Archivio per dicembre 4, 2018

Val Bedretto: Poncione val Piana (Ticino, III)

Posted in scialpinismo on dicembre 4, 2018 by fraclimb

domenica 02 dicembre

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Ieri ho scoperto di essere ciccione, di essere diventato vecchio e contemporaneamente essere cresciuto di 1 centimetro. Tutta colpa della visita medica per il certificato della palestra che mi ha appioppato qualche chilo in più rispetto quelli che credevo di avere e mi ha scalzato dalla categoria dei bradicardici. Con questi pesi insostenibili mi avvio a provare il regalo di Natale anticipato perchè, dopo 12 anni, è venuto il momento di pensionare sci e attacchi e cercare di adeguarsi alla tecnologia, in attesa ovviamente di tornare, col correre del tempo, tra i pezzi da museo. Così, nonostante la perturbazione invitatasi a pranzo, col Ricky e Gianni puntiamo all’inflazionata val Bedretto e all’ormai solito e a volte noioso Poncione di val Piana.

Al parcheggio inizia già a nevicare, non perchè noi la si abbia presa comoda ma perchè l’invadente rovina week end ha deciso di suonare al campanello quando, ancora in pigiama, ci si trascina per casa vagando alla ricerca del motivo per cui, anche questa mattina, si è dovuto abbandonare il caldo del piumone. Ovviamente la nuova arrivata non smuove minimamente le nostre intenzioni e, dopo aver faticosamente centrato l’attacco con lo scarpone destro, risultato per altro raggiunto al primo tentativo con il fratello, partiamo a razzo su per la traccia. Forse mi sono illuso che sui nuovi sci ci sia anche un qualche sistema di propulsione ma, evidentemente, così non è: il risultato mi porta ad avere per tutta la salita la compagnia di una sensazione di spossatezza cui avrei fatto volentieri a meno. [continua]

Corna Clem: via Tita Chiappini (val Camonica, Brescia)

Posted in vie alpinistiche su roccia on dicembre 4, 2018 by fraclimb

mercoledì 21 novembre

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FOTO

Inizio a fare le prove per quando sarò in pensione confidando che, alla prossima tornata elettorale, qualcuno proporrà i saldi della quota 100 così, siccome è meglio portarsi avanti, convinco il Gughi ad una levataccia estrema, attraversare 3 provincie per poi spararsi una via di 6 tiri.

Poi, una volta sbarcati dalla macchina e accolti dalla colonnina del termometro che non riesce a salire oltre quota 0, inizio a domandarmi se a breve faremo i baccalà in parete o direttamente i bastoncini Findus. L’unico modo per cercare di ritardare il processo è quindi quello di affrontare il più rapidamente possibile l’avvicinamento lungo un sentiero che traversa continuamente il crinale della montagna prima da una parte e poi dall’altra. Così, sufficientemente stufo di continuare ad andare di qua per poi tornare di là, ad un accenno di traccia che pare salire nel bosco, lascio il sentiero e mi infilo nell’intrico della vegetazione. Ovviamente il vago percorso dopo appena una manciata di metri si fonde tra alberi, rovi e macigni e noi iniziamo a vagare verso l’alto cercando di aprirci un varco finchè da dietro mi giunge l’arguta osservazione: “Mi sa che abbiamo perso il sentiero!”. Ottimo: ci mancava pure il socio sarcastico proprio quando sto lottando con l’ennesimo rovo che mi vuole rubare giacca e pantaloni!

All’attacco comunque alla fine in qualche modo ci arriviamo e, a quel punto, possiamo iniziare la lotta per cui ci siamo sparati 2 ore e mezza di auto. La prima lunghezza è un bell’antipasto, soprattutto quando cerco di rinviare la prima piastrina autocostruita del tiro, probabilmente forgiata direttamente da Hans Fiechtl: non c’è niente da fare, l’occhiello è troppo stretto e il moschettone non ne vuole sapere di entrare, fortuna vuole che ci sia spazio per un bel friendino nella fessurina a lato salvandomi così le caviglie da un possibile volo.

Sulla lunghezza seguente mi sento forte e su quella successiva una schiappa, tanto che sono quasi dell’idea di abbandonare la parete al suo destino. Sostanzialmente, dopo i primi metri scalati decentemente, quando la roccia si impenna verso l’alto, inizio a non capirci più nulla e alla fine mi ritrovo a maturare appeso ai fix senza avere la minima idea su come proseguire. Poi però mi ricordo di essere caiano: infilo il C3 giallo in una fessurina, lo carico, ci staffo e raggiungo la protezione successiva. [continua]