La Sentinella: Rondini Sanguinarie (val d’Ossola, Vallese)

sabato 26 settembre

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Le prime nevicate in quota mettono i bastoni tra le ruote; avrei voluto provare a chiudere i conti con un vecchio tentativo visto che questo sembra l’anno del caianesimo classico ma devo abbassare la cresta se non voglio andare a sbattere quasi certamente con la quinta sconfitta contro il Cavalcorto. Così ascolto le proposte di Cece e poi valuto il da farsi: Oceano e Dieci Piani da una parte e val d’Ossola dall’altra. I primi due piatti sarebbero anche gustosi se non li avessi già provati e divorati. Di risalire le logore fisse, superare l’esposta cengia e il ripido bosco per arrivare alla base della via in Valle non ne è ho alcuna voglia. Lo stesso dicasi per la via al Sasso Cavallo: oltretutto difficilmente riusciremmo a scalarla più in libera di quanto non strettamente obbligatorio e quindi anche qui non sarebbe nient’altro che un ripetere un percorso già fatto. La val d’Ossola invece è un posto nuovo con l’aggiunta dell’indubbio vantaggio di una comoda sveglia perchè il sole si presenta tardi sulla parete. Ovvio quindi che firmo per quest’ultima opzione.

Arriviamo comodamente al parcheggio sotto la parete che l’ombra ancora la fa da padrona e, dopo aver diplomaticamente contrattato la possibilità di lasciare l’auto presso la pompa di benzina, risaliamo il brevissimo avvicinamento che ci separa dalle rocce soprastanti. La vista dal basso sembra promettere una scalata dura e quindi una giornata su staffe che presumibilmente avrà come effetto due braccia gonfie e doloranti. L’incipit sembra rispettare queste premesse: la fessura iniziale con cui si vede impegnato Cece sembra essere stata montata al contrario rispetto i pochi appoggi visibili. L’unica soluzione è affidarsi alle luccicanti piastrine metalliche e risolvere con una bella mungitura il primo passo duro. Poi la via sale per fessure scalabili ma su un percorso che non ci azzecca nulla con quanto proposto dalla relazione: mi viene anche il dubbio che il capocordata stia mettendo insieme i tiri di due linee parallele ma quando mi trovo a ripetere le sue gesta, mi rendo conto che quella sia l’unica strada possibile. [continua]

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