Campanile Basso: spallone Graffer, diedro Fehrmann, Preuss. Pilastro Irene: Solomente. Castelletto Inferiore: Alimonta Vidi (Brenta, Trento)

lunedì 21, martedì 22, mercoledì 23, giovedì 24, venerdì 25 agosto

RELAZIONE pdf (spallone Graffer)

RELAZIONE pdf (Solomente)

RELAZIONE pdf (Fehrmann)

RELAZIONE pdf (Alimonta Vidi)

RELAZIONE pdf (Preuss)

FOTO

Dopo la settimana a braccetto con la signora dalla grande falce, mi tocca una “riposante” vacanza in Brenta con il corso avanzato di alpinismo. Questo almeno è quanto penso alla vigilia della partenza: in fondo dovrei fare salite “facili” ma, soprattutto, non dovrò preoccuparmi per come riempire lo stomaco a colazione e cena, fatto non trascurabile dopo alcune cene a base di risotti liofilizzati! Ma il destino beffardo è sempre in agguato e proprio alla prima giornata operativa, la frittata si capovolge in modo inaspettato. Siamo 4 cordate a dirigerci verso la parete sud del Campanile Basso: io e Andrea punteremo con i nostri allievi allo spallone Graffer mentre il restante quartetto alla Maestri. Stiamo salendo senza problemi fino a quando ci scontriamo contro la scorbutica fisicità della quarta lunghezza che termina con una sosta appesa che non starebbe male in un libro di Stephen King e che rappresenta l’anticamera per l’enigmatico tiro successivo. A metà lunghezza mi accorgo di essere in un labirinto di cui dispongo una mappa sbiadita: trovo la cengia ma troppo in basso rispetto alla relazione mentre in alto c’è la fessura gialla che però sembra essere sulla luna. Ho un grosso punto di domanda sopra la testa e allora decido di fermarmi per cercare di dipanare la matassa ma quando riparto la situazione è ancora più ingarbugliata: non solo non abbiamo dissolto la nebbia ma a questa si aggiunge l’altro Andrea, capocordata alla Maestri, che sbuca proprio sulla fatidica fessura gialla. Precipito nello sconforto più totale: gran bel figurone, l’immenso Fraclimb si perde dopo una manciata di tiri! A questo punto però non ho altra possibilità se non puntare verso l’alto finchè, arrivato a portata di voce, scopro che è Andrea ad aver perso la bussola finendo così sulla nostra linea! A quel punto, non ci resta che fare il verso agli operai appollaiati sulla trave del cantiere del Rockfeller Center aspettando l’arrivo del sole e che si smaltisca la coda sopra le nostre teste. Per il resto la salita scorre senza intoppi ma comunque troppo lentamente rispetto l’orologio-Bolt tanto che riusciamo a rimettere le gambe sotto il tavolo che sono quasi le 9 di sera! Cosü, davanti ad un piatto fumante, si chiude la prima giornata che nel complesso riporta un bollettino di guerra con il 10% di feriti tra cui spicca un allievo con braccio rotto (e relativo recupero in elicottero) quindi un’istruttrice lapidata da una scarica e infine un’allieva con caviglia slogata! Se però fosse stata data carta bianca ai vivandieri, probabilmente avremmo finito con un bilancio ben più grave dato che le ultime cordate rientrano ben oltre le 10! [continua]

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