Archivio per febbraio 2, 2016

Antimedale (torrione Rosa, Davide e Stefano): in ricordo di Marco Anghileri (Lecco)

Posted in vie alpinistiche su roccia on febbraio 2, 2016 by fraclimb

domenica 24 gennaio

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Sono passati poco più di due mesi eppure la macchina gira ancora bene, oserei dire quasi alla perfezione. L’allenamento in falesia sembra dare i suoi frutti e noi siamo veramente forti! L’autoconvinzione e l’elogiarsi può fare miracoli! Ma forse proprio l’essersi trasformati in odiati FF è il motivo del principale e forse unico errore: aver dimenticato il casco. Il fatto è che, se io mi ricordo della protezione per il cranio solo quando sono già a Lecco, per Cece la lampadina si accende quando stiamo già salendo lungo il sentiero. Appunto: la salita. Una volta l’avremmo fatta quasi di corsa; ora, sarà forse per dare tempo al sole di sorgere, sembriamo due sottospecie di bradipi. E poi, a segnalare una troppo spiccata indole da FF, ci si mette un’intera da 80 metri (di cui alla fine non ho neanche capito l’utilità)  e il gri gri. Così bardati, raggiungiamo quindi la base della Chiappa senza avere ancora effettivamente deciso per quale via saliremo alla parte alta della parete. Mentre quindi un’altra cordata affronta la prima lunghezza, Cece parte a razzo con l’idea forse di fare un unico tiro della via: insomma, l’indole caiana, sentito il richiamo, torna finalmente a fare la voce grossa mentre mi chiedo se non sia forse meglio salire slegati piuttosto che affidarsi all’effetto yo-yo e a protezioni più saltate che rinviate! Non che quando arrivi il mio turno, sotto il tetto al termine del terzo tiro, la musica cambi: anche il sottoscritto si impegna non poco a salire il più rapidamente possibile limitando al minimo le rinviate per evitare problemi di attrito. Resto solo sorpreso dell’unto diedro alla quarta lunghezza dove ricordavo una protezione a rendere più sicuro il tratto più impegnativo della via. Evidentemente o la memoria inizia a fare cilecca o qualcuno si è divertito a levare un chiodo! Poco male: afferro quei due o tre panetti di burro e mi rovescio sopra l’ostacolo inebriandomi con una slittata della scarpetta che fortunatamente non porta ad alcuna conseguenza. Così archiviamo la prima pratica pronti a ripetere la mitica via tra le Chiappe. È ancora Cece a condurre lungo l’interessante monotiro che avevamo aperto quasi due anni fa. L’amico risale la placca, raggiunge il muretto con provvidenziale fessurina e poi prosegue per roccette e sfasciumi fin poco sotto il sentiero di discesa. Fin qui dunque il terreno noto non ci ha creato problemi mentre ora ci apprestiamo a varcare una nuova soglia dalle incognite abbastanza considerevoli. È un po’ come affrontare un banco di nebbia con i fari spenti. [continua]

Grona: direttissima (Como)

Posted in escursioni on febbraio 2, 2016 by fraclimb

sabato 23 gennaio

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Di solito per decidere la gita mi devo arroventare le meningi rovistando nei meandri del cervello per poi, immancabilmente, girare attorno ai soliti posti e a proposte scontate. Questa volta, invece, l’idea salta fuori quasi all’improvviso, spinta ancora dalla molla dell’antifalesismo: un posto con un pizzico di caianesimo ma non troppo è la soluzione ideale! Devo considerare poi di accontentare il lato Pisolo che se ne starebbe a ronfare sotto il piumone per poi dare il là alla fustigazione mentale del ripensamento serale. In tutto questo, non devo poi dimenticare che in alto fa freddo e c’è la neve o, almeno, qualche strana leggenda così racconta della stagione invernale. A conti fatti, non sembrano restare molte opportunità eppure la soluzione mi si para davanti senza difficoltà: Grona! Sembra il posto ideale: dislivello contenuto e viaggio relativamente breve accontentano Pisolo; il percorso completamente al sole viene incontro alla richiesta di caldo; assenza di neve ma ambiente simile ad una Grignetta in miniatura rispondono infine alle esigenze della semplice passeggiata e, contemporaneamente, del caianesimo. Così, alla fine, il plastico del plastico delle Dolomiti sale sul gradino più alto del podio.

Partiti quindi con certa comodità, inseguiamo la fine della stradina che ci permette di salire il più possibile verso la nostra meta. Strano pianificare una camminata per poi spingersi col mezzo motorizzato il più in alto possibile!

Il percorso sale quindi tra un bosco di giovane betulle scheletriche alla volta del rifugio Menaggio permettendoci di guadagnare rapidamente quota. Mi sento leggero, come spinto da una forza misteriosa: sarà forse che ho lo zaino praticamente vuoto? O forse la super potenza data dalla corsa settimanale? [continua]