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Cima di Barna

Posted in scialpinismo with tags on febbraio 17, 2009 by fraclimb

sabato 14 febbraio

Cima di Barna, freddo e vento vanno a braccetto! Per lo meno questa è la deduzione che consegue alla seconda uscita su questa vetta.

Già salendo verso isola vediamo numerose nuvole grige che scavalcano la cresta confinale divallando verso sud. Qualche sbuffo di neve si alza dai pendii, presagio di una giornata fredda e ventata. Ma fino al Pian dei Cavalli tutto fila liscio: la zona delle piste di Madesimo è completamente avvolta in un batuffolo grigiastro, ma da noi splende un mite sole.

Superiamo così il bosco quando veniamo accolti da improvvise folate provenienti da nord. La marcia prosegue tutto sommato tranquilla lungo il vastissimo pianoro, ma quando sbuchiamo sulla schiena d’asino terminale gli elementi si scatenano. Il vento diventa sempre più insistente e freddo, mentre la cima viene completamente avvolta dalle nuvole.

Ci chiediamo se valga la pena proseguire e alla fine decidiamo di raggiungere comunque la vetta oramai vicina. Nel frattempo il gruppo si sfilaccia: l’Ale, il Lele, l’Albe e Marco sono più avanti, io seguo a breve distanza e più indietro c’è mio papà.

Così mi trovo solo in vetta: infilo il caldo e piacevole piumino, sfilo le pelli e inizio la discesa. La visibilità è scarsa e il manto nevoso,  scolpito dalla furia di Eolo, non aiuta nella sciata. Finalmente raggiungo papà e Lele e insieme riprendiamo a scendere. Solo al Pian dei Cavalli la situazione migliora, forse anche perchè siamo costretti a una lunga racchettata!

Poi finalmente il pendio nel bosco: una neve in ottime condizioni accarezza gli sci che leggeri scivolano nella polvere. Disegnando curve tra gli alberi raggiungiamo rapidamente l’auto chiudendo nuovamente al sole la giornata.

Cima di Barna – vento, vento, vento!

Posted in scialpinismo with tags on gennaio 28, 2008 by fraclimb

domenica 27 gennaio

Sabato: consueta visita in falesia; siamo andati ad arrampicare sull’unto di Scarenna che, con le temperature “estive” del pomeriggio, era ancora più difficilmente domabile!

La giornata di oggi ha visto il sottoscritto e Luca impegnati in una quanto mai epica e ventosa salita di scialpinismo. Subito la giornata ha levato i veli, mostrando la sua furia: Eolo era decisamente in gran spolvero! Superato Madesimo, siamo saliti verso Montespluga, ma poco dopo un tornante la strada era bloccata: una coltre bianca e polverosa si era deposta sulla striscia d’asfalto, impedendo il passaggio. Unica soluzione: retromarcia fino alla curva e inversione!

Torniamo così sui nostri passi, mentre dalle cime si alzano turbinii di neve. Che si fa? Oramai siamo in ballo, la musica è ad alto volume: non ci resta che inforcare gli sci e salire alla Cima di Barna (MS, 1500m di dislivello)! Lasciamo l’auto poca sopra Isola e ci immettiamo sulla stradina che entra in Val Febbraro. Siamo riparati dalla furia di Eolo, ma più in alto la situazione è decisamente differente.

Proseguiamo in direzione del Pian dei Cavalli e raggiunto un gruppo di case intorno ai 1800m, tagliamo per il bosco, abbandonando la pista: gli ululati si fanno più intensi tra i rami dei larici, ma siamo ancora abbastanza riparati dal vento che spira da nord.

Raggiungiamo un pianoro e ci dirigiamo in direzione di un costolone che risaliamo: probabilmente la traccia originale passa più a sinistra, dove il pendio è decisamente più dolce. L’alito di Eolo ci sferza sul viso, mentre siamo avvolti da un turbinio di gelidi cristalli di neve. Fortunatamente il vento non è continuo o, per lo meno, il suo impeto è alternato a momenti più quieti. In cima al costolone siamo però accolti da una forza ancora maggiore, mentre la neve si innalza nell’aria: dobbiamo attraversare un vasto altopiano verso ovest (Piano dei Cavalli) che non offre alcun riparo dalle folate.

Intanto, sulla spalla che conduce alla visibile vetta posta a chiusura del Piano verso occidente, Eolo si diverte a sollevare candide nubi nevose e a spostarle più a sud. Noi dovremo salire da lì, con un ritmo di marcia che spesso deve essere interrotto proprio per le impetuose raffiche.

Sulla vetta (dove difficilmente si riesce a mantenere la posizione eretta) non c’è nemmeno il tempo per togliere le pelli: bloccati gli attacchi cominciamo la discesa. Al primo attimo di tregua mi butto a terra con l’intento di levare le pelli. Siamo quasi giunti al termine delle operazioni, quando Eolo riprende a sbuffare, coprendoci in poco tempo di neve. La discesa può finalmente riprendere, ma è spesso interrotta e resa piuttosto complicata dal vento contrario.

La sensazione è quella che la forza mostrata dal dio del vento non abbia intaccatto i nostri spiriti, infatti quando ci troviamo al riparo del suo impeto indiavolato, sbagliamo strada, scendendo più a destra del dovuto. Siamo così costretti a sciare attraverso un bosco ripido e piuttosto fitto, e poi dal tracciato di uno skilift abbandonato, fino a raggiungere Isola.