Rheinwald: Chilchalphorn (Grigioni II)

domenica 21 febbraio

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Finalmente chiudo i conti e metto una bella X anche su questa vetta che, tra un tentativo fatto e diversi ipotizzati, mi è passata davanti già diverse volte, rischio che, a dire il vero, ho corso anche oggi quando, giunto poco oltre la metà ho iniziato a cogliere i frutti della partenza a razzo (non si sa bene per quale motivo) sebbene avessi continuato a ripetermi il mantra “sali con calma, vai adagio”.

Quando scendo dalla macchina, pur trovandomi ancora all’ombra, un insolito calore mi avvolge mentre la neve sembra già una specie di granita indurita sebbene non siano ancora le 9. Insomma ci sono tutte le premesse per una sfacchinata colante in salita e una lotta in discesa! Lascio il pile nel bagagliaio e mi avvio alla caccia degli altri scialpinisti che sembrano diretti, almeno per ora, sul mio stesso itinerario solo che difficilmente penso che qualcuno di loro possa puntare al Lorenzhorn, il mio vero obiettivo. Quindi, forte anche della traccia ben battuta, risalgo molto rapidamente il primo tratto, fino ad un alpeggio poco oltre il quale era naufragato il precedente tentativo. Oramai mi è chiaro che se avessi voluto stare in solutidine, avrei dovuto puntare a qualche altra zona, ma qui la situazione si fa ancora più affollata! Riprendo fiato e cerco quindi di partire prima che il gruppone caiano inizi la sua marcia verso l’alto mentre un sole primaverile mi consiglia di continuare a mezze maniche. Tutto al momento fila liscio: raggiungo un bivio della traccia e punto diritto, mentre la gran massa svolta a destra: forse mi sono tolto dalla ressa?

Passa però poco che inizio a pagare le conseguenze della sparata iniziale mentre lo sci sinistro inizia pesantemente e faticosamente a scorrere lungo la traccia: maledetto zoccolo! Da qui in avanti, sarà una lotta continua contro la neve che si impatacca sulle pelli formando un ammasso duro e pesante che mi ancora al suolo. Per di più la stanchezza si fa sentire con il risultato che ben presto abbandono l’idea del lontano Lorenzhorn e punto alla più vicina vetta del Chilchalphorn. Mancano “pochi” metri, circa 300 ma così sarebbero se fossi in condizioni normali mentre ora riesco a superarli solo con la forza della determinazione. Osservo chi mi precede, poi il deposito degli sci: devo tenere duro, mancano pochi passi inoltre il problema zoccolo sembra passato. [continua]

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