Ancesieu: Panorama su Forzo (valle dell’Orco, Torino)

sabato 16 giugno

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Prima o poi scriverò una guida sul Cerro Torre tanto oramai ho capito che basta mettere giù un elenco di vie, descrivere dei tiri a casaccio, mescolare il tutto e poi servire la guida con alcune belle foto magari, giusto per confondere ancora di più le idee, di altre pareti! Ah, dimenticavo: bisogna poi prendere la scala delle difficoltà, metterla in lavatrice a 90°, vedere quanto si restringa e, se necessario, ripetere l’operazione.

Mistero n°1: la cappellina. Per trovare l’imbocco del sentiero bisogna scoprire dove sia la struttura votiva ma nemmeno sgranando il rosario riusciamo a trovare traccia dell’opera sacra e così, quando arriviamo davanti ad una traccia che si infila nel bosco, ci guardiamo col perspicace sguardo da pecora: dove diavolo è finita la scritta “palestra”? Poi Cece accende la super vista, decifra un geroglifico millenario e finalmente scopre il bandolo della matassa che ci guida nel folto della giungla. Indossato il cappello da Indiana Jones, l’amico tira fuori il machete e inizia ad aprire un varco profetizzando il nostro ingresso in un nuovo “zecchificio”. Alla fine della giornata conterò 4 succhia-sangue a tradimento, tanti quanti i passi in artificiale fatti sulla via.

Mistero n°2: il boulderista o l’A0. Il primo tiro è dato 6c. Siccome sono solito scaldarmi su questi gradi tanto quanto frequentare Rimini e Riccione, direi che l’appena terminata risalita delle fisse alle alghe è stato solo l’antipasto prima dell’arrosto bruciato! Scrutandomi dal monocolo Cece mi informa che il primo fix va tirato a meno di voler lanciare ad un rovescio con il piede su uno svasino disegnato. Mi domando allora perchè diavolo dovrei fare il Moroni quando, caianamente, posso tirare il rinvio e così seguo la soluzione tradizionale per poi fare il Picasso con le mutande quando il piede decide in piena autonomia di assestarsi sull’appoggio mentre supero il successivo ribaltamento.

Mistero n°3: il diedro e i tiri vaporizzati. Al terzo tiro ringrazio di essere caiano. L’ingresso del diedro cerca in tutti i modi di sputarmi fuori ma io ce la metto tutta, faccio la zecca incastrandomi e spingendo contro le pareti finchè riesco a passare oltre l’uscio dell’ingresso. Ora inizia il divertimento. [continua]

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