Ratikon: Kamala (Prattigau, Grigioni)

sabato 26 maggio

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Di Galadriel ricordo la strada d’accesso, un percorso estremo e della morte, affrontata di notte e con il terrore di finire giù dal dirupo. Ora mi trovo a guidare sullo stesso percorso, ancora di notte e con le palpebre pesanti come se fossero state riempite di piombo fuso. Mi incastro lungo gli stretti tornanti e quindi supero l’ultimo paese mentre ci domandiamo chi possa essere il folle che decida di abitare in un simile luogo: forse un lontano parente di due caiani FF che aspettano il fine settimana per infilarsi in qualche assurda situazione? Me ne infischio del cartello di divieto d’accesso e inizio le prove per la Parigi Dakar. Guadiamo un torrente, passiamo sotto gli evidenti segni di una frana sperando che questa non decida di correre verso valle e finalmente, oramai convinto che avrei passato la notte a schivare buche e sassi, arriviamo alla malga di Gruscher Alpli. Mi ricordo di un ottimo posto da bivacco più in alto, dove inizia il sentiero per la parete e allora il Carlos Sainz che c’è in me (un giorno o l’altro riuscirò a conoscere tutte le mie molteplici personalità) pigia sull’acceleratore volando sui rimasugli di neve finchè la prova speciale si interrompe contro i resti di una valanga: non posso chiedere di più alla cara e vecchia Punto cosi torniamo indietro e ci accomodiamo sul selciato della baita.

La sveglia arriva alle 7 sotto forma di un escursionista che raggiunge il nostro posto da bivacco. Immagino già un teutonico cazziatone abbaiato dall’inflessibile svizzero e invece l’uomo ci rivolge qualche incomprensibile parola col sorriso stampato sul volto. Siccome trovo improbabile che ci possa aver chiesto un commento sulla formazione del prossimo governo, rispondo con un lapidario “klettern!”; lo svizzero contento spara altre consonanti di cui capisco solo il saluto finale “schöne tag” quindi lo ringrazio e mi preparo per l’impresa di giornata.

Evitati i salti nel dirupo e l’arresto delle guardie svizzere, almeno non dobbiamo preoccuparci per l’avvicinamento, un percorso che pare uscito da un cartone della Disney finchè, sotto la lavagna calcarea, l’idillio finisce e noi torniamo alle care vecchie abitudini: Cece si appioppa il primo tiro e io quelli pari. [continua]

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