Pizzo della Pieve (parete Fasana): Freezer (Valsassina, Lecco)

mercoledì 31 gennaio

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Il mondo si divide in due categorie: da una parte i caiani e dall’altra gli FF con un rapporto simile a quello tra cattolici e protestanti durante l’Inquisizione o, al giorno d’oggi, tra sunniti e sciiti. Il caiano vede tutto nell’ottica del Caianesimo, ha una missione per redimere l’FF che, reso cieco dal peccato, sforacchia le pareti (perchè lui non va in montagna), si gode la vita, fa cagnara. Invece il caiano lui no: per lui l’alpe è un luogo sacro, come un pellegrino deve calcarne la vetta in religioso silenzio con la sofferenza come unica compagna e, soprattutto, alzarsi quando un FF è ancora immerso tra due guanciali insieme ad una bella gnocca o, peggio, sta rientrando da i bagordi di una serata. Per il caiano il riposo arriva solo quando si alza per andare in ufficio; ma è una pausa solo fisica perchè la sua mente è sempre rivolta alle cime sacre, alla prossima sveglia antidiluviana, alle sofferenze gloriose del fine settimana. È come chi attende con ansia la Quaresima per il digiuno pre-pasquale, solo che per il caiano questo stato dura 50 settimane l’anno visto che almeno due devono essere dedicate al pellegrinaggio in Dolomiti, un po’ come per i musulmani con la Mecca con l’unica differenza che non basta andarci una sola volta nella vita.

Così quando il Jag martedì sera comunica che per l’indomani è necessario trovarci presto, né io ne il Denny osiamo obiettare. Propongo quindi le 5 pur domandandomi per quale diavolo di motivo ci si debba svegliare ad un’ora simile per andare in Grigna: forse che l’eccessiva frequentazione dei templi degli FFPlasticariMilanesi (leggi palestre d’arrampicata) mi stia traviando verso la strada del peccato? D’altra parte, se si vuole sconfiggere il nemico, bisogna imparare a conoscerlo e scoprirne i punti deboli.

Logicamente il tempo fa cagare. C’è una nebbia fitta che riduce la visibilità ad una trentina di metri e non sono gli occhi ancora appannati dal sonno, semplicemnte il Caianesimo sta mandando l’ennesima prova per verificare la fede dei suoi figli. Per prima cosa provo ad incastrarmi con l’auto per i viottoli di Baiedo rischiando di tatuare i muri delle case sulle portiere della Punto ma soprattutto profanando l’ambiente sacro, un po’ come i mercanti al tempio di Gerusalemme. L’ira del Caianesimo allora non si fa aspettare, solo che lui non ribalta la macchina né ci obbliga a chiamare la gru per tirarla fuori da una svolta troppo stretta, semplicemente ci confeziona un avvicinamento che ci tritura le balle più di un documentario sull’arrampicata sportiva. [continua]

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