Archivio per luglio, 2013

Piccolo Lagazuoi: Mario Speciale (Alta Badia)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 29, 2013 by fraclimb

domenica 14 luglio

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Bivaccare in casa non è come farlo all’aperto: la notte passa tranquilla senza problemi di umidità, per di più si può consumare la colazione comodamente seduti su un tavolo senza inventarsi strane soluzioni di fortuna. Così quando la sveglia suona, mi trovo ben riposato e pronto per la nuova campagna di raccolta bollini. Infilo sacco e materassino nello zaino e poi attendo pochi minuti perché Marco mi raggiunga in cucina per poi finalmente partire verso il Piccolo Lagazuoi. Nonostante la vicinanza della parete, non ci vogliamo smentire e poco dopo le 7 chiudiamo la porta di casa mentre la Punto si prepara al suo antipasto chilometrico di giornata. San Cassiano è ancora avvolto nella coperta di Morfeo quando l’utilitaria supera il cartello che indica la fine del paese per poi inerpicarsi verso il passo.

L’aria frizzante della mattina ci da la sveglia definitiva mentre scrutiamo la parete che ci sta di fronte: l’attacco è facilmente individuabile grazie al buco di una galleria della I guerra e quindi saliamo lungo il ghiaione basale mentre gli unici incontri sono quelli con alcune marmotte che scorrazzano tra i sassi. La temperatura e fresca e il breve avvicinamento ci permettono di guadagnare rapidamente la base della prima lunghezza dove completare i preparativi prima di entrare a pieno titolo nel mondo verticale.

Salgo quindi lungo il primo muretto raggiungendo il punto in cui fare la prima sosta. Recupero il compagno di cordata e poi riprendo a salire lungo una bella e facile placca praticamente improteggibile: il friend nel buco non sopporterebbe uno strappo e tanto meno la micro clessidra dove strozzo un cordino ma, viste le difficoltà ridotte, procedo verso l’alto senza far troppo caso alle conseguenze di un improbabile volo. [continua]

Punta Kafmann: via del Libro (Catinaccio)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 22, 2013 by fraclimb

sabato 13 luglio

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Dopo l’ovest è il momento dell’est: la raccolta di bollini mi porta infatti verso la crolloniti ad inseguire un gruppo di amici che passeranno il week end al Catinaccio. Solita levataccia e poi mi metto in macchina per un viaggio solitario verso i monti pallidi con un occhio al tachimetro, uno all’indicatore dei consumi e un terzo (?) alla cartina! In questo senso mi sento un po’ donna: faccio più di una cosa contemporaneamente!

Raggiungo quindi il resto del gruppo al lago Carezza (toponimo che richiederebbe la presenza femminile di cui però devo ancora pazientare l’assenza); la località è quanto di più commerciale (dopo forse le tre Cime) possano rappresentare le Dolomiti: parcheggio a pagamento, bancarelle e sottopasso per raggiungere la vista panoramica su una pozza dai riflessi color smeraldo e sulla quale si specchia lo Scilliar.

Dopo esserci così riempiti gli occhi, facciamo l’ultimo passo verso il caianesimo. Con la seggiovia! Si perchè, forza della tecnologia, l’avvicinamento al rifugio implica un dislivello di ben 10 metri da superare in un minuto e mezzo dopo essersi catapultati dal seggiolino. Ma in realtà la discesa non è stata poi così semplice visto che quell’immobile ciccione del quarto componente della salita alla Salluard mi segue pure oggi! Così, toccato terra, afferro i legacci del saccone e mi metto a correre per evitare di essere investito dal seggiolino. La massa immobile si smuove e, come da prime lezioni di fisica, la sua forza potenziale si somma alla mia spinta: mi vedo così proiettare verso la ringhiera ma, siccome sono Fraclimb, evito il ribaltamento oltre la protezione ricordando che la potenza è nulla senza il controllo! Che poi si potrebbe tradurre: è inutile fare l’8a in falesia se non sai staffare! [continua]

Parete dei Titani: via Venus (val Ferret, Monte Bianco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 22, 2013 by fraclimb

domenica 07 giugno

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Mi sveglio a ripetizione: una volta per un’auto che deve aver scambiato la val Ferret per l’autodromo di Monza, un’altra perchè la corda-cuscino è un po’ troppo dura, un’altra ancora perchè qualcuno ha deciso di mettersi a tossire passando a pochi metri dalla mia panchina-letto. In fondo però me la passo bene: sono sdraiato e al caldo (forse anche troppo) del mio super sacco a pelo mentre Cece e Colo si spartiscono i sedili della Clio come fossero nella suite imperiale!

Alle 7 sguscio fuori dal mio bozzolo cercando di svegliarmi prima possibile perchè gli altri due hanno abbandonato il mondo dei sogni da oramai quasi 5 ore! Così, rimessi un po’ in sesto dalla colazione di una nipote di non so quale grado di Grivel, prendiamo la strada per la parete dei Titani. Non abbiamo in mano nulla ma solo qualche vago ricordo che Cece e Colo si rimbalzano come la pallina di un flipper, tanto che non siamo nemmeno sicuri dell’ubicazione della parete. Nonostante tutto, ci avviamo baldanzosi all’interno della vallata osservando le montagne che si alzano dal ghiacciaio a chiusura della testata.

L’avvicinamento sarebbe breve e agevole se non fosse per le gambe ancora un po’ indolenzite per la corsa del giorno prima ma alla fine arriviamo dove ci eravamo prefissati. La muraglia si alza dal fondo valle fiera e orgogliosa custode dell’accesso all’ultima laterale della val Ferret mentre i nostri nasi puntano verso l’alto. Sembra essere la nostra giornata fortunata: una coppia di ginevrini ha da poco attaccato la linea che andavamo cercando e così attendiamo pazientemente di accodarci agli apritori di giornata sapendo che, almeno fino a lì, tutto è andato liscio.

Così se ieri ho aperto le danze e Cece le ha chiuse, questa volta è invece il turno di Colo; saliamo quindi rapidi godendoci la roccia lavorata e le protezioni plaisir ma soprattutto le pause ristoratrici in sosta fino a raggiungere la cengia mediana. [continua]

Pic Adolphe Rey: via Salluard (Monte Bianco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on luglio 11, 2013 by fraclimb

sabato 06 giugno

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Sono felice ma al contempo un po’ deluso: la mole del Bianco si staglia dietro il Capucin che svetta a pochi metri dalla nostra guglia; giusto il tempo di scattare un paio di foto e poi dobbiamo iniziare la nostra rocambolesca discesa dal Pic Adolphe Rey per poi schizzare nella speranza di prendere l’ultima funivia.

Tutto è iniziato o forse si è concluso ieri quando dal Falier mi han dato la brutta notizia: “c’è ancora neve sulla cengia; l’unica via asciutta è don Quixotte”. Grazie, è l’unica che ho già fatto! Provo allora con il Vazzoler dove mi dicono che la Trieste è pulita ma scartiamo l’ipotesi causa incasinamenti lavorativi di Colo. E allora puntiamo a ovest sognando la diretta americana al Dru: l’astinenza gioca brutti scherzi! Ma anche qui c’è un sacco di neve, probabilmente la parete è bagnata e quindi è meglio aspettare. Non resta allora che la Bonatti al Gran Cap e dal Torino, finalmente, sento ciò che voglio mi sia detto: le pareti sono pulite e ci stanno scalando già da un paio di settimane!

Peccato che Cece resti inamovibile e di ritornare a tirare quei chiodi proprio non ne ha voglia! Così mi metto in auto senza avere chiaro dove i due hanno deciso di arrampicare ma con la netta sensazione che i sogni di gloria caiana dovranno essere ridimensionati.

Il saccone mi stritola le spalle ma, se non altro, ho la certezza di dormire al caldo mentre Colo e Cece batteranno i denti visto che al rifugio non c’è più posto! Così, maledicendo a tutto spiano questa inconcepibile e incomprensibile usanza della prenotazione “a tutti i costi” dei rifugi, attendo che la Combe Maudit si apra davanti ai miei occhi per potermi liberale del pesante fardello, nonché quarto silenzioso componente della nostra spedizione. Da lì, praticamente di corsa e cercando di stare dietro a quel forsennato di Cece, ci involiamo verso il Pic Adolphe Rey mentre divoro con sguardo sognante il cappello del Capucin. [continua]

Val Masino: rifugio Ponti (Predarossa)

Posted in escursioni on luglio 9, 2013 by fraclimb

domenica 30 giugno

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Alpinisticamente parlando, il mese si chiude con una completa disfatta; il semestre ha avuto un picco vertiginoso verso il basso, è precipitato, si è inabissato in un vortice dal quale sembra non riuscire più ad uscire. È ufficiale: dalla crisi mi sono direttamente tuffato nella recessione. Il curriculum alpinistico è in pieno stallo: nessuna salita in Valle; l’impresa alpinistica più gloriosa è stata Ginsengg con uscita sulla via delle Clessidre insieme forse a Buon Presagio (che in definitiva si è rivelato, almeno per il sottoscritto, l’esatto opposto!); l’unica salita di rilievo completata è stata la Zanetti in Medale, poi si contano alcuni tiri sulla via della Formica e quindi sull’Altra Faccia della Luna; l’arrampicata più lunga è stata invece la solitaria su Renata e Santo Domingo al Pertusio. Con un palmares del genere, la normale al Badile sarebbe già un’impresa! In mia difesa posso solo giocare la carta del meteo e delle bizzarrie di una primavera che, di fatto, non è mai stata tale anche se, le poche occasioni avute, mi sono poi schizzate via dalle mani come fossero una saponetta.

Così, per stare nel solco della tradizione, mi concedo una giornata di riposo dopo le immani fatiche di una falesiata al Tramonto. La giornata è di quelle in cui bisognerebbe trovarsi su un 4000 o su una qualche mitica parete alpina: calda, ma non troppo, è con un cielo limpido da cartolina. Ma il nostro obiettivo ricade sul rifugio Ponti, come a volermi sparare davanti al naso l’ennesima possibile caianata sfumata. Certo che se, come da alternativa, fossimo andati alle Placche dell’Oasi, mi sarei trovato a subire gli sberleffi dell’intonsa val di Mello, cosa che mi avrebbe forse fatto rodere di più il fegato! [continua]

Valle di Blenio: Punta Larescia (Ticino)

Posted in escursioni on luglio 9, 2013 by fraclimb

sabato 22 e domenica 23 giugno

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