Legnone: canalone ovest (Valsassina, Lecco)

sabato 17 dicembre

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Quando il Ricky mi comunica l’orario di partenza, mi viene voglia di dare buca e andare a fare l’FF ma alla fine alle 5:30 mi presento al ritrovo puntuale come uno svizzero e sveglio come un insonne per poi partire alla volta del Legnone. La prospettiva infatti di caianare su un bel canale mi stuzzica quel tanto dal farmi rotolare fuori dalle calde coperte e buttarmi tra le braccia del gelo che, a dirla tutta, tanto freddo non è!

Arriviamo così al parcheggio insieme alle prime luci dell’alba, giusto il tempo per non dover rimpiangere la mancanza della frontale dimenticata in un qualche meandro del caotico armadio mentre la nostra auto si aggiunge a quelle già presenti di altri caiani. Diviso quindi il materiale che per lo più avrà solo modo di spassarsela dentro lo zaino, ci incamminiamo lungo il sentiero. Probabilmente, incontrassimo qualche escursionista, penserebbe di essere davanti a un trio di matti o, alla meglio, a una qualche prova per il carnevale: suona infatti piuttosto strano vedere una coppia di picche su ogni zaino in un ambiente che ricorda un deserto con la sua tavolozza di gialli e marroni mentre l’unico bianco è quello della brina! In tutto questo però, visto che ci piace vincere facile, c’è l’indubbio vantaggio di avere un avvicinamento decisamente facilitato e che si riduce a una semplice pascolata durante la quale riusciamo comunque a superare l’imbocco della “traccia” che conduce all’attacco finendo fino al ricovero Ca’ de Legn. Risolto quindi l’errore, ci buttiamo a testa basta lungo il ripido prato, una specie di taboga verso la val Torrone e, individuato un altro trio di aspiranti salitori, li mettiamo nel mirino per poi raggiungere la verticale della linea mentre loro si divertono su alcune placchette di misto roccia-erba. Il primo impatto con le facili roccette che il generale inverno avrebbe dovuto provvedere a coprire di ghiaccio e neve non è dei più amichevoli: mi sento infatti come Pinocchio, legnoso e intrappolato nella rigidità degli scarponi, incapace di spalmare la suola sulla placca lavorata e appoggiata. [continua]

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