Torre Trieste: Cassin (Civetta, Belluno)

domenica 13, lunedì 14 agosto

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Ci sono voluti 10 anni ma alla fine ce l’ho fatta. La folgorazione è coincisa con la campagna al Civetta quando ero ancora un caiano col succhiotto e subito avevo messo gli occhi su quell’obelisco ma, fortunatamente, il saggio socio aveva dribblato la pazzia e io ero rimasto lì col naso all’insù a sognare a bocca aperta. Il desiderio però ha continuato a bussare imperterrito ad ogni bella stagione senza però riuscire a combaciare con un’occasione propizia finchè, un po’ all’ultimo, gli astri si allineano e io mi ritrovo col Giaguaro a mirare verso oriente.

La strada per raggiungere Itaca però è irta di ostacoli ancor prima che la costa appaia all’orizzonte: un gruppo di suadenti sirene attirate dalla vista di due fusti bellocci carichi di ogni ammennicolo tenta infatti di ammaliarci con un dolce canto domandandoci incuriosite da dove stiamo arrivando. La risposta del Jag è tanto veritiera quanto capace di disperdere qualsiasi possibilità di un approccio: “dal parcheggio!”. Ora, le muse che già avevano apparecchiato mutandine e reggiseni ad asciugare sul prato, trasformano l’immagine di due baldanzosi arrampicatori tornati da una feroce battaglia con quella di due muli da soma gocciolanti di sudore che, per di più, proseguono imperterriti nel loro cammino senza nemmeno dover turarsi le orecchie. Così finiamo di sbuffare solo alla cengia dove dovremmo incontrare “diversi posti da bivacco”; la realtà però è qualcosa di diverso, tanto che nemmeno un giapponese potrebbe affermare che le due piazzole disponibili per passare la notte siano sufficienti ad ospitare più di 4 alpinisti! Fortuna vuole che siamo la prima cordata ad ambire a scalare la parete e così ci accoccoliamo tra gli spigoli delle pietre e il guano di qualche uccello che deve aver scambiato il basso muretto a secco per un bagno pubblico.

Alle 6:30, siamo già davanti al nostro obiettivo: è la prima volta che inizio a scalare così presto ma, in questo modo, dovremmo scampare ad un secondo bivacco. Intanto, evito la prima lunghezza che, a sentire la relazione, dovrebbe proporci un bel quintone con un solo chiodo: sono contento di svicolare da un possibile sfracellamento visto che mi sento ancora conteso dall’abbraccio di Morfeo. Certo che se nutro dubbi sulla prima lunghezza, che ne sarà delle prossime? [continua]

2 Risposte a “Torre Trieste: Cassin (Civetta, Belluno)”

  1. ma le foto delle Sirene dove sono?? 🙂 🙂

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