Parete di Santa Maria: Fifth Avenue (val Divedro, Verbano Cusio Ossola)

domenica 17 giugno

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La giornata comincia con una sconvolgente richiesta: ci fermiamo a fare colazione da qualche parte? La mia autistica pianificazione dell’uscita ne esce scombussolata, soprattutto perchè la domanda si aggiunge alla scoperta che lo schizzo della cartina disegnato sulla guida non coincide con la topografia che, non so sulla base di cosa, mi ero costruito in testa. Direi che la situazione è perfettamente sotto il mio controllo! Poi si aggiungono i locals cui chiediamo conferma dell’imbocco della mulattiera: per prima cosa i tempi indicati dalla relazione raddoppiano e poi veniamo messi in guardia sull’attraversamento del fiume, impresa titanica paragonabile forse ai guadi himalayani. Li guardo allibito con la stessa espressione della professoressa al liceo quando le avevo risposto che Renzo portava all’Azzeccagarbugli una coppia di polli: “No! Cosa stai dicendo? Erano due capponi!”. Differenza sostanziale! Già perchè l’unica cosa di cui a questo punto sono certo è che giù al fiume ci sia un solido ponte in cemento che ho individuato dal parcheggio! L’informatore però insiste sulla sua linea ma noi ce ne freghiamo e ci avviamo verso il corso d’acqua.

Sull’altra sponda incontro un altro elemento destabilizzante: la cappella votiva. Forse che sia il fine settimana delle strutture sacre, un monito per il sottoscritto in piena antitesi religiosa? Le cappelle ovviamente risultano introvabili e così inizio a precipitare sempre più nel vortice dell’incertezza. Poi finalmente la prima casetta votiva si materializza e la mia autostima, faticosamente, riprende un po’ quota. Arriva quindi il momento del sentiero che sale all’attacco vero e proprio: per individuarlo devo attivare al massimo tutti i sensi e immaginare che sotto l’erba e tra gli arbusti salga una vaga traccia che finalmente ci deposita all’attacco della via delle Meteore. Cominciamo da qui perchè non ho assolutamente voglia di risalire ancora per prato verticale: d’altra parte se avessi voluto andare a pascolare, sarei stato una mucca. La placca scivola via senza intoppi mentre noi ci restiamo appiccicati come mosche sulla carta moschicida quindi, scaldati i possenti bicipiti tirando una breve fissa, raggiungo l’attacco vero e proprio. A questo punto, nella mia beata supponenza ignorante, mi aspetto una sequenza di fix sparati a mitraglia e da collegare come il gioco dei puntini numerati della settimana enigmistica. [continua]

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