Landmannalaugar: Hellismannaleid Laugavegur e Skogar trail (Islanda)

sabato 14, giovedì 19 luglio

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Alla fine arriva il momento di salire sull’aereo. Ho prenotato i biglietti mesi fa e nelle ultime settimane la domanda è stata solo una: riuscirò a sopportare il mio compagno d’avventura? Non corro il rischio di arrivare ad uno scontro epocale tra titani della cocciutaggine? A questo punto non posso tornare indietro: messo piede sulla scalette, l’avventura è partita.

L’Islanda non mi da un gran benvenuto ma, piuttosto, apre le porte per un definitivo crollo dei nervi: cielo grigio e pioggia sono l’umida accoglienza dell’isola nordica tanto che inizio a pensare che sarebbero tornati utili un paio di braccioli! Piazzo quindi la tenda all’unico campeggio della capitale schivando il più possibile il contatto con gli altri ospiti così da abituarmi quanto prima al mio stato di eremitaggio e poi non mi resta che attendere l’indomani cercando di evitare di slogarmi le falangi dei pollici. Sabato pomeriggio salgo sul pullman per Leirubakki o almeno quella dovrebbe essere la destinazione ma, finchè non inizierò a camminare, proverò sempre una certa sensazione di disagio. Poi il torpedone si ferma, carico il saccone sulle spalle e, col masso di Sisifo appollaiato dietro la schiena e sotto un sole che fa il timido dietro le nuvole, mi avvio alla partenza. La strada si srotola lungo la pianura come i nastri d’asfalto americani ma ciò che veramente inizia a fare crescere l’ansia è il cartello per Rjupnavellir: le distanze si devono essere dilatate un po’ come la pasta della pizza perchè i 22 km segnalati sono esattamente il doppio di quanto avevo calcolato. Già mi vedo camminare nella notte nordica ma, d’altra parte, non posso che iniziare la lunga marcia stile corsa di Forrest Gump ma senza la possibilità di voltarsi e dire: “sono un po’ stanchino!”. A Rjupnavellir il tempo ha corso come Bolt: non posso permettermi di fermarmi e così proseguo fino alle cascate di Fossabrekkur dove piazzo il primo bivacco scampando così dal nugolo di insetti che da alcuni minuti ha iniziato a girarmi attorno come fossi un favo di miele. La domenica mi vede in campo al mattino presto e oggi imparerò che il cammino a volte è una marcia su distese laviche e pianeggianti stile campo di Holly e Benji. L’insolito panorama lunare ha poi un qualcosa di spettrale e contemporaneamente intrigante che mi spinge a schiacciare l’otturatore della macchina fotografica come un giapponese a Venezia. Arrivo così ad Afangagil e poi, dopo aver scampato un potenziale guado facendo il ballerino sui massi sporgenti, raggiungo e supero Landmannahellir per poi piazzare la tenda appena superato il lago di Lodmundarvatn. [continua]

Una Risposta a “Landmannalaugar: Hellismannaleid Laugavegur e Skogar trail (Islanda)”

  1. Mitico Fraclimb!

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