, dopo un lungo periodo, torno a calpestare il sempre più dissestato sentiero che porta alla Fisarmonica ben consapevole dell’intricato percorso ma scoprendo anche che, nel frattempo, un sottile velo ingannatore è calato come la nebbia sulla mia memoria. Poi arriva il canale, simile ad un letto di un torrente che ci porta all’ultimo tratto ripido e incassato prima di uscire sul prato verticale finale. So già con certezza dove dobbiamo attaccare o meglio questo è quello che credo: se solo avessi letto attentamente anche la guida della richiodatura del 2002! Così mi dirigo sicuro tra la partenza della via del Littorio e l’Altra Faccia della Grigna. Del resto la mitica guida del CAI è più che chiara: la via dei Corvi sale per una placca tra la via di Cassin e quella del Ricky che, a sua volta, dovrebbe salire dalla lapide, decisamente un incipit poco benevolo! A metterci poi ancora più nei casini, ci pensa un chiodo con tanto di logori cordini poco più a sinistra della targa ricordo: anche se da quaggiù la linea non sembra viaggiare sul V come promesso, la via non può che salire da qui. Con questa convinzione, mi carico il materiale e inizio il mio braccio di ferro con la vecchia ossuta e la sua falce. Per prima cosa decido che sia meglio raggiungere l’unica protezione già infissa salendo da sinistra col risultato che, per rinviare il chiodo, mi devo allungare e non poco. Quindi piazzo un bel friend a ulteriore sostegno e mi areno contro la placca. Praticamente non ho la minima idea su dove piazzare i piedi: ed è solo V! [continua]