Aiguille de Leschaux: via normale (val Ferret, Aosta)

sabato 08, domenica 09 settembre

FOTO

Quando arriviamo a Courmayeur sembriamo una squadra di una moderna spedizione leggera composta dai migliori alpinisti che le scale dei rispettivi caseggiati possano annoverare. Poi, per il resto, di leggero c’è ben poco a partire dalle rotondità dei soci ma, d’altra parte, anche Kukuczka e compagni non primeggiavano certo per il fisico atletico! Così, come prima di ogni partenza per un campo base, anche noi dobbiamo procacciarci qualche leccornia locale e quindi, dopo aver buttato l’occhio tra le vetrine del centro, incappiamo nella gioielleria del macellaio e, poco dopo, nella boutique dei formaggi. Spennati ma sufficientemente equipaggiati di cibarie per poter passare una settimana isolati dal mondo, non abbiamo più scuse per rimandare la partenza così, raggiunto il parcheggio, allestiamo il mercatino delle pulci col materiale che poi dovremo spallare fino al Gervasutti. Mentre quindi riscaldo le rotelle grattandomi la cute alla ricerca di una soluzione per incastrare tutto quanto nei 3 zaini, emerge dal mare dei ricordi il racconto del Boscacci sulla prima salita del Paradiso Può Attendere e sulle cibarie che i tre Sassisti si sono portati sul Qualido. Alla fine il grosso della dispensa passa sulle spalle di mio fratello così da essere sicuro di non venir lasciato indietro lungo la salita mentre il sottoscritto fa il ferramenta e il papà si cucca il resto dell’occorrente. Più che la partenza per un tranquillo fine settimana sembra quella di una spedizione alla ricerca delle sorgenti del Nilo! Dopo mezz’ora o poco più di arrancamenti anche le condizioni del vivandiere iniziano a rassomigliare a quelle di un disperso nella giungla ma il ragazzo tiene duro finchè, dopo un revival della salita al Calvario, ci troviamo a tu per tu col siluro del bivacco.

Basta solo una manciata di minuti e poi due compari si offrono per saggiare la morbidezza dei materassi mentre il sottoscritto rimane con un pugno di mosche in mano a dover vestire i panni del rabdomante. Così, dopo aver trovato il prezioso liquido, quando rientro nel cilindro metallico, la produzione di mobili Ikea è già in stato avanzato lasciandomi quindi la sola possibilità di aspettare che la falegnameria termini il turno. Poi arriva il momento della cena e finalmente gli Unni scendono in campo a saccheggiare la dispensa senza riuscire per altro a completare il lavoro come Attila avrebbe voluto. [continua]

2 Risposte a “Aiguille de Leschaux: via normale (val Ferret, Aosta)”

  1. Tutto bellissimo , a parte quell’idiota appeso al ponte ! 🙂 🙂

  2. Si, infatti. C’é in giro di quella gente… Sicuramente sarà stato un FF 🙂

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