Bastionata: via di Marco (Grignetta, Lecco)

sabato 28 ottobre

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A volte le trame del destino hanno disegni imperscrutabili: se settimana scorsa non avessi casualmente trovato Cippi e Umberto, non sarei mai andato a fare la Raffaella e, di conseguenza, non avrei sentito il canto celestiale di quella linea elegante ma mai considerata. Lasciare lì un simile ben di Dio sarebbe stato un peccato enorme e così, spinto dal desiderio di riascoltare quelle note, mi ritrovo con Daniele a risalire per l’ennesima volta la Direttissima questa volta con i basti straripanti di ferraglia tra cui una nutrita dose di chiodi che tornerà utile come una fornitura di frigoriferi al polo. Da muli testardi risaliamo rapidi le catene e le scale del caminetto Pagani sfruttando gli evoluti zoccoli opponibili e finalmente arriviamo alla fiera rionale dove iniziamo ad allestire il nostro mercatino delle pulci. Sparpagliata ferraglia ad ingombrare il più possibile il bordo del sentiero, non possiamo che destare un certo malcelato interesse in alcuni escursionisti che si intrattengono ad osservare la nostra trasformazione in alberi di Natale. Raggiunto così un peso che nemmeno dopo le feste di dicembre potrei sognarmi di sfiorare, inizio allora a muovermi lungo la linea di salita prescelta ricordandomi che in fondo il grande Cassin ha salito la Walker con in mano una cartolina! Visto poi che questo sembra essere l’anno del Caianesimo Extreme, destreggio le “elevate” difficoltà e l’ignoto senza grossi patemi finchè, sul muretto finale, inizio a sentire l’impellente bisogno di piazzare una qualche protezione visto che l’ultima mi fa l’occhiolino qualche metro sotto le scarpe. Così inizio a destreggiarmi con l’arte del piantare chiodi riuscendo però solo ad utilizzarli come piedi di porco fino a liberare lo spazio sufficiente per lo 0.75. A quel punto la strada per la sosta è spianata mentre il destino mi sta per servire un’amara sorpresa. Due subdoli e arcigni cordini, logori e spelacchiati come avessero combattuto una dura battaglia, mi sorridono beffardi mentre allestisco il punto di fermata: escluso che la roccia si sia imbellettata con un paio di vecchi cordini sfilacciati e scoloriti, con deduzione degna di Sherlock Holmes, intuisco che qualcuno debba aver già messo piede da queste parti ma, al contempo, deve aver subito la schiacciante severità della parete ed essersi poi calato lasciando i due relitti a vegliarne la discesa. [continua]

3 Risposte a “Bastionata: via di Marco (Grignetta, Lecco)”

  1. ivo ferrari Says:

    ciao ragazzi….li sale una via di Angelo Riva. Credo che il chiodo sia suo..ciao

  2. Aggiornamento del 12 novembre ’17
    A seguito di confronto con Ivo Ferrari, è emerso che la linea da noi seguita di fatto riprende (probabilmente non in toto ma per gran parte) la via “di Marco” aperta da A. Riva nel 1985 la cui relazione riportata sulla guida del CAI (edizione 1998) in realtà non sembra coincidere con quanto da noi trovato. In ogni caso, lo stesso Ivo era già salito su questa porzione di parete insieme a Marco Anghileri considerando la salita una ripetizione della via dell’85. Mi pare quindi doveroso e corretto allinearmi a tale posizione restituendo il nome e la paternità alla linea.
    Ho però lasciato il racconto nella sua veste originale così da mantenere vive le emozioni di una presunta prima salita.

  3. Effettivamente, se si legge quanto riportato da Eugenio Pesci nella guida TCI-CAI, la Via di Marco sembra di fatto una via differente da quella che descrivi tu. La relazione pubblicata sulla rivista del CAI di quei tempi là, invece, gli assomiglia di più. Quello che è sicuro è che la soluzione da voi scelta per arrivare all’attacco della Raffaella, e quindi della parte alta della via, è diversa da quella che scelsi io all’epoca, quando passai dal diedro sulla sinistra del canale (dove oggi sale il primo tiro dello Spigolo Sud) e quindi raggiunsi da sinistra e non da destra l’attacco della Raffaella. La parte alta invece, le lunghezze 4-6, metro più metro meno dovrebbero essere le stesse. La cosa strana è che in base ai miei appunti, tra soste e chiodi di via, ne lasciai una decina. Dal vostro racconto non sembra che li abbiate trovati. Boh! Misteri della Grignetta! Comunque complimenti! La cosa importante è esserci stati .. per primi o per secondi è secondario! Angelo Riva

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