Val Bedretto: poncione val Piana (Ticino, II)

domenica 03 aprile

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La proposta arriva inaspettata ma è una richiesta verso la quale non posso e non voglio tirarmi indietro così inizio a muovere i pezzi del puzzle per riuscire a incastrare tutto. In primis, devo capire se ho il via libera di Micol: il permesso arriva immediato ma con un sottile velo malinconico. Se andrò a fare scialpinismo con papà, lei cosa potrà fare? Provo a rimescolare le carte e vedere di trovare la combinazione ideale che concili tutto. Così propongo una gita di mezza giornata riuscendo anche a coinvolgere il Ricky. Insomma, tutto sembra girare per il verso giusto, peccato solo non avere anche il potere di capovolgere la ruota del tempo e richiamare il sole sulle Alpi!

Poco male, alle 8:30 iniziamo a salire verso il breve bosco, sotto un cielo latteo che si confonde con il bianco del terreno. Nonostante gli ingranaggi arrugginiti, papà risale senza problemi lungo il pendio e, rapidamente, entriamo nella valle sospesa soprastante. Chiaramente ho voluto spingere sull’acceleratore ma il fisico sembra rispondere bene alle sollecitazioni mentre intorno a noi iniziano pure a turbinare sottili fiocchi. Fortuna che la perturbazione era prevista per il mezzogiorno! Risaliamo l’ultimo pendio su una neve dura e portante che lascia ben sperare per la discesa mentre, più in basso, la situazione non si profila altrettanto allettante: immagino un malefico crostone che trasformerà il rientro in una vera tortura cinese attraverso un campo minato.

Intanto però, devo pensare a superare l’ultimo tratto di salita: il Ricky è già più avanti mentre mi separo da papà per superare l’ultimo tratto. Cerco di inserire il turbo e mi avvio verso l’ultimo breve pendio mentre intravedo sfrecciare già in discesa il Ricky. Abbandonare però la vetta quando mi restano meno di un centinaio di metri è un’opzione inaccettabile: spingo ancora di più, supero la salita e quindi mi butto sul crinale che mi porta finalmente sul punto più alto. Non mi formalizzo con i normali convenevoli di vetta anche perchè, a parte il sottoscritto, non c’è anima viva, e il panorama non offre molto di più di un candido grigiore bidimensionale.  Mi preparo in fretta e furia e inizio quindi a scendere. [continua]

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