Sasso Cavallo: Ibis (Grigna)

domenica 14 aprile

FOTO

E oggi finalmente è arrivato! La sveglia è di quelle da completo rincoglionimento, soprattutto se apro gli occhi con un’ora di anticipo e poi resto lì a fissare il soffitto finchè il cellulare non mi richiama all’ordine: “It’s time to get up! The time is 5 o’clock! It’s tim”. Le dita trovano il tasto e il cellulare smette di rumoreggiare; tra qualche ora avranno ben altro da cercare su quella liscia lavagna!

Al Bione ci sono solo sciatori ma al parcheggio di Mandello siamo in buona compagnia: due caiani levano corde e armamentari dal bagagliaio e si apprestano a caricarsi i fardelli sulle spalle. “Dove andate?” “Dove andate voi!” è l’ironica risposta che riceviamo; beh, in effetti, alle 6:30 da queste parti, con corde e moschettoni non ci sono grandi alternative! Iniziamo insieme la camminata scoprendo così che il duo è diretto a Ojo como va? ma, soprattutto, che ci eravamo già incontrati in Marmolada, noi diretti a Don Quixotte, loro alla Vinatzer! Per la serie: com’è piccolo il mondo!

Lasciamo la coppia e, innestata la marcia, cerchiamo di guadagnare quanto prima la parete lavandoci i piedi nella neve già molle che incontriamo nel canale finale: è come un rito di purificazione per accostarci al sacro calice con l’unico inconveniente che ben presto le estremità iniziano a trasformarsi in due bastoncini Findus.

Ignorando i due merluzzi in attesa che si friggano nelle scarpette, la fattoria si popola di un nutrito gruppo di camosci che ci guarda con la classica aria del “ma che state a fa?”. Intanto, come un’invincibile fortezza, la parete si staglia davanti ai nostri occhi: siamo impietriti, ammaliati, esterrefatti difronte a cotanta potenza ma, soprattutto, increduli. La vigliacca, che ieri dalla zona del Rosalba mi si era presentata completamente asciutta, si presenta ora come un vecchio incontinente: lunghe pisciate nere rompono il biancore del calcare ma, soprattutto, scassano gli zebedei! Se una di quelle colate dovesse passare tra gli spit di Ibis saremmo veramente nella cacca: 2 ore e 30 di avvicinamento per poi non scalare un solo metro! [continua]

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