Archivio per maggio 2, 2016

Valle dell’Orco: cima del Carro; valle Po: monte Meidassa (Torino). Valle Stura di Demonte: cima della Lausa, testa dell’Ubac, monte Enchastraye e Rocca tre Vescovi (Cuneo)

Posted in scialpinismo on maggio 2, 2016 by fraclimb

venerdì 22, sabato 23, domenica 24, lunedì 25 aprile

RELAZIONE pdf (cima del Carro)

RELAZIONE pdf (monte Meidassa)

RELAZIONE pdf (cima della Lausa e testa dell’Ubac)

RELAZIONE pdf (monte Enchastraye e Rocca tre Vescovi)

FOTO

Non è facile ridurre ad una sequenza di parole una quattro giorni scialpinistica con i suo panorami e le vallate ora selvagge ora più bucoliche, il caldo e il freddo, il vento e le nuvole, le sveglie ad orari inaccettabili e gli occhi che si chiudono davanti al piatto della cena, la compagnia e la gara con Sandro, le attese e le rincorse ma proverò ugualmente a rivivere quei momenti, cucirli in un unico vestito dalle mille forme e i mille colori.

Si era puntato alla Francia ma la vecchia e acida vicina, proprio all’avvicinarsi dell’inizio della festa, alza la cresta e si mette di traverso in previsione di un rock troppo spinto; insomma, l’odiata perturbazione che aveva avuto settimane per fare visita all’arco alpino, decide proprio di farci una capatina nel bel mezzo del lungo fine settimana stravolgendo organizzazione, piani e probabilmente anche un po’ di equilibrio mentale del Lele rendendo in un attimo completamente inutile la montagna di mail che avevano intasato i server nei giorni precedenti. Ma noi, manipolo di irriducibili drogati di polvere o di un più classico caianesimo scialpinistico e con in mano la licenza di mogli e fidanzate ci mettiamo di traverso, rompiamo le uova nel paniere della vecchia bisbetica e ci spostiamo in Piemonte dove le sue urla e i suoi lamenti dovrebbero solo sfiorarci di striscio.

Così venerdì inizio la mia routine di sveglie con dinamite e paranco e, insieme a Edo e Sandro, do il via alla prima personale esperienza di quattro giorni sugli sci con destinazione valle dell’Orco. Ma l’insopportabile sembra aver fiutato il nostro furbesco raggiro cercando in tutti i modi di allungare le sue dita nodose verso la nuova meta dello sballo e promettendo una sua visita già in mattinata, unico motivo per cui non rivivo i moti del ‘48 contro la sveglia apparentemente ingiustificabile per i “soli” 1500m da fare. Fuori è ancora notte e, mentre scaldo i motori della Punto facendo rivivere esperienze rellystiche almeno a detta dei due amici, risaliamo con un viaggio infinito su per la valle dell’Orco fin dove il nastro d’asfalto lo permette. [continua]