Antimedale (torrione Rosa, Davide e Stefano): in ricordo di Marco Anghileri (Lecco)

domenica 24 gennaio

RELAZIONE pdf

FOTO

Sono passati poco più di due mesi eppure la macchina gira ancora bene, oserei dire quasi alla perfezione. L’allenamento in falesia sembra dare i suoi frutti e noi siamo veramente forti! L’autoconvinzione e l’elogiarsi può fare miracoli! Ma forse proprio l’essersi trasformati in odiati FF è il motivo del principale e forse unico errore: aver dimenticato il casco. Il fatto è che, se io mi ricordo della protezione per il cranio solo quando sono già a Lecco, per Cece la lampadina si accende quando stiamo già salendo lungo il sentiero. Appunto: la salita. Una volta l’avremmo fatta quasi di corsa; ora, sarà forse per dare tempo al sole di sorgere, sembriamo due sottospecie di bradipi. E poi, a segnalare una troppo spiccata indole da FF, ci si mette un’intera da 80 metri (di cui alla fine non ho neanche capito l’utilità)  e il gri gri. Così bardati, raggiungiamo quindi la base della Chiappa senza avere ancora effettivamente deciso per quale via saliremo alla parte alta della parete. Mentre quindi un’altra cordata affronta la prima lunghezza, Cece parte a razzo con l’idea forse di fare un unico tiro della via: insomma, l’indole caiana, sentito il richiamo, torna finalmente a fare la voce grossa mentre mi chiedo se non sia forse meglio salire slegati piuttosto che affidarsi all’effetto yo-yo e a protezioni più saltate che rinviate! Non che quando arrivi il mio turno, sotto il tetto al termine del terzo tiro, la musica cambi: anche il sottoscritto si impegna non poco a salire il più rapidamente possibile limitando al minimo le rinviate per evitare problemi di attrito. Resto solo sorpreso dell’unto diedro alla quarta lunghezza dove ricordavo una protezione a rendere più sicuro il tratto più impegnativo della via. Evidentemente o la memoria inizia a fare cilecca o qualcuno si è divertito a levare un chiodo! Poco male: afferro quei due o tre panetti di burro e mi rovescio sopra l’ostacolo inebriandomi con una slittata della scarpetta che fortunatamente non porta ad alcuna conseguenza. Così archiviamo la prima pratica pronti a ripetere la mitica via tra le Chiappe. È ancora Cece a condurre lungo l’interessante monotiro che avevamo aperto quasi due anni fa. L’amico risale la placca, raggiunge il muretto con provvidenziale fessurina e poi prosegue per roccette e sfasciumi fin poco sotto il sentiero di discesa. Fin qui dunque il terreno noto non ci ha creato problemi mentre ora ci apprestiamo a varcare una nuova soglia dalle incognite abbastanza considerevoli. È un po’ come affrontare un banco di nebbia con i fari spenti. [continua]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: